" LEGGIAMO LA BIBBIA TUTTI I GIORNI ! " SIAMO ATTIVI NELL'OPERA. Scopo del blog : Diffondere proposte di riforma affinché torni di moda l'onestà nel popolo di Dio , smascherare comportamenti contrari alle Scritture..... Malachia 3 :16
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Pensiero dell'anno
Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini
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12/10/16
I Comitati giudiziari sono realmente regolati e gestiti in base alle Scritture ?
Carissimi fratelli del blog .....
Chi è un anziano e scrive sul blog, me ne darà atto. Avete cercato mai di aiutare (qui mi riferisco ad un anziano) un “”peccatore”” accusato di qualche fatto dinnanzi ad un com. giud. ? E quasi impossibile farlo! Io da anziano (non componente di un com. giud.) ho cercato di aiutare, spezzare una lancia a favore del “”peccatore”” intervenendo in qualche modo sia con l’accusato che verso qualche giudice…., non sono stato tacciato di eresia e di filo-peccato, per la notorietà che avevo ed in parte ho ancora nell’organizzazione. Ma se potevano mi avrebbero messo al rogo per il solo fatto che “”CONSIGLIAVO”” di essere benigni verso tutti mostrando il massimo dell’amore cristiano.
Poi se un “”peccatore”” osa azzardare il fatto di contrappore con la Bibbia alla mano, o con le “”frasi fatte”” delle riviste in sua difesa, il com. giud. Il più delle volte vede ciò come un affronto al SISTEMA giudiziario, che a quanto pare e si dice e si professa, essere regolato nella prassi NON dall’organizzazione (?) MA da Geova(???). Su diversi casi di cui mi sono interessato ho trovato difficile aiutare in qualche modo il “”peccatore”” per la resistenza di ottusi e arroganti anziani giudici in un com. giud.. Difficoltoso è anche in quello di appello, se gli anziani giudici, sono conoscenti ed amici degli anziani giudici di 1° grado.
Torno a sottolineare che è del tutto ININFLUENTE (chiaramente in base al peccato commesso) la difesa del “”peccatore””. C’è da dire che molti com. giud. sono l’espressione massima della cattiveria e non in buona fede ma in CATTIVISSIMA fede. Qui ricordo i processo di XXX bravissima persona spirituale (con una famiglia spisritualissima), tra l’atro un nominato, di una certa età, che a distanza di oltre 40 anni confessa un peccato ( più peccati) di gioventù. Il com. giud. che si interesso del caso lo disassociò solo dopo appena un ora di seduta. Il fratello XXX profondamente turbato accetto il tutto. Ci sentimmo per telefono la settimana in cui doveva essere annunciato la sua disassociazione e gli consigliai di proporre appello perché vi erano a suo favore prove evidenti del suo avvenuto pentimento…. La risposta fu, “”caro Sas@, questi anziani c’è l’hanno con me da molto tempo…” e mi raccontò le sue impressioni sui fatti.
Mi interessai al caso con il co della circoscrizione (allora potevo farlo). Il co mi fece sapere per telefono che effettivamente quel com. giud. era stato spregiudicato e poco misericordioso, ma non fece niente ne intervenne (com’è prassi per i co quando non ci guadagnano niente). Il fratello XXX non ricorse in appello, mi disse che aveva sbagliato ed era giusto essere punito (cosa che disse anche agli anziani del com. giud.) per cui si era dato la zappa sui piedi da solo, questo perché era profondamente pentito delle sue passate azioni (e c’era da credergli) ma nonostante la confessione e l’evidente pentimento venne disassociato dal com. giud..
Cosa si poteva fare? Niente! Ora era nelle mani di Geova, è affar suo. Ditemi voi come si aiuta o come si può aiutare un “”peccatore”” o un “”peccatore pentito “” davanti a tre vaccari nominati da altri vaccari di un sistema vaccarizio che nulla ha a che fare con le leggi divine di Geova e l’espressione di amore del Cristo. Vi potrei scrivere di altri casi dove anziani di com. giud. sono stati più inquisitori e fautori di roghi che misericordiosi e attenti a recuperare un peccatore (se in questo caso di recupero si può parlare).
Ora Fespea dice: “sarebbe meglio che chi vuole supporto scrivesse in privato” ma che supporto si può dare a chi è divenuta per un com. giud. carne da macello? Il problema e qui il blog pone la RIFORMA non è sull’aiuto da dare, ma quanto ELIMINARE I COMITATI GIUDIZIARI che NON sono affatto scritturali e rendere palese (in qualche modo e rispettando la privacy) il peccato all’ekklesia e DEVE ESSERE L’INTERA EKKLESIA a giudicare e a trattare da disassociato il peccatore. Nel caso che vi ho riferito, sentii fratelli della congregazione di XXX e delle congregazioni vicine, e in molti (per quelli che contattai) mi assicurarono della cattiveria usata dal com. giud. verso XXX, una stimatissima e spiritualissima persona a cui distrussero l’esistenza. Ma come mi confidò XXX “a sbagliare fui io, quello che semini raccogli”….
Vorrei domandare ai vari com. giud., tutti noi anziani, non stiamo nella congregazione per salvare da Satana i fratelli o per darglielo in pasto? Non ho visto e sentito più XXX, sono passati ormai tanti anni, forse sarà morto era già avanti negli anni quando ci fu il caso, non so dei figli e della sua famiglia… spero abbia conservato la sua fede sino alla fine dato che era un bravissimo servitore di Geova. Conservo di lui e del suo caso un BUON ricordo e mi adoperai inutilmente per la sua persona. Possa Geova, nella sua grande misericordia, perdonare tutti, anche quegli anziani vaccari di quel com. giud.!
