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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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25/04/14

TDG: Cambiamenti nell'Organizzazione e riforme.

" Perciò, siccome abbiamo tale speranza, noi usiamo grande libertà di parola, e non facciamo come quando Mosè si metteva un velo sulla faccia, affinché i figli d'Israele (..non vedessero la fine di ciò che doveva essere soppresso )............
Dov'è lo spirito di Geova, li, c'è libertà "
2° Corinti 3: 12-18
 




Mi sono convinto che il nostro problema non è né dottrinale né morale. L'Organizzazione è sana sotto questi punti di vista. Il problema è che nel tempo, per tante ragioni, alcune delle quali mi sono chiare altre un po' meno, per fronteggiare certi problemi o affrontare le nuove sfide si è sovraccaricato l'apparato burocratico.
 

Mi sembra evidente, ad esempio, che il rapporto di servizio è nato come reazione a quegli anziani che agli albori della nostra storia moderna non volevano saperne di predicare di casa in casa. Un escamotage organizzativo che ha permesso di omologare l'opera di predicazione, ha fatto raggiungere risultati notevoli per cui ogni componente della congregazione, persino il più limitato, si sente motivato a dare il suo tempo nel servizio e si sente gratificato nel farlo. Nel tempo, essendo diventato un "parametro" della spiritualità, purtroppo quasi l'unico parametro che viene guardato, ha creato le distorsioni che vediamo sotto i nostri occhi.
Se togliete questa sovrastruttura organizzativa che ha perso da tempo lo scopo per cui è nata, ecco che scompaiono tutti quei comportamenti odiosi e al contempo ridicoli.
 

Lo stesso vale, a mio parere sulla disassociazione. Molte delle cose che sono state aggiunte nel tempo ad un provvedimento che è biblico e che deve allontanare, allo scopo di recuperare, il peccatore impenitente, sono una reazione a problemi grossi affrontati in modo semplicistico o per paura.

Basterebbe anche qui ritornare ai fondamenti biblici della disassociazione, limitandola ai peccati gravi esplicitamente menzionati nelle Scritture (fornicazione, adulterio, pedofilia, idolatria, bestemmia, furto, frode, calunnia, oltraggio, apostasia da dottrine fondamentali), modificando il modo di fare il comitato giudiziario ed evitando di entrare nel modo in cui in famiglia si vive con il disassociato. Molte delle cose oggi trattate come dei peccati o in maniera eccessivamente legalistica, sono semplicemente problemi di natura pastorale e come tali vanno affrontati.
 

Affidare il ruolo di giudici per i peccati agli anziani mi trova sostanzialmente d'accordo. Non è pratico che l'intera congregazione possa esprimersi su certe cose. Ci vogliono persone mature, con esperienza di vita e buona conoscenza delle Scritture a trattare certi casi. Se ci affidassimo alla congregazione nel giudizio avremmo, a mio parere, un effetto peggiore della situazione attuale: disassociazioni fatte per sentimentalismo e non per una corretta valutazione del pentimento.


Immaginate se la congregazione oggi dovesse giudicare il Re Davide e il suo peccato di fornicazione con Betsabea. Quanti minuti sarebbe durata l'adunanza in cui Davide viene giudicato e condannato, soprattutto dopo l'esposizione dei fatti?
Si dovrebbe trovare un sistema pratico, che rispetti privacy e dignità del peccatore, ma che permetta un controllo sull'operato degli anziani.
 

Gli anziani di Israele giudicavano alla porta della città. Perspicacia dice che questo avveniva perché:"la pubblicità data a un processo tenuto alla porta avrebbe influito sui giudici inducendoli a essere giusti e scrupolosi nello svolgimento del processo e nel prendere decisioni". Quindi non ho una idea precisa su come riformare il comitato.

So solo che da precedenti biblici e dal buon senso è meglio che siano persone mature spiritualmente a fare questo. Ma ci vuole un controllo, degli osservatori, che vigilino che il tutto venga fatto in armonia con i principi biblici.E comunque bisogna snellire la casistica dei peccati, considerare molti peccati attuali come attività pastorale, evitare il fenomeno del battesimo dei bambini (a 8-9 anni un bambino è un bambino) per non trovarsi poi a giudicare come fosse un adulto un adolescente che ha peccato sotto la spinta degli ormoni.
 

