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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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15/01/17

Un popolo 2 ° parte


Considerazioni di Lèon seconda parte     
                  

Cosa rivelano le profezie?


La prima cosa da fare per entrare nello spirito della bibbia è, come disse Gesù “osservare tutte le cose che vi ho comandato” (Mt 28:20) perché  solo il “rendere testimonianza a Gesù è ciò che ispira la profezia” (Ri 19:10/b). Tradotto in altre parole possiamo sintetizzare così: “realizzare quello che abbiamo capito dal cristianesimo nella nostra vita per quanto ci è possibile” questo produce la pace nella nostra mente; cosa essenziale per ottenere quanto descritto in proverbi. Leggi  (Pr 2: 10,11). Sappiamo che solo lo  spirito santo, che Geova  ci provvede tramite la bibbia, “scruta le cose profonde di Dio” (1Co 2:10) conf. (Da 2:22) e grazie a questa luce possiamo estrarre da questo libro le cose “nascoste”.



Primo quesito: quale era il proposito di Dio per l’uomo? Le scritture di Genesi 1:28 & Ec 3:11 citate all’inizio danno la risposta; l’uomo avrebbe dovuto  riempire la terra senza perdere mai la vita. Dato che noi non siamo “un popolo che non ha storia”, questa ci dice di guardare nel nostro passato (1Co 10:11), possiamo perciò riferirci a Noè  ed anche a Mosè, ma con il giusto spirito. Cosa vogliamo dire con il giusto spirito? La risposta si trova in Mt 3:7 “Progenie di vipere, chi vi ha mostrato come sfuggire all’ira avvenire?” Questo significa essere Cristiani Testimoni di Geova Consapevoli e non falsi, cioè “realizzare ciò che abbiamo capito del cristianesimo”, è questa la condizione che ci permetterà di discernere la profezia.




Dato che i singoli cristiani, come disse Gesù, si sarebbero riconosciuti dai loro frutti, ma che si sarebbero trovati sparsi  in tutte le nazioni della terra, ecco che non ci sono più le precedenti condizioni sopra esposte (Diluvio & mar Rosso). Non possiamo sapere nei dettagli come interverrà Geova nelle circostanze attuali, come d'altronde non lo sapevano Noè & Mosè prima che Dio intervenisse, facendo piovere a dirotto 40 giorni e 40 notti, ed aprendo il mar Rosso. Possiamo però sapere cosa profetizzarono i profeti! Prendiamo ad esempio tre profeti, Gesù, Isaia, Ezechiele. Il profeta Isaia, è infatti, dopo Gesù,  uno dei maggiori profeti, per dovizia di particolari. 

Nel suo libro troviamo nei capitoli (leggere) 41:1,5 conf. con 59:1,2,15-21; 66:22; parole ed espressioni su cui riflettere. Per esempio, Isaia 41.1 riporta questa frase: ”Prestatemi attenzione in silenzio, isole; ………Si accostino. In quel tempo parlino. Avviciniamoci insieme per il giudizio stesso.”  non si potrebbe riferire al termine del sistema di cose che noi viviamo? Le isole sono di terraferma oppure sono di carne? Se sono di terra, come faranno ad accostarsi? Potranno parlare? Cosa farà Dio per ricompensarle col “dovuto trattamento”? Come lo spirito di Dio non sarà rimosso dalla loro bocca e dalla bocca della loro progenie? Il profeta Ezechiele  si esprime così: “quando c’è un’uccisione con strage in mezzo a te, non sobbalzeranno le isole?” (Ez 26:15).

Gesù quando era sulla terra dichiarò cosa sarebbe stato necessario che facessero le “isole” per scrutare e scoprire le cose profonde di Dio. leggi (Mt 11:12). Quanto  abbiamo analizzato fin qui, dovrebbe essere sufficiente per capire  cosa rivelano i pensieri di Dio al riguardo.



