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08/05/15

TdG - E' possibile gestire una vera trasparenza finanziaria !!

  
 ...Ed ecco, durante la mia afflizione ho preparato per la casa di Geova centomila talenti d’oro e un milione di talenti d’argento, e il rame e il ferro non c’è modo di pesarli

perché sono in gran quantità; e ho preparato

legname e pietre, ma vi farai aggiunte...

1 Cronache 22:14

E' possibile gestire una vera trasparenza finanziaria come avveniva ai tempi del Re Salomone?

Con i mezzi attuali, non solo non è difficile, ma è addirittura semplicissimo. Uno dei maggiori deterrenti delle contribuzioni a livello planetario è il non avere la percezione di cosa viene realmente fatto e di come vengono utilizzate le proprie risorse.Oggi abbiamo un video esplicativo del CD, il primo nella storia dei TdG, ma tra pochi mesi non sarà più nè attuale nè aggiornato. Esiste un modo per dare dinamicamente e celermente un quadro completo della situazione al popolo di Geova ?

Oggi moltissime transazioni finanziarie passano attraverso sistemi sicuri e comunque assicurati come paypal e carte prepagate. E' innegabile che la macchina teocratica è destinata  a crescere, per questo la semplicità di gestione e la sua trasparenza sono fattori determinanti. Gli stessi programmi finanziari si basano su linguaggi di programmazione (SQL e PLSql) che hanno come loro punto di forza la semplicità unita alla sinteticità dei comandi. In Sql le istruzioni fondamentali sono solo 4 (insert, delete, select, update), i derivati nelle varie forme si intrecciano e armonizzano "a cascata" così che è possibile gestire infinite quantità di informazioni finanziarie senza venir meno in sicurezza, efficacia e velocità.

Ma veniamo a noi. Come può oggi l'organizzazione incrementare seriamente l'opera di contribuzione ?

Con quello che possiamo definire "l'albero delle contribuzioni".Si tratta di raggruppare le voci delle contribuzioni in poche macro aree, ognuna espandibile in varie sottocategorie dando la possibilità a ogni singolo di contribuire su una categoria a  livello macro(Matteo 24.14 o tutte le sale del Regno) o sulla singola voce (singola Congregazione, Singola Opera, Singola Voce di Costo, ecc.).
In realtà molto del lavoro di amministrazione sarebbe delegato ai singoli fratelli che da soli popolano le voci contabili che gli interessa coprire.

Facciamo un esempio concreto di come potrebbe strutturato (a titolo di esempio) un albero contributivo accessibile online...






E così viaF

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FaaFacciamo un esempio sulle assemblee:
E così via........Facciamo un esempio sulle assemblee :
Ognuno può decidere di dare una contribuzione sull'opera in generale (Fondo Gestione Sale assemblee) che viene poi ripartita equamente su tutte o viene utilizzata dal comitato di filiale per una singola voce o il proclamatore può scegliere di fare una contribuzione per una singola assemblea di circoscrizione, o addirittura per una singola voce di spesa se lo ritiene opportuno. Cosa succede una volta arrivati in fondo all'albero, su quella che si chiama in gergo tecnico "la foglia" ? In questo caso cliccando sulla voce es. Sala Assemblee di Cameri si avrebbe la possibilità di vedere tutte le voci Dare e Avere tipo:

Gestione Sale Assemblee

Voce              Costi Sostenuti Contribuzioni ricevute

Verniciatura Annuale         250000      136800
Spese elettriche                 125000      120000
Costi di riscaldamento        236000      231000

ecc.

Ognuno potrebbe decidere di contribuire per la singola voce di costo o per le spese in generale (la cui destinazione è decisa a cura dei responsabili di filiale). 
Le implementazioni e le migliorie sono innumerevoli. 
Si potrebbe indicare con un colore rosso quali sono le voci che richiedono di essere coperte (es. mancano contribuzioni per la traduzione del nuovo mondo in Punjabi), azzurro per quelle coperte, blu per quelle ampiamente coperte

La stessa gestione andrebbe fatta sino alle singole congregazioni, in modo che ogni fratello avrebbe la possibilità di contribuire per ogni singola voce di spesa (o risoluzione ) o per le spese in generale della propria congregazione. In tal modo per ogni congregazione si avrebbe la massima visibilità per tutte le risoluzioni in vigore,  sostegno CO, invio soldi per Tizio, contributo per ristrutturazione podio, ecc.

