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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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Visualizzazione post con etichetta Serie - Come sopravvivere nel tempo della fine. Mostra tutti i post
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29/10/15

Come sopravvivere nel tempo della fine: Il tempo della consapevolezza

39 Quando ti vedemmo malato o in prigione e venimmo da te?’ 40 E rispondendo il re dirà loro: ‘Veramente vi dico: In quanto l’avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me’.
(Matteo 25:39-40)

Cari Fratelli 

Parlando dei tempi passati, i fratelli un po' attempati come noi, si distinguevano davvero dal sistema di cose, ed erano davvero separati dal mondo, nel vero senso della parola. C’era chi aveva letteralmente buttato la televisione perchè prendeva “troppo tempo”, ( quando l’inizio delle trasmissioni nazionali era alle 17:00 ). C’era la tendenza a curarsi sempre con tecniche alternative rispetto alle cure convenzionali e spopolavano le medicine omeopatiche. Tutto quello che entrava in casa veniva vagliato e controllato, con accurata dovizia, per evitare qualsiasi tipo di contaminazione demonica.  Le congregazioni avevano al massimo 3 anziani, più qualche sparuto servitore di ministero rigorosamente pioniere, che era il galoppino per sostenere le comitive ed eventualmente uno studio di libro. I sorveglianti tuonavano dal podio, la fine dei tempi e l’ubbidienza allo schiavo. I pionieri facevano migliaia di ore l’anno e le medie dei territori arrivavano a frequenze così alte, che hanno avuto il lungimirante risultato di renderlo assolutamente sterile. Fratelli felici distribuivano centinaia di riviste al mese e più ne distribuivano e più il loro senso di appartenenza aumentava. Le differenze di ore, fra i pionieri e i proclamatori, erano molto evidenti. Questa differenza permetteva loro più che un semplice distinguo di incarico; alla fin fine i pionieri erano un pochino più unti dei proclamatori.

“Come un padre mostra misericordia ai suoi figli, Geova ha mostrato misericordia a quelli che lo temono. Poiché egli stesso conosce bene come siamo formati, ricordando che siamo polvere”. (Salmo 103:13, 14)

Ma questa sorta di involucro che i fratelli avevano costruito e dove si erano chiusi dentro, non aveva le caratteristiche indissolubili che essi stessi pensavano. Quella che ritenevano una solida corazza spirituale, si stava invece lentamente sgretolando. Adesso quel senso di appartenenza attraverso il sevizio, non solo si è pesantemente ridimensionato, ma sembra che stia cambiando, rivolgendo la sua attenzione verso un’altro tipo di interesse che molti, scimmiottando il sistema, chiamano “l’organigramma teocratico”. Cosi per quanto assurdo possa essere, i fratelli stessi, stanno lentamente creando alternativi mostruosi mangia tempo, fatti di incarichi, nomine, deleghe, riunioni, comitati, scuole teocratiche, attività teocratiche dirigenziali. In questo turbinio di mansioni, sono decuplicati in modo fittizio le esigenze. Il numero di anziani nelle congregazioni è triplicato e i fratelli di tutti i generi vengono invitati a soddisfare mirabolanti attività che sono al limite dell’inutile formalità e che vengono spacciati per indispensabili mansioni teocratiche.



44 Per semplice sentito dire mi saranno ubbidienti;
Stranieri stessi verranno a chinarsi servilmente davanti a me.
(Salmo 18:44)




Così ancora, anziani al limite dello sfinimento, acclamano raggianti il corpo direttivo per aver permesso anche a loro di essere pionieri, senza aver tanti rimorsi di coscienza. Rimorsi perché,  sino a poco tempo fa, per essere pionieri dovevano segnare sessanta ore, ma per farlo venivano , (come dire altrimenti), “allargate” con tanti espedienti ( visite al bar, sms di inizio...)  con il risultato di compilare ibridi rapporti di servizio, fatti da fratelli senza scrupoli, che avevano il solo interesse di mettere al primo posto la parte umana dell’organizzazione, anziché il servizio a Dio.  Si caro fratello ringrazialo pure, ma chiediti anche: non è che il senso di appartenenza che adesso declamo, lo confondo con il senso di protagonismo ? Molti facevano i pavoni ( e anche un po’ i papaveri ) e con ipnotiche ruote, condizionavano platee con l’ottima retorica dei migliori venditori di pentole. Sventolando proclami degli ultimi giorni di vita da una parte, spegnevano gli ultimi lucignoli fumanti di inermi fratelli esanimi, poi dall'altra attizzavano i feroci carboni ardenti di chi riteneva che la sua spiritualità malata valeva più di ogni altra cosa. Così questi venditori di pentole ebbero si, molti ottimi risultati, ma poi furono vanificati quando qualcuno gli chiese di rendere conto, sul come mai a queste pentole mancassero i coperchi. Questo purtroppo dopo che molte congregazioni furono completamente rase al suolo.


3 Chi sorveglia la sua bocca custodisce la sua anima. Chi spalanca le sue labbra, avrà rovina.
(Proverbi 13:3)




Ecco che risulta urgente fare un esame di coscienza serio e concreto in particolar modo a noi tutti lettori del blog, che ambiamo a diventare di nuovo protagonisti, con la consapevolezza di una fede in Dio genuina senza compromessi. Ritornare alla preghiera, come elemento di congiunzione con Dio e aver il coraggio di rallentare questa folle corsa cristiana, che molti stanno facendo non sopra il carro di Geova ma bensì sopra un auto senza freni. 

Scendete, cari fratelli scendete, prima che incontriate  il muro del sistema.  

Predicate la consapevolezza a tutti, compresi gli Anziani e i nominati. Predicare la consapevolezza però non significa esternare dubbi o perplessità, ma significa dire le cose come stanno. Non abbiate mai paura di dire la verità, anche se sappiamo che questo potrebbe intaccare interessi in apparenza più grandi di noi. Pregate Geova che vi aiuti a trovare le parole giuste e vedrete che Geova Dio vi proteggerà sempre nei momenti di angustia e anche in quelli della dolorosa consapevolezza. Non facciamo compromessi nella fede e non prendiamo nulla per scontato anche se siamo Sorveglianti. Mettete al primo posto il regno e i suoi averi e fate attenzione a deificare simboli umani che stanno entrando nelle congregazioni con l'abominevole merchandising teocratico. 

Difendete la congregazione dal cancro dell’ipocrisia e delle idee filosofiche di questo mondo. Non lasciatevi solleticare le orecchie dalle revisioni profetiche come fa qualche spregiudicato e lasciate che esse si adempiano nei tempi che Geova ha stabilito. Studiate la parola di Dio e seguite l’esempio del Cristo, predicando il regno e la sua giustizia e date il giusto peso al rapporto di servizio. Allontanatevi senza alcun timore da chiunque predichi l'inattività e trattatelo da apostata, non rivolgendogli nemmeno un saluto. Leggete libri che stimolino la vostra fantasia, muovetevi, fate attività fisica e ogni tanto raccontate una barzelletta, l’ironia purifica il sangue. Non fate inutilmente i profeti, non aggiungete e non togliete nulla di quanto è stato scritto e non confondete le opinioni con le visioni dei tempi futuri. Geova Dio ha un proposito e si adempirà statene certi. Per quanto ci riguarda sia fatta la sua volontà sempre.