Spostandosi avanti nel tempo, è lo stesso Gesù Cristo a rivelare nella sua grande profezia, altri particolari e dettagli. Per esempio, leggendo dal vangelo di Matteo, nel capitolo 24 troviamo (Mt 24:21-28) passaggi da analizzare che possono fare luce su ciò che dovrebbe accadere durante la Sua venuta. Nei versetti 21&22 si parla di una “grande tribolazione come non è accaduta dal principio del mondo fin ad ora”, quella condizione  potrebbe causare un grande disordine mondiale, da “sviare se possibile anche gli eletti” versetto 24; il versetto 26 aggiunge, “perciò se vi dicono: ecco è nel deserto, non uscite; ecco, è nelle camere interne, non lo credete. Se “qualcuno” (corpo direttivo) ci dirà qualcosa dicendoci (ci ha già detto) che egli dirige, e che potrebbe emanare cose che potrebbero sembrarci strane e che gli dovremmo ubbidire; cosa fare? Con quale mezzo questo “qualcuno” comunicherà con ciascun gruppo nazionale? (Isa 41:1) le moderne tecnologie come internet funzioneranno?  

La scrittura dichiara che la “presenza del figlio dell’uomo’ ‘sarà come il lampo”;  nel libro di Ezechiele  troviamo scritto: “dovranno conoscere che io sono Geova” (Ez 38:23),  nessuno escluso. Cosa potrebbero fare le “isole”? Isaia nella sua profezia dichiara: (Isa 51:5 leggi) “…..in me spereranno le stesse isole e aspetteranno il mio braccio” (conf. Isa 26:20 leggi) “….finche la denuncia sia passata”, Luca aggiunge: “Perché questi sono giorni per fare giustizia, affinchè tutte le cose scritte siano adempiute.” (Lu 21:22).
Se quali proclamatori consapevoli sapremo discernere con intendimento quei momenti e saremo conosciuti dai nostri vicini ( tutti i singoli individui, anche delle altre religioni della cristianità) e dai nostri fratelli, come veri cristiani consapevoli, allora ci potremmo ritrovare come piccoli “gruppi nazionali” (Isa 41:1) nelle nostre “stanze interne” le nostre case (Isa 26:21 leggi).

 Continuiamo a tenerci in contatto come un arcipelago di isole, per sopportare la vessazione, ed in alcuni casi la persecuzione, dato che come ‘uomini che hanno capacità di pensare’  siamo odiati. (Pr 14:17). Questo faremo per il bene dei nostri fratelli TdG meritevoli ; allo scoppio della grande tribolazione, ci sapranno riconoscere!!  

  
                     La battaglia di Har-Maghedon





Questo nome ha sempre suscitato interesse per tutta l’umanità, sia credenti che non. Alcuni registi hanno prodotto dei film ed in alcune religioni si fa riferimento all’escatologia (destino ultimo del mondo e dell’uomo), ma cosa significa realmente? Nella sacra bibbia è descritta come la guerra di Dio contro il male (Ri 16:14,16). Nella prima parte dell’argomento abbiamo preso in esame, in modo alquanto  sintetico,  il progetto di Geova per la Sua terra e per l’uomo, fino ad arrivare ai nostri giorni, con i disastri, che una cattiva gestione  degli uomini organizzati in nazioni divise, hanno realizzato su questo pianeta, che Dio invece, ci aveva donato per averne cura e viverci in pace.



Abbiamo appena descritto cosa significa la battaglia di Har-Maghedon. Abbiamo anche sommariamente descritto cosa rivelano le profezie, relativamente agli eventi che potrebbero accadere prima di quella battaglia di Dio.  Per avere tuttavia una maggiore  veduta di insieme, possiamo di nuovo rifarci alla storia del popolo di Dio. Nel libro del profeta Malachia troviamo questa dichiarazione, “E voi certamente vedrete di nuovo la distinzione fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo ha servito.” (Mal 3:18). 

Cosa potrebbe voler dire “vedrete di nuovo”? Cosa accadde al tempo della liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto? Le prime quattro piaghe caddero anche sul paese di Gosen dove dimorava il popolo di Israele, le successive sei caddero solo sugli egiziani; Geova così rese evidente chi serviva Dio e chi non lo avrebbe servito.  Non potrebbe accadere di nuovo alla grande tribolazione?



