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26/07/15

Resistenti cristiani nella storia: Valdo di Lione.-




Valdo di Lione 1140-1206


Valdo di Lione, noto anche come Pietro Valdo o Valdesio, (Lione1140 – 1206 circa), era un ricco mercante di tessuti, che decise di approfondire lo studio della Bibbia: egli però non conosceva il latino, così si fece tradurre i Vangeli e altri scritti biblici in francese. Fu colpito in particolar modo dalle parole rivolte da Gesù al giovane ricco: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi" (Matteo 19:21) . Decise allora, di cambiare radicalmente vita, dando i suoi beni ai poveri e mettendosi a predicare il messaggio evangelico al popolo. 
In quel periodo, però, la predicazione del Vangelo era riservata solo al clero, ai laici non era permesso predicare ed era persino sconsigliata la lettura diretta e personale della Bibbia. La predicazione da parte dei laici e delle donne e la lettura individuale della Bibbia, come la critica alle ricchezze e all'immoralità del clero, erano aspetti  che non potevano essere tollerati dalle gerarchie ecclesiastiche.
Pertanto, Valdo, fu accusato di aver "usurpato l'ufficio degli apostoli, predicando i Vangeli e quel che aveva imparato per le vie e per le piazze; riunì intorno a sé molti uomini e donne perché facessero lo stesso, istruendoli sui Vangeli. E li mandava a predicare nelle città vicine, pur essendo quelli di condizione sociale modestissima". 
Rifiutandosi di obbedire al vescovo della città e poi alle altre autorità ecclesiastiche che gli imponevano, in quanto laico, di non predicare al pubblico, Valdo fu scomunicato assieme a coloro che presto si unirono a lui, per seguire il suo esempio e il suo ideale di vita cristiana, i Poveri di Lione o Valdesi. Infine, l'arcivescovo decretò la loro espulsione dalla diocesi di Lione. 
Nonostante le sanguinose persecuzioni che infierirono contro di loro, essi si diffusero non solo in Francia, ma anche in molte altre parti dell’Europa. 





aggiunta :

Come veniva visto Valdo dai suoi detrattori? Ho trovato un'interessante testimonianza dell' inquisitore domenicano Stefano di Borbone, tratta dal suo "Tractatus de diversis materiis predicabilibus" redatto intorno al 1250, che condivido con voi, ad integrazione di quanto già detto nel post: " Un uomo molto ricco..., di nome Valdo, ascoltando i Vangeli, poiché non era molto colto,ma desiderava capire ciò che volevano dire, se li fece tradurre, dietro pagamento, da due sacerdoti, Bernando Ydros e Stefano d'Ansa. Essi tradussero per Valdo parecchi libri della Bibbia ed estratti dei Padri della Chiesa raccolti sotto il titolo di Sentenze: leggendole e rileggendole Valdo finì per impararle a memoria. E si ripropose di osservare la perfezione evangelica come l'avevano osservata gli apostoli;...e si arrogava, come un usurpatore, l'ufficio degli apostoli, predicando per i quartieri e per le piazze i Vangeli e tutto ciò che aveva imparato a memoria, radunando presso di sé molti uomini e donne perché facessero la stessa cosa, facendo imparare anche ad essi i Vangeli; ed essi, che esercitavano tutti mestieri umilissimi, li mandava anche nei villaggi circostanti a predicare. Questi, pertanto, sia uomini che donne, ignoranti e incolti, andavano nei villaggi, penetrando nelle case, predicando nelle piazze e persino nelle chiese, spingevano altri a fare lo stesso. Dal momento però che la loro mancanza di preparazione e la loro ignoranza diffondevano ovunque errori e scandali, furono convocati dall'arcivescovo di Lione, di nome Giovanni, (Giovanni Bellemani) il quale proibì loro di intromettersi nell'esposizione e nella predicazione delle Scritture. Ma essi fecero ricorso ad una risposta degli apostoli...."Bisogna obbedire piuttosto a Dio che non agli uomini". ...E così costoro...si resero dapprima disubbidienti per la loro presunzione e per aver usurpato indegnamente le funzioni degli apostoli, e poi, resisi ostinati, furono colpiti dalla sentenza di scomunica". ( Tratto da Il libro nero delle eresie di Angelo Clemente, Mondolibri 2008 pp. 410-412). Alcuni degli "errori" che i "Poveri di Lione" diffondevano con la loro predicazione erano: il rifiuto del purgatorio, da cui ne conseguiva che erano inutili le preghiere ai defunti, le indulgenze, il ricorso all'intercessione dei santi, o la venerazione delle reliquie.
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