3 Ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui.

( I Cor 8:3 )

02/10/15

Come sopravvivere nel tempo della fine: I tempi che furono

2 Per questo è necessario che prestiamo più che la solita attenzione alle cose udite, affinché non siamo mai portati alla deriva.
( Ebrei 2:1 )



Cari fratelli

Questa è la prima parte di due post leggeri un po' malinconici della serie "come eravamo" e del "come siamo". L'intento non è quello di affogare i pensieri nella malinconia ma più che altro di capire cosa è accaduto per riuscire a fissare la nostra spiritualità oggi, senza lasciarla decadere oltre domani. 

Sono passati decenni da quel lontano battesimo e per molti sembra passata un eternità. Di questo lungo cammino, quello che ci lascia perplessi non sono tanto le difficoltà, gli inciampi, i problemi grandi e piccoli che si sono dovuti affrontare e che molti di noi stanno ancora affrontando. C’è come una sorta di malinconica sensazione, nell'essere lentamente cambiati in modo continuo e irreversibile, sino a non riconoscersi più. Ma non è solo il lento passare del tempo che evolve e che ci modifica naturalmente, mandandoci alla deriva degli anni che passano. I recenti post che vediamo comparire in questo blog, danno la triste sensazione che anche tutta la congregazione sia cambiata. Diciamo che molti di noi, il sentore dei problemi attuali lo ha sempre avuto, ma a quel tempo avevamo molti motivi per non prestarci la dovuta attenzione. La verità e che quei problemi iniziali che pensavamo fossero difetti di gioventù, sono rimasti tali. Così adesso, abbiamo la consapevolezza che non solo non sono stati risolti, ma sono peggiorati sia in forma che in intensità.

9 Ma prendete la vostra determinazione contro di lui, solidi nella fede, sapendo che le stesse cose in quanto alle sofferenze si compiono nell’intera associazione dei vostri fratelli [che sono] nel mondo.
( I Pietro 5:9 )

La spiritualità di molti fratelli langue, in rapporti di servizio dove vengono letteralmente strappate le ore dal poco tempo disponibile, continuamente strozzato da attività, tutte improrogabili e non delegabili. Quello che prima era un inflazionato bene, quasi scontato, adesso è diventato talmente raro da centralizzare tutta la nostra attenzione; il nostro nuovo Dio. Il tempo, il nostro tempo, viene risucchiato letteralmente da voracissimi mostri quotidiani che sono le nostre attività. Per chi è nominato, alcune di queste, vengono definite “obblighi scritturali”, così capita sempre più spesso, che si sovrappongano mandandolo in cortocircuito inchiodandolo fra scelte incredibilmente incompatibili. 
La famiglia o la nomina? 
Abbiamo avuto numerosi consigli dalla congregazione attraverso le pubblicazioni. Ma contrariamente a quello che poteva essere il lecito e sano consiglio “riscattate il tempo opportuno” questi rammemoratori, non hanno fatto seguito ad una generale razionalizzazione del tempo. Perchè ?

15 Guardate dunque accortamente che il modo in cui camminate non sia da insensati ma da saggi, 16 riscattando per voi stessi il tempo opportuno, perché i giorni sono malvagi.
( Efesini 5:15:16 )

Per molti di noi, l’inizio della fede, era un coinvolgimento emotivo di grande passione ed impatto, che includeva tutte le nostre attività giornaliere. Il senso di appartenenza che i fratelli dimostravano nelle congregazioni, sino alla fine del secolo scorso, era molto più che un sentimento. Io ricordo l’impegno che i valenti pionieri prestavano al servizio e che non era messo in discussione, qualsiasi tipo di difficoltà terrena incontrassero. Ricordo Anziani di congregazione, veri doni negli uomini, che prestavano orecchio a tutti e si rendevano disponibili anche ad attraversare la città, per un turbamento spirituale di un fratello o di una sorella in difficoltà. Poi quelle nottate del giovedì con la saletta degli anziani sempre calda con le riunioni fiume che non terminavano mai.

8 Perciò egli dice: “Quando ascese in alto portò via prigionieri; diede doni [negli] uomini”( Efesini 4:8 )

Ma tutto questo, piano piano, sembra stia svanendo e sembra che la congregazione non si senta più protagonista della propria vita. E' finita l'era dei super pionieri, che fanno il super servizio con le super visite che portano ai super studi che diventano super sorveglianti. Quello che era l’unico riferimento, il servizio di campo, anch'esso sta perdendo il significato. Alcuni tentarono nuove vie e nacquero i primi territori alternativi. Prima le lingue straniere poi le predicazioni nei porti con zaino e senza cravatta, poi ancora i sordi e poi i ciechi adesso le vie di scorrimento delle grandi città con i trolley della speranza. Tutte i posti dove si incontrano le persone socialmente emarginate di questo sistema, sono presi d’assalto da fratelli esausti di far di suonare i campanelli la domenica mattina, senza risultati. 

La mancanza di direttive coerenti, dovuto più che altro all'incapacità di ascoltare il disagio che si stava creando, creò ulteriori perplessità nella gestione degli averi del regno. Molti fratelli impegnati nel servizio continuo, si rendevano disponibili per le tante attività, pensando di far parte di un opera che li avrebbe sempre sostenuti. Ma alcuni di questi cari fratelli, scoprirono loro malgrado che c’erano delle differenze, quando invece di dedicare la vita a Dio, la dedicarono agli incarichi o alle  assegnazioni. 
Quanto è eccitante essere avvicinati dal CO che ci dice all'orecchio “Abbiamo una assegnazione da darti perchè c’è una congregazione con dei problemi, abbiamo bisogno di un fratello mooolto spirituale e pensavamo a te ?" Quanto è frustrante invece quando quel giorno ci dissero "non ti preoccupare ( stai sereno ! ) quando finiranno i problemi che ti impediscono di servire richiama pure che ti daremo una nuova assegnazione, intanto ti parcheggiamo in questa congregazione" ?  
Oppure dall'altra parte anche tu caro ex betelita che confondevi la Bufalottiana clausura mediovale, con il dogmatico rigore imposto dalla volontà divina. Perchè ti devi dissociare se scopri invece che Geova non lo ha mai chiesto a nessuno e in particolar modo non lo ha chiesto a te?


6 Ma da parte di quelli che sembravano essere qualcosa — qualunque sorta di uomini fossero una volta non ha importanza per me, Dio non bada all’aspetto esteriore dell’uomo — a me, in realtà, quegli uomini preminenti non impartirono nulla di nuovo. (Galati 2:6)



Anche queste forme di cambiamento, fuori dai contesti delle critiche gratuite, non vi vedo niente di innovativo. Analizzandolo è solo una modifica di come le informazioni teocratiche vengono distribuite nel vano tentativo di allinearlo con le modalità di questo sistema di cose. Continueranno ad avvenire e anzi non dovranno stupire i continui aggiornamenti delle procedure esattamente come accade con l'app degli smartphone. A me questo sistema non piace e prego Geova che sia solo una sensazione. Se non fosse così però non sarei un resistente.






