L'autorità nella congregazione: come è la realtà di tutti i giorni ?
Non c'è bisogno di dilungarsi. Qui parliamo quotidianamente di varie riforme, tutte sensate e utili. Fiumi di inchiostro digitale sono passati sotto i ponti di questo e altri blog per descrivere gli effetti nefasti di piccoli o grandi vassalli che credono di vivere in una sorta di medioevo spirituale in cui esiste una catena di potere, dal più potente al meno potente e l'importante è fare carriera spirituale, e risalire anello per anello questa catena che porta sempre più in su. Abbiamo parlato tanto... Ma non è cambiato granchè, o molto poco.
Questo perchè purtroppo quello che cerchiamo (le riforme, gli aggiustamenti di rotta, la liberazione dai clichè accumulatisi con gli anni di militanza teocratica nel cervello dei più) DOVREBBERO ESSERE SOLO CONSGUENZE..
Si CONSEGUENZE, conseguenze di un modo di fare diverso, un modo giusto di applicare il concetto di autorità nella congregazione. Parlo solo di Autorità perchè non esiste il concetto di potere nel "corpo di Cristo". Ma non è una cosa nuova. Nella congregazione c'è sempre chi ha tentato di esercitare potere o di abusare della propria autorità.
Paolo ammonì alcuni che cercavano preminenza, quindi cercavano una posizione che non gli spettava, volevano andare "oltre ciò che era scritto"... ". Disse: "Ora, fratelli, queste cose le ho trasferite in modo da applicarle a me e ad Apollo+ per il vostro bene, affinché in noi impariate la [regola]: “Non andare oltre ciò che è scritto”,+ affinché non vi gonfiate+ individualmente a favore dell’uno contro l’altro.+ 7 Poiché chi ti fa differire+ da un altro? In realtà, che cos’hai che tu non abbia ricevuto?+ Se, ora, in realtà [lo] hai ricevuto,+ perché ti vanti+ come se non [lo] avessi ricevuto? 8 Già vi siete saziati, non è vero? Siete già ricchi, non è così?+ Avete cominciato a regnare+ senza di noi, non è vero? E in realtà desidererei che aveste cominciato a regnare, affinché noi pure regnassimo con voi." (1 Corinti 4:6-8)
Tornando all'esempio dell'agente di polizia che vuole ritirarvi la patente di guida perchè avete l'auto sporca.
Il suo insistere sulla pulizia perfetta minacciando ritorsioni, accresce o diminuisce il rispetto che avete per la sua autorità?
Nella congregazione abusare della propria autorità, insistere che sia ha il ruolo e la posizione per decidere, e usare anche la forza per azzittire il dissenso è il miglior modo per squalificarsi da questo autorità. Nel mondo forse potrebbe anche essere una pratica accettabile, ma non può esserlo nella congregazione.
Non è con la paura della punizione che Cristo chiede di aver cura delle pecore.
Non c'è posto per il potere nella congregazione, figuriamoci per l'abuso di potere.
Fa riflettere la definizione di potere citata all'inizio: "la capacità vera o presunta di influenzare i comportamenti di gruppi umani". La tendenza è sempre più vicina a "credere, obbedire, combattere", ogni dubbio deve essere rimosso, ogni deviazione deve rientrare o essere soffocata. Finchè c'è il ruolo nominale c'è il potere di fare e di far fare, addirittura di far pensare.
Ma questo non è scritturale abbiamo visto. L'autorità e l'auotrevolezza si dimostrano con i fatti non con le stelline: chi esercita l'autorità scimmiottando i vari modelli proposti dal mondo (governi, aziende, movimenti, partiti, religioni secolari) con lo scopo di controllare le coscienze, di esercitare potere imponenedo con forza i parametri di funzionamento di ogni singolo membro, sta contaminando la congregazione. Lo scopo della congregazione non è il controllo, è piuttosto una guida. E ultimamente questa funzione si sta perdendo...
E siccome le pecore lo hanno capito che certuni non sono più autorevoli, perchè non eserecitano l'autorità come vuole Cristo, allora cominciano le defezioni... Calo della presenza alle adunanze, diminuizione dei battezzati, aumento degli inattivi e dei disassociati.
E allora che si fa?
Propaganda di partito!!!
Va fatta recuperare l'immagine della società perfetta. Una volta bastavano due disegnini su un libro.. oggi nella società 2.0 no.. allora via: nuovo logo, nuove tecnologie, nuovi show alle assemblee! E tutti: "bello", "che bello", "bello", "come è bello", "vedi il carro di Geova", "bello", "vedi che organizzazione", "bello"... Continuare ad esaltare l'organizzazione, le grandi costruzioni, i numeri.. a che pro? Per certificare cosa? Per assicurarsi cosa?
La stima... la lealtà... la fiducia... la sottomissione... la devozione... la fede? E poi che altro? Fino dove si vuole arrivare?
In tutta la catena di potere (perchè di questo si parla ormai) CD,CDF,CO,AN c'è l'obbligo assoluto di serrare i ranghi e obbedire ciecamente e isolare chi dissente. Per non parlare poi delle informazioni riservate e solo per pochi, per un èlite. Questo causa divisione.
