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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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23/01/16

Una scelta molto difficile



Cari fratelli,



seguo spesso il vostro blog, ma non ho mai commentato o scritto.
Oggi ho deciso di scrivervi perché in qualche modo per me, forse, puó essere un atto liberatorio, una valvola di sfogo. Se volete potete pure pubblicare la mia lettera, tanto non credo di essere il solo a vivere in una situazione di tale disagio interiore.

Servo come anziano di congregazione da parecchi anni e ho servito per parecchi anni come pioniere regolare assieme alla mia amata moglie sia nel campo italiano e sia in quello straniero, credendoci veramente e dando tutto, sia di emotivo che di materiale, per Geova.


Accettai la veritá nei lontani anni ´80, da solo, perché tutto quello che studiavo aveva una logicitá disarmante, alla luce delle Sacre Scritture.
Ma negli ultimi anni qualcosa é cambiato. I "nuovi intendimenti" a raffica, con poche spiegazioni e anche poco esaudienti, i cambiamenti organizzativi, le chiusure di Sale e Betel, per favorire la costruzione di una mega struttura, a discapito di chi ha rinunciato a tutto e servito Geova senza riserve, ed ora si trova quasi in mezzo ad una strada......

Tutto questo sta creando in me una grossa crisi di coscenza, comiciata qualche anno fa ed ora giunta ad un punto tale da fare fatica a tenere tutto dentro.
Soprattutto due episodi mi hanno veramente lasciato un vuoto dentro: una la storia della generazione che non é piú una, ma adesso sono due (cosa che reputo un´offesa all´intelligenza ed alla logicitá) e la difesa fatta in relazione ai fatti successi in Australia.

A questi si aggiunge l´amicizia con un (ex) pioniere speciale che dopo tanti anni* di servizio é stato "invitato" (e costretti) a smettere a partire da questo mese, disperati lui e moglie, perché non riescono a trovare lavoro a xx anni*.

Queste sono state le goccie, a cui si aggiungono tutte le altre cose che comunque bene o male conoscete e commentate in questo blog.

Tutto questo per dire che sono stanco. Non stanco di essere testimone di Geova, questa ormai é la mia vita e non posso piú rinunciarci. Piuttosto sono stanco della burocrazia, procedure, dei "forse", dei "probabilmente", dei "i fatti dimostrano che"....

Io sono stanco di essere anziano di un´organizzazione, e non piú un pastore di Geova, perché ormai quello siamo diventati: degli amministratori delegati.

Vorrei di nuovo essere un "semplice proclamatore" che non sa piú niente di quello che succede....  l´ignoranza rende felici, dicono, e mi sa che ha ragione chi lo ha detto.
Qualcuno si chiederá perché allora non mi dimetto. Non é cosí facile. Ho una moglie (che nutre i miei stessi dubbi) che peró tiene molto a questo incarico, non per la nomina, ma perché sa che posso aiutare molto i fratelli dalla mia posizione e "difenderli" da altri anziani.
Inoltre ho dei figli, e non voglio trasmettere loro uno spirito di rinuncia o di scoraggiamento.

Ma io, ogni giorno che passa, violento la mia coscenza, insegno ad altri cose a cui non credo piú, o perlomeno su cui nutro seri dubbi; e questa situazione mi sta distruggendo dentro, perché mi pare una strada senza uscita.
Sta lacerando la mia emotivitá, mi sta rendendo triste.
Non sono piú sereno, ma faccio finta di esserlo, non credo piú che il corpo direttivo sia .....( sempre e comunque )...guidato dallo spirito santo, ma faccio finta di crederci, non credo assolutamente che la nuova Betel a Warwirk sia una benedizione di Geova, ma faccio finta di esserne entusiasta, non credo che Gesú volesse dire che dobbiamo vedere passare due generazioni, ma dico che é la luce a suo tempo.....  e cosí via.

Ci sono circolari per ogni minima stupidaggine, anche su come imparare i nuovi cantici; procedure per tutto, moduli per tutto, burocrazia per tutto....  ormai il testo di riferimento mi sembra "le circolari" e non piú la Bibbia. E io non riesco ad accettare tutto questo, ma devo fare finta di accettarlo.
Alla fine cosa sono? Solo un´ipocrita, un attore, niente altro. Non trovo altre parole per descrivermi, e lo sto scrivendo con le lacrime agli occhi perché il problema é che io non riesco e non so fare buon viso a cattivo gioco, e quindi lo sforzo per me é doppio.
Ma lo faccio solo per amore della mia famiglia, per non dargli questo ulteriore peso.

Almeno, magra consolazione, so che molti vivono il mio dramma, e questo me lo fa sembrare un po´ meno pesante. Mal comune, mezzo gaudio, si dice.
Chissa, mi chiedo cosa pensa realmente Geova di questa situazione....  chissá.

Grazie a tutti per avere letto le mie parole e avermi dato modo di sfogarmi.

Ovviamente non posso dare indicazioni su chi sono, dal momento che sono un po´ conosciuto, e probabilmente anche diversi di voi mi conoscono.

Un abbraccio a tutti.
Un nominato* stanco, molto stanco.
* alcune informazioni sono state volutamente alterate per questioni di privacy
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