09/08/15

Come sopravvivere nel tempo della fine: La libertà dei figli di Dio

Cari Fratelli

Il campo di battaglia si sta preparando. Presto saremo chiamati a rispondere della fede che avremo acquisito. Come reagiremo agli attacchi di questo sistema ?
Come diverremo davvero liberi dalle ansietà ? Grazie alla qualità della consapevolezza, che in parte abbiamo alimentato magari attraverso i commenti di  questo blog, abbiamo comunque tutte le opportunità per non lasciarci prendere dal panico. Nessun cristiano consapevole pensa e penserà mai che tutto è perduto e che la speranza sia morta. Perché ? Per tanti motivi, e sicuramente considerare alcuni aspetti scritturali che hanno coinvolto i primi cristiani e Gesù stesso ci possono essere d'aiuto per affrontare questi tempi difficili. Prendiamo in considerazione le riforme strutturali che l'apostolo Paolo stava appoggiando e che avrebbero portato alla creazione di una nuova nazione santa ed accettevole a Geova Dio. 

In Galati al 5:1 si dice

Per tale libertà Cristo ci rese liberi. State dunque saldi e non vi fate porre di nuovo sotto un giogo di schiavitù.

Quale era il giogo di schiavitù che portavano ? Nei versetti seguenti Paolo spiega a cosa si riferisce.

Galati al 5:2-4

2 Ecco, io, Paolo, vi dico che se divenite circoncisi, Cristo non vi sarà di nessun beneficio. 3 Inoltre, rendo di nuovo testimonianza a ogni uomo che si circoncide che ha l’obbligo di mettere in pratica tutta la Legge. 4 Siete separati da Cristo, chiunque voi siate che cercate di essere dichiarati giusti per mezzo della legge; vi siete allontanati dalla sua immeritata benignità. 

Paolo spiega che essere circoncisi e quindi sottomettersi alla Legge mosaica non era di nessuna utilità perché i cristiani avevano una speranza migliore basata sul sacrificio di riscatto di Gesù 

Continua infatti Paolo

Galati al 5:5-7

5 Da parte nostra, mediante lo spirito aspettiamo ansiosamente la sperata giustizia quale risultato della fede. 6 Poiché riguardo a Cristo Gesù né la circoncisione è di alcun valore né l’incirconcisione, ma la fede che opera per mezzo dell’amore. 7 Voi correvate bene. Chi vi ha impedito di continuare a ubbidire alla verità? 

Furono relativamente pochi quelli che si dimostrarono leali a Geova e si adeguarono a quel cambiamento epocale. Anche fra i veri cristiani c’erano dei giudaizzanti che insistevano perché si mantenessero le “deboli e meschine cose elementari” della Legge mosaica, che si era adempiuta in Cristo. Dato che falsi insegnanti o persone inclini all'apostasia possono corrompere un’intera congregazione, dobbiamo mantenere una posizione decisa contro l’apostasia, non permettendo mai che malvagi tentativi di persuasione ci impediscano di ubbidire alla verità. Continua quindi l'argomentazione dell'apostolo Paolo

Galati al 5:8-12

8 Questa sorta di persuasione non è da Colui che vi chiama. 9 Un po’ di lievito fa fermentare l’intera massa. 10 Confido riguardo a voi che siete uniti al Signore che non penserete altrimenti; ma colui che vi turba subirà il [suo] giudizio, chiunque egli sia. 11 In quanto a me, fratelli, se predico ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Quindi, in realtà, la pietra d’inciampo del palo di tortura è stata abolita. 12 Vorrei che gli uomini che cercano di sovvertirvi si facessero pure evirare.

Quei cristiani della Galazia erano influenzati da elementi giudaizzanti, ma non solo. Le false storie stavano intorpidendo la sensibilità che avevano acquisito e ciò che era chiaro ed evidente quando divenne di nuovo oggetto di discussione. Il loro cuore non era più disposto ad accettare interamente il cristianesimo, i loro orecchi si erano intorpiditi e i loro occhi si erano chiusi. La forte immagine dell'evirazione a me fa ridere, però se si conoscono gli scritti dell'apostolo Paolo è un argomento su cui davvero non aveva remore. Chiediamoci, forse questa frase è stata l'ultima difesa che l'apostolo Paolo poteva dare da quella influenza apostata ?

No. C'era qualcos'altro che poteva salvare quei primi cristiani. La salvezza si poteva ottenere attraverso quel sentimento di libertà che avevano ottenuto grazie a Gesù Cristo che adempiendo alla legge aveva tolto i legami e il giogo degli ipocriti farisei. Ma quella libertà ottenuta si doveva adempiere e si doveva dimostrare. In che modo ?

Galati al 5:13-14

13 Voi, naturalmente, foste chiamati a libertà, fratelli; solo non usate questa libertà come un’occasione per la carne, ma per mezzo dell’amore fate gli schiavi gli uni agli altri. 14 Poiché l’intera Legge è adempiuta in una sola parola, cioè: “Devi amare il tuo prossimo come te stesso”. 

Ecco che cosa era quindi la libertà. L'unica possibile ed ottenibile. Fare gli schiavi gli uni agli altri. Non vi sono altre possibilità se lo scontro di personalità prende il sopravvento sulla spiritualità del nostro fratello. Molti dimenticano che questi versetti sono l'antefatto che poi lo porteranno nei versetti seguenti a descrivere il meraviglioso frutto dello spirito. I grandi temi che possono coinvolgere agli andamenti dell'organizzazione non devono influenzare la fede che dobbiamo dimostrare a tutti. Sicuramente vogliamo distinguerci, noi non siamo legati ad aspetti inquietanti come ad esempio le notizie sulla pedofilia che si sono amplificate attraverso il tam tam mediatico. Il sentimento di impotenza di fronte a questi aspetti che sembrano più grandi di noi non deve prendere però il sopravvento. Se è vero che non dobbiamo nascondere il male così come fanno alcuni siti apologeti è altrettanto vero che non dobbiamo alimentare il nostro terrore e quello degli altri con deduzioni posticce e con falsi miti. Siatene certi, voi tutti partecipanti al blog siete divenuti attori protagonisti.

I vostri commenti sono molto più importanti di quello che voi pensiate. Non abbandonatevi troppo alla polemica rinnovate il desiderio di piacere a Geova così come l'apostolo Paolo cercava di esortare i cari fratelli della Galazia. Se qualche cosa non funziona come dovrebbe, proponete alternative anche all'interno delle vostre congregazioni, fatelo con rispetto, nelle sedi opportune, ma senza timore e senza chiedere scusa a nessuno. Fatelo anche in questo blog con i vostri commenti e le vostre esperienze positive.  I fratelli che vi leggono ve ne saranno immensamente grati e anche il nostro creatore non ne sarà di certo dispiaciuto.

Continuate a servire Geova senza timori, la liberazione è vicina.


23/06/15

Come sopravvivere nel tempo della fine - L'istruzione universitaria


Il tema della istruzione universitaria è particolarmente scottante, trattarlo in un post dedicato è un po rischioso, ma con il presupposto di mantenete un atteggiamento ragionevole desideriamo inquadrare meglio questo aspetto che riteniamo importante da considerare, visto che sono implicate le vite di centinaia di migliaia di giovani. Chi scrive non prova particolare simpatie verso il mondo universitario, anche se per tanti motivi ne fa parte. Cercheremo comunque di considerarlo in modo obiettivo e lo faremo prendendo spunto da alcuni piccole sezioni di articoli della torre di guardia che analizzeremo cercando di darvi qualche spunto per riflettere. Facciamo qualche recente esempio 

Nella Torre di Guardia del 15/4/2013 all’articolo “Accertiamoci delle cose più importanti” si legge 
“Alcuni servitori di Dio si stanno lasciando sviare. Lo si capisce dalle decisioni che prendono in relazione a lavoro secolare e istruzione universitaria, dall’importanza che danno ai beni materiali e dal tempo che dedicano a sport e svago. Altri si stanno stancando a causa delle ansietà della vita. Chiediamoci: “Io come me la sto cavando? Cosa rivelano le decisioni che prendo?” 