Nella prima parte, cioè all’inizio, della grande tribolazione, potrebbero esserci grosse difficoltà per tutto il mondo, fino ad arrivare a ciò che il profeta Zaccaria descrive nel suo libro. Leggere (Zac 14:12). Quanto egli dichiara in questa profezia, dimostra che le persone che non applicano il cristianesimo potrebbero perdere il lume della ragione. Il versetto successivo lo conferma. Versetto 13. Questo non dovrebbe accadere ai cristiani che sono abituati ad ‘osservare tutte le cose che Gesù ci ha comandato’ e ad agire in base alle profezie di Isaia, che abbiamo analizzato sopra. Forse ciò che è descritto in rivelazione 6:16 sarà quello che potrebbe accadere a chi non si va a nascondere (Pr 22:3) sotto la protezione di Geova.


Quei terribili giorni saranno abbreviati, affinchè  della “Carne” (animali e uomini) sia salvata dichiara la Bibbia. La battaglia di Har-Maghedon così eliminerà tutte le istituzioni presenti sulla terra, (politiche, religiose, economiche, sindacali ecc. ecc.) nessuna esclusa. In altre parole, l’attuale sistema di cose verrà cancellato per l’eternità.  Cosa ne sarà dell’umanità?   Nell’anno 2011 il 31 Dicembre, il pianeta terra ospitava 7 miliardi di esseri umani. La Bibbia dichiara che ‘una grande folla che nessun uomo poteva numerare, (il numero attuale dei T.d.G. è di circa 8 milioni, perciò è numerato) verrà salvata, di ogni nazione popolo e lingua che avevano lavato nel sangue dell’Agnello Gesù Cristo,  (“realizzando quello che avevano capito dal cristianesimo nella loro vita per quanto gli era stato possibile” ) le loro lunghe vesti bianche’ (Ri 7:9,10).  La veduta attuale della “organizzazione” W.T.S. è, che tutti i non T.d.G., ad Har-Maghedon, saranno distrutti per l’eternità e gettati nella Geenna.  La Sacra Bibbia dichiara nel libro di Deuteronomio quanto segue: “La Roccia (Geova), la sua attività è perfetta,  Poiché tutte le sue vie sono giustizia, un Dio di fedeltà, presso cui non è ingiustizia; Egli è giusto e retto.” Gesù dichiarò “Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia……(Mt 6:33). 


Fino ad ora ho scritto usando il plurale; ora parlerò in prima persona singolare. Mi pongo qualche domanda.  Di quei 7 miliardi di persone descritte sopra, per quanti di questi potrebbe essere stato impossibile capire, conoscere? Quanti  malati nella mente?  Quanti sotto la fame?.. In guerra? Di che giustizia si parla…......?   

Lascio ai lettori le loro personali considerazioni al riguardo; ne parleremo più avanti nel tempo.  Su questa questione potrei scrivere un intero post, tante sono le scritture e gli argomenti da trattare, ma non voglio tediarvi. Quanto ho scritto naturalmente è un mio pensiero che può valere meno di un centesimo di euro, o forse zero.  Sono certo che non sarà la verità  a dover cambiare, ma saranno i miei pensieri a dover cambiare. Per il momento sono questi!! Vi garantisco che non avrei nessuna difficoltà a cambiarli nel momento in cui la “organizzazione” mi persuadesse che mi sto sbagliando. 




Vi abbraccio
Lèon 



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Un popolo 1° parte


 Considerazioni di Lèon prima parte



“Chiunque sia sinceramente interessato alla ricerca scientifica, scopre nelle leggi dell’universo, la presenza di uno spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, uno spirito di fronte al quale le nostre misere forze devono farci sentire umili.” Con questa frase, il più famoso scienziato del secolo scorso, Albert Einstein, descrisse quali erano le due principali condizioni dell’uomo per scoprire, quanto di più profondo si trova nel “libro” della creazione, e cioè: la Modestia e la Logica.


E’ con questo spirito che vogliamo scoprire, oltre che dal libro della creazione, anche dal libro più antico ed interessante del mondo, ciò che riguarda il destino dell’uomo, la Sacra Bibbia. Con la stessa logica e modestia di Einstein, cercheremo di analizzare per scoprire cosa ci stia aspettando nel periodo più complesso, e vorrei aggiungere “buio” della storia umana. Vogliamo addentrarci in questa analisi analizzando le prime due scritture di questo libro e metterle a confronto durante la trattazione del tema: “Un popolo”. Ge 1:28… “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra….” Ec 3:11 “Ogni cosa ha fatto bella a suo tempo. Anche l’idea dell’eternità ha posto nel loro cuore, affinchè il genere umano non trovi mai l’opera che il vero Dio ha fatto dall’inizio alla fine”.  

