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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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26/08/15

TdG - Il blando richiamo di Eli




IL BLANDO RICHIAMO DI ELI.
Romani 15:4 dice: poiché tutte le cose furono scritte anteriormente furono scritte per nostra istruzione affinché per mezzo della nostra perseveranza e per mezzo del conforto delle scritture avessimo speranza.


Perseveranza e conforto sono i due capisaldi di questa scrittura.

L’ecclesia può fortificarsi leggendo episodi del passato dove il contesto di corruzione era profondamente radicato e la soluzione di tale corruzione fu risolta da Geova.

Eli sommo sacerdote del tabernacolo aveva figli buoni a nulla letteralmente uomini di inutilità. Costoro non avevano nessun rispetto per Geova ignorando deliberatamente e impunemente le leggi di Geova, abusando dell’autorità su persone umili e povere le quali facevano sacrifici per adorare Dio  togliendo loro la serena adorazione nella casa di Geova.

Questi “imbroglioni etichettati” svilivano il loro ruolo con cattiveria lucida e scientifica.

Eli, loro padre e sommo sacerdote era nella posizione migliore per intervenire ponendo fine  a quella odiosa prevaricazione del nome di Dio e della dignità del prossimo, ma fu un fallimento come padre e ancor più come sommo sacerdote limitandosi ad un “ Blando richiamo dei figli familistico e per nulla deciso divenendo complice passivo delle scelleratezze allo stato brado dei suoi figli. (1 Samuele 2:23-25)

Geova prese in mano la situazione e mise fine allo scempio in maniera tragica ma liberatoria sia per il Suo illustre nome che per difendere e proteggere la sua amata Ecclesia. (1 Samuele 4:1-18)
Oggi l’ecclesia si aspetta dal CD una chiara autorevole, veritiera e sonora posizione di denuncia per amore del nome di Geova verso “etichettati spavaldi nominati” che nutrono le loro ambizioni forti anche del “blando richiamo che la Torre Di Guardia fa attraverso le sue colonne ai nominati a trattare il gregge con tenerezza quasi schermandoli come degli intoccabili benedetti da Dio con licenza di fare e sfare a loro piacimento mentre i fratelli sono destinati a subire comprendendo che qualsiasi obbrobrio e magagna lucida e scientifica deve essere declinata a imperfezione ”ovviamente ci riferiamo alla parte sempre più numerosa di galoppini nominati che avviluppano il buon cuore di pastori autentici che soffrono come noi.

Cari fratelli del CD siate franchi schietti e onesti, date a Geova quello che è suo e ossigeno a l’Ecclesia prima che sia troppo tardi. Poiché l’ Ecclesia rafforzerà sempre mediante la propria perseveranza e il conforto delle scritture la propria speranza che Geova è il nostro liberatore che ha fatto scrivere la ( triste ) pagina  del “blando richiamo di Eli” per nostra e vostra istruzione.
Un abbraccio sentito vostro fratello Giosia Fieramosca.
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24/08/15

JW.EKLESIA - Autoritarismo o autorevolezza atti 5:34





Autoritarismo o autorevolezza :
Gamaliele riformista illuminato
del primo secolo
Atti 5:34


 

Il termine fariseo assume quasi sempre una connotazione negativa , perché come raccontano i vangeli questi o la maggioranza d'essi si opposero a Gesù anteponendo tradizioni e  un legalismo asfissiante privo di ogni approvazione divina il tutto sfoggiato con un autoritarismo privo di autorevolezza.
Infatti l'autoritarismo impone l'autorevolezza propone e in questo calderone farisaico spicca la grande capacita lungimirante di alcuni uomini nella storia di vincere il pantano delle tradizioni proponendo consapevolmente e quindi autorevolmente principi di vita scardinati da catene legalistiche opprimenti che conducono le masse nel buio di una sottomissione ceca priva di spazi di vita e chiusa in recinti inospitali.
Gamaliele membro del sinedrio uomo liberale ed autorevole nipote di Hillel il vecchio. Fondatore di una delle due grandi scuole del giudaismo ebraico tollerante rispetto all'altra rivale di Shammai ,
L' enciclopedia giudaica attribuisce diversi provvedimenti di carattere umanitario a Gamaliele. 
Tra i quali : 
  1. introduce disposizioni importanti in quanto alla rimessa dell'atto di ripudio, per assicurare una migliore protezione alla donna. 
  2. Rende più elastiche tutele per la donna abbandonata o separata e rende condizioni necessarie per provare la morte del marito.
  3. Sostiene che bisogna trattare i pagani allo stesso modo degli ebrei per quanto riguarda carità, aiuto materiale, visite ai malati funerali e conforto al momento del lutto. 
  4. Protezione per le donne da mariti violenti.
  5. Protezione per le vedove da figli scellerati.
  6. Applicazione per i pagani di spigolare come gli ebrei poveri e altri provvedimenti ancora.
Atti 5:34 dice Ma nel Sinedrio si alzò un uomo, un fariseo di nome Gamaliele, maestro della Legge stimato da tutto il popolo, e comandò di far uscire per un po’ gli uomini. E disse loro: “Uomini d’Israele,+ prestate attenzione a voi stessi in quanto a ciò che intendete fare riguardo a questi uomini. 

