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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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28/10/15

Resistenti cristiani - Girolamo da Praga

 
Nato a Praga nel 1370 -30 maggio 1416 Costanza
( giudicato eretico e arso al rogo )
 





Dopo aver studiato all'Università di Praga ... nel 1399 è a Oxford, in Inghilterra, per completare gli studi di teologia. Torna a Praga nel 1401, recando con sé scritti di John Wyclif, di cui è fervido sostenitore, facendoli conoscere, in particolare, a Jan Hus.

Accusato in un luogo dopo l'altro
riesce a scampare !

L'anno seguente è di nuovo a Oxford e propaganda le tesi di Wyclif: finito in carcere, alla liberazione si reca in Palestina nel 1403 e l'anno dopo a Parigi, dove vive poveramente ma riesce a conseguire una laurea alla Sorbona nel 1405; guardato con sospetto per le sue posizioni, giudicate eterodosse, preferisce allontanarsi, stabilendosi nel 1406a Colonia, dove consegue la laurea in lettere; a seguito di un discorso, tenuto nell'Università di Heidelberg, in cui difese le teorie wycliffiane e attaccò la corruzione delle gerarchie ecclesiastiche, viene espulso e torna a Praga nel 1407.

Nel 141, a Buda, rivolge un appello a re Sigismondo perché si metta a capo di un movimento riformatore della Chiesa; dopo esser stato fatto imprigionare per breve tempo dall'arcivescovo d Esztergom, è a Vienna, dove è ancora arrestato con l'accusa d'eresia e interrogato dall'Inquisizione. Riuscito a fuggire a Jindrichuv Hradec, vi denuncia il mercato delle indulgenze; lo stesso fa nel giugno 1412 a Praga, dove guida i funerali di tre manifestanti, decapitati a seguito delle proteste popolari per la vendita delle indulgenze promosse da papa Giovanni XXIII; nel marzo 1413 è a Cracovia, invitato dal re di Polonia, Ladislao I a occuparsi dell'Università di Cracovia e, al seguito del fratello del re, giunge fino in Russia.


Persona generosa, volle recarsi a Costanza, dov'era in svolgimento il Concilio in cui si giudicava anche dell'ortodossia delle tesi dell'amico Hus, allo scopo di difenderlo. Alla condanna e all'esecuzione al rogo di Hus, avvenuta il 6 luglio 1415, Girolamo fuggì ma, arrestato in Baviera, fu ricondotto a Costanza. Malgrado dichiarasse di rinnegare le sue idee, fu tenuto in carcere per quasi un anno.
« La sua voce era soave, chiara, sonora, accompagnata da un dignitoso gestire oratorio, o per esprimere indignazione o per muovere a misericordia, che tuttavia né domandava né desiderava ottenere. Stava lì, nel mezzo, impavido e intrepido, e non solo sembrava disprezzare la morte, ma desiderarla apertamente, tanto che avresti detto: costui è un altro Catone. O uomo degno di memoria eterna! »
(Poggio Bracciolini, 30 maggio 1416)

Accusato , processato e condannato

Il 16 maggio 1416, di fronte ai suoi inquisitori, ritrattò la precedente abiura. Già nel 1409, scrivendo all'amico Matteo da Knin, aveva sottolineato come la mente «quando è oppressa interiormente dall'angoscia e dalle tribolazioni e incalzata dall'obbrobrio delle lingue degli accusatori, come può restar salda la tua fiducia davanti ai tuoi avversari? Bramosi della tua morte, spalancano le fauci come leoni, agitando la testa e fissandoti negli occhi; se guardi indietro vedi molti becchi di cicogna che aumentano la tua angoscia. Tutti o quasi tutti ti hanno abbandonato. Ma Dio ti accoglie, Lui che solleva gli eletti e dissolve gli ostacoli. E nessuno ti disprezzi, se sotto il peso gravissimo, abbandonato da tutti, non hai saputo rimanere in piedi, perché il giusto cade sette volte al giorno, ma si risolleva, mentre l'empio, se cade una volta sola, non saprà più sollevarsi».



L'umanista Poggio Bracciolini, presente in quei giorni a Costanza, ha lasciato una diretta testimonianza del processo e dell'esecuzione di Girolamo, attraverso una lettera in latino indirizzata a Leonardo Bruni il giorno stesso della condanna al rogo.

Tutti aspettavano che ammettesse e ritrattasse i suoi errori e chiedesse perdono ma «alla fine cominciò a lodare un certo Giovanni Hus, che era stato condannato al rogo e diceva che era stato un uomo buono, giusto, santo e non degno di quella morte........... Girolamo, perseverante nelle sue convinzioni, lodava quel Giovanni e confermava di non avergli mai sentito dire alcuna cosa contro lo stato della chiesa di Dio, ma contro le perverse consuetudini dei chierici, contro la superbia e la pompa dei prelati, anche devastatori dei beni delle chiese. Dal momento che i beni delle chiese dovevano prima distribuirsi ai poveri, poi ai pellegrini e alla fabbrica delle chiese, non era cosa degna spenderli con le prostitute, nei banchetti, nei cavalli, nei cani, nella pompa dei vestiti e in tante altre cose indegne della religione di Cristo».

Gli furono ancora concessi due giorni per confessare le sue presunte colpe; dopo i quali, il 30 maggio 1416, fu dal concilio giudicato eretico e condannato al rogo.

Durante il rogo canta
un inno misterioso

«Al quale venne con fronte gioconda e con viso lieto, non spaventato dal fuoco, non dai tormenti, non dalla morte, e non vi fu mai nessuno stoico che come lui sostenesse la morte con animo così forte e costante. Quando giunse nel luogo del supplizio, si spogliò da solo dei vestiti e, inginocchiatosi, salutò il palo al quale fu poi legato con molte funi e fu stretto, nudo, con una catena. Dopo che gli fu posta intorno al petto e alle reni molta legna, mista a paglia, e fu appiccato il fuoco, Girolamo cominciò a cantare un certo inno, che fu interrotto dal fumo e dalle fiamme».



Fonte :  http://it.wikipedia.org/wiki/Girolamo_da_Praga






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