l CO vedrebbe come gli anziani amministrano i soldi, persino lo schiavo  ed il CD potrebbe capire se ci sono effettivamente sprechi e potrebbe consigliare opportunamente la singola filiale o le singole congregazioni.Naturalmente ciò non dovrebbe rimuovere le cassette di contribuzioni che resterebbero sotto le 4 macro aree attuali (Fondo mondiale, Fondo Locale, Co, ecc..)
Le stesse contribuzioni elettroniche dovrebbero essere rigorosamente anonime, ma permetterebbero al CD di capire quali risoluzioni il popolo apprezza e quali non intende sostenere; inoltre ognuno potrebbe contribuire realmente per ciò che desidera, e non per ciò che non desidera. Inoltre se il CD decide di aumentare il numero di sale del Regno in una data zona potrebbe creare una voce dedicata collegata a un video esplicativo. Se i fratelli approvano contribuiranno per quella singola opera !

Come verrebbe presa una risoluzione simile a livello mondiale ? 

Sapere che i VOSTRI soldi sono andati nella congregazione di Fukushima subito dopo il disastro o che hanno sostenuto un particolare fratello che vi stà più a cuore, o un particolare aspetto dell'opera (traduzione in braille) o che nello Zambia hanno ricostruito la locale congregazione proprio con la vostra cifra, non vi farebbe piacere ?
Pilotare le vostre contribuzioni per le nuove Bibbie in italiano, sarebbe sbagliato?

Sapere che una sala delle assemblee spende in misura eccessiva in spese di verniciatura non sarebbe opportuno ?Non si eviterebbero i resoconti finanziari alle assemblee di circoscrizione o di distretto ? Oggi possiamo succhiare il latte dei Re ( Isaia 60:15, 16), facciamolo per recare lode e onore al nostro creatore e per indicare al CD quali sono le scelte che il popolo comprende. 

Sopratutto sia data a ognuno la possibilità di contribuire volontariamente su ciò che ritiene veramente proficuo per la crescita del Regno. Con una simile Risoluzione nessuno tratterrebbe più le proprie contribuzioni all'organizzazione, perchè avrebbe la piena percezione che stà contribuendo concretamente per l'adempimento di MT 24:14.



Da un collaboratore
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Alcune considerazioni sui volontari che si sono spesi nell'opera mondiale .




Dopo aver ascoltato la bellissima esperienza di servizio di questa sorella ( mi riferisco alla sorella Lelvira e i suoi ultimi commenti ) mi sono a lungo interrogato e ho scrutato 
nelle scritture, spinto dal desiderio di capire…


Chi deve sostenere economicamente i nominati e i volontari che si spendono per Geova ?
La risposta a questa domanda la dà il più grande CO del nuovo testamento, l’apostolo Paolo. Il 1Tessalonicesi 2:9 leggiamo:“9  Certamente rammentate, fratelli, la nostra fatica e il nostro lavoro penoso. Lavorando notte e giorno, in modo da non porre su nessuno di voi un costoso peso, vi predicammo la buona notizia di Dio. 10  Voi siete testimoni, Dio pure lo è, di come provammo a voi “

Di chi stava parlando l’apostolo Paolo? Lo stesso Paolo in 1 Tessalonicesi 1:1 menziona in apertura della sua lettera se stesso, Timoteo e Silvano (Sila) . In effetti in Atti 18:5 viene menzionato il viaggio missionario affrontato dai tre fedeli servitori per incoraggiare le congregazioni.

Di quale lavoro penoso parla ? Sempre Paolo racconta quale fosse il suo mestiere in Atti 18:3:“3  e siccome era dello stesso mestiere restò nella loro casa, e lavoravano, poiché erano di mestiere fabbricanti di tende. “  Sì, Paolo lavorava ed anche intensamente ! Ma non lavorava da solo ! Perché diciamo questo ? Perché in 1 Tessalonicesi 2:9 Paolo parla al plurale, riferendosi anche a Timoteo e Sila. 

Ma Paolo alternava periodi di lavoro a periodi di servizio ? Atti 18:4 indica chiaramente che Paolo faceva entrambe le cose, si organizzava:“4  Comunque, ogni sabato pronunciava un discorso nella sinagoga e persuadeva giudei e greci.”Naturalmente il suo tempo e le sue energie erano vincolate e non dedicava tutto il tempo che desiderava al servizio.