   
 Non ricordo il nome di quel filosofo che disse: “un popolo che non ha storia, non è un popolo”.  Ma non importa il nome dell’autore, ciò che conta non è il nome, ma il significato della frase e la profonda implicazione che oggi,  per il singolo cristiano questa significhi.





Vorrei con questa mia trattazione, se me lo permettete, condividere con voi alcune mie considerazioni che ho elaborato nel corso del tempo, su come alcune scritture,  confrontandole fra loro, ci possono aiutare nella speranza che abbiamo per il nostro futuro. Questo, non come insegnamento, ma con il solo scopo di mantenere viva la nostra fede e la nostra speranza.

 
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Geova, il creatore ed il proprietario dell’intero universo, qui sulla terra ha sempre avuto qualcuno che con piena libertà lo ha servito perché ha amato, lo straordinario dono che ci ha fatto, dotandoci del libero arbitrio (Ge 1:26/a).  L’uomo, pertanto rappresentava “l’ombra di Dio” sulla terra (Lu 1:35).



L’argomento di cui parleremo in questa considerazione, vorrei trattarlo in due parti, questa prima, e la parte successiva, dove verrà trattato ciò che viene comunemente chiamata l’escatologia dell’uomo, cioè la fine dei sistemi di cose e delle istituzioni del dominio dell’uomo sull’uomo (Ec 8:9). 


Dio ha sempre mostrato straordinaria considerazione per la sua creatura umana, infatti perché provasse gioia nella vita istituì la più piccola delle società, presente tutt’ora in tutte le nazioni del mondo, la famiglia. La prima famiglia alla quale offrì protezione, dopo il danno fatto dalla famiglia di Adamo,  fu la famiglia di Noè. Va notato che assieme a Noè vivevano anche i suoi tre figli, Sem, Cam e Iafet, questi avevano a loro volta formato altre tre famiglie. Geova si prese cura di loro? La risposta che ne da la bibbia è si!  Dando a Noè le indicazioni architettoniche di una enorme nave per proteggersi dalla malvagità che si era andata creando attorno a loro, informando Noè, che avrebbe cancellato il male dalla terra (Ge 6:5,13,14). La famiglia di Noè e le tre famiglie dei suoi figli in piena libera scelta, decisero di seguire le indicazioni di Dio, si costruirono l’arca che grazie a quelle indicazioni, li   preservò dalla morte durante il Diluvio. Questo fu il primo piccolo popolo che Geova salvò mediante un miracolo!


Spostiamoci avanti di  secoli. Questa volta è la sorta di un grande popolo che Geova salva da una sicura fine della sua esistenza. Era il popolo che si era formato da Abramo, dopo che Geova gli ebbe cambiato il nome in Abraamo (Ge 17:3-6) a motivo del patto che Egli aveva fatto con lui. Quel patto avrebbe permesso attraverso la linea di discendenza di Abraamo tramite Isacco e Giacobbe (Geova cambiò il nome di Giacobbe in Israele) di divenire nazioni (Ge 17:6). Arriviamo così al tempo di Mosè. Quel popolo era divenuto molto numeroso tanto da poter formare una nazione; la promessa fatta ad Abraamo stava prendendo forma. Quel popolo però era prigioniero in Egitto. Passarono diversi anni dopo la nascita di Mosè, prima che Geova lo potesse liberare con un grande miracolo formando la prima nazione. La nazione di Israele.



Prendiamo in esame questi due miracoli e le implicazioni connesse.


Ragionando con modestia  e con la logica, esamineremo il contenuto dei pensieri, di Dio contenuti nel libro più antico ed affascinante del mondo, la Sacra Bibbia. Potremo capire cose che ci aiuteranno nel  tempo attuale ad agire con saggezza; cose che aiutarono i componenti dell’arca e del popolo di Israele. Prima di tutto chiediamoci: Dove si trovavano questi due popoli durante quei due miracoli?   