Sas@
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10/09/16
ADAMO ed EVA “i ragazzi del mondo”
Il
film “La ragazza del mondo” di Marco Danieli, presentato al 73esima Mostra del
Cinema di Venezia, nella sezione Giornate degli Autori, si prefigge, come il
regista riferisce ad una giornalista del Messaggero: “… non di essere una
denuncia né un’inchiesta…” sui testimoni di Geova, ma di: “…raccontare nel modo
più obiettivo (?) e documentato (?) possibile una realtà sconosciuta…”.
Che la
trama del lungometraggio sia una “realtà sconosciuta” non mi pare affatto,
anche perché essa si basa sulla parodia del peccato originale, una totale
somiglianza con quella libertà (ossessivamente evocata dagli autori) desiderata
e concessa dal Padreterno ai nostri primogenitori Adamo ed Eva, come risultato
del loro peccato. Come allora la “mela” venne mangiata, anche oggi il “peccato”
viene ancora consumato. Come allora ci fu una condanna e un’espulsione
dall’Eden (non era un cinema), anche oggi se ne pagano le conseguenze, e i tdG
espellono quei fedeli impenitenti.
Nulla di nuovo sotto il cielo, nulla di
nuovo sic et simpliciter in quella
“libertà” riproposta dal regista Danieli. Sul film “La ragazza del mondo” sul
cui valore, non avendolo visto, non intendo pronunciarmi, ma essendomi
documentato molto e avendo visto brevi trailer, posso già premettere una conclusione,
quella della “poco obiettività” e di una “superficiale e latente documentazione”.
Salvo qualche riserva di carattere puramente formale, ho trovato da eccepire su
importanti passaggi, interni all’amministrazione dei tdG, questi certamente non
riconducibili al personale desiderio di “libertà” di Sara; nessuna giustificazione
in merito alla scelta della presunta “libertà” può essere addotta alla
estromissione dalla congregazione dei tdG, per Sara, che a suo modo ne rispetta
anche i valori.
Un atto dovuto della congregazione dei tdG quindi, come fu un
atto dovuto del Padreterno nei confronti di Adamo ed Eva. Ma rimane impossibile
per ora, valutare integralmente il “danno” che il film produrrà ai tdG,
soprattutto perchè quest’argomento (poco seriamente documentato dal regista) si
presta, e si sta prestando a dure critiche verso la fede dei tdG (come sta
avvenendo sul web da mesi) e anche perché basta che un gruppo di sacerdoti, o
una qualsiasi associazione cattolica di beghine e ipocondriaci levino la voce
contro una delle fondamentali dottrine dei tdG per compiere qualsiasi tipo
arbitrio nei loro confronti.
Che poi alcune delle particolarissime regole e
regolette “interne all’amministrazione dei tdG” (più di concezione umana che
divina) debbano essere corrette e del tutto emendate dai vertici, come dovrebbe
essere per quei “tritacarne” dei Comitati Giudiziari (CG si distinguono in 1° e
2° grado e, a volte, anche di 3°) non confortati né suffragati nell’esistenza
da nessun precetto biblico (evangelico); o come l’ostracismo riservato ai
peccatori (si noti che Geova dialogò, si interessò e aiutò i peccatori Adamo ed
Eva, i quali, benché puniti al massimo grado, non vennero per nulla ostracizzati),
o per altri aspetti inerenti il “giudizio e la sentenza” troppo spesso non scevro
da imparzialità, ma sovente rilegato ad atteggiamenti non cristiani, viziati dal
protagonismo e dalla rivalità da parte di anziani implicati nei CG, sono questioni
che noi tdG attivi, stiamo proponendo da tempo nelle discussioni su questo
blog.
Se il film vuole in qualche modo superare questa sgradevole impressione
data dai CG interni ai tdG, e vuole aprire un approfondimento e una discussione
oggettiva, non possiamo che accettare la proposta, respingendo al mittente
qualunque sospetto di strumentalizzazione apostata. Nel film si accenna al quel
“poco di vero” che avviene in un CG, tralasciando e non approfondendo la
drammaticità del giudizio per il peccatore reo del giudizio inquisitorio. Si
badi bene, non è soltanto un aspetto di “cambiamento” che sdegna e ripugna
l’onesto fedele credente tdG.
È una questione molto più ampia e più alta di
costume di vita, di dignità della persona, di onestà cristiana, di rispetto
della Parola di Geova, in una Ecclesia che da alcuni decenni si sta avviando attraverso
fasi di una “strana opera” secolarizzatrice, dove i credenti sono chiamati
sempre più a non impicciarsi dei fatti terreni dell’organizzazione (non
conosciamo nulla dell’apparato ammistrativo-burocratico) ma esclusivamente a
conformarsi a circolari e a disposizioni interne di dubbia provenienza, che non
all’aurea massima: la Sacra Bibbia. Il “popolo di Geova” oggi è sottomesso e
leale alla wts, ma patisce (soprattutto patisce), ubbidendo con rassegnazione
passiva alle moltissime circolari e disposizioni scritte (ks10) e verbali (comunicazioni
personali dei co), che sono divenute più importanti e di gran lunga superiori ai
precetti biblici. Ecco perché poi viene fuori film come “La ragazza del mondo”.
Però, se da questo film nasce motivo a uno spunto per un dibattito interno ai
tdG, fatto di approfondimenti e poi di modifiche, sperando che le “cose”
cambino, ben venga sugli schermi la storia di Sara e Libero, una moderna
parodia del “peccato originale” consumato da Adamo ed Eva. Io, sono qui per un
miglioramento (dato che non si ha voce all’interno dove è pericoloso aprire la
bocca), come lo sono altrettanti tdG fedeli, ma la vedo durissima e se qualcuno
nutre illusioni positive in tema di cambiamenti… ritengo rimarrà, come me,
deluso.
Nel frattempo di reale rimane un film da vedere, dove l’accoratezza della
trama ripropone una utopistica “libertà”, tra l’altro fortemente ostracizzata, una
nota questa che appesantisce drammaticamente la fragilità umana di Sara, che la
allontana da Dio (?) e che sostituisce la risata e il sorriso, al grande dramma
vissuto, dramma che, forse, proprio per queste caratteristiche trova una
schietta genuinità e originalità nel quadro cinematografico, per i tdG.