Mi spingo troppo in là? Oltre a scrivere su questo blog preghiamo Geova. Sono certo che dei cambiamenti ci saranno.
 

Anonimo Italiano
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04/07/13

Un parere sulle riforme da anonimo italiano




Vorrei commentare una per una le dieci proposte.
Anonimo Italiano


POSSO CHIEDERE ?


1)RIFORMA DEL CORPO DIRETTIVO.
Che il Corpo Direttivo accetti di riformarsi con un incarico a tempo mi pare difficile. Che invece allarghi la rappresentatività del popolo di Dio a più elementi magari presi da ogni continente, con autorità di coordinamento e indirizzo spirituale, con il compito di fornire cibo spirituale e preservare la purezza dottrinale del popolo di Dio ma senza compiti amministrativi, mi sembra ottimo. Insomma una struttura organizzativa leggera dove questi cari fratelli sono concentrati sul ministero cristiano.




2) RIFORMA DELLE NOMINE NELLE CONGREGAZIONI
Ho solo un dubbio. Il fatto di permettere alla congregazione di esprimere il suo parere non rischia di creare correnti, divisioni e fazioni, come in ogni partito politico? Il sistema di filtro attuale (raccomandazione degli anziani) va solo perfezionato con una preparazione pastorale anticipata e tutto va fatto in trasparenza, senza raccomandazioni riservate.

3) ELIMINAZIONE DEL RUOLO DI SORVEGLIANTE DI DISTRETTO
Realizzata.


4) RIFORMA DEL SORVEGLIANTE DI CIRCOSCRIZIONE
Mi sono già espresso. Ribadisco un concetto: chi serve in questo compito deve essere un fratello e non un funzionario in carriera. Quindi uno con moglie e figli, che si mantiene di suo e con compiti limitati all'opera pastorale, l'insegnamento e il ministero. Basta moduli, scartoffie, relazioni confidenziali e tutta sta burocrazia che appesantisce e distorce un compito meraviglioso.


5) ELIMINAZIONE ISTANTANEA DEI COMITATI GIUDIZIARI
Qui più che una eliminazione propendo per una riforma. Mi spaventa l'idea che i fratelli si esprimano sui peccati. Si rischiano giudizi basati sulle emozioni e non sul pentimento reale.
Va snellita a mio parere la casistica dei peccati limitandosi semplicemente a quelli chiaramente indicati dalle Scritture e molte cose oggi considerate trasgressioni vanno trattate solo come debolezza spirituale. Va evitata la pratica del battesimo dei bambini (non battezziamo neonati ma battezziamo bambini di 8-9 anni!) per non trovarsi poi a giudicare un adolescente in tempesta ormonale.Va creato un sistema di controllo durante l'incontro con il peccatore che concili il rispetto per la privacy del peccatore con la verifica di quanto dicono e fanno gli anziani.













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01/01/13

Anonimo italiano sulle riforme.



DAI PROCLAMATORI DEL REGNO


Salve a tutti sono nuovo. Sono un fratello da molti decenni (non dico di più, ovviamente) e vorrei commentare le proposte di riforma. Premetto che dialogare e proporre non è mai distruttivo ma sempre costruttivo. Quindi ben vengano le proposte, anche le più bislacche o improponibili.

Circa la riforma del corpo direttivo la trovo improbabile e improponibile. Che accettiamo il sistema democratico (che non è la soluzione, visto per come viene applicato dai sistemi politici) è impossibile, secondo il mio parere. Oltre questa considerazione sulla validità del sistema democratico c'è anche un problema biblico. Con l'identificazione dello "schiavo" nominato dal Signore con il Corpo Direttivo è veramente difficile che venga inserita una "rotazione" o un termine nel loro incarico. Lo "Schiavo" è costituito dal Signore, secondo il nostro intendimento.

