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Sandro Pertini

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30/12/16

LA BANALITA' DEL MALE



La solita sfrenata retorica del moralismo demagogico, fa scandalizzare molti davanti a certi comportamenti palesemente fuori dalle righe. E' facile, è perbenistico inorridire davanti ai criminali nazisti, per esempio, ma è altrettanto comodo dimenticare o far finta di non considerare altre responsabilità attribuibili proprio a chi facilmente condanna, ai tutti quei censori che con il loro sdegno non si rendono conto di essere anche loro (irre)responsabili morali...Parto da lontano, riferendomi  ad un processo avvenuto nel 1961 contro un criminale nazista, Eichmann,condannato a morte nel maggio 1962, per crimini di guerra. Avviliscono  o meglio colpiscono le considerazioni che fece una scrittrice, la Arendt, che si possono benissimo applicare a molti fratelli nei giochi sottili degli scaricabarile di compiaciuta convenienza. La Arendt,in sostanza, rimase colpita dalla normalità di Eichmann che viene visto come una persona come tante altre, semplice e mediocre burocrate, e non come un demone capace di pesanti atrocità.

LA BANALITA' DEL MALE sta nel fatto che i burocrati del Reich erano in realtà tutte persone terribilmente normali che erano però capaci di mostruose atrocità per il semplice fatto che non si fermavano a riflettere sugli ordini a loro dati e che il loro pensiero restava limitato alle leggi di Hitler che venivano rispettate INCONDIZIONATAMENTE. In particolare questo tipo di criminale commette i suoi crimini in circostanze che quasi impediscono di accorgersi che agisce male, per cui la Arendt si chiede se il male deve necessariamente essere radicato a qualcosa di più profondo. 

Alla luce di ciò l'autrice afferma che una ben radicata morale e un sistema di valori etico non bastano a fermare il male; tuttavia ci sono delle persone che hanno rifiutato l'ideolagia nazista e non perché avevano avuto un forte senso del
bene e del male,ma perché si chiesero fino a che punto la loro coscienza avrebbe sopportato tutto quel male e si sarebbero sentiti in pace con se stessi. La Arendt associa questo dubbio interiore alla facoltà di pensare. E si rifà a Socrate e al suo dialogo interiore tra io e io,questo processo,secondo l'autrice può evitare il male; con questa analisi la Arendt pone lo scopo di evitare che gli uomini adottino una morale e dei valori standard senza prima riflettere.

Che dire di noi? I falsi profeti della morale ci invitano a non frequentare chi non è troppo spirituale (secondo loro),a non avere rapporti con i disassocciati, ad evitare i diversi, i malati di mente,quelli che pensano con la loro testa,chi dissente dal pensiero dominante,chi non si uniforma alle mode e ai modi in vigore nelle congregazioni,in sostanza a conseguire la giustizia attraverso una struttura minuziosamente definita di comandi e divieti,di regole avallate dall'Organizzazione. Tale giustizia però non ha successo,poichè è dagli uomini e non da Dio, ed ha creato una serie infinita di depressi dentro alle congregazioni.I moderni Eichmann,ubbidiscono e fanno del male a chi è diverso da loro utilizzando l'indifferenza, l'emarginazione,la solitudine; e poco importa se chi ne viene colpito può ammalarsi, andare in depressione, forse tentare anche di uccidersi.

Quanti disassociati sono andati in crisi con sé stessi e con gli altri proprio per questi trattamenti crudeli e disumani. Qualcuno per ripicca forse, ha preso strade sbagliate, qualcun altro non c'é più. Ma davvero sono solo loro i colpevoli? E chi ha eseguito gli ordini? E' libero con la propria coscienza? Dov'è la carità cristiana, la compassione, il perdono verso chi ha sbagliato,forse,ma non è meno colpevole di chi li ha abbandonati alla soltudine. Chi ha problemi di alcolismo, gioco d'azzardo, pornografia,sta chiedendo aiuto. Disperatamente. E' una persona in difficoltà,bisognerebbe 
accorgersene prima; probabilmente è una persona con gravi carenze affettive...ha bisogno di essere amata,non isolata da tutti;forse ha difficoltà a relazionarsi con gli altri; forse si sente sola e non capita e prende una stradaccia, e i nostri che fanno?; lo disassociano, lo escludono dalla vita sociale e religiosa. Così si aiuta una persona?

Il rigore critico dell' Organizzzazione è troppo accademico,quasi cattivo per essere applicabile alla realtà delle cose e del Cristianesimo, e comunque,in tutti i casi, c'è un denominatore comune, e cioè la deprecabile motivazione all'origine  di quel disinteresse umano,burocratico e legale che permette il perpetuarsi di tante situazioni,senza nulla fare per evitarle. Norme buone o cattive, valide o discutibili,ma quel che conta certo comunque sempre superficiali perché preconcette,sono le norme di sempre  di un modo banale di legiferare e governare, dove I PROBLEMI NON SI AFFRONTANO, MA SI ELIMINANO. Incuranti di confondere,grano dal loglio,tempi giusti con intempestività, episodi strumentali e occasionali con sofisticate verità, i Grandi Alchimisti di Brooklyn, stanno mostrando l'usura per far fronte all'inatteso capovolgimento della situazione,che tradotto in parole semplici significa che si è persa pure la faccia, dopo le tante ardite evoluzioni e sopra tutto di oroscopi compiacenti non avveratisi come le previsioni del tempo di qualche decennio fa...L'astuzia più grande che Satana fece,fu quella di far credere ai nostri progenitori di stare facendo la cosa giusta,ribellandosi a Dio, sappiamo tutti come finì la storia...amaramente così

Il Conte Oliver


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