Sas@
______________
24/07/16
IPERATTIVI nell’INATTIVITÁ spirituale
IPERATTIVI, ma completamente INATTIVI! Un controsenso? No! É quello che accade spesso ad alcuni testimoni di Geova “borderline” (l’aggettivo usato non si limita al “disturbo della fede”, ma può interessare altri tipi di disturbi, che implicano situazioni implicite o no alla stessa fede nonché alla propria psiche). Anche se non tutti gli inattivi sono iperattivi (grazie a Dio), alcuni inattivi, completamente scollegati dalla fede e dalla congregazione cristiana dei testimoni di Geova, dalla fratellanza locale e mondiale, hanno intrapreso comportamenti massimamente iperattivi, con atteggiamenti da “spiritualizzanti sopraffini” (2 Cor. 11:5; 12:11/b), in ordine a nozioni “teologiche”, organizzative, amministrative, etc., per la fede dei testimoni di Geova.
Troppo spesso gli IPERATTIVI-INATTIVI rivendicano, gridando ad alta voce, di: “NON ESSERE NÉ COMPRESI né capiti dai fratelli” (soprattutto dagli anziani); rivendicando un loro desiderio di “vendetta” per qualche fatto grave oppure no, accaduto o commesso nei loro confronti. Anche se i casi sono si limitano a questi due presupposti, senza dubbio c’è ne sono di più, come espone la W92 1°/8 p. 28-30; W89 15/7 p. 23. Ricordo, di un pioniere speciale con funzione di sost. CO nella circoscrizione (il quale ostentava spesso la propria “cultura universitaria” ai fratelli), che venne rimosso. Inizialmente rimase “pecora”, ma poi in lui esplose una velata vendetta contro la sua rimozione; divenne una “capra” ostinata ed inattiva nella congregazione. Questo fratello, la sapeva lunga, tant'è che impersonò la funzione di un IPERATTIVO-INATTIVO. Da nominato, per esperienza, ho notato che gli inattivi si possono dividere in due categorie:
1) i borderline
2) i “semplici”
i due estremi. Quelli borderline sono decisamente IPERATTIVI-INATTIVI difficili da aiutare e recuperare (dipende unicamente da loro se ritornare o no nella congregazione, il buon 90% dei borderline non tornano alla fede, checché se ne dica, pur riconoscendo che hanno una “loro personale” fede); I semplici inattivi sono fratelli “umili”, che con un aiuto, spesso fatto solo da un coinvolgimento, tornano ad essere attivi nella congregazione. Il merito del ritorno a Padre, non è certo degli anziani che voglio o meno aiutare l’inattivo, il merito è unicamente dell’inattivo e della sua umiltà, posto che ama profondamente Geova, la congregazione e i fratelli; cosa che bisogna riconoscere NON avviene tra i borderline.
1) i borderline
2) i “semplici”
i due estremi. Quelli borderline sono decisamente IPERATTIVI-INATTIVI difficili da aiutare e recuperare (dipende unicamente da loro se ritornare o no nella congregazione, il buon 90% dei borderline non tornano alla fede, checché se ne dica, pur riconoscendo che hanno una “loro personale” fede); I semplici inattivi sono fratelli “umili”, che con un aiuto, spesso fatto solo da un coinvolgimento, tornano ad essere attivi nella congregazione. Il merito del ritorno a Padre, non è certo degli anziani che voglio o meno aiutare l’inattivo, il merito è unicamente dell’inattivo e della sua umiltà, posto che ama profondamente Geova, la congregazione e i fratelli; cosa che bisogna riconoscere NON avviene tra i borderline.
La diserzione dalla fede, lo scollegamento dai precetti organizzativi dell’INATTIVITÁ, si compie spesso nelle persone e negli “spiriti” che dimostrano di avere una totale fiducia in se stessi; in ciò che propina ed insegna “l’intelletto umano” e in ciò che i “maggiori tra gli uomini” confessano per “verità”. Nella maggior parte dei casi, ciò avviene nel seguente modo: gli inattivi vivono come “tutti vivono” e tutti vivono fondando i loro principi ad di fuori della fede dei testimoni di Geova, principi che non hanno niente in comune con i precetti biblici, ma soventissimo sono contrari ad essa. Gli inattivi accettano questo modo di vivere! la fede dei testimoni di Geova non ha più un posto nella loro vita. La fede degli inattivi, viene sviluppata (negli anni) lungi dalla vera “spiritualità cristiana” e indipendentemente da questa e se si trova in contatto con tale “spiritualità”, viene considerata come un fenomeno esteriore alla fede nel Cristo, per nulla legato alla “spiritualità” impersonata dal credente e attivo testimone di Geova. Osservando la vita religiosa dell’inattivo: i suoi atti di condotta, la sua fede, il suo atteggiamento verso i fratelli, il suo porsi nei dialoghi interni ed esterni alla dottrina (spesso critici e negativi), non si può sapere se egli creda veramente, poiché manca l’assunzione di fede, che è quella di produrre “opere “(Giac. 1:25) non dimentiche.