Il primo, dentro una enorme nave (Ge 6:9-16) assieme agli animali che Geova fece arrivare davanti all’ingresso dell’arca (Ge 6:20) per farveli entrare. Da notare cosa dice la Bibbia in proverbi 12:10 “il giusto ha cura dell’anima del suo animale domestico….”, e così il giusto Noè ebbe cura di loro (Ge 6:21,22).  

Il secondo, si trovava in un unico luogo, l’Egitto, sia dentro la città del Faraone che nelle campagne, ma in un'unica nazione (Ge 50:22-24). Notiamo che in entrambi i casi i componenti si trovavano in ambienti delimitati e tutti assieme. 


Questo avrebbe permesso a Geova di realizzare due importanti miracoli, usando tecniche simili tra loro. Questi due eventi sarebbero rimasti come testimonianza per tutta l’umanità.  1) Mediante il diluvio; con testimonianze fossili e con molte leggende  in  quasi  tutti i  popoli  della terra, e cosa  più  importante  nelle  Bibbia.  2) Mediante l’apertura del mar Rosso; ed è  grazie alla storia secolare ed agli studi che ne sono stati fatti per verificarne l’autenticità, che noi ne siamo informati,  ma anche,  ed in modo  principale  dalla  storia  fornita  da  Dio  tramite la  Sacra  Bibbia.  Le persone che formavano queste due realtà, come abbiamo detto, in entrambi i casi si trovavano in ambienti circoscritti, e non dispersi in luoghi diversi come oggi. Con la venuta di Gesù Cristo infatti, i suoi seguaci, i cristiani, singoli individui, compongono un popolo che si trova su tutta la terra abitata, ciascuno in nazioni diverse. 


Questo è da salvare, proprio perché si trova in pericolo come i due precedenti popoli, ma in una condizione estremamente più grave di quella del diluvio. Gesù nella sua profezia dichiarò che ci sarebbe stata sulla terra una tribolazione, causata dall’uomo, tale da cancellare la vita di tutte le creature esistenti sul pianeta, se Geova non fosse intervenuto (Mt 24:21,22).










Dove ci troviamo ora nel corso della storia? 




Nel numero speciale di “Le Scienze” del Novembre 2016, (Edizione italiana di Scientific American) dal tema “Il futuro dell’umanità, alla pag. 61, ho trovato il sottotitolo “Siamo alla fine?” che faceva seguito al tema dell’articolo “La società civile resisterà?” (di Angus Deaton); Ho ritenuto importante confrontare l’articolo con ciò che la Sacra Bibbia rivela riguardo a questo soggetto. Cosa rivelano le profezie contenute nel libro di Dio?


Fine prima parte


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01/12/16

L’ECONOMO


Cari fratelli. 


E’ da tempo che avevo in mente quanto vi dirò. Ciò che mi ha spronato a metterlo per iscritto, è stato l’articolo “Il mese del giudizio” del venerdì 11 novembre 2016. L’undici settembre dell’anno 2001, a giudizio degli addetti ai lavori, scoppiò la terza guerra mondiale. Questa non sarebbe stata come le prime due guerre mondiali. Questa viene combattuta attraverso l’economia, infatti negli stati più potenti del mondo, sono gli economi che con il loro agire spostano enormi masse di denaro per il loro “bene”, e degli stati che si sono scelti, dove loro vivono.
Oggi il mondo, come tutti sanno è globalizzato; ed è globalizzato sotto la potente mano del suo “signore” che lo governa. Egli infatti è attorniato da altri della sua stessa natura (Ri 12:4) e cioè “un terzo delle stelle del cielo”, questi sono divisi nelle intenzioni, ma uniti nello scopo. Questo avviene infatti anche fra gli uomini sulla terra (Lu 11:17). Il governante di questo sistema di cose si serve in primis dei governi, i quali a loro volta affidano agli economi il compito di portare a termine ciò che la loro politica governativa gli dice di realizzare e di raggiungere.

