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15/09/15

TdG : L'identikit del 'proclamatore consapevole'

L'identikit del 'proclamatore consapevole'
" ... le persone mature, per quelli che mediante l’uso hanno le loro facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male"
(Ebrei 5:14)

     
Il 'proclamatore consapevole' è un servitore di Geova che sa fare saggio uso delle facoltà mentali, non è un bigotto, non è uno che fa le cose come tanti o perché le fanno gli altri, la maggioranza, è uno che fa appello alla sua conoscenza e alla sua coscienza. Non è un fanatico, un 'integralista', un estremista. 

Il 'proclamatore consapevole' è un vero Testimone di Geova e non sarebbe potuto essere diversamente, perché è uno che ha la mente aperta, altrimenti sarebbe rimasto cattolico e se fosse cresciuto in Medio Oriente sarebbe musulmano. Il 'proclamatore consapevole' è il ragazzino che con gli amici non si vergogna della sua fede, che a scuola non ha paura di distinguersi dagli altri e rendersi diverso; è il ragazzino che sta in piedi durante l'inno nazionale, ma che non poggia la mano al cuore; è la pioniera regolare che non vive con l'assillo delle "ore da raggiungere", ma si 'spezza la schiena' quasi tutti i giorni per dare un saluto, una parola di conforto e leggere la 'scrittura del giorno' a chi è troppo vecchio per leggerla da solo o non è potuto andare il giorno prima all'adunanza; è la casalinga che con mille pensieri in mente ti porge il saluto sempre con il sorriso ed è uno splendido esempio di moglie cristiana per le più giovani. Il 'proclamatore consapevole' è il servitore di ministero che è il primo ad arrivare e ad ogni adunanza solleva con le braccia la pensatissima serranda della Sala del Regno, senza stare lì ad agognare il giorno in cui sarà nominato anziano. Il 'proclamatore consapevole' è il pastore che non ti chiama o ti rivolge la parola una volta al mese per chiederti solo di consegnargli il rapporto per il servizio di campo. E' il pastore che ti sorride, ti capisce e ti ascolta senza pretendere.



      Il 'proclamatore consapevole' è colui che si sente sicuro e non ha paura di essere raggiunto dalla giustizia umana per aver commesso qualche errore (Proverbi 3:21-25), perché sa che la giustizia di Dio è maggiore e più misericordiosa.



        Il 'proclamatore consapevole' è anche cosciente che può essere oggetto di attacchi tanto da quelli di fuori, che da quelli di dentro la congregazione. Sa quanto è vera la Bibbia quando ci ricorda che "l'uomo che ha la capacità di pensare è odiato" (Proverbi 14:17). D'altronde si sa che le persone poco intelligenti o molto poco riflessive non vedono di buon occhio quelli che sanno fare saggio uso delle facoltà intellettive per distinguersi, per vivere la verità con libertà di scelta, consapevolezza, che tirano fuori la loro personalità per essere colonne nella congregazione o più semplicemente per non essere i burattini di nessuno e non portare il cervello all'ammasso collettivo.


 
        Il 'proclamatore consapevole' è più saggio e sa riconoscere che in una grande collettività di persone imperfette è facile sbagliare, come in una congregazione; non reagisce in modo affrettato quando viene provocato, volontariamente o involontariamente, per ignoranza o incapacità, anche da chi prende la direttiva e dovrebbe, invece, dare l'esempio. Il 'proclamatore consapevole' sa che deve 'salvaguardare la sua capacità di pensare' (Proverbi 3:20 e 5:2) e fa di tutto per non essere manovrato come una marionetta acefala, ma non vuole essere nemmeno il sadico burattinaio che signoreggia sulla fede altrui (Luca 22: 24-27).


            Per me il 'proclamatore consapevole' ha delle caratteristiche comuni:

 
  • è alla ricerca dei suoi simili (li trovi lì in congregazione, ci parli spassionatamente, senza peli sulla lingua in Sala del Regno o in pizzeria); oppure li trova su Internet (io vi ho trovato) e che community(!);
  • si sa accettare per quello che è, ma si mette in gioco tutti i giorni per piacere a Geova e non agli uomini;
  • si assume le sue responsabilità e corre i suoi rischi per essere diverso;
  • sa farsi valere e non ha paura dell'uomo, ma teme Geova (Salmo 25:12);
  • ha uno scopo nella vita (adorare Geova) e vuole dare il suo contributo nelle comunità che frequenta (a scuola, nel posto di lavoro, nella famiglia), specialmente nella congregazione (la sua seconda casa, la sua seconda famiglia);
  • cerca di essere coerente (integro, Salmo 26:11).


         Il 'proclamatore consapevole' è cosciente dei propri limiti e pregi, dei propri desideri e sentimenti errati, dei suoi bisogni anche quando non gli piacciono, delle mete che intende perseguire, dei successi e degli insuccessi ottenuti. Il 'proclamatore consapevole' si sa confrontare con il 'mondo' (Giovanni 14:18-20). Io non ho alcuna esperienza con i blog, né con i social network. Ma sono incoraggiato nell'aver letto le pagine di questo sito. Mi sono riconosciuto nel 'proclamatore consapevole' e questo è il mio manifesto, uguale a quello di tanti altri che già conosciamo personalmente in molte congregazioni cristiane. Se avete altre caratteristiche da sottolineare, dite la vostra, ci potremmo tutti riconoscere in esse Se ci fossimo riconosciuti nelle qualità, allora siamo nel sito giusto. In ogni caso, al di là delle diverse teorizzazioni che riguardano il 'proclamatore consapevole', ciò che è certo è che ciascuno di noi è stato attirato da Geova (Giovanni 6:44); ciascuno di noi è unico, speciale, considerato e degno dell'affetto del Padre (che ha sacrificato suo Figlio a nostro beneficio, Giovanni 3:16). Sebbene a volte possa sembrare difficile crederlo, ricordarlo ci può aiutare ad affrontare in modo più efficace le sfide del vivere ed essere un vero Testimone di Geova.




da Liberamente TdG






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