Troppo spesso l’inattivo borderline (iperattivi-inattivi), negli anni di militanza da testimone di Geova, ha maturato la convinzione (soggettiva e personale), vivendo nella congregazione, di vedere la fede, di vivere la dottrina dei testimoni, come un mezzo per raggiungere qualche “effimero” fine nell'ambito “apicale” all'organizzazione. Se questo è lo spirito avuto nel corso degli anni, costoro sono tra gli inattivi più irrecuperabili, tra coloro che non si lasciano affatto aiutare. Difatti per essi la fede non è stato che un mezzo per raggiungere un “fine qualsiasi”, la loro non è più fede (Eccl. 1:14/b). Nasce così sul web, siti di ipotetici INATTIVI, un club di “spretati” (alcuni ex nominati di rango) che sanno solo proporre il piangersi addosso, il commiserasi (pur non coprendosi il capo di cenere e vestirsi di scacco), dando violente manganellate a destra e a manca, per tornare “candidamente” poi ad affliggendosi del mancato interesse da parte dell’organizzazione per loro. Questi scollegati dalla fede, questi borderline del “pensiero cristiano” ( non semplici inattivi; 2 Cor. 7:6/a) conducono una guerra persa già prima di averla combattuta, tant'è che leggendoli, questi “abbozzano” aborti di concetti e idiote richieste (all'uomo e mai a Geova; Sal. 37: 4) che non sono di alcuna UTILITÀ a chi legge e non hanno basi per prefissato scopo, per un miglioramento organizzativo, per un fine UTILE alla causa della fede e all'organizzazione, allontanano molti da Geova (Ger. 5:12). Per questi scollegati dalla fede, per questi borderline del “pensiero terreno”, la cultura, l’intelletto umano, la luce della scienza, della vita letterata (quello di studiosi sterili), del perfezionamento intellettuale è divenuto prioritario, perché solo così possono rendersi migliori e superiori agli ultimi del gregge nelle congregazioni, divenendo celebri, importanti colonne nelle congregazioni, oratori di grido; giammai essere migliori dinnanzi a Dio; questi scollegati, hanno fatto crollare la loro identità cristiana, l’edificio di fede in Geova che era in loro, preferendo esercizi filosofici sterili e discutibili (Col. 2: 8) ai valori della dottrina cristiana, creando un vuoto nella loro anima, un vuoto incolmabile e difficilmente sanabile (Matt. 23: 37).
Avendo messo in discussione i motivi e le ragioni che spingono gli IPERATTIVI-INATTIVI del web, una nuova sorta di “spretati” tra la nostra religione, mi convinco che tutti questi “scrittori” (uno o più di uno, chissà?) hanno messo fortemente a rischio la propria fede, accostandosi a quelli che hanno fatto naufragio nella fede (1 Tim. 1:19), molto sicuri e contenti di ciò che vanno affermando, di sé e di altri, sicuri come spesso possono esserlo i santi o quelli che hanno odore di santità tra i cattolici. Questi uomini borderline IPERATTIVI-INATTIVI mi ispirano un senso di pietà e vergogna, cosa che, guarda caso, non mi ispirano gli inattivi semplici. Il motivo sta nel fatto che essi NON desiderano affatto essere aiutati, li conosco profondamente bene, fanno parte di un “nuovo vizio” nato di recente (15/20 anni) tra i testimoni di Geova, sono spinti da un orgoglio fino alla malattia, hanno una folle sicurezza di essere giusti tra giusti, sono una generazione “nuova” (Deut. 32:5/b) e a sentirli, la colpa, se loro sono divenuti inattivi, è soprattutto di altri, non certamente imputabile ai loro motivi errati. Leggendo i loro sproloqui culturali, sermoni misti di fede spenta, sento e percepisco maggiormente un insieme di compassione e sconcezza, imbarazzo; ho voglia di ridere, provo lo stesso sentimento che si prova in un manicomio. Infatti le loro incursioni nella cultura, nella scienza, nel campo letterario, non solo non cacciano via la loro disperazione di essere inattivi, ma l’aumentano grandemente. Non c’è da ingannarsi; tutto è vanità (Eccl. 1: 2).
Le “arringhe” di questi uomini borderline IPERATTIVI-INATTIVI, sarebbero state perfette se fossero state d’accordo con le “critiche costruttive” (dico: COSTRUTTIVE) che si propongono ormai da anni in questo blog PROCLAMATORECONSAPEVOLE; ma siccome ad ogni idea, critica, commento, ect., che noi pubblichiamo, gli uomini IPERATTIVI-INATTIVI si oppongono sempre con un’idea diametralmente opposta RIpubblicato nel loro spazio virtuale, avreste potuto e dovuto riflettere sulle ragioni in essere, che, in fin dei conti, sono le stesse, anche se dette e asserite in toni e soprattutto in forme diverse. Ma a voi l’intelletto culturale umano vi ha accecato, dovete competere ed essere tra i primi, gli ultimi non contano. Per noi di PROCLAMATORECONSAPEVOLE gli ultimi (Matt. 19:30) valgono molto, molto più dei saggi e dei sapienti acculturati, i quali scrivono solo e sempre dei loro problemi e di una “nuova” sorta di uomini borderline scollegati, gli: IPERATTIVI-INATTIVI. Leggendovi, noto e vedo chiaramente, che non v’è nessuna differenza tra quello che scrivete e quello che è un manicomio. Mi accorgo sempre più, al di là dell’ironia disinvolta che usate, cosa peraltro comune a tanti intellettuali inattivi, che trattate spesso (e lo suppongo non vagamente) da pazzi alcuni e, come fanno tutti i pazzi, trattate ciascuno da pazzo, eccettuati voi stessi. Forse è stato in questo modo avete formulata la vostra fede negli anni. Certo non v’è nulla di disinvolta ironia in ciò, e semplicemente crudele e stupido affermarlo.
Ad majora.
Sas@
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30/12/15
Fede in Geova o nella Watchtower
FEDE IN GEOVA
o nella
WATCH TOWER
o nella
WATCH TOWER
Noi tutti, cristiani testimoni di Geova consapevoli, abbiamo fatto nostro questo ammonimento espresso in Ebrei 10:38, 39: “Ma il mio giusto vivrà a causa della fede, e se, torna indietro, l’anima mia non ha piacere in lui. Ora noi non siamo di quelli che tornano indietro alla distruzione, ma di quelli che hanno fede per conservare in vita l’anima”. E quale specie di fede abbiamo noi? Gesù lo menzionò in Luca 18:8: “Tuttavia, quando il Figlio dell’uomo arriverà, troverà veramente la fede sulla terra?” I testimoni di Geova consapevoli, sono certi che al suo arrivo il Figlio dell’uomo troverà questa fede sulla terra e noi consapevoli di ciò, siamo decisi a mantenere questa specie di fede sino alla fine. Dove si trova oggi questa fede? Come si manifesta oggi questo tipo di fede nella ekklesia (organizzazione terrena) di Geova? Semplicemente mediante la preghiera (Luca 18: 1)? Fra le grandi e rispettate religioni della cristianità? Certo che no! piuttosto, principalmente, mediante la condotta del singolo fedele, e in senso più generale, dalla condotta posta in essere dalla stessa ekklesia (organizzazione terrena) di Geova.