Questa nostra considerazione, che fa da introduzione al tema “l’economo” ci costringe ad osservare cosa dicono le scritture in relazione a come Gesù Cristo utilizza questa figura “l’economo fedele, il discreto” per il Suo modo di governare.
                                            L’economo
Nei vangeli di Matteo e Luca, troviamo la risposta. Dobbiamo tornare indietro nei secoli al tempo di Gesù, quando egli pronuncia l’illustrazione dello “schiavo fedele e discreto”.   Egli conosceva quale era la condizione di coloro che erano al servizio di un “signore” che disponeva di mezzi e beni materiali, e come, questi, si serviva dei suoi schiavi. Quelle persone di quel tempo (signori), si servivano di un corpo di schiavi ai quali davano delle incombenze, e prendevano da quel gruppo di persone uno di loro per affidargli la gestione, cioè un economo. Da notare che l’economo, era anch’egli uno schiavo.
Ora mettendo a confronto la medesima illustrazione di Gesù relativa allo “schiavo fedele e discreto” riportata sia da Matteo 24:45 che da Luca 12:42, leggiamo che Matteo usa solo il termine schiavo, mentre Luca usa il termine economo e schiavo.  Matteo era un esattore di tasse, mentre Luca era un medico.
 Da un esame di Luca 1:3, veniamo a conoscenza di come Luca dispone il suo vangelo: lo dispone “in ordine logico”. Questo metodo si adatta appunto ad un medico che vuole scoprire la “malattia”. Senza nulla togliere all’evangelista Matteo, egli era meno logico di Luca, proprio in virtù del suo lavoro secolare, infatti un esattore di tasse non ha bisogno della logica, ma dei numeri, cioè la tassa da pagare. Abbiamo anche un altro indizio, solo Luca riporta nel versetto precedente la domanda che Pietro rivolge a Gesù: “Signore dici questa illustrazione a noi o anche a tutti?” Mentre Matteo non la riporta.
Prenderemo per questi motivi, in esame in misura maggiore il vangelo di Luca sull’argomento, visto che Matteo usa un solo indicatore (schiavo), per questo sarebbe più difficile per un lettore capire a quale categoria di persone si riferisce. Voglio premettere che questo argomento è molto importante per il singolo cristiano, che consapevolmente  serve il suo Signore Gesù Cristo.  La WTS ha fatto il suo tempo;  ( la buona notizia la conoscono tutte le nazioni; la terra è in agonia dal punto di vista climatico; ci sono esodi di masse enormi su tutto il pianeta; terrorismo religioso che dilaga in tutto il mondo; ecc. ecc. ) questo è il tempo in cui ciascun cristiano che testimonia il nome di Geova, sarà chiamato a capire, sul significato delle successive parole di Gesù riportate in Luca 12:45; “Ma se mai quello schiavo dicesse in cuor suo: ‘Il mio signore tarda a venire’, e cominciasse a battere i servi e le serve, e a mangiare e a bere e a ubriacarsi, il signore di quello schiavo verrà in un giorno che non lo aspetta e in un ora che non sa, e lo punirà con la massima severità, assegnandogli la parte degli infedeli”.  Confrontiamo ora Matteo 24:21,22 “poiché allora ci sarà grande tribolazione… & 24 dove leggiamo: “da sviare se possibile anche gli eletti”.

      Analizziamo adesso parola per parola,
Luca 12:45 ed i fattori in gioco


Ma se mai quello schiavo dicesse in cuor suo: … Certo nessuno di noi potrebbe dire che lo schiavo malvagio verrà!! Dato che la frase è al condizionale. Tantomeno possiamo conoscere cosa può pensare nel suo cuore. La frase successiva però identifica un pensiero: ‘il mio signore tarda a venire, e…..’ cosa potrebbe sorgere nel cuore di quello schiavo? Nel vangelo di Matteo leggiamo: “Ma se mai quello schiavo malvagio dicesse in cuor suo: ‘il mio signore tarda’,… (Mt 24:48). Potremmo cominciare ad insospettirci!! Cosa dicono ancora le successive parole del vangelo di Luca? ‘e cominciasse a battere i servi e le serve, e…..’  La risposta a questo punto chiama in gioco la logica con cui Luca scrive il suo vangelo; dato che Luca lo identifica con l’economo ma poi lo chiama schiavo, il soggetto però non cambia.