Perché anche Timoteo e Sila decisero di lavorare con Paolo ? Atti 18:5 continua spiegando cosa fece Paolo, non appena fu raggiunto da Timoteo e Sila che evidentemente gli dettero una mano nel portare a termine il suo lavoro.. “*5  Or quando Sila e Timoteo scesero dalla Macedonia, Paolo si occupava intensamente della parola, testimoniando ai giudei per provare che Gesù è il Cristo.” Libero dai carichi di lavoro potè intensificare l’opera grazie al sostegno dei due compagni d’opera. Quindi tutti e tre si alternavano tra servizio e lavoro, in armonia con le parole che rivolse liberamente ai Tessalonicesi in 1Tessalonicesi 2:9, dove in effetti incluse nuovamente nell’opera lavorativa ancora Sila e Timoteo.

Ecco perché Paolo era libero di parola davanti a tutti i conservi come leggiamo in Atti 20:34 “34  Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di quelli che erano con me” (dove a quelli che erano con me intendeva plausibilmente ai suoi compagni d’opera)

Fù facile per loro fare tutto ciò ? In 1 Corinti 4:11,12 Paolo stesso decide di aprirsi ai Corinti e spiega la loro condizione:
“11  Fino a questa stessa ora continuiamo a soffrire la fame e la sete e ad essere scarsamente vestiti* e ad essere maltrattati e a stare senza dimora12  e a faticare, lavorando con le nostre proprie mani.”

Cosa spinse Paolo, Sila e Timoteo come anche altri a compiere simili sacrifici ? E’ evidente che alcuni unti si sentissero liberi di non provvedere alle necessità materiali di familiari e conservi perché troppo occupati nelle attività teocratiche. Ragione per cui Paolo in 1Timoteo 5:8 fu spinto a dire “8  Certo, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede.*” Ovviamente Paolo era assolutamente libero di parola in merito e volle che anche gli altri compagni (Timoteo e Sila) lo fossero. Non voleva che sorgesse alcuna scusa che spingesse risorse economiche a ciò che non fossero il leale sostegno di sé stessi e dei propri cari. Ovviamente in questo caso specifico applicò la scrittura al sostegno dei bisogni delle vedove, e quindi in senso più ampio all’opera. Paolo non volle porre alcun  costoso peso al popolo di dio.

Significa questo che non dovremmo contribuire all’opera dei volontari del Regno?
Naturalmente Paolo non volle lasciare in sospeso nemmeno questo punto e aggiunse in 2 Corinti 11:9 “9  eppure quando ero presente presso di voi e fui nel bisogno, non divenni un peso per nessuno, poiché i fratelli che vennero dalla Macedonia supplirono abbondantemente alla mia indigenza. Sì, in ogni modo mi astenni dall’esservi di peso e me ne asterrò.” Non chiese mai più del necessario. I suoi bisogni erano stati coperti dai fratelli Macedoni, e tanto bastava”

Il pensiero di Paolo era in armonia con quello degli apostoli ? Era passato del tempo da quando Gesù era morto. Gli apostoli e alcuni discepoli si frequentavano, e continuavano a supplire alle proprie necessità. In Giovanni 21:2,3“2  Erano insieme Simon Pietro e Tommaso, che era chiamato Il Gemello, e Natanaele di Cana di Galilea e i figli di Zebedeo e altri due dei suoi discepoli. 3  Simon Pietro disse loro: “Vado a pescare”. Essi gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. Uscirono e salirono sulla barca, ma durante quella notte non presero nulla.” Con quanta naturalezza disse Pietro: “vado a pescare”. Nessuno rimase sorpreso. Ma la barca non si materializzò dal nulla, né tanto meno gli altri astanti erano nuovi a questa attività. Pietro aveva anche una famiglia e in armonia a quanto detto da Paolo, doveva provvedere anche ai loro bisogni materiali. In nessuna parte dei vangeli si rilegge della moltiplicazione dei pani e dei pesci per ragioni diverse da quelle indicate nei Vangeli stessi. Quindi possiamo desumere che anche gli apostoli partecipassero ad attività lavorative che gli permettessero di non gravare economicamente sui discepoli.