Se un fratello o sorella facesse compromesso per evitare ed esempio una persecuzione, non dimostrerebbe più di possedere una approvata fede. Chi fa compromesso per evitare una qualsiasi forma di persecuzione dimostra di non avere fede in Geova; e peggio ancora, perde la prova, di essere un ministro cristiano di Dio. Non la si può certo trovare fra le religioni della cristianità, per le tantissime collusioni politiche e finanziarie, che hanno stretto con l’organizzazione di Satana e con i governi di questo mondo. Tutti i pastori di queste chiese sono pronti ad aver fede nei capi politici, nel sistema finanziario, nei tanti progetti di pace umana, non certo nel Regno di Dio quale unica speranza per l’umanità.
Noi che siamo dei testimoni di Geova dedicati e consapevoli della vostra fede, dobbiamo sforzarci di continuo per approfondire la fede e perseverarla. Dato che viviamo in un mondo privo di fede in Geova non possiamo permetterci di non esercitarla. Né l’ekklesia (organizzazione terrena) deve permettere di non esercitarla, così da condurre all’indebolimento di fede il gregge di Geova. Abbiamo una fede necessaria per affrontare oggi e superare tali pericoli? Chi ha oggi questa specie di fede? L’ekklesia (organizzazione terrena) di Geova, in questi ultimi anni la sta esercitando o sta facendo compromesso dinanzi a Geova? L’hanno tutti i testimoni di Geova nel mondo? O dimostrano di averla i tantissimi nominati delle case betel, viaggianti o delle congregazioni? Più propriamente l’avete voi che leggete? O io che scrivo?
Se un fratello o sorella facesse compromesso per evitare ed esempio una persecuzione, non dimostrerebbe più di possedere una approvata fede. Chi fa compromesso per evitare una qualsiasi forma di persecuzione dimostra di non avere fede in Geova; e peggio ancora, perde la prova, di essere un ministro cristiano di Dio. Non la si può certo trovare fra le religioni della cristianità, per le tantissime collusioni politiche e finanziarie, che hanno stretto con l’organizzazione di Satana e con i governi di questo mondo. Tutti i pastori di queste chiese sono pronti ad aver fede nei capi politici, nel sistema finanziario, nei tanti progetti di pace umana, non certo nel Regno di Dio quale unica speranza per l’umanità.
Noi che siamo dei testimoni di Geova dedicati e consapevoli della vostra fede, dobbiamo sforzarci di continuo per approfondire la fede e perseverarla. Dato che viviamo in un mondo privo di fede in Geova non possiamo permetterci di non esercitarla. Né l’ekklesia (organizzazione terrena) deve permettere di non esercitarla, così da condurre all’indebolimento di fede il gregge di Geova. Abbiamo una fede necessaria per affrontare oggi e superare tali pericoli? Chi ha oggi questa specie di fede? L’ekklesia (organizzazione terrena) di Geova, in questi ultimi anni la sta esercitando o sta facendo compromesso dinanzi a Geova? L’hanno tutti i testimoni di Geova nel mondo? O dimostrano di averla i tantissimi nominati delle case betel, viaggianti o delle congregazioni? Più propriamente l’avete voi che leggete? O io che scrivo?
Oggi, non so se, per noi testimoni di Geova (come gruppo), la fede sia così importante come lo era per Gesù, se sia per noi la cosa che più cerchiamo, se sia ciò che ci sta più a cuore, sopra ogni altra cosa in questa vita. Certo è che il Signore Gesù, chiedendo: “quando il Figlio dell’uomo arriverà, troverà veramente la fede sulla terra?” NON si chiese se troverà gli Enti della WATCH TOWER BIBLE AND TRACT SOCIETY, cioè quella che oggi è l’espressione di una religione nominale a carattere societario, o gli Enti consociati alla casa madre; NON si chiese neppure se troverà L’EKKLESIA (organizzazione terrena) di Geova o altre chiese nominali, di cui c’è ne sono anche troppe. NON chiese nemmeno se troverà l’AMORE che è la prima cosa per il cristiano (1 Corinti 13:8,13) anche se, ben osservò il Maestro: “l’amore della maggioranza si raffredderà” (Matteo 24:12). Quindi, la domanda non è se il Figlio dell’uomo troverà la Watch Tower Society, o l’Ekklesia, o l’Amore, e l’elenco potrebbe ovviamente continuare come: la Giustizia, la Pace, la Sicurezza, la Fraternità, e così via. No! la domanda è se troverà la FEDE! cioè la cosa che sta più a cuore al Figlio dell’uomo, il Cristo, la ragione d’essere dell’Ekklesia (organizzazione terrena di Geova), la sorgente dell’amore, la cosa più importante per un testimone di Geova, tanto che Gesù, la mette al primo posto per la salvezza; tante volte disse: “la tua fede ti ha salvato”. Ma a questo punto un testimone di Geova non consapevole, direbbe: “Oggi (nel 2015), nell’organizzazione di Geova c’è tanta fede, una fede viva, una fede approvata da Geova”; io da testimone di Geova consapevole dico: “ si è vero c’è molta fede, persino troppa fede!, ma è sicuro che è la stessa fede che il Figliolo dell’uomo cerca?”