Nel momento in cui ‘cominciasse a battere i servi e le serve (maschi e femmine) o meglio (fratelli e sorelle), allora saremmo in grado di vedere cosa potrebbe avere nel cuore! Facciamoci ancora guidare dalle scritture. Qualora un economo (Matteo usa sempre la stessa parola “schiavo” più  difficile da attribuire al C.D.) che gestisce la casa degli schiavi del suo signore, e questi a suo parere tarda, non potrebbe avere paura che non gli basti più il denaro?  (1Tm 6:9,10). Rimane una ultima frase da analizzare: “……………da sviare se possibile anche gli eletti”. 

Il diavolo, non farà qualsiasi sforzo per sviare se possibile…? In chi e in che cosa confida il C.D. cioè l’economo  dell’organizzazione? Quello che sta accadendo all’interno della fratellanza mondiale, diretta “dall’economo fedele, il discreto” è quello che il cristianesimo richiede? Perché ai sorveglianti non viene data disposizione di provvedersi da vivere come faceva l’apostolo Paolo? La legge italiana sul mobbing e  sullo stalking non è in sintonia con quella di Dio? Forse l’economo ha cominciato a battere fratelli e sorelle con la lunga mano dei “vaccari” & dai vaccari sorveglianti che sorvegliano a loro volta i “vaccari”? questi non sono la mano ed il braccio di qualcuno all’interno dell’istituzione religiosa, che impedisce di avere il corretto intendimento delle scritture, così da battere i servi e le serve?
Meditiamo!!

 Voglio spendere però, delle parole di apprezzamento per la congregazione cristiana mondiale dei T.D.G. e del C.D. come singoli fratelli. E’ grazie ai loro sforzi che a partire dal fratello Rassel in poi, mi hanno permesso di conoscere cose che mai mi sarei sognato di conoscere. La Sacra Bibbia con lo svelamento delle “cose profonde di Dio”, così che la buona notizia è stata predicata in testimonianza a tutte le nazioni. Ma è proprio grazie a quanto mi hanno permesso di scoprire, che analizzo le scritture, e le scritture sono degne di ricevere la mia piena fiducia e la mia dedicazione nel servire Geova ed il Suo Cristo; “poiché il rendere testimonianza a Gesù è ciò che ispira la profezia”, ed il Cristo mi ha permesso di conoscere la verità che mi ha reso libero. 

 Perfino Giovanni quando cadde in ginocchio davanti all’angelo, questi gli disse: “Sta attento! Non farlo! Io sono solo un compagno di schiavitù tuo e dei tuoi fratelli che hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù. Adora Dio;………..” (Ri 19:10). Per questo ribadisco il mio apprezzamento verso chi mi ha dato questa opportunità; ma non confiderò mai nell’uomo ne in nessun nobile [salariato] (Sal 118:9)

Cari fratelli concludo dicendovi che, sono determinato ad usare pazienza nell’attendere la venuta di Cristo, che si adempiano le profezie e starò in guardia!! E mi chiedo: si sta manifestando “la malattia” dell’economo malvagio? State in guardia!!! 

  

Con affetto.
Lèon.   



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06/11/16

T.d.G.- L’istituzionalizzazione


Cari fratelli,
il mio nome è Lèon.

E' da diverso tempo che leggo nel vostro sito i vostri commenti, questo mi ha spinto per la prima volta ad inviarvi un mio pensiero. Prima di farlo ho aspettato del tempo per esaminare la vostra serietà e l'esito è stato positivo. Ho provato gioia nel vedere che non ero solo. L'articolo che mi ha spinto a scrivervi, oltre a molti altri è stato "COME COMBATTERE IL VACCARISMO".                                                         

L’istituzionalizzazione
Da un pò di tempo mi ritorna in mente la scena di un film ambientato in un carcere; un uomo, negli stati uniti d’America, che uscito dal carcere dopo molti anni di prigionia, si ritrova per reinserirsi nella società, ormai profondamente cambiata, a lavorare in un supermercato.