Ma al di là di questo credo che nella struttura organizzativa (che di per se non è un male, visto che ci permette di realizzare obbiettivi che divisi sarebbe impossibile da ottenere) si debbano eliminare tutte quelle sovrastrutture e quei meccanismi che generano sfiducia, slealtà, carrierismo e ipocrisia. Scrivo a di seguito alcune idee e proposte



Sorvegliante di Circoscrizione.

Fermo restando che una figura del genere può essere utile, va depotenziata la sua autorità.
Non deve essere un uomo che fa "carriera", ma scelto tra gli anziani locali che sulla base della disponibilità e di requisiti spirituali che per un periodo limitato (due o tre anni) visita le congregazioni al solo scopo di rafforzarle e incoraggiarle. Quindi una visita di tre o quattro giorni massimo (le sere e il fine settimana), dove si darà risalto al ministero di campo (predicando insieme ai fratelli) e svolgendo con gli anziani l'opera pastorale e cioè visitando deboli spirituali, malati dal punto di vista fisico (che attualmente lamentano che il viaggiante non si fa vedere mai), inattivi, giovani e così via.
Non deve avere la possibilità di ascoltare "confidenze" riservate (pettegolezzi e se li riceve invitare i fratelli a parlarsi nello spirito di Matteo 5:23,24) e non deve avere la possibilità di scrivere in maniera confidenziale contro nessuno (anziani inclusi).
Non dovrà ricevere alcun sussidio dalla sede centrale (attualmente è talmente di fame che genera il meccanismo del clientelismo locale e della "corruzione") e dovrà sostenersi col suo lavoro secolare (come faceva l'apostolo Paolo).Finito il suo "giro" torna a fare l'anziano locale.

Se scrive sulla congregazione tutto ciò che scrive deve essere letto e lasciato in copia. Non devono esistere le "lettere riservate" o "confidenziali". E sarebbe meglio che si scrivesse non sull'operato degli anziani e della congregazione (come se fosse un funzionario di una multinazionale) ma sulle belle esperienze avute nella visita.

CONGRESSI

L'organizzazione dei congressi andrebbe affidata a comitati di fratelli locali. L'assegnazione dei discorsi andrebbe fatta dalla sede centrale su proposta delle locali congregazioni, senza il filtro del viaggiante. In questo modo si toglie ogni "carrierismo" e il fenomeno del clientelismo. I congressi dovrebbero essere ridotti a uno o due l'anno e solo un giorno. Qualche discorso, il battesimo e magari un discorso incoraggiante del sorvegliante di turno.



RAPPORTI

Se è vero che il nostro tempo è una contribuzione al pari del denaro che mettiamo in cassetta allora il rapporto deve essere totalmente anonimo. Per fini statistici può servire sapere quanta letteratura si da in una certa zona? Ci si regola con il rapporto anonimo.

Noi giustamente ce la prendiamo con i viaggianti che sono funzionari o gli anziani che sono "vaccari". Il problema secondo me è a monte: bisogna andare a come vengono disegnati i ruoli di queste categorie. Se il ruolo del viaggiante è quello di un "funzionario" che controlla che i parametri siano posto e pressa gli anziani perché stiano o rientrino nei parametri è normale che si creino queste distorsioni. Ecco che molti sorveglianti che quando hanno cominciato sognavano di servire il gregge si trovano a fare i "delatori autorizzati" e pensano che fare questo sia una cosa voluta da Geova. Anziani che hanno aspirato da quando erano servitori di ministero a imitare il Cristo si trovano a rispondere di moduli, medie, statistiche e altre amenità e per evitare che alla visita successiva si scriva (alle spalle, molto spesso) su di loro, concentrano i loro sforzi su aspetti tecnici invece di concentrarsi su quelli pastorali.



La riforma non deve partire dal fatto che si debbano rimuovere gli anziani o i sorveglianti indegni ma nel ridefinire il loro ruolo sulla base delle Scritture. Questo diverrebbe un filtro tale che impedirebbe a burocrati, mediocri, funzionari e tecnici di diventare anziani o se lo sono di lasciare (o essere convinti a lasciare) l'incarico.
Continuo a pregare perché Geova che vede e sa tutto intervenga.





Anonimo Italiano



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