Quando Gesù venne sulla terra, trovò molte fedi in Israele, la fede dei Farisei, dei Sadducei, degli Esseni, dei Romani (mi limito a questi per non dilungarmi). La fede dei Farisei è quella che Gesù non voleva trovare. Come non voleva trovare la fede dei Sadducei, o quella degli Esseni e affatto quella dei Romani. Gesù dunque, quando venne sulla terra trovò una fede a cui non credeva e per di più l’ha combattuta. Gesù divenne un consapevole per la fede! A Nazaret, combattendo quelle fedi, la gente si “scandalizzava di lui” (Marco 6:3-5), ma non solo a Nazaret che era la sua “patria”, in Galilea, a cominciare da Capernaum, Gesù non aveva trovato la fede che cercava, tanto che la sua sorte, nel giudizio finale, sarà peggiore di quella di Tiro e Sidone e addirittura di Sodoma e Gomorra. Neppure a Gerusalemme, nel tempio di Geova, Gesù trovò la fede che cercava, anzi pianse per essa (Luca 19:44). Gesù non trovò la fede che cercava nella sua generazione (generazione: una nota stonata per la dottrina della Watch Tower) (Marco 9:19 – Matteo 12:39). Ma non solo nella generazione, anche nei suoi Apostoli e Discepoli, in quelli che aveva chiamato ad uno ad uno, che vedero i miracoli e udirono il suo insegnamento, anche in loro Gesù non trovò la fede che cercava, bensì trovò in essi “poca fede”, li definì “gente di poca fede” (Matteo 6:30; 8:26; 16:8). Per contro Gesù in Israele, ammise di aver trovato la fede in un PAGANO, in un GENTILE, un centurione romano di Capernaum del quale disse: “Io vi dico la verità: In nessuno ho trovato in Israele una FEDE COSÍ GRANDE” (Matteo 8:10).
SE IL FIGLIO DELL’UOMO VENISSE OGGI, COSA TROVEREBBE fra i testimoni di Geova? Troverebbe la fede che cerca o quella che non gradisce? Anche oggi, c’è molta fede nell’organizzazione terrena di Geova, come ho detto, persino troppa! Se Gesù venisse oggi, troverebbe tra i testimoni di Geova molta fede che NON vorrebbe trovare. Che tipo di fede c’è oggi tra i testimoni di Geova, che Cristo non vorrebbe trovare?
È certo che la fede degli attuali testimoni di Geova si sta secolarizzando, sta assumendo blandi aspetti umani, stantii e controversi. Al vertice il Corpo Direttivo sta mantenendo, e gelosamente custodisce ormai da anni nel cuore della fede, un’incrollabile fede in SE STESSO. Fede in se stesso vuol dire fede nella sua missione: conquistare il mondo (oggi lo si sta facendo con Internet, fino a pochi anni fa demonizzato, con ad elettore: JW.ORG ma maggiormente con la tv: Broadcasting) tutto per unificare agli intenti della Watch Tower Society e alla sua leadership. Una fede quella del Corpo Direttivo e dei suoi enti esponenziali Watch Tower Society, GRANITICA, BLINDATA, INFLESSIBILE, ASSOLUTA, dove non si chiede perdono per i troppi errori passati, per quelli presenti e per i futuri addavenire. Una fede che non si DISCUTE, nessuna domanda riesce a SCALFIRLA, nessun DIBATTITO, una fede che non impara a convivere con le domande, non accetta la possibilità del DUBBIO, del contraddittorio, rendendo così la fede certa, anzi certissima e sicura, non aperta e ricettiva all’autocritica, forse una fede persino un po’ PROBLEMATICA, dove tutti sono convinti di tutto quello che si dice, dove tutti accettano il tutto come fatto compiuto come PRIMATO divino. Fede assoluta quindi! Non vi nascondo cari fratelli lettori, che in questo nostro tempo oscuro, ho PAURA della fede granitica, di questa fede assoluta, che nessuno riesce a spostare, una fede che vuole conquistare, imporsi, vincere, sopraffare.
Sapete che cos’è una fede GRANITICA? È una fede in cui non è chiaro FINO A CHE PUNTO È FEDE IN GEOVA, e fine a che punto è fede in se stessa; in cui NON È CHIARO FINO A CHE PUNTO al centro di questa fede c’è Geova e fino a che punto, invece, al centro di questa fede c’è la fede stessa, cioè l’UOMO (la Watch Tower Society), l’uomo credente disposto a tutto, le sue convinzioni, la sua visone biblica, la sua verità. Ecco perché poi nascono e si propinano dal vertice dei testimoni di Geova siti su Internet come: WATCHTOWERBROKLYNREALESTATE.COM (per vendere quell’invendibile superfluo del cristiano e pensare per fare solo business) o come il sito britannico: JWGIFT.ORG (per spennare, al di sopra delle 5 sterline, i denari della povera “vedova”), CHE VERGOGNA fratelli!!! Vi chiedo, se me lo permettete di farlo, cari fratelli del Corpo Direttivo, come avete potuto autorizzare ed avvallare un simile lucro inqualificabile dinnanzi a Geova? (Marco 12:42-43). Vi rendete conto, percepite quanto assomigliate ai cambiavalute del Tempio e ciò che siete divenuti dinnanzi a Geova? (Matteo 11: 15-17 – 1 Tessalonicesi 4:7,8)
Lo riconosco umilmente, ho paura, di queste fedi granitiche, che schiacciano tutto, che rendono uomini (fratelli e sorelle) delle vere nullità, che è massimamente intollerante, che non “giustifica” il peccatore ma lo annienta completamente, una fede che non produce salvezza dei peccatori ma li conduce alla pazzia (Ecclessiaste 7:7), una fede che non produce atti di amore ma odio (si consideri chi viene disassociato: non si odia il peccato, ma il peccatore, questi vengono letteralmente odiati, NON amati meno, ma letteralmente odiati) una fede omicida per mio fratello; e ho paura che, se Gesù tornasse oggi sulla terra, troverebbe tra i testimoni di Geova troppa fede granitica, una fede che Gesù non cercava né vuole.