Ma Geova si è mai espresso in merito ? Lasciamo ancora una volta che sia la sua parola a rispondere: In Neemia 13:10 leggiamo “10  E venni a sapere che le stesse porzioni dei leviti non erano state date [loro], tanto che i leviti e i cantori che facevano il lavoro erano fuggiti, ciascuno al suo proprio campo.” I leviti fuggirono al proprio campo ? In effetti, anche se dedicati al sacro servizio Geova provvide loro i mezzi di sussistenza necessari affinchè non gravassero economicamente su nessuno che non fosse un donatore volontario. Ad ogni modo, anche alla fine del loro sacro servizio al cinquantesimo anno di età, essi tornavano ai propri possedimenti e provvedevano alle proprie necessità. Numeri 8:23-26 “ 23  Geova ora parlò a Mosè, dicendo: 24  “Questo è ciò che si applica ai leviti: Dai venticinque anni in su egli verrà per entrare nella compagnia del servizio della tenda di adunanza.25  Ma dopo l’età di cinquant’anni si ritirerà dalla compagnia di servizio e non farà più servizio. 26  E deve servire i suoi fratelli nella tenda di adunanza avendo cura dell’obbligo, ma non deve rendere servizio. Farai così ai leviti nei loro obblighi”.

Chi aveva provveduto i terreni ai leviti ? Geova sapeva che avrebbero dovuto lavorare per lui in modo esclusivo, pertanto stabilì che ricevessero una rimunerazione. Come protezione per i leviti, i loro campi non potevano essere venduti; questo perché i leviti non avevano eredità terriere individuali: avevano soltanto ricevuto case nelle città levitiche e i pascoli circostanti. Se un levita vendeva la sua casa in una città levitica, manteneva il diritto di ricompra, e al Giubileo, al più tardi, ne rientrava in possesso. — Le 25:32-34. Quando si raccoglievano i frutti della terra, non ci si doveva dimenticare del grande Proprietario di tutto il paese produttivo. Mediante la disposizione delle decime, un decimo del prodotto doveva essere devoluto al sostentamento dei leviti, affinché continuassero a svolgere le loro importanti mansioni relative all’adorazione di Geova, per il bene spirituale di tutto Israele. — Nu 18:21-24; De 14:22-29.

Ma in Neemia 13:10 si dice che anche i cantori avevano terre !? In Neemia 7:1 viene indicato che portinai e cantori avevano privilegi simili ai leviti, anche se incarichi differenti. Davvero Geova provvedeva a tutti quelli della propria casa !


Conclusioni

Geova non ha mai chiesto ai suoi servitori di non lavorare e di essere sostenuti totalmente e ciecamente, e questo valeva sia per chi servisse come evangelizzatore che per coloro che servivano alla Betel di allora. Tutti coloro che non potevano lavorare a tempo pieno per varie ragioni ricevevano tutti i mezzi necessari perché una volta conclusa l’opera potessero provvedere ai propri bisogni lavorando onestamente. Nessuno poteva recare biasimo al nostro amorevole creatore. Naturalmente poiché Geova non è cambiato, Paolo fù attento nel far comprendere la giusta ottica dei nuovi 
servitori del Regno.

Non dovevano pesare più del necessario e dovevano avere il tempo di provvedere alle proprie necessità. Mai nessuno riebbe privilegi simili ai leviti nel primo secolo, ma se ci fosse stata necessità gli anziani di allora avrebbero preso tutti i provvedimenti necessari affinchè nessun servitore di Geova si sarebbe dovuto 
trovare nell’indigenza. Come coerentemente ribadito dalla sorella Lelvira, Geova scruta tutto e nulla gli sfugge. Pertanto agisce in armonia al suo nome e ottempera anche là dove l’uomo è carente. Ma colui che viene trovato mancante nel proprio ruolo, colui che sfrutta l’opera dei propri conservi senza tener conto delle necessità materiali che costoro possono avere una volta terminato il servizio levitico, dovrà rendere conto a Geova e con una valida motivazione onde non venire giudicato secondo le parole di Paolo in 1Timoteo 5:8. 

Questo non significa che ci si aspetti la perfezione, né si vuole puntare il dito contro nessuno. Resta tuttavia evidente che le scritture esauriscono ampiamente l’argomento. Se vogliamo essere benedetti da Geova è necessario che agiamo in armonia con i suoi propositi. Ma noi che amiamo i nostri fratelli, gli unti e il C.D. suggeriamo una soluzione al problema in sintonia con i pensieri bibblici, che naturalmente è a voi sottoposta per un dibattito esaustivo:

RISOLUZIONE

La risoluzione è articolata in vari punti che elenco di seguito:

1.  Tutti coloro che si dedicano temporaneamente al servizio alla Betel ( 2 - 25 anni ) devono essere in possesso di una qualifica che gli permetta di essere sempre autosufficenti (parliamo di qualifica artigianale, fabbro, parrucchiere, elettricista, ecc) oppure deve essere insegnato loro un mestiere qualificato alla betel.

