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19/12/15

Geova … non lascerà i suoi leali. Salmo 37:28


Basato sul commento di Pugno chiuso del   
23  dicembre, 2014 21:13


Che cosa significa, e chi sono, i "suoi leali"?



Fu Geova stesso a volere la divisione del Regno d'Israele e ad appoggiare la secessione di Geroboamo in tal senso (1 Re 11:31-39). Gli israeliti che si trovarono sotto l'amministrazione di questo nuovo Re voluto da Dio potevano facilmente pensare che le iniziative di Geroboamo fossero in fin dei conti delle "disposizioni" da rispettare visto che fu Geova a metterlo lì. Il clima attorno a quegli israeliti era molto condizionante in tal senso, e questo valeva anche per l'adorazione, cioè nei modi e nei luoghi scelti dalla nuova amministrazione voluta da Geova.

Dopo tutto, il profeta di Dio non disse che tutte le attività religiose dovevano rimanere nel Regno meridionale colpevole di idolatria ... A volte però, per sapere come comportarsi, non c'è la direttiva scritta bella e pronta e chiara come un cartello stradale o il ministro nominato che ci dica sempre come agire. Anzi, può anche succedere che il ministro nominato la dica storta. Ma chi è leale sa e capisce qual è la volontà di Dio in quel caso e si muove guidato dalla sua coscienza anche e soprattutto quando il contesto è molto confuso.

Il leale fa come fanno quelle anguille che ad un certo punto della l'ora  vita vanno tutte assieme al Mar dei Sargassi, nel centro dell'Oceano e, solo lì, depongono le loro uova, sebbene non ci siano mai state prima e sebbene siano sempre vissute migliaia di chilometri lontano da lì. A differenza della lealtà istintiva delle anguille, la nostra è invece un afflato di benignità e di attaccamento alla cosa amata che non la molla proprio, anche nelle circostanze più avverse, anche quando le "ragioni contro" possono apparire convincenti.
 
Lealtà a Dio non ad un Organismo umano
 
Penso all'attaccamento "irrazionale" di Rut a Naomi, molto più forte di quello di Orpa. Penso al mitico Pietro che dopo aver ascoltato un discorso di Gesù (che non si poteva proprio mandare giù) gli dichiara la sua lealtà assoluta, "..da chi ce ne andremo..Tu hai parole di vita eterna".. gli vedo quasi la faccia. Penso a quell'infermiera che, credendoci, continua forsennatamente a fare il massaggio cardiaco all'amica cui non batte più il cuore, anche quando le macchine dicono che non c'è speranza , finché quel cuore non riprende a battere... Penso a quegli "alcuni" della congregazione di Sardi che non "contaminarono i loro mantelli" benché i pastori nominati che dovevano pascerli erano spiritualmente dei cadaveri.
Solo i leali non perdono la bussola in frangenti come questi e perseguono l'obbiettivo del modello di Cristo e del Suo modo di obbedire al Padre. Leale e non solo "legale", perché il legalista fa semplicemente ciò che gli viene detto, guarda i fogli scritti con le regole e le osserva. Ma il leale fa di più, sintonizza il suo spirito con quello del fine da raggiungere e poi ci mette tutto il cuore per arrivarci.. E' Geova che fa così per primo con noi anche quando non Gli diamo molte speranze o segni di vitalità. Fa come quell'infermiera col massaggio cardiaco...non molla mai. Ai pastori morti di Sardi infatti gli da ancora fiducia e non li rimuove.

 
Dio non dimentica il bene fatto
come fa l'organizzazione

 
La lealtà di Geova è tale che ci accredita ancora tutto il bene che abbiamo fatto anche se ora abbiamo smesso di farlo per qualche ragione, per lui è prezioso quel bene che abbiamo fatto col cuore e lo conserva come un genitore conserva gelosamente i disegni del figlio piccolo anche se poi da grande lo ha deluso in qualcosa. Per Lui sarebbe ingiusto dimenticare il bene che abbiamo fatto (Eb. 6:10), infatti la scrittura di oggi dice che fa così perché "ama la giustizia". Se abbiamo anche noi questo afflato di lealtà, come Davide, Rut, Pietro..non perderemo mai la bussola e anche se ci trovassimo soli o circondati da venti tempestosi e contrari faremo come quelle anguille e non molleremo mai, e troveremo un modo per arrivare nel nostro Mar dei Sargassi.

 
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