Molti in questo articolo vi hanno intravisto la regola definitiva che impedisce ad un testimone di Geova di frequentare l’università. In realtà la frase è scritta in modo tale da farlo sembrare, ma evidentemente il concetto espresso è un altro. La chiave per comprendere questa piccola sezione dell’articolo è nella comparazione che viene fatta fra, il lavoro secolare e l’istruzione universitaria. Se si analizzano i due aspetti, risulta evidente che le scelte correlate al lavoro e all’istruzione universitaria, possono o meglio devono, essere valutate in modo ragionevole. Ad esempio chiediamoci: perchè nessuno di noi ritiene che il lavoro sia un problema spirituale ( ma solo alcuni tipi di lavoro ) mentre invece l’istruzione univeristaria, in tutti i casi deve essere sempre ( e comunque ) considerata un inciampo ? 

Prendiamo un’altro articolo. Questa è la torre di guardia del 17/10/2013 l’articolo è intitolato “Siate schiavi di Geova”
“Scegliere l’istruzione migliore in assoluto dà gioia e reca benedizioni. Questo è ciò che è successo a Michael. A scuola era così bravo che i suoi insegnanti vollero un incontro con lui per parlargli della prospettiva di frequentare l’università. Con loro sorpresa, però, Michael scelse un corso a indirizzo professionale che in poco tempo gli permise di mantenersi e di fare il pioniere regolare. Ha avuto rimpianti? “L’istruzione teocratica che ho ricevuto come pioniere, e ora come anziano di congregazione, non ha prezzo”, racconta. “Le benedizioni e i privilegi che ho ricevuto superano di gran lunga qualsiasi cifra avrei potuto guadagnare. Sono davvero contento di non aver optato per l’istruzione universitaria”.

Anche in questo caso sembra che sia evidente il concetto, ma solo in apparenza. Tralasciamo il fatto che si semplifica in modo esasperato il concetto di istruzione universitaria, come si può facilmente capire in questo caso il principio preso per vero è celato dalla citazione. Non si spiega nel dettaglio cosa si intende davvero per istruzione universitaria e in tutti i casi il principio viene delegato alle parole del fratello. In questo modo si ottiene l’effetto di inviare un messaggio preciso “non andate all’università” senza in verità sostenerlo. Tecnicamente parlando questa è infatti solo la posizione ufficiale di questo fratello e non quello dell’organizzazione. Ricordate quando qualcuno raccontò la storiella della bambina battezzata a nove anni ? 

Prendiamo ora l’articolo chiave in questione 1/10/2013 "Genitori che futuro volete per i vostri figli ?" 

“Cosa dovrebbero fare quindi i genitori cristiani? Di sicuro desiderano che i figli vadano bene a scuola e che acquisiscano nozioni che saranno loro utili per mantenersi in futuro. (Proverbi 22:29) Ma dovrebbero permettere che i loro figli si lascino trascinare dallo spirito di competizione e lottino per il successo e le mete materialistiche?”

Il problema è che l’impostazione mondana dell’istruzione universitaria ha questo tipo di aspetti negativi. Si possono ovviare senza precludere la spiritualità di una persona ? Continuiamo con lo stesso articolo 

L’ambiente 
Un altro fattore da considerare è l’ambiente. È risaputo che nelle università e nei campus sono comuni comportamenti errati: uso di droga, abuso di alcolici, immoralità sessuale, imbrogli, riti di iniziazione umilianti o pericolosi, ecc. Prendiamo ad esempio l’uso smodato di alcolici. La rivista New Scientist, in un articolo che parlava del binge drinking, cioè del bere al solo scopo di ubriacarsi, riportava: “Circa il 44 per cento degli [studenti universitari degli Stati Uniti] beve fino a ubriacarsi almeno una volta ogni due settimane”. Il problema è diffuso anche tra i ragazzi che vivono in Australia, Gran Bretagna, Russia e altrove. Per quanto riguarda il sesso, tra gli studenti universitari ora si parla di “hooking up”, che un articolo di una rivista americana definisce “una singola avventura sessuale, che si tratti di baci o di un rapporto completo, tra persone che non hanno intenzione nemmeno di parlarsi in seguito”. (Newsweek) Gli studi rivelano che è comune per il 60-80 per cento degli studenti. “Se sei normale e vai al college”, dice una ricercatrice, “lo fai”. 

Anche questo aspetto è assolutamente vero. L’uso di droge è piuttosto comune in Italia, come pure gli atteggiamenti non inusuali, libertini e licenziosi, sono tali che non rendono davvero l'università un paradiso spirituale. Ma questo tipo di comportamenti fanno parte del mondo e possono sempre essere un inciampo anche se non andiamo all’università. La dimostrazione di questo fatto sono le decine di migliaia di disassociati per immoralità che abbiamo ogni anno e che sono nella quasi totalità fratelli e sorelle non laureati. Le occasioni il mondo le offre a tutti, qualsiasi sia la nostra impostazione di vita, sia che siamo studenti universitari sia che facciamo i padroncini a mezza giornata per fare le ore di pioniere. In entrambi i casi dobbiamo sempre addestrare il nostro cuore a fare ciò che Geova richiede da i suoi fedeli servitori. Detto questo capiamo molto bene che le giovani menti deboli possono essere pesantemente condizionate da tutto quello che è il contorno universitario. Ma sappiamo anche che l’istruzione universitaria se guidata e motivata da sani principi spirituali può anche diventare fonte di grande sostegno spirituale. A riprova di questo fatto sono le centinaia di laureati che lavorano all’interno delle Betel di tutto il mondo. 


In genere io preferisco gli oratori non laureati li trovo più genuini e pratici, ma questo non dovrebbe essere comunque un motivo discriminante. Prima di concludere volevo sicuramente rivolgere un accorato invito, a chi ha la possibilità e l'autorità di farlo che non vengano più prese iniziative di rimozione della nomina nel caso in cui il figlio di un nominato decida di continuare il percorso di studi e di andare all'università. E' palese la mancanza di coerenza quando vengono nominati fratelli laureati per quello stesso motivo bisognerebbe impedirlo.

E' una questione di principio di equità e vi chiediamo di aver il coraggio di fare la cosa spiritualmente giusta.

Un caro fraterno saluto a tutti voi proclamatori consapevoli 


CK






31/05/15

Come sopravvivere nel tempo della fine: Sull'inconsapevolezza e l'ipocrisia.