Qual’è la fede che Gesù cerca allora? La fede di Gesù era in generale osservante del sistema giudaico (Giovanni 4:22), ma occasionalmente essa era trasgressiva, in particolare Gesù trasgrediva la legge del sabato. Ecco allora la domanda: se Gesù tornasse oggi, troverebbe nella fede dei testimoni di Geova e del suo Corpo Direttivo qualcosa di trasgressivo? O troverebbe pura osservanza senza trasgressione? In sostanza, siamo capaci di ubbidire per fede, MA SIAMO CAPACI ANCHE DI TRASGREDIRE PER FEDE?
Gesù desidera che la nostra fede sia rivolta esclusivamente verso il Padre, non alle indicazioni fornite da uomini granitici (Galati 1:8,9; Matteo 15:7-9); come ad esempio mostrare speranza e compassione spingendoci a mettere all’opera la nostra fede. Essere come il Padre, che vede oltre le apparenze e non si limita a giudicare in maniera superficiale i propri fratelli, ma mostra misericordia prima di sentenziare e amministrare la giustizia. Una fede che accolga benignamente e misericordiosamente il prossimo “gentile”, il forestiero, il fratello peccatore, quello che si è perduto, colui che ha bisogno dell’aiuto divino, i figli smarriti del Padre, poiché Egli non li considera “morti spiritualmente” come fanno i detentori di una granitica fede, i quali non sperano, non pregano, per chi si è perso né tantomeno gradiscono in un loro ritorno (Matteo 12:20). O forse dovrà scacciare nuovamente i ”cambiavalute” dalla sua Ekklesia terrena.
Dunque oggi la nostra fede e divenuta così timida ed impacciata e così POCO LIBERA nell’osservanza della nostra singola coscienza cristiana, per il demerito delle fedi granitiche. Ed è possibile che Gesù tornado, non troverà la fede tra i testimoni di Geova, ma soltanto una contraffazione, o la sua caricatura, o una delle tante degenerazioni, delle tante patologie della fede? In altri termini, la domanda è: quale fede troverà Gesù tra i testimoni di Geova tornando? Una fede per la granitica Watch Tower o per il nostro umilissimo Padre celeste, Geova?
Gesù desidera che la nostra fede sia rivolta esclusivamente verso il Padre, non alle indicazioni fornite da uomini granitici (Galati 1:8,9; Matteo 15:7-9); come ad esempio mostrare speranza e compassione spingendoci a mettere all’opera la nostra fede. Essere come il Padre, che vede oltre le apparenze e non si limita a giudicare in maniera superficiale i propri fratelli, ma mostra misericordia prima di sentenziare e amministrare la giustizia. Una fede che accolga benignamente e misericordiosamente il prossimo “gentile”, il forestiero, il fratello peccatore, quello che si è perduto, colui che ha bisogno dell’aiuto divino, i figli smarriti del Padre, poiché Egli non li considera “morti spiritualmente” come fanno i detentori di una granitica fede, i quali non sperano, non pregano, per chi si è perso né tantomeno gradiscono in un loro ritorno (Matteo 12:20). O forse dovrà scacciare nuovamente i ”cambiavalute” dalla sua Ekklesia terrena.
Dunque oggi la nostra fede e divenuta così timida ed impacciata e così POCO LIBERA nell’osservanza della nostra singola coscienza cristiana, per il demerito delle fedi granitiche. Ed è possibile che Gesù tornado, non troverà la fede tra i testimoni di Geova, ma soltanto una contraffazione, o la sua caricatura, o una delle tante degenerazioni, delle tante patologie della fede? In altri termini, la domanda è: quale fede troverà Gesù tra i testimoni di Geova tornando? Una fede per la granitica Watch Tower o per il nostro umilissimo Padre celeste, Geova?
A noi, secondo la nostra libera coscienza cristiana, la risposta.
Sas@
24/07/15
Testimoni di Geova : Critica interna e Retorica . Un punto di vista
Critica interna ,Tabù e Retorica
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| SSSSSS |
Molti affermano oltremodo convinti, che non fanno retorica nella loro dottrina, ma NON C’E’ più retorica nell’affermare e dire che: “Geova a suo tempo ci pensa, provvedendo... ecc. ecc.”. Che brutta cosa la è retorica, per chi non retorica!
Così ogni evento, ogni particolare è lasciato al caso, ma soprattutto gli eventi sono gestiti, “retoricamente”, da chi detiene il potere nell’organizzazione terrena.
Qualcuno ha messo il dito su una piaga, quando accenna ai Sorv. di Distretto e
di Circoscrizione che, in questi ultimi 15 anni sta divenendo un serio problema
“nascosto” (ma non troppo) per i vertici della betel e per l’organizzazione più
in generale.
Tra le nuove leve “generazionali” ( i più giovani dei Sorv. di Distr. e Circ.)
si è registrato un miglioramento nell’arte oratoria, mi limito a riferire che
basta ascoltare qualcuno di questi e noterete che hanno acquisito un’oratoria
“pastorale” di rilevante impegno dottrinale. Quasi tutti i nuovi Sorv. di
Distr. e Circ. a partire dalla metà del 1980 (1985-1987) sono stati lentamente
istruiti a pronunciare discorsi, nelle congregazioni e nelle ass., che avessero il fine di aiutare
il gregge, fondamentalmente con il proposito di “farli sentire in colpa” più di
quanto un cristiano lo si sente per sua stessa natura. E in ciò nel coso di
anni ci sono ampiamente riusciti. Se questo nella negatività può risultare
positivo, c’è da evidenziare una negatività assoluta dei Sorv. di Distr. e
Circ., e qui entra in discussione la critica, veramente costruttiva.
Alcuni risvolti molto conosciuti nelle congregazioni
Quasi la maggioranza dei Sorv. di Distr. e Circ., dedicano poco tempo alle congregazioni e ai fratelli. Affermare ciò apparrebbe non veritiero, ma è la realtà delle cose.
