"Il periodo per cui si è scelti come Anziani"
di C.T. Russell
"Niente è stato detto per ispirazione riguardo al periodo per il quale un Anziano dovrebbe essere scelto: quindi siamo liberi di usare la ragione e il buon senso in materia. Molte persone possono essere ritenute anziane, o fratelli che hanno raggiunto un certo grado di sviluppo nella Chiesa, e possono essere utili e grandemente apprezzati, ma nonostante ciò non essere fra gli anziani scelti preposti dall'Ecclesia in qualità di suoi rappresentanti: evangelisti, maestri, pastori. Le "donne anziane" sono così definite varie volte dagli apostoli con onore, senza il minimo suggerimento che alcune di esse fossero mai state scelte quali anziane rappresentanti o maestre nella congregazione (Ecclesia).
Alcuni scelti in quanto adatti al servizio dell'Ecclesia potrebbero cessare di avere i requisiti stipulati; oppure altri, per provvidenza divina, potrebbero raggiungere maggiore efficienza nel servizio della Chiesa. Un anno, o parti di esso (metà o un quarto) sembrerebbero periodi giusti per tali servizi; parti di un anno, se le persone sono meno provate, un anno, se sono ben provate e conosciute in modo favorevole. Mancando una legge, o persino un consiglio o suggerimento, sta a ciascuna congregazione determinare nel miglior modo possibile la volontà del Signore in ciascun caso".
(Studi sulle Scritture Vol. 6 La Nuova Creazione di C.T. Russell 1904 pp. 277,278 )
"Il numero degli Anziani"
Studi sulle Scritture
Vol.6 pp. 278,279
"Nelle Scritture il numero degli anziani non è limitato; ma logicamente molto dipenderà dalla misura dell'Ecclesia come anche dal numero a disposizione: persone competenti, ecc. (Non si dovrebbe supporre di nessuno che sia credente e completamente consacrato; dovrebbe aver dato prove inequivocabili sia in parole che in fatti sia della sua fede che della sua consacrazione ben prima di essere scelto come Anziano.) Incoraggiamo ad avere tanti quanti sono in possesso dei requisiti descritti e a suddividere i servizi fra di loro. Se li stimola il giusto zelo, presto qualche tipo di attività evangelistica o missionaria li farà suoi, o farà sua, parte del tempo di molti. Ciascuna Ecclesia dunque dovrebbe essere un seminario teologico dal quale dovrebbero emergere maestri efficienti in continuazione per finire nei più vasti campi di servizio.
L'Anziano che dovesse manifestare gelosia degli altri e desiderio di impedir loro di espletare il loro servizio dovrebbero essere considerati indegni di permanere in carica; ed ancora, nessuno incompetente o principiante dovrebbe essere scelto a soddisfazione della sua vanità. La Chiesa, quale membra del corpo di Cristo, deve votare come crede che il Capo vorrebbe che votasse.Si dovrebbe dare un avvertimento forse affinché non si elegga un Anziano qualora non si trovi nessuno competente per il servizio, secondo i requisiti stabiliti dagli apostoli: è molto meglio non avere nessun anziano che averne di incompetenti. Nel frattempo, finché non si trova un fratello competente per il servizio, si facciano degli incontri di tipo informale, con la Bibbia come libro di testo e con il Fratello Russell presente in modo rappresentativo quale maestro degli Studi Scritturistici,il vostro Anziano scelto, se lo preferite."
"Chi può eleggere gli Anziani e come?"
Vol. 6 Studi sulle Scritture p. 279
"Solo l'Ecclesia (il corpo: maschile e femminile), le Nuove Creature, sono elettori o votanti. La "famiglia della fede" generale, credenti che non sono stati consacrati, non hanno nulla a che vedere con tale elezione, visto che ciò che si cerca è la scelta del Signore, attraverso il suo "corpo", in possesso del suo Spirito. Tutti coloro che appartengono al corpo consacrato dovrebbero votare e ciascuno di loro può fare delle nomine in una riunione generale radunata a questo fine, preferibilmente una settimana prima della votazione in modo da lasciare del tempo per considerarle.
Alcuni hanno chiesto con insistenza che il voto sia per mezzo di votazione segreta, in modo da lasciar tutti più liberi di esprimere la loro scelta effettiva. Noi rispondiamo che qualsiasi vantaggio ci sia in ciò è controbilanciato da uno svantaggio: cioè, nella perdita della disciplina e della formazione del carattere che si verifica seguendo il modo apostolico di "stendere in avanti la mano". Ciascuno dovrebbe imparare ad essere sincero e franco, ma, allo stesso tempo, affettuoso e mansueto. Il voto, si deve tener presente, è la scelta del Signore espressa dai membri del suo corpo nella misura in cui sono capaci di discernerla. Nessuno ha la libertà di eludere questo dovere o di preferire uno anziché un altro a meno che non creda di avere, e di esprimere, l'opinione del Signore."
"Le maggioranze non sono sufficienti"
Studi sulle Scritture Vol. 6 p.280
"Nelle faccende del mondo la voce di una pura maggioranza decide; ma evidentemente non dovrebbe essere così nell'Ecclesia, o corpo, del Signore. Anzi, per quanto è fattibile, dovrebbe prevalere il decreto della giuria e si dovrebbe cercare un verdetto o una decisione unanime. Il fratello che riceve una mera maggioranza nella votazione si sentirà scarsamente comodo nell'accettare il voto quale "la scelta del Signore", non più di quanto scarsamente comoda si sentirà la congregazione.
Si dovrà cercare un altro candidato capace di attrarre l'appoggio di tutti, o di quasi tutti, mediante una votazione dopo l'altra, una settimana dopo l'altra, finché non si trova oppure si dovrebbe abbandonare la cosa; oppure tutti dovrebbero accordarsi sui due o i tre o più i quali potrebbero servire a turno e in tal modo si potrebbe venire incontro alle idee di tutti. Ma se prevale l'amore fervente per il Signore e per la Verità, con la preghiera per la guida e la disposizione a preferire l'un l'altro nell'onore, laddove i talenti sono su un piede di parità, si troverà generalmente facile essere uniti nel discernimento riguardo alla volontà divina in materia. "Non si faccia nulla per spirito di parte o vanagloria." "Conservate l'unità dello Spirito col vincolo della pace." Fil. 2:3; Efes. 4:3
Lo stesso ordine dovrebbe prevalere riguardo alla scelta degli aiutanti chiamati diaconi e diaconesse, la cui buona reputazione dovrebbe essere anch'essa ben considerata quale requisito. (Vedere I Tim. 3:8-13) A costoro può venir richiesto qualsiasi servizio e dovrebbero possedere quanti più requisiti possibili uguali a quelli richiesti per poter essere considerati come anziani, compresa l'abilità di insegnare e le grazie dello Spirito."