Cari Fratelli

Viviamo in tempi dove il sistema di cose moderno aggredisce la spiritualità di tutti. Questa a ben vedere è più che una semplice aggressione, la possiamo invece benissimo considerare come un occulto attacco. Le caratteristiche però se le volessimo raffigurare con un esempio non assomigliano ad una finale resa dei conti. Se dovessimo immaginarci qualcosa che rappresenti questo attacco potremmo fare riferimento alla scrittura dell’apostolo paolo I Cor 15:44 “...Se c’è un corpo fisico, ce n’è anche uno spirituale” Spesso riceviamo notizie di come la medicina abbia fatto enormi passi nella cura del corpo umano. Malattie difficili e incurabili sono state debellate come il vaiolo o la poliomielite, altre purtroppo come i tumori o le leucemie rimangono incurabili. I risultati delle analisi moderne sono talmente avanzate che spesso riescono a determinare la prospettiva di vita di una persona. Raramente queste malattie, portano alla morte istantanea e hanno invece l’effetto di degradare il corpo nel tempo, costringendo la persona, ad una lenta ma inesorabile agonia che porterà alla morte. Dal punto di vista spirituale, accade esattamente la stessa cosa. La nostra spiritualità è costantemente sotto attacco da agenti degradanti, che possono farci sviare. Il recente post sul bullismo denuncia uno degli elementi più degradanti, che accadono nelle congregazioni e che viene attuato da due tipi di persone che possono causare questi comportamenti. In questo post li prenderemo in considerazione e i primi sono gli inconsapevoli.

Gli inconsapevoli

Un dizionario web alla parola consapevole dice “:agg. [sec. XIII; da con+sapere]. Che sa, che è informato di qualche cosa: è consapevole della tua azione; fare, rendere consapevole qcuno, informarlo, metterlo al corrente di qualche cosa In psicologia, equivalente di conscio.” Quindi gli inconsapevoli sono quelli che non sono a conoscenza o che ignorano alcuni aspetti della questione. L’inconsapevolezza è probabilmente la malattia più difficile da diagnosticare. Per capire il senso dell’inconsapevolezza riprendo un esempio fatto un po’ di tempo fa in una torre di guardia con le considerazioni di due giovani sposini quando hanno iniziato a fare lo studio famigliare.
  • Federico: “Appena sposati avevo stabilito che io e mia moglie studiassimo la Bibbia insieme. Volevo che Elena si concentrasse durante lo studio, ma sembrava proprio non riuscirci. E quando le facevo delle domande rispondeva a monosillabi. Quel modo di fare non corrispondeva affatto alla mia idea di studio”.
  • Elena: “Avevo 18 anni quando sposai Federico. Studiavamo la Bibbia regolarmente, ma lui ogni volta approfittava della situazione per farmi notare tutte le mie mancanze e gli aspetti sotto cui dovevo migliorare come moglie. La cosa mi scoraggiava e mi feriva davvero tanto!”
Come si può notare le accuse che questi giovani si fanno reciprocamente hanno in comune un aspetto. Le buone intenzioni. Si perchè entrambi sono partiti avendo in comune l’apprezzamento per Dio e per le cose spirituali, ma come è evidente dalle parole di entrambi, essi hanno dato una diversa interpretazione al significato di studio famigliare. Noi immaginiamo che questa distonia non abbia poi compromesso il loro matrimonio ma probabilmente lo ha solo un po' logorato. In tutti i casi comunque dovranno lavorare per ripristinare il lieve ma non trascurabile attrito che, notate bene, si è creato proprio con lo studio biblico famigliare. 

Essere inconsapevoli in questo contesto significa fare le cose giuste ma senza criterio. Come ad esempio mascherare l'arroganza con l'esortazione e condizionare in modo indebito la spiritualità degli altri fratelli. Oppure dire o sostenere mezze verità su fratelli, screditando, insinuando mettendo illeciti dubbi nei sorveglianti sostenendo la bontà di chissà quali fini. O come chi, peggio ad esempio, si illude che occultando, negando o giustificando nefandezze umane, pensa di salvaguardare la purezza dell’organizzazione. Queste persone, ovviamente, non si distinguono per il sesso ne per la nomina ma si distribuiscono in modo uniforme fra le tutte le parti della congregazione. In tutti i casi questi soggetti, tipicamente esauriti, hanno effetti deleteri e spesso devastanti.

Alcuni di questi inconsapevoli ci scrivono continuamente e attraverso argomentazioni più o meno riuscite, esprimono, quando va bene, giudizi negativi sul blog e i suoi partecipanti. Quando va male anche veri e propri insulti rivolti più o meno a tutti. Tralasciamo il fatto che questi ultimi sono davvero patetici, noi capiamo che certi problemi nella vita sono difficili e complicati da gestire. Ma tutti noi abbiamo compreso che per imparare a risolvere questi problemi, bisogna anche imparare ad affrontarli. 

Ad esempio: Troppo spesso disassociare una persona è diventato il sistema più semplice risolvere spinose questioni. Le vittime principali di questi pasticci sono i minorenni, le donne, gli anziani, i depressi, i malati mentali. La tutela di queste persone è demandata solo alle buone intenzioni degli anziani giudicanti. Saranno mai sufficienti in tutti i casi ?
Ma davvero se io commetto un reato penale come un abominevole atto di pedofilia o peggio di incesto, non devo essere denunciato alle pubbliche autorità per non biasimare il nome di Geova e turbare l’equilibrio della congregazione ? Davvero occultando e celando "all’uomo" ( le virgolette non sono un errore ) non si reca biasimo a Geova ? Cosa pensava Geova di Davide quando commise il peccato immondo di desiderare Betsabea e uccidere Uria ? Preferiamo davvero un fratello che fa le cose giuste con i motivi sbagliati o piuttosto un fratello che ammette gli errori ma ha cuore gli interessi per il regno ? Se non volete “sporcarvi le mani” con chi vi dice cose spiacevoli facendovi vedere la realtà delle cose allora chiudete questa pagina web e andate pure in altri siti più incoraggianti, invece di continuare a leggere così come state facendo adesso. 
Ora però parliamo dell'altro tipo di persone che probabilmente non è peggio del gruppo precedente. Esistono infatti quelli che si rendono conto dei problemi, ma si comportano esattamente come gli inconsapevoli. 



Gli ipocriti




L'ipocrisia (dal Greco ὑποκρίνομαι «fingere») è un atteggiamento, comportamento o vizio di una persona che volontariamente pretende di possedere credenze opinioni virtù ideali sentimenti emozioni che in pratica non possiede. Essa si manifesta quando la persona tenta di ingannare altre persone con tali affermazioni, ed è quindi una sorta di bugia. Con la scusa che le Scritture ammettono che possiamo avere maggior attaccamento per alcuni fratelli che per altri, tendiamo a razionalizzare i nostri sentimenti ? (Giovanni 19:26; 20:2) Consideriamo ad esempio la profezia delle pecore e dei capri citata da Gesù in Matteo 24 che abbiamo studiato nel recente articolo. Considerate la questione posta al signore Gesù Matteo 24:44 ‘Signore, quando ti vedemmo aver fame o sete, o essere estraneo o nudo o malato o in prigione e non ti servimmo?’ Vi pare questa una giustificazione più tipica di un ipocrita o di un inconsapevole ? Chi ha la possibilita di aver "cura dei minimi" nella congregazione ma non lo fa ? Una persona del mondo o uno dentro la congregazione ? 