2.   Tutti i fratelli devono lavorare e conservare la propria professione, quindi verrà loro richiesto di continuare a lavorare autonomamente a part-time o in periodi predeterminati dell'anno anche durante il servizio in Betel. Pertanto se le attività in Betel saranno differenti (editoria), saranno sempre a tempo parziale su più turni, così che ognuno possa lavorare nel tempo restante. Nel caso di pionieri e CO la gestione è più semplice

3.   Tutto il servizio reso è sacro servizio, rientra nei rapporti mondiali su una voce a parte ma di egual peso e valenza.

4.   Tutti i volontari ricevono una piccola assicurazione sanitaria obbligatoria a carico dell'organizzazione e resa trasparente nei bilanci pubblicati e rendicontati all'Ekklesia mondiale e locale.

5.   Tutti i volontari ricevono per la loro opera un versamento su un fondo pensione + fondo gestione  nominativi (le congregazioni di provenienza e i familiari e gli stessi volontari possono effettuare versamenti supplementari) che viene sciolto al momento della fine del servizio (può essere sospeso temporaneamente per situazioni temporanee). Il fondo gestione è la liquidazione del volontario e va rendicontato trasparentemente nei modi appropriati all'intera Ekklesia .

6.   Tutte le nuove congregazioni devono avere almeno un miniappartamento ( o più di uno  gestito dall'Ekklesia locale e non solo dagli anziani ) a disposizione dei fratelli che hanno dedicato la vita al servizio (pionieri speciali, CO, beteliti). Sarà reso disponibile primariamente ai fratelli beteliti di origine della congregazione, ed esteso ad altri previa richiesta e autorizzazione
da parte dell'Ekklesia locale. In tal modo le congregazioni potranno beneficiare e toccare con mano delle benedizioni di una vita di servizio. Naturalmente possono anche essere dati in affitto calmierato temporaneo a coloro che sospendono temporaneamente il servizio per problemi familiari o di salute. Ritengo che in tal modo nessuno verrà più abbandonato a sè stesso, tutti potranno dedicarsi a Geova responsabilmente sicuri che nè Geova, nè il suo popolo li abbandoneranno mai. Una eccellente testimonianza che darà vero valore all'incoraggiamento di offrire la propria vita al sacro servizio.
Da un collaboratore SIGISMONDO
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06/05/15

Richiesta contribuzione economica da parte del C.D.


Inviato da SIGISMONDO


Ieri, su segnalazione degli amministratori del blog, ho voluto ascoltare il discorso di Stephen Lett in merito alle contribuzioni volontarie a livello mondiale.E’ la prima diretta mondiale in italiano del sito TV della società in broadcasting. In realtà ci si aspetterebbe un sentito ringraziamento per il contributo dato da tutti in quest’opera, con ampia spiegazione di come si è arrivati a questo punto. Fino ad oggi tutto il materiale caricato era in lingua inglese (in realtà americano, più difficile da capire perché con inflessione dialettale più veloce) e quindi non accessibile alla maggioranza.

  Dopo la presentazione di pochi minuti parte subito la richiesta, da parte di tutto il corpo direttivo, di maggiori contribuzioni all’opera del Regno.Si introducono per alcuni minuti le contribuzioni date sotto forma di servizio  e sotto forma di lavoro nell’opera volontaria edile e nelle sale, nei comitati di costruzione, ecc. Dopo circa 5-10 minuti (la trasmissione dura 90 minuti) Stephen Lett introduce questa frase:
“E adesso esaminiamo alla prima forma di contribuzione che vi è venuta in mente”

Devo essere sincero, mi ha strappato un sorriso. Perché ? Perché è evidente che chi opera nel servizio continuo nelle sue varie forme non è assolutamente in grado di contribuire economicamente all’opera mondiale, in quanto esso stesso ha necessità che devono essere coperte. Quindi in effetti tutti pensano subito alla parte economica della richiesta.Un volontario che dedica tempo all’opera nelle sue varie forme può contribuire economicamente in due modi:

-    Autofinanziandosi, con un lavoro part-time o a tempo pieno
-    Attingendo da forme di autofinanziamento (tradotto: benestante)