E' degno di nota il fatto che la Bibbia sottolinei l'autorevolezza di questo uomo con la frase stimato da tutto il popolo ,infatti non dice ubbidito da tutto il popolo o temuto da tutto il popolo ma stimato cioè rispettato benvoluto accreditato e apprezzato .

Le sue parole di fronte al sinedrio forniscono un indizio preciso di un uomo che pensava con la sua testa,con una cognizione di causa biblica pronta a difendere la giustizia pur essendo circondato da un sistema melmoso politico-religioso potentissimo ma privo del sostegno di Dio.
Infatti le sue parole a favore dei discepoli produssero del bene momentaneo all' Ekklesia .

Questo uomo illuminato e liberale fornisce a tutti gli anziani sparsi nelle congregazioni un esempio di coraggio nell'affrontare con giustizia biblica e con un cuore umano la qualità della vita spirituale serena dell' Ekklesia non essendo fagocitati dal sistema tecnoburocratico promosso da chi ama l'autoritarismo e quindi impone a differenza dell'autorevolezza che propone piacevolmente le vie di Geova come fonte attrattiva di libertà e di vita.

ANZIANI AUTOREVOLI AMABILI E BUONI:CORAGGIO E BUON LAVORO!!!!

Un Abbraccio sentito dal vostro Fratello GIOSIA !!!
 
 
 
 
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02/05/15

Ittai chiama Rut: il filo rosso del vero compagno.Proverbi 17:17




“Il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c'è angustia.”
In un tempo dove il calcolo prende sempre più piede e i rapporti umani diventano di nailon, ossia, artefatti, simulati, e meccanici, dove il fluido spontaneo dell’esercizio dell’amore amicale che e la forza del cristianesimo viene sepolto da programmi e programmini, collocazioni burattinaie di convenienze opportune il tutto in un clima di chiassosa autocelebrativa referenzialità disarmante.
Ecco il nostro S.O.S a episodi biblici di nicchia che fanno la loro comparsa descrivendoci l’amicizia quella rinfrancante, quella priva di calcolo, quella che conserva l’amore agape e Filia, quella che contiene in se la parabola dinamica del soccorrevole samaritano.


Ittai esperto guerriero filisteo insieme ai suoi 600 uomini affianca Davide in un momento di forte stress fisico e psicologico di Davide che fa fronte alla cospirazione di Absalom suo figlio.

Davide dice a Ittai di desistere dal seguirlo per non incorrere in problemi.
(2 Samuele 15:19-20) “Il re disse quindi a Ittai il gattita: “Perché devi venire anche tu con noi? Torna e dimora col re; poiché tu sei uno straniero e, inoltre, sei esiliato dal tuo luogo. Fu ieri che venisti e oggi ti farò vagare con noi, per andare quando vado dovunque io vada? Torna e riconduci con te i tuoi fratelli, [e Geova eserciti verso di te] amorevole benignità e fidatezza!”   
La risposta di Ittai lascia avvinto Davide, il quale probabilmente si commuove rievocando in cuor suo l’antico amore manifestato dalla sua bisnonna Rut verso Naomi.(2 Samuele 15:21-22) Ma Ittai rispose al re e disse: “Come Geova vive e come vive il mio signore il re, nel luogo dove sarà il mio signore il re, sia per la morte che per la vita, lì sarà il tuo servitore!”Allora Davide disse a Ittai: “Va e passa”. Ittai il gattita dunque passò, e anche tutti gli uomini e tutti i piccoli che erano con lui.
(Rut 1:16, 17) E Rut diceva: “Non farmi premura di abbandonarti, di volgermi dall’accompagnarti; poiché dove andrai tu andrò io, e dove passerai la notte tu passerò la notte io. Il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio il mio Dio.  Dove morirai tu morirò io, e là sarò sepolta. Geova mi faccia così e vi aggiunga se altro che la morte opererà una separazione fra me e te”.

Ittai il gattita compagno nato per l’angustia chiama Rut fulgido esempio di amore e amicizia genuina che corre sul filo rosso arrivando fino a noi, protagonisti nell’ Ecclesia moderna e chiamati a mostrare questo solidale amore amicale che prevale su andazzi e architetture falsate dall’ovatta patinata delle frasi fatte o facili slogan del momento accomodanti e che permettono soprattutto di darsela a gambe in momenti veri della vita dove i fratelli ti chiedono aiuto con le loro assenze con i loro silenzi e con i loro occhi spenti e noi spettatori inermi non prendiamo iniziative perché questo turberebbe un taciuto equilibrio di uno status squò, che annulla il delizioso e vitale filo rosso tra noi Ittai e Rut.
Mera filosofia? O la storia siamo noi?


   

Un abbraccio vostro fratello e amico GIOSIA FIERAMOSCA.



 Riflessioni tratte dall’ edificante articolo della W 15\05\2009 pagine 26-28




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