E invece è chi dissente che viene considerato quello che mina la pace della congregazione, che crea divisioni... come se ognuno non vedesse l'ora di fondarsi una religione di cui essere il capo.. eccolo ancora.. il potere.. la paura che me lo portino via, che non posso più esercitarlo. E un fattore egoistico, lo si fa per il bene certo.. il proprio!
Da qui deriva lo straparlare di organizzazione. Si parla più di organizzazione che di Geova e Gesù.
L'organizzazione è fatta di persone. E una creazione, non la si può sostituire a Geova e nemmeno frapporsi. L'unico tramite è Cristo.
Cercare di difendere a spada tratta "il buon nome" dell'organizzazione (e questo proprio a scapito dei fratelli che la compongono i quali invece dovrebbe servire) É VERGOGNOSO.
Anche "rigirare la frittata" degli errori passati per far cadere sempre la colpa su "quelli che credevano", "quelli che speravano" e che gli eventuali errori, se mai ci fossero stati, sono sempre stati fatti in buona fede.. e invece chi "credeva e sperava" era sempre sempre sempre in malafede. La colpa è sempre dei perdenti no? Funziona così in politica e in guerra. Abbiamo imparato proprio bene. E questo non è abuso di potere?
Certo un tipo di organizzazione in qualche forma serve. Quella attuale ha comunque uno scopo nobile e lo sta assolvendo, e di questo ne siamo grati e lo riconosciamo. Il Corpo Direttivo di tutte le epoche ha fatto errori, è vero, ma ha avuto un ruolo fondamentale e se non lo riconoscessimo saremmo dei bugiardi.
E senza la predicazione oggi forse oggi staremo a parlare in altri blog di calcio, di viaggi, di vestiti, ecc..
Quindi? Cosa vogliamo?
Deve entrare in testa a chi non lo ha ancora capito che NON SIAMO NOI I "CORA".. piuttosto potremmo essere tipo Ietro, suocero di Mose (Esodo 18:13-24). Tranquilli, non vogliamo certo "il comando"... stiamo dicendo proprio l'opposto!
Noi siamo qui perchè vogliamo migliorarci, perchè SENTIANO ANCHE NOI DI AVERE UN PEZZETTO DI AUTORITA'... si, un pezzettino ci è stato dato e lo abbiamo nella nostra famiglia, nella nostra vita, nella nostra mente, nella nostra coscienza: GEOVA CE L'HA CONCESSA, non toglietecela abusando della vostra.
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8 Gli esempi appena menzionati ci insegnano un’importante lezione: ognuno di noi deve prendere le proprie decisioni, che, per rivelarsi sagge, devono essere basate su una solida conoscenza delle Scritture. Galati 6:5 ci ricorda che “ciascuno porterà il proprio carico”. Quindi, non dovremmo delegare ad altri la nostra responsabilità di prendere decisioni. Al contrario, siamo noi che dobbiamo sforzarci di capire ciò che è giusto agli occhi di Dio e scegliere di conseguenza.
9 Come potremmo lasciare che altri decidano al posto nostro? Permettendo che la loro influenza ci porti a fare scelte sbagliate, e questo sarebbe pericoloso (Prov. 1:10, 15). Ad ogni modo, a prescindere da quanta pressione possano esercitare gli altri, ognuno di noi ha la responsabilità di lasciarsi guidare dalla propria coscienza addestrata secondo i princìpi biblici. Se permettessimo ad altri di decidere al posto nostro, questo significherebbe di fatto scegliere di “andare nella via con loro”. Si tratterebbe comunque di una scelta, ma dalle conseguenze potenzialmente disastrose.
Non so sono già stati discussi in qualche altro post ma quello che è stato scritto credo sia una cosa fuori dall'ordinario.. soprattutto la frase "ognuno di noi deve prendere le proprie decisioni, che, per rivelarsi sagge, devono essere basate su una solida conoscenza delle Scritture.".
Non si menzionano le pubblicazioni. Che significa?
Unito all'articolo di settimana scorsa e unito a quello che ha detto Jackson alla corte australiana (che i fratelli non seguirebbero le disposizioni se non le riconoscessero nelle scritture) mi fa pensare 2 cose: o un'imminente cambio di rotta sulle questioni non esplicitate nelle scritture (e di cui discutiamo quotidianamente) oppure un appiglio per scaricare la responsabilità sui singoli e dire in futuro "ma noi lo avevamo scritto che non dovevate seguirci se la coscienza addestrata con le scritture vi diceva altro, nonostante le pressioni a cui potreste essere stati sottoposti".
Oppure niente di tutto ciò e, nel contesto dell'articolo, se ne circoscrive l'azione solo a quello che dice un corpo di anziani e non all'organizzazione in generale? Che ne pensate? Ma perchè le riviste sono sempre molto (troppo) specifiche sui vestiti e i films ma non su cose di questa portata? Mi sembrano le leggi italiane: fatte apposta per girarle come serve al momento.. mah...