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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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29/11/14

Il male alternativo

Deuteronomio 1:32,33 Ma nonostante questa parola non riponevate fede in Geova vostro Dio, 33 che andava davanti a voi nella via per esplorarvi un luogo dove accamparvi, mediante il fuoco di notte perché vedeste per quale via dovevate camminare e mediante la nuvola di giorno.

Pillola rossa o pillola blu ? Questa era la scelta che veniva posta da Morfeus all'hacker Neo nello storico film Matrix. Al protagonista di questo significativo film veniva data la possibilità di comprendere quale era la realtà della sua esistenza. Molti ospiti di questo blog hanno espresso commenti che spesso ho paragonato alla consapevolezza acquisita della realtà da quell'immaginario Hacker Neo nel fantasioso mondo di Matrix. Il nostro progresso spirituale ci ha sicuramente dato modo di riflettere sulla nostra ben più concreta esistenza e su come essa debba essere messa in relazione con il nostro creatore. Abbiamo imparato che Geova Dio ci ha posto d'innanzi la possibilità di scegliere il nostro cammino e di rispondere delle nostre azioni. Fino ad ora abbiamo sempre considerato l'umanità e quindi noi stessi come persone davanti ad un eterno bivio, da una parte abbiamo la via del bene e dall'altra abbiamo la via del male. E' quindi importante chiedersi: Quale via sto perseguendo ? Quali passi e quali orme sto seguendo ? Spesso però questa considerazione lascia perplessi specialmente quando in alcune congregazioni c'è qualcosa che non sta andando come dovrebbe. Perchè ci sono questi problemi che spesso coinvolgono nominati decennali ? E' un problema spirituale ? C'è qualcos'altro che ci sfugge ?

La scelta 

Atti 14:7 Or essendovi stata molta disputa, Pietro si alzò e disse loro: “Uomini, fratelli, voi ben sapete che dai primi giorni Dio fece fra voi la scelta che per bocca mia persone delle nazioni udissero la parola della buona notizia e credessero; 

C'è un detto piuttosto famoso che svela questa amara apocrifa realtà "con le buone intenzioni si lastricano le vie dell'inferno". Perchè è un'amara realtà ? Perchè non ci vuole molto a capire che "le buone intenzioni" di certo non ci assicurano i risultati che vogliamo ottenere o che speriamo di ottenere. C'è un altro detto della nonna che ci dice "Sbagliando si impara". In parte sappiamo che è vero e spesso ne siamo convinti anche noi quando leggiamo le sacre scritture e abbiamo imparato che la parola è stata scritta per le cose avvenire ( vedi I Timoteo 2:4,6). Ma il cristiano consapevole ha anche imparato sulla sua pelle chi un giorno gli ampliò il concetto dicendogli che "Se nella vita sei convinto che sbagliando si impara allora il paracadutista non fa per te". Se questa frase è in apparenza un po' scherzosa allora provate a sostituire il termine paracadutista con chirurgo. Vi fareste operare da un chirurgo distratto, superficiale ? Lo scegliereste in base al punteggio della laurea ? Chiediamoci anche: Accetteremmo noi di operare qualcuno ? Con questo semplice esempio risulta evidente che ci sono aspetti dove gli errori se fatti costano molto e quando accadono sono spesso irreversibili. Davvero non ci si può appellare alla buona volontà per sostenere di adempiere all'incarico che ci è stato affidato. 

Il terzo escluso

Matteo 7:16 Li riconoscerete dai loro frutti. Non si coglie uva dalle spine né fichi dai cardi, vi pare? 17 Similmente ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli; 

Purtroppo è difficile comprendere se l'aria mortifera di questo mondo influenzi chi e cosa all'interno della congregazione. Gesù Cristo ha identificato un modo per distinguere le intenzioni buone da quelle malvagie con l'efficace illustrazione "li riconoscerete dai loro frutti". C'è un'altra considerazione che possiamo fare e che probabilmente ci aiuta a comprendere perchè risulta complicato anche per chi ha la responsabilità come un sano CO riuscire a risolvere certi problemi nelle congregazioni. Geova e Satana si distinguono per i due scopi differenti. Il peccato verso Geova si distingue anch'esso per lo scopo che vuole raggiungere. Ci sono però peccati che sono altrettanto gravi ma non perseguono nessuno scopo malvagio. Nella scrittura di Geremia 10:23 l'omonimo profeta ben identifica questo problema con la nota illustrazione "Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo"

Geremia esprime con questa illustrazione al limite del paradosso la grande fragilità umana. Come identificare questo paradosso se non con la stupidità dell'uomo. La stupidità è il male di questo nuovo millennio, ed è molto pericolosa. Perchè ? Perchè la stupidità al contrario della malvagità non ha motivi. L'uomo prima di essere peccatore cosciente è una creatura naturalmente stupida. C'è differenza fra malvagità e stupidità ? Si perchè mentre nella prima c'è un atto cosciente nella seconda c'è solo l'intenzione cosciente. Per chiarire, la stupidità è una qualità che non ha ne Satana ne tanto meno di Geova. In questo sistema di cose la stupidità è proporzionale alla responsabilità acquisita. Questo significa che le persone semplici in media fanno tante cose stupide di entità più o meno lieve. Più una persona però ha responsabilità grandi più le stupidaggini che combina diventano gravi. Per dirla in parole povere i proclamatori fanno e dicono tante sciocchezze, gli anziani e poi i sorveglianti fanno poche cose stupide, ma quando le fanno sono guai. Un fratello volenteroso ma particolarmente stupido potrebbe essere un vero disastro per la spiritualità delle congregazioni. Per quale motivo ? Perchè ci sono alcuni di errori che coinvolgono i fratelli uccidono la spiritualità dei singoli ma il problema più grosso è che non si riesce ad inquadrarli e renderli evidenti. Ad esempio: potrebbe un fratello particolarmente distratto mancare di rispetto per il lavoro altrui. Perchè minimizzare chi poi alla fine può sentirsi offeso? Se un anziano non ha le idee chiare sui passi di Matteo nascono pastrocchi se un anziano applica principi della legge mosaica che gli vengono impartiti alle varie scuole senza un minimo criterio pure. 

Proverbi 22:6 Addestra il ragazzo secondo la via per lui; anche quando sarà invecchiato non se ne allontanerà.

Come Geova considera la stupidità ? Salomone sapeva bene cosa significava e aveva compreso che attraverso l'addestramento acquisisce capacità ed intelletto e la saggezza nel comprendere le cose. Ma questa capacità non è data però dall'istruzione acquisita e non c'è nessuna scuola di questo mondo che può dare questa capacità o garantirla, questo purtroppo non può farlo nemmeno la scuola di ministero teocratico ( così come forse sperava accadesse il caro fratello Knorr ). Per essere davvero cristiani consapevoli il cammino che abbiamo da fare è lungo prima di difenderci dalla malvagità di Satana dobbiamo difenderci dalle scemenze che facciamo. Questo in particolar modo quando diamo o accettiamo una nomina. Se un fratello ha delle rendite che gli permettono di non avere la necessità di lavorare per mantenersi, potrebbe avere molto tempo disponibile per la congregazione. La sua dedizione potrebbe essere sufficiente a garantire la cura che deve prestare nel gestire il gregge ? Possiamo confidare solo nelle sue buone intenzioni ? Possiamo dare la responsabilità nella congregazione solo confidando sulla sua buona volontà ? Sul suo rapporto ? Sulla relazione privata che ha con i sorveglianti ?

17/11/14

L'equilibrio delle nubi




Proverbi 24:16 "Poiché il giusto può cadere pure sette volte, e certamente si leverà; ma i malvagi li farà inciampare la calamità." 
Equilibrio. Questo è quell'elemento della nostra spiritualità che più ambiamo acquisire. Non ci vuole molto per capire quanto sia difficile mantenerlo nelle condizioni più critiche. Specialmente per noi che cerchiamo di vivere la verità in tutti gli aspetti. Perché il nostro non è un semplice equilibrio come quello che ci permette di camminare senza tentennamenti per raggiungere una delle nostre tante mete; il nostro equilibrio o meglio il concetto che abbiamo noi di equilibrio assomiglia più a quello di un acrobata. Abbiamo già capito che è molto faticoso perché sono tante le energie che dobbiamo spendere per non perderlo cadendo. La stessa metaforica fatica di quel giovane acrobata circense che alla festa di paese intrattiene gli spettatori su quel funambolico tragitto. Lui cammina su quel filo per scelta non proprio come noi che invece camminiamo sul filo per necessità. Perché il nostro è un filo che è lungo tutta una vita sopra la follia di questo sistema. Così ci vuole molto di più che un semplice desiderio per cercare di non cadere. Il risultato di una caduta per l'acrobata è che bisogna ricominciare d'accapo e a poco serve sostenere di essere quasi arrivati. Quando è stata la nostra ultima caduta ?


Deuteronomio 8:2 " E ti devi ricordare di tutta la via per la quale Geova tuo Dio ti ha fatto camminare in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti, per metterti alla prova in modo da conoscere ciò che era nel tuo cuore, se avresti osservato i suoi comandamenti o no." 
Si dice spesso che una delle risorse più importanti dell'essere umano sia quella di imparare dal suo passato. Mi sono accorto che però le storie che viviamo possono diventare talmente gravose che non hanno più l'effetto di rafforzarci o di renderci più concreti o comunque persone migliori. Hanno invece l'effetto di sovrastarci di sommergerci di creare una tale sofferenza da non sentirci più padroni della nostra vita. Talvolta la disperazione è tale che alziamo gli occhi al cielo sperando che ci caschi addosso perdendo il suo equilibrio. Non si ha il tempo nemmeno per riflettere sulle cose e talvolta ci consideriamo come quelli che vivono nella stanza sbagliata. In quelle condizioni la vita diventa solo una questione di stanze. Li, a pochissimi cm, dietro quel muro, ci sono altri appartamenti, con altre famiglie che hanno altre vite altri desideri altre ambizioni. Abbiamo forse creduto di salire sopra un treno per raggiungere una stazione che non è arrivata ? Abbiamo forse pensato che il regno è una corsa cristiana dove vince chi arriva primo ? Così nella confusione fra carrierismo e ambizione al privilegio siamo diventati bulimici di sogni e abbiamo imparato l'arte della distrazione per vincere i problemi. Chi si comporta con eccessiva apprenssione percuotendo i fratelli dimostra di non comprendere la differenza fra controllo e padronanza. Il controllo per queste persone prende sempre il sopravvento sulla padronanza perchè ha quantomeno il pregio di impedire scomode domande o di rendere conto a qualcuno.


  I Timoteo 5:21"Ti ordino solennemente dinanzi a Dio e a Cristo Gesù e agli angeli eletti di osservare queste cose senza pregiudizio, non facendo nulla per favoritismo."
Io non amo categorizzare le persone perchè ognuno di noi vorrebbe essere considerato per quello che è e non per l'etichetta che porta. Però è proprio a voi cari Sorveglianti che mi rivolgo perché siete quelli che più di altri nell'organizzazione vivono una vita alternativa. L'elemento più caratteristico che distingue il vostro ruolo e che, al contrario dei beteliti o dei proclamatori, ed anche di tutti i pionieri speciali, siete gli unici in tutta la struttura teocratica che non avete una fissa dimora. Questo aspetto potrebbe diventare un inciampo per voi e per i fratelli che servite ? Vi dico queste cose perché davvero molto spesso dal podio sembra che il vostro unico scopo non sia quello di incoraggiare ad avere una vita cristiana dedita al servizio a Geova ma invece una vita distratta dedita alla formale predicazione e alla deificazione del rapporto. Troppo spesso cari fratelli notiamo dalle vostre espressioni, l'imbarazzo di una rigidità compassata, spesso fatta di tradizioni orali che nascondono invece le grandi fragilità dei dubbi mai risolti. Voi in molti casi siete considerati i Bulli ma noi proclamatori consapevoli sappiamo che non è vero. A voi vengono imputati le esortazioni sbagliate le parole non dosate ma queste sono solo problemi marginali che abbiamo tutti. Quante volte anche noi nella nostra vita abbiamo dovuto morderci la lingua per quella parola che non ha dato l'esito sperato ? Abbiamo imparato a giudicare non le etichette e per questo che vi consideriamo compagni d'opera. Però voi sorveglianti fate altrettanto ?


Atti 24:16"A questo riguardo, in realtà, mi esercito continuamente per avere la consapevolezza di non aver commesso nessuna offesa contro Dio e contro gli uomini."
Sapete tempo fa la moglie di un sorvegliante ha dovuto ammettere a denti stretti questa verità. Disse infatti "Da quando non abbiamo più l'incarico e siamo tornati alla vita comune mi sono resa conto di quanto sia difficile talvolta anche la più semplice delle preparazioni come quella sul ministero del regno" Un altro sorvegliante dopo cinquant'anni di attività ammise