Quest’uomo, ogni volta che aveva bisogno di andare al bagno, chiedeva l’autorizzazione come era obbligato a fare quando era in carcere; nonostante che il responsabile di reparto gli avesse detto che non doveva chiedere l’autorizzazione, questi puntualmente la chiedeva. L’uomo si era istituzionalizzato.

Questo episodio che riprenderò alla fine del mio argomento, mi ha fatto venire in mente ciò che dentro ogni “organizzazione” può accadere.

Quando in una istituzione religiosa, non si comprendono correttamente i principi così come Gesù Cristo, inviato da Geova, ce li ha trasmessi e l’istituzione (“organizzazione”) religiosa inserisce le proprie idee, ecco che questa, forse senza volerlo, insegna ciò che non corrisponde agli insegnamenti di Gesù, allora può insegnare, su cose fondamentali, il falso, così da istituzionalizzare i suoi aderenti. Questo è accaduto durante tutta la storia umana, per secoli e millenni.

Chissà se i profeti Isaia e Geremia, con l’espressione le “isole” (Isa 42:4; Ger 31:10)), si riferivano profeticamente ai singoli individui, poiché il cristianesimo si applica quando uno lo vive a livello singolare: “insegnando loro, cioè a ciascuno, ‘ad osservare’, cioè a praticare, ‘tutte le cose che vi ho comandato’, con i principi e non con le leggi, ‘ed ecco io sono con voi……”  (Mt 28:20), tutto questo dopo il battesimo . Nella lettera di Paolo agli ebrei (eb 10:16), egli dichiara proprio questo! Ed ancora, sempre Paolo in Gal 3:13, Cristo ci liberò mediante acquisto dalla maledizione della legge,…..  Ora che cos’è la legge? Non sono regole per fare questo e quello? L’istituzione religiosa, applicando una infinità di regole, è come se mettesse di nuovo Gesù Cristo al palo. Non sappiamo come Gesù proteggerà ciascuna “isola” ad Har-Maghedon, ma sappiamo che durante quel miracolo Egli distruggerà il sistema di cose e non singoli individui, ma al contrario egli salverà singoli individui (“isola”) e non l’istituzione (Mt 12:36,37; 1Pt 4:17/a).

Cosa accadde a quell’uomo ormai istituzionalizzato? Quando egli uscì dal carcere, era atterrito nel vedere le automobili che sfrecciavano, aveva paura ad attraversare la strada, non si sentiva sicuro in nessun posto nella attuale società che non conosceva. Un giorno, lo trovarono impiccato nella sua casa attaccato ad un trave. Nella sacra bibbia troviamo parole del tipo: “Tu stesso hai fatto molte cose, o Geova mio Dio, anche le tue opere meravigliose e i tuoi pensieri verso di noi; nessuno è paragonabile a Te.” Tu o Geova conosci bene i tuoi pensieri che hai verso di noi “pensieri di pace e non di calamità’, per darci, ‘un futuro e una speranza” (Sal 40:5; Ger 29:11).
Geova è “ la roccia, la sua attività è perfetta, poiché tutte le sue vie sono Giustizia” …….e non regole (De 32:4/a),  i veri Pastori proteggono le pecore, non le impauriscono, non le istituzionalizzano, le pecore sono animaletti teneri e pacifici, pertanto il “pastore”  non dovrebbe terrorizzarle insegnando loro che, Dio è vendicativo, che ti controlla ogni azione della tua vita, perché non ha fiducia di te; ed allora giù regole!! Quando i nostri figli sono istituzionalizzati, e scappano dalla galera, perché a pascerli non erano pastori ma “vaccari” ed escono fuori in un mondo che non conoscono, allora sono preda del diavolo, e si “impiccano”!
Genitori: proteggete i vostri figli dai “vaccari” (Gv 10:13), non fatevi istituzionalizzare, cosi da essere partecipi con loro. Genitori: conoscete il completo disegno di Geova per la terra descritto nella Sua parola. Nel suo libro che ha dato in dono a ciascun individuo, troviamo tutto quello che ci serve da qui alla fine del regno di Cristo che durerà mille anni. Sarà Gesù Cristo a proteggere le nostre facoltà mentali (Gv 10:3) e non i “nobili” (Sal 118:9).

Vi saluto con affetto
Lèon     
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