Diversamente avrà sempre necessità materiali che vanno coperte. I pionieri e i CO hanno spese di auto, assicurazione, spese personali, alcuni hanno spese di affitto, ecc. Tutto ciò è assolutamente normale.Tutti coloro che si dedicano coscientemente al Regno dopo il battesimo, dedicano la vita al Regno e lo sostengono perennemente col servizio volontario in tutte le forme in cui gli è possibile.In realtà se non lo facessero sarebbero inattivi, ma questa è un’altra storia.Ecco perché l’argomento che si stesse espressamente facendo una richiesta economica è scontato sin dai primi istanti e perché la cosa mi ha fatto sorridere.

  Correttamente Stephen Lett ha comunque girato intorno all'argomento nei primi istanti, anche in queste questioni ci vuole “savoir-faire”. Bravo !

  E veniamo alla richiesta economica.

Stephen Lett ha sorprendentemente fatto presente che arrivano richieste di trasparenza finanziaria al CD attraverso i CO di tutto il mondo ed esamina la questione della vendita degli edifici della Betel di Brooklyn direttamente e indirettamente in altre parti del mondo.Naturalmente parla anche dell’opera faraonica di Patterson, ma non entra nel dettaglio. Avere cifre più precise e una spiegazione più dettagliata sarebbe forse stato più opportuno, ma la carne sul fuoco è tanta davvero.

  Per almeno due volte Lett spiega che l’argomento non deve creare imbarazzo perchè non crea imbarazzo a Geova (introduce la scrittura di Esodo). E spiega quanto è stata estesa l’opera di traduzione anche in lingue minoritarie, come la necessità di nuove sale del Regno e del fraintendimento sul condono dei prestito per la costruzione delle sale del Regno. Su questo mi trova assolutamente d’accordo. Il CD ha operato a livello mondiale dimostrando di adempiere con impegno a MT 24:14. Anche se alcune scelte sono opinabili, su alcuni fronti hanno fatto davvero cambiamenti importanti. Criticare diverse scelte è come sparare sulla croce rossa, quindi nessun commento.  L’opera nel complesso c’è e questo è eccellente.

  Stephen Lett enuncia chiaramente lo scopo dello schiavo: continuare con questo slancio (+3000 sale del regno ogni anno), perché altrimenti dovranno rallentare. Per il CD è una corsa contro il tempo. Qui sarebbe stato forse opportuno spiegare il motivo di questa fretta. Sappiamo perfettamente che stà per arrivare la fine di questo sistema, si poteva forse evitare di costruire qualche sala del Regno (gli affitti sono scesi enormemente) e impiegare diversamente quei soldi ? Non saprei.

Alcune considerazioni ragionevoli

  Si poteva chiedere al gregge come poteva contribuire in tal senso attraverso il web ? Si poteva fare un sondaggio on-line?  Bè, lo schiavo ha fatto le sue scelte in autonomia fiducioso che il popolo lo avrebbe sostenuto a mano bassa. Questa è una cosa che molti contestano. Ma il fatto che ascolti le richieste attraverso i CO è indice che si rende conto di aver tagliato il cordone con il gregge. Sarebbe opportuno ripristinare questo contatto.

A dire il vero lo Schiavo parte dal presupposto che non sarà sempre alla guida terrena dell’organizzazione, ragione per cui ha deciso di delegare tutto ai locali corpi degli anziani. Ma questo non è in armonia con lo spirito di Geova, che invece ascolta direttamente tutte le richieste dei suoi servitori, non delegano questo rapporto a nessuno. E’ vero, il CD è una cosa a parte, ma un contatto diretto và ripristinato. Se il CD saprà recepirlo solo il tempo lo potrà dire.
Il CD si rende anche conto che devono ottimizzare i costi di gestione, di produzione nuove sale e delle sale locali. In effetti l’argomento è spinosissimo, ma Stephen Lett lo affronta con grande maestria.

  Onestamente non sono arrivato sino alla fine, mi sono fermato all'esperienza del fratello che abbandona il lavoro per partecipare alle proprie adunanze. Nel complesso perde un lavoro e ne trova uno meno remunerato, ma alla fine partecipa maggiormente all'opera di predicazione e alle adunanze del suo turno.
Devo capire meglio perché questa parte del filmato e mi spiego meglio: se perdo il lavoro non posso più contribuire come un tempo. Se ne trovo uno meno remunerato potrò contribuire meno economicamente e più nella predicazione. E in effetti introduce l’illustrazione della vedova che dà quel che può, ovvero le sue due monetine. La verità è che mi sembra non in sintonia col contesto, perché qui non bastano due monetine, serve molto di più.