A parte il fatto che ostentano molto, macchine costose (nuove e di seconda mano), suv e fuoristrada da svariati euro (non sempre doni di fratelli o parenti), orologi in oro (rolex), vestiti firmati, occhiali stravaganti (ne ricordo uno di distretto che si presentava nelle congreghe e nelle scuole di anziani, alla betel e in altri posti con un “monocolo” appoggiato sul naso, potere di un narcisismo assoluto), sono estremamente orgogliosi e arroganti, non condividendo con il gregge, ma “mungendolo” a dovere (Ezechiele cap. 34).
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| GRAZIE NE AVEVO BISOGNO |
Inoltre, cosa più deleteria, dedicano poco tempo al servizio e alle visite pastorali, alcuni dopo le adunanze per il campo distolgono la loro attenzione dall’opera per privilegiare attività private e proprie che nulla hanno a che fare con le normali attività settimanali di visita.
La lista e l’approfondimento potrebbe essere maggiore , tuttavia
questo stato, rispecchia un lassismo che, negli ultimi anni sta assumendo la
disapprovazione in molte congregazioni da parte dei fratelli, ma anche,
tacitamente, di alcuni anziani che, essendo vissuti con altri tipi di Sorv. di
Distr. e Circ. degli anni ’70, non accettano di buon grado le nuove leve,
generazioni di nuovi fenomeni di Sorv. di Distr. e Circ. post anno ’90.
Molti anziani,e non solo in Italia, i quali hanno un familiare disassociato, hanno
abbandonato, rifiutando la nomina e la carica di anziano, per non troncare i
rapporti con un figlio, una figlia ecc., pur rimanendo fratelli fedeli a
Geova. Mentre alcuni altri si sono completamente allontanati per continuare ad
assistere moralmente il figlio o la figlia.
L’orientamento dell’organizzazione a partire dal 2006-2007 si è fatta più dura ed intransigente sull’argomento specifico, così visto i molti casi di “critica costruttiva” palese, messo in atto da anziani dimissionari, si è voluto fare una campagna forte e impegnata nell’organizzazione, cercando di non scardinare e scalfire una dottrina che, sebbene accettata passivamente, nel momento del problema, molti decisamente la rifiutano (grave è quanto lo fanno dei nominati, alcuni veterani della fede).
L’orientamento dell’organizzazione a partire dal 2006-2007 si è fatta più dura ed intransigente sull’argomento specifico, così visto i molti casi di “critica costruttiva” palese, messo in atto da anziani dimissionari, si è voluto fare una campagna forte e impegnata nell’organizzazione, cercando di non scardinare e scalfire una dottrina che, sebbene accettata passivamente, nel momento del problema, molti decisamente la rifiutano (grave è quanto lo fanno dei nominati, alcuni veterani della fede).
Un concetto dottrinale che inficia l’abuso si singolari posizioni, circa la disassociazione e tutto il seguito che comporta, dopo gli anni 1995-1999 c’è stata una debole riflessione in positivo, tant’è che la disassociazione non viene quasi più praticata, né incoraggiata dall’organizzazione se non per particolari casi specifici. Se negli anni ’60, ’70 si disassociava sempre e per ogni cosa, oggi le disassociazioni sono “mirate” e solo per pochi casi. Ci sono casi di ripetuti adulteri (sia da sorelle che da fratelli) che non sono stati disassociati, se si era negli anni ’60, ’70 costoro sarebbero stati messi all’indice e dei zelanti “sanbenitos” (le congregazioni ne sono piene) li avrebbero votati al rogo!
Una riflessione sull’argomento disassociazione SI, disassociazione NO, quanto è proficuo ed utile alla fede e alla dottrina oggi, con le sue numerose conseguenze negative di ostracismo è ben descritto nella Bibbia, e qui bisogna rilevare ancora che l’organizzazione emenda e non approfondisce, nella sua letteratura l’esegesi dottrinale insegnata nel capitolo 11 vers. 1- 11 del libro dei Giudici.*
*Ora Iefte il galaadita era divenuto un uomo
potente e valoroso, ed era figlio di una prostituta, e Galaad aveva generato
Iefte. E la moglie di Galaad continuò a partorirgli figli. Quando i figli
della moglie furono cresciuti, cacciavano Iefte e gli dicevano: “Tu non devi
avere eredità nella casa di nostro padre, poiché sei figlio di un’altra donna”.
Iefte fuggì dunque a causa dei suoi fratelli e prese a dimorare nel paese
di Tob. E si raccoglievano intorno a Iefte uomini oziosi, e uscivano con lui. E
dopo un po’ avvenne che i figli di Ammon combattevano contro Israele. E
avvenne che quando i figli di Ammon combatterono in effetti contro Israele, gli
anziani di Galaad andarono immediatamente a prendere Iefte dal paese di Tob. Dissero
quindi a Iefte: “Vieni e servi come nostro comandante, e combattiamo contro i
figli di Ammon”. Ma Iefte disse agli anziani di Galaad: “Non foste voi a
odiarmi così che mi cacciaste dalla casa di mio padre? E perché siete venuti
ora da me, proprio quando siete nell’angustia?” A ciò gli anziani di
Galaad dissero a Iefte: “Perciò siamo ora tornati da te, e tu devi venire con
noi a combattere contro i figli di Ammon, e devi divenire per noi il capo di
tutti gli abitanti di Galaad”. Iefte disse dunque agli anziani di Galaad:
“Se mi riconducete a combattere contro i figli di Ammon, e Geova in effetti me
li abbandona, io, da parte mia, diverrò vostro capo!” 1 A
loro volta gli anziani di Galaad dissero a Iefte: “Geova mostri d’essere colui
che ascolta fra noi se come faremo non sarà secondo la tua parola”. 1 Di
conseguenza Iefte andò con gli anziani di Galaad e il popolo lo pose su di sé
come capo e comandante. E Iefte pronunciava tutte le sue parole dinanzi a Geova
a Mizpa.(Giudici 11:1-11)
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