Ancora, vi pare lecito poter esprimere un “amore” freddo e calcolato ad alcuni solo perché è nostro dovere farlo, mentre riserviamo il caloroso affetto fraterno a quelli verso cui ci sentiamo attratti? Se è questo il nostro caso, non abbiamo capito l’esortazione di Pietro. Non abbiamo purificato a sufficienza la nostra anima mediante l’ubbidienza alla verità, perché Pietro infatti ci dice: “Ora che per mezzo dell’ubbidienza alla verità avete purificato le vostre anime fino a provare sincero affetto per i vostri fratelli cristiani, amatevi l’un l’altro di cuore con tutta la vostra forza”. — 1 Pietro 1:22, The New English Bible (inglese). 


La traduzione del Nuovo Mondo traduce questo versetto in "Ora che avete purificato le vostre anime mediante la [vostra] ubbidienza alla verità col risultato di un affetto fraterno senza ipocrisia, amatevi di cuore gli uni gli altri intensamente." (1 Pietro 1:22). La parola tradotta “senza ipocrisia” deriva dalla forma negativa di un vocabolo greco che indicava gli attori teatrali che recitavano col volto coperto da una maschera, potendo così interpretare più personaggi diversi nel corso di uno spettacolo. La parola assunse quindi il senso figurato di ipocrisia, dissimulazione o finzione. Che cosa proviamo nel nostro intimo nei confronti di alcuni fratelli e sorelle nella congregazione? Capita che alle adunanze li salutiamo con un sorriso forzato, affrettandoci a guardare dall’altra parte o a passare oltre? Peggio ancora, cerchiamo di evitarli in modo da non doverli salutare affatto? Oppure il peggio del peggio, li salutiamo in congregazione con il triplo bacio e poi se li incontriamo fuori al supermercato non gli degniamo di uno sguardo? Che cosa siamo se non semplicemente e vergognosamente degli emeriti ipocriti?

In tal caso, che fine ha fatto la nostra “ubbidienza alla verità” che avrebbe dovuto purificare le nostre anime al punto di farci provare sincero affetto per i nostri compagni cristiani? Aggiungendo l’espressione “senza ipocrisia” Pietro specifica che il nostro affetto per i fratelli non dev’essere solo una maschera. Dev’essere sincero, deve venire dal cuore perchè solo dal cuore nasce la purezza dei sentimenti e la possibilità di essere accetti a Geova. Che Geova ci benedica e abbia pietà di noi.

03/03/15

Come sopravvivere nel tempo della fine - La scomunica oltre ciò che ovvio


Il contenuto di questo post è stato preso da una pagina in rete con argomento la disassociazione nei testimoni di Geova e dopo averlo rivisto e corretto diamo la possibilità a tutti voi del blog di discuterne. Prima di affrontare l'argomento volevo ribadire un aspetto importante riprendendo le indicazioni date da Neemia relativo al Decalogo che ci ricordava che i post non dovranno occuparsi di dottrine scritturali. E' quello che tenteremo di fare anche se alcune considerazioni bibliche saranno necessarie per comprendere di cosa stiamo parlando ma non sono da confondere con gli intendimenti. Le precisazioni quindi e le puntualizzazioni sono sempre lecite e necessarie. Le discussioni che faremo in questo post sono relative all'applicazione di questi principi e quindi al modo con cui ognuno di noi serve Geova. 

Patti chiari
Testimoni di Geova si diventa e non si nasce. Quindi, essere cristiani testimoni di Geova è una scelta libera e consapevole che ogni membro condivida valori, precetti e vita di comunità. Questo è uno dei motivi per cui i testimoni di Geova non battezzano neonati e tutti gli individui in genere che non sono naturalmente consapevoli. Questo aspetto risulta evidente quando si deve considerare la disassociazione di un membro aderente. Perchè ? Perchè la disassociazione potrebbe avere pesanti ripercussioni relazionali che coinvolgono la vita dell'individuo. Questo tipo di regola deve essere chiara sin dall'inizio altrimenti le aspettative che ci poniamo possono non essere realiste. La disassociazione è un aspetto importante che fa parte della vita stessa della comunità cristiana. Questa possibilità è essenziale nella comunità è un principio biblico è deve essere salvaguardato. Senza di essa le attività dentro la congregazione potrebbero essere pesantemente compromesse. Perchè viene attuata la disassociazione ? Il libro perspicacia spiega in modo chiaro i motivi. Nella definizione del concetto si parla in modo esplicito di "salvaguardare la purezza dottrinale e morale dell’organizzazione" ed anche che "è necessario per garantire l’esistenza stessa dell’organizzazione, e ciò vale in particolare per la congregazione cristiana, che deve rimanere pura e conservare il favore di Dio per poter essere da lui impiegata e rappresentarlo” .

Prime conferme scritturali
Tenete a mente questo aspetto e consideriamo alcune conferme scritturali. L’apostolo Paolo, nella prima lettera ai Corinti (cfr. 1 Corinti 5:5,11,13) ordinò l’espulsione di un peccatore che aveva rapporti con la moglie del proprio padre. Si valse di questa autorità anche per disassociare alcuni che considerava apostati come Imeneo e Alessandro. (cfr. 1 Timoteo 1:19,20). A differenza di molte organizzazioni religiose che tendono spesso a sottovalutare la disassociazione, in quelle circostanze Paolo e Giovanni non usarono mezzi termini. Le trasgressioni passibili di disassociazione nella congregazione cristiana dei testimoni di Geova secondo la Bibbia sono: fornicazione, adulterio, avidità, estorsione, furto, menzogna, ubriachezza, linguaggio oltraggioso, spiritismo, omicidio, idolatria, apostasia e il causare divisioni nella congregazione. Anche se chi commette queste cose non viene automaticamente disassociato come vedremo più avanti (cfr. 1 Corinti 5:9-13; Tito 3:10,11; Apocalisse o Rivelazione 21:8). Colui che commette peccati gravi, deve essere aiutato e/o ammonito prima che sia preso contro di lui questo provvedimento. L'apostolo Paolo vuole salvaguardare la purezza morale della congregazione ma non solo. Si rende conto che in alcuni casi le congregazioni sono messe a dura prova da cristiani che sebbene non commettano peccati evidenti con il loro comportamento e il loro atteggiamento causano divisioni nella congregazione. Chi sono questi sedicenti cristiani ?

Il provvedimento della disassociazione, deve considerare anche il recupero spirituale della persona come è esposto nella seconda lettera ai Corinti (cfr. 2 Corinti 2:5-11). Vediamo ora come dovrebbero comportarsi i singoli testimoni di Geova con chi è stato disassociato dalla congregazione. La prima lettera ai Corinti 5:11 dice: “Cessate di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo”. L’apostolo Giovanni aggiunge un particolare in più: “Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo, poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse”. Nella seconda lettera di Giovanni (cfr. 2 Giovanni 8-11) si applica l'espulsione a chi rinnega il Cristo apostatando sulla sua natura. Questo passo risulta importante da comprendere perchè è una applicazione diretta della disassociazione verso gli apostati.


