La struttura del P.C.C. è piramidale come nell'organizzazione e il potere decisionale di chi è al vertice è molto ma molto ampio, come per il C.D. La differenza è che per fare carriera nel PCC si passa attraverso "elezioni" (più o meno ... democratiche). Nell'organizzazione invece si viene cooptati dall'alto e solo quando chi sta più in alto lo decide.
L'unico caso di cooptazione menzionato in Atti è la scelta di Mattia (a sorte) per sostituire Giuda "nell'incarico di sorveglianza", ma gli apostoli avevano una autorità conferitagli personalmente da Cristo (Matteo 28:19, 20). Così come Paolo ebbe un incarico conferitogli direttamente da Cristo, ma non rispondeva affatto al C.D. dell'epoca. Infatti, dopo un viaggio di "conoscenza" di alcuni apostoli (non tutti) a Gerusalemme, giusto per informarli dell'incarico ricevuto e per saperne di più su Cristo da chi era stato con lui, per ben 14 anni operò in maniera autonoma ed era nella congregazione di Antiochia che si decidevano i territori da percorrere e i viaggi missionari.
Per il resto, la scelta per incarichi di responsabilità era elettiva, si proponeva alla congregazione un nome e si decideva con l'accordo di tutti o della maggioranza. Oggi, però, nessuno può dire di avere ricevuto un incarico di responsabilità direttamente da Cristo (chi l'ha visto, e quando?), se non "forzando" l'interpretazione di alcune scritture (come quelle che parlano di uno "schiavo" o "economo fedele"). Forzare il senso delle scritture non da l'autorità di stabilire un minuzioso codice di regole dove si decide di tutto e per tutti. Nessuno aveva autorizzato scribi, farisei e sadducei a fare questo e prima Giovanni Battista e poi Gesù li smascherarono e li condannarono.
La soluzione ?
Servono meno regole calate dall'alto e più autonomia per le congregazioni, alla luce dell'unica "lampada" provveduta e autorizzata, la Parola di Dio.
Zaccheo 17/03/18, 09:41
_____________________________