Perdonatemi, non è una critica. Il mio più grande difetto è che vado al sodo. Se serve qualcosa, quantificatemi cosa serve e perché. Se lo reputo necessario lo si provvede anche largamente.

Cosa reputo necessario ?


- Capire come si fanno a spendere 12.000 € per una singola sessione di assemblea, nella nostra zona siamo sempre in deficit perché i fratelli non contribuiscono mai a sufficienza, I fratelli vogliono solo capire perché non avendo più pranzo, acqua, caffè ecc, ci sono tutte queste spese e come vanno spesi tutti questi soldi. Basta un foglio excel on-line, non abbiamo un sito web italiano che potrebbe ospitare una rendicontazione trasparente ?

Risultato: molti non contribuiscono più, borbottano ogni volta che viene letto il resoconto e ognuno dà secondo ciò che si sente nel suo cuore. Ma non basta, e non credo sia tutta colpa del gregge.


- Nelle locali congregazioni vengono letteralmente imposte risoluzioni sulle quali non è possibile nemmeno riflettere in famiglia. Se il numero di coloro che sono a favore è maggiore di coloro che sono contro tutti sono obbligati.
La verità è un’altra. Chi ha alzato la mano si fa carico della risoluzione. Chi non se la sente non alza la mano. Sconsiglio a tutti di alzare la mano contro, è un tabù ! Alzare la mano contro una risoluzione viene interpretato come :  ”non sostengo più l’opera del Regno, non adempio al mio voto di giuramento fatto il giorno del battesimo, quindi  non contribuisco”
Ecco perché non si può votare contro. Ma se non si è d’accordo con la risoluzione non si deve contribuire per forza. Per coerenza non si alza la mano e si continua ad agire in armonia con i principi biblici ribaditi anche nel video di Lett: ognuno darà volontariamente e non per forza.


-   In merito ai lavori nelle sale del regno, se non si è d’accordo su come vengono spese in genere le contribuzioni, è possibile inserire la propria contribuzione in una busta indicando chiaramente per cosa si intende contribuire: “bollette”, “affitto”, “ristrutturazione del podio”, “wi-fi”,”manutenzione ordinaria”, “manutenzione straordinaria”, ecc
In genere chi riceve un’offerta mirata e chiara, per lealtà deve rispettarne lo scopo. Diversamente reca su se stesso un giudizio. Ma su questo in genere i fratelli sono molto attenti.

 Si vede la luce in fondo ?


-  E veniamo al discorso di Stephen Lett, l’opera mondiale. Come giustamente detto da Fineas, NESSUNO di noi verrebbe vedere venir meno l’opera dello schiavo. Che il CD debba fare degli aggiustamenti è evidente, ma oltre a lui nessun altra organizzazione mondiale sta seriamente provvedendo
all'adempimento di MT 24:14. Quindi credo che l’opera, che ne approviamo o meno la gestione, debba essere indubbiamente sostenuta. Questo è sicuramente in armonia col voto che abbiamo fatto. Non pensiamo che bastino 2 monetine. Ce ne vorranno molte di più. Ma piuttosto che contribuire per una risoluzione sgradita penso sia più opportuno contribuire per l’opera mondiale. Naturalmente sempre in base a ciò che ognuno sente nel proprio cuore.

Ma la macchina burocratica non è un gigante che rischia il collasso ? Forse si. Questa è in effetti la resa dei conti. Se Geova benedice l’operato dello schiavo, lo scoglio finanziario sarà superato, ma molti cambiamenti a livello locale sono ormai inevitabili.
Nel complesso il video mi è molto piaciuto. E’ un primo passo di avvicinamento del CD al gregge.  Ho sinceramente apprezzato molto il senso di umiltà e lo sforzo fatto dal CD. L’argomento è imbarazzante non per Geova, ma per coloro che devono rendere conto di come amministrano ai vari livelli. E’ una svolta importante. Meritano tutto il sostegno possibile. Oggi per la prima volta possiamo avere la sensazione di sapere dove e come verranno impiegate le nostre risorse economiche. Naturalmente sono ben lieto di confrontare le mie impressioni con le vostre.


Un abbraccio


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