Il peccato di apostasia è da considerare in modo diverso rispetto agli altri peccati ? Riteniamo di si. Per capire la differenza possiamo fare questo esempio. Chi pecca di fornicazione o adulterio o di avidità è come quel corridore che cade durante la corsa cristiana. Ha interrotto le sue attività cadendo, però se si rialza, non dovrà fare altro che riprendere la corsa cristiana. Questo è possibile perchè è venuto meno nella applicazione di un principio. Un fratello che pecca di apostasia e quindi mette in discussione le verità scritturali è come un corridore che non segue più il tracciato, cambia via, sentiero, strada. La sua direzione non è più quella scritturale e la sua meta non è più la meta dei fratelli che correvano insieme a lui. L'apostata mette quindi in discussione il principio stesso. Se i fratelli prestassero una sponda o un orecchio alla sua voce potrebbe essere un vero disastro spirituale e per questo l'apostolo Giovanni richiama l'attenzione su di esso.

Cosa dicono altre scritture bibliche?
Per esempio, la summenzionata scrittura di 1 Corinti 5:9-13, consiglia “di cessar di mischiarsi in compagnia di alcuno chiamato fratello…”. Questa scrittura è molto chiara, fa riferimento a quelli che rinnegano il Cristo come appunto gli apostati, perchè solo chi ha creduto nel Cristo può essere "chiamato fratello". Una persona del mondo non può essere considerata fratello ne considerarsi tale. Queste persone lo ribadiamo, non meritano la compagnia dei cristiani. Il motivo? Non si sono comportati in modo degno del nome di Gesù e della sua congregazione. Queste due scritture si completano a vicenda, a prescindere dall'interpretazione che ne diamo. Ma cerchiamo di approfondire meglio questo argomento. Spesso gli apologeti della verità usano testi dove difendono la disassociazione a spada tratta con argomenti che potrebbero essere fuorvianti e spesso sono in controsenso. Questi fratelli ad esempio accusano le avverse religioni di incoerenza, perché esse stesse hanno nel loro diritto canonico forme di espulsione o di scomunica. Queste "prove" a ben vedere però non dimostrano nulla, perché non si legittima mai la nostra fede con l'intendimento apostata di un'altra religione. L'effetto negativo che si ottiene è quello di considerarci esattamente come le altre religioni cristiane.

L'unità della congregazione
La lettera agli Efesini 4:11-13 chiarisce ancora meglio il concetto: “…finché perveniamo tutti all’unità della fede e dell’accurata conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo fatto”. È possibile l’unità della fede se ci sono opinioni diversi nella congregazione? È ovvio che la base per venire accettati come componenti dei testimoni di Geova non può essere semplicemente il credere in Dio, nella Bibbia, in Gesù Cristo, e così via. Sia il papa cattolico che l’arcivescovo anglicano di Canterbury che professano di credere nelle stesse cose, eppure i fedeli che appartengono a una di queste due chiese non possono appartenere all’altra. In modo simile, il semplice fatto che uno professi queste credenze non lo autorizza a identificarsi come testimone di Geova. Per essere testimoni di Geova occorre accettare tutto l’insieme degli insegnamenti della Bibbia; questi però sono da distinguere da tutti i formalismi burocratici che non sono scritturalmente avvallati. Possiamo avere unità nel pensiero e avere forme di espressione diverse ? Noi ragionevolmente riteniamo di si.

La disassociazione è ingiusta?
Asserire che i testimoni di Geova vengono disassociati ingiustamente pagando troppo duramente, anche con forti ripercussioni sulla salute per un errore che non avrebbero commesso, non è un gravissimo errore di valutazione ma è semplicemente una realtà che molti hanno affrontato. Far finta che questi ex fratelli siano il risultato di un effetto collaterale marginale e insignificante rispetto all'intero popolo di Geova non è ragionevole così come sostenere che i CG siano immuni da errori di valutazione. Queste considerazioni però non sono una prova che la disassociazione sia sbagliata.

Savaguardare la disassociazione
Partendo dal presupposto che se un fratello smette di credere in Dio e diventa apostata non è necessario dargli ulteriori risposte sui dubbi. Se prendo un altro sentiero non ponendo più fede nel sacrificio del Cristo, non posso rimpiangere di sentirmi solo e abbandonato. Ma è anche vero che se un ex fratello ci fa una accusa, bollarlo come apostata e quindi non degno di essere preso in considerazione, non risolve l'accusa. Tutti i cristiani consapevoli dovrebbero tenere conto dei sentimenti di tutti anche dei disassociati. Un modo ad esempio per salvaguardare la disassociazione è che le regole siano coerenti per tutti. Disassociare una persona che fuma è giusto, ma se questa persona risulta invalida mentalmente a che serve la disassociazione ?

La disassociazione è fuori legge?
Ovviamente tutti i cittadini in uno stato di diritto hanno una legislazione ufficiale a cui si deve rendere conto. I provvedimenti disciplinari dei testimoni di Geova non applicano le norme del processo penale in quanto non ci sono le premesse che lo richiedono. Partendo dal presupposto che anche i CG devono tener conto della legislazione corrente, sostenere che in Italia la defezione o l'allontanamento non sia legale non ha molto senso. In primo luogo questo aspetto è stato riconosciuto dallo stato italiano. Nel documento redatto lo Statuto della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova prevede (art. 5) che l’espulsione di un membro sia adottata dagli anziani delle comunità locali. Nella "prassi" almeno tre anziani formano un comitato che viene incaricato dal corpo degli anziani o presbiterio di esaminare la condotta di un aderente, e ciò soltanto in presenza di una grave e provata trasgressione. Il problema della "prassi" è capire se gli anziani hanno provate capacità di gestire la situazione in questione.

Ci possono essere casi scottanti che il peccato implichi anche reati puniti dalla legge. Questi casi devono essere gestiti con un minimo di attenzione. I problemi relativi ai casi di pedofilia o agli scandali finanziari di qualche furbetto del quartierino sono spesso sbandierati ai 4 venti. Questi scandali sono immeritatamente associati ad altri scandali di confessioni religiose ben più blasonate della nostra. Oltre al reato non vi sono molte altri elementi comuni a meno di un aspetto. Semplifico con una domanda: quanto il CG si può sovrapporre all'intervento della giustizia secolare ? Dalla scrittura di Corinti molti reati penali sono espressamente citati, in genere sappiamo come regola che tutti i reati alla persona e alle cose devono essere anche gestiti dai CG. Chiarifichiamo il concetto, i peccati però che hanno una valenza penale sono solo un piccolo sottoinsieme di tutti i peccati che i CG prendono in considerazione e di solito sono la conseguenza. Es: se commetto un furto e vengo arrestato il CG farà il suo iter che è indipendente dalle mie sorti penali.

A questo punto risulta chiaro che devono essere date indicazioni precise ai CG, per non incappare in violazioni (formali) che però nulla devono aver a che fare con il reato. I CG non devono essere accusati di favoreggiamento o di occultamento delle prove considerando che in questo caso i problemi ricadono direttamente sul CG.  Consideriamo anche che sono tanti i fattori che potrebbero essere implicati nella mancata applicazione delle indicazioni e questi fattori non è detto che siano per forza imputabili all'organizzazione. Diciamo che sicuramente deve essere possibile che l'organizzazione abbia la capacità di muoversi prendendo decisioni veloci e non costretta o vincolata da meccanismi costrittivi interni. Si deve riconoscere che è oggettivamente problematico gestire le varie situazioni ma ci sentiamo di dire ai numerosi detrattori e siti canaglia vari che confondere il problema, con la gestione del problema è un palese errore di valutazione.

Modus operandi del comitato giudiziario

Il comitato giudiziario deve giudicare tre cose:


  • Se il peccato è stato commesso.
  • Se il peccato è di una gravità tale da comportare la disassociazione.
  • Se il trasgressore è pentito.

Sul primo punto, in mancanza di una confessione ci si basa sulle testimonianza altrui e l’accusato può portare tutti i testimoni che vuole. Una volta appurato il primo punto non è cosa molto complessa risolvere anche il secondo punto. È sul terzo punto che l’accusato potrebbe lamentarsi ritenendo di essere pentito mentre il comitato giudiziario non lo crede. Ma su questo punto non esiste argomentazione dialettica che possa influire sul giudizio che gli anziani devono dare in onesta coscienza. Si tratta di giudicare come l’accusato reagisce alla consapevolezza del peccato.

Se l’accusato ritiene in anticipo che i componenti del comitato giudiziario ce l’hanno con lui o potrebbe esserci un conflitto di interessi per un motivo o un altro o perché parenti dei testimoni che l’accusano ecc. può comunque chiedere che venga giudicato da anziani al di sopra di ogni ragionevole sospetto, se necessario, anche di altre congregazioni. In più, dopo il giudizio, se l’accusato ritiene che il comitato abbia fatto un grave errore di giudizio su uno o più di quei tre punti, può chiedere che il suo caso venga esaminato da un’altro comitato ancora. Questo è quello che dovrebbe accadere ma se questi meccanismi si inceppano i fratelli non sono disponibili, oppure ai fratelli appellanti vengono contestati vizi di forma per non aver seguito procedure si finisce in un pantano difficile da districare dove chi ci rimette è sempre l'anello debole di questa catena. La facilità con cui si ergono inutili muri di gomma è un po troppo sotto gli occhi di tutti.

Si sostiene che

In alcuni siti apologeti si sostiene che la bontà delle disassociazioni viene determinata dal fatto che tutte le espulsioni sono accettate senza che il giudicato richieda appello. Sostenere che "gli anziani giudicanti hanno come primario interesse il benessere spirituale del trasgressore e della congregazione, sono pastori e non professionisti di mestiere che operano con il presupposto della presunzione di colpevolezza come fanno i magistrati inquirenti." è una bella dichiarazione di intenti con brevi toni realistici che però non ha niente a che vedere con la questione. Anche le questioni seguenti che si pongono "la disassociazione è severa?" oppure "gli anziani devono essere inflessibili" non hanno molto fondamento. Perchè ? Perchè qui non si tratta di difendere le posizioni di disassociati ne tantomeno di apostati che mungono a piene mani da questo blog. Partiamo dal presupposto che questo non è un sindacato come qualcuno tenta di inquadrarci e in questo contesto noi in controtendenza a tutti, vogliamo difendere la disassociazione stessa, perchè desideriamo che sia applicata nel rispetto dello spirito cristiano. Perchè ? Perchè se questo non accade siamo certi che lo spirito di Dio si allontanerà dalla congregazione con tutti gli effetti nefasti che ne conseguono. Cosa succede quando si disassocia un minorenne ? come gestire le disassociazioni indotte ? E' lecito disassociare un malato mentale ? Se siamo anziani consideriamo la disassociazione essenziale per risolvere i problemi nel modo più semplice ? Se come anziani rispondiamo male a questa e ad altre domande simili è come se si accendesse una miccia ad un candelotto, potremmo non fare in tempo a lanciarlo.




07/02/15

Come sopravvivere nel tempo della fine – Il carico

Cari fratelli

Le domande che ci poniamo sono tante e in gran parte hanno a che fare con le scelte della nostra vita. Quali sono ? Il colore di un rossetto, oppure il semplice acquisto, di un cellulare, di un vestito, di una cravatta. Consideriamo però tutti noi siamo influenzati dall’educazione ricevuta e dall’ambiente in cui viviamo. I nostri gusti in fatto di abbigliamento o cibo e i comportamenti che adottiamo sono in parte determinati dalle persone attorno a noi e dalle nostre circostanze. Ci sono però cose molto più importanti di ciò che decidiamo di mangiare e di indossare. Per esempio, crescendo ci viene insegnato a considerare giuste e accettabili alcune cose e sbagliate e inaccettabili altre. Non di rado, però, quelli che ci vengono trasmessi sono criteri soggettivi, che variano da persona a persona. Anche la coscienza influisce sulle scelte che si fanno. La Bibbia riconosce che spesso “quelli delle nazioni che non hanno legge fanno per natura le cose della legge” (Rom. 2:14). 

Fra queste scelte importanti ci sono quelle: del battesimo, del matrimonio, del lavoro e della scuola, che sono più rare ma necessitano pero di una maggiore attenzione. Prendiamo ad esempio un tema caldo, l'istruzione universitaria. I riferimenti che abbiamo all'interno delle pubblicazioni teocratiche sul tema dell'istruzione universitaria se le prendiamo in considerazione nel complesso, lasciano poco spazio a dubbi. L'istruzione universitaria è una scelta che viene decisamente scoraggiata. Se uno del mondo obbietta a questo fatto, molti che non hanno le idee chiare, per rassicurarlo gli stampano la lista dei VIPJW facilmente disponibile nei forum allineati. Quando però è un giovane fratello che obbietta, allora le cose cambiano perché quella stessa lista diventa invece l'elenco di chi ha rimpianto il tempo passato a non fare il pioniere. Cerchiamo però di allargare la questione. 


Quali principi biblici sono implicati ? Dalle sacre scritture quali indicazioni abbiamo sull'istruzione secolare ? Diciamo che sicuramente la Bibbia non parla di istruzione secolare così come la intendiamo oggi. Avverte i cristiani di non addentrarsi nelle filosofie umane e di non dedicare tempo a questioni stolte e inutili. Dà energici consigli contro il condividere la mentalità di quelli che non credono in Dio e nella sua Parola ma non parla mai di come un fedele servitore di Geova debba essere istruito (1Tm 6:20, 21; 1Co 2:13; 3:18-20; Col 2:8; Tit 3:9; 1:14; 2Tm 2:16; Ro 16:17) Ad esempio un aspetto importante da ammettere è che nonostante le accuse di considerare gli apostoli uomini illetterati e comuni, Gesù non ha mai condannato le scuole rabbiniche. Gesù condannava l'ipocrisia degli Scribi e Farisei ma non considerava l'istruzione che avevano ricevuto come fosse il motivo dell'apostasia. Nessuno degli apostoli ha associato l'istruzione delle scuole come se queste fossero il problema spirituale dei primi cristiani. Perchè farlo oggi ?

Ora però la questione chiave che ogni sincero fratello deve porsi tutte le volte che si presenta una scelta importante come questa è: questa situazione potrebbe mettere a repentaglio la mia relazione con Geova ? Questo purtroppo nessuno potrà mai dirlo se non l'interessato che è implicato in questa difficile scelta. L'onestà delle nostre considerazioni deve essere in grado di considerare gli aspetti come se fossero acque profonde. Se siamo cristiani consapevoli non lo siamo per fare la nostra volontà ma quella del nostro creatore Geova Dio. Così devo chiedermi: quale volontà sto perseguendo ? Dobbiamo sicuramente considerare anche l'evenienza di rinunciare all'istruzione universitaria, per non fare inciampare il nostro fratello, ma dopo di questo, in tutti gli altri casi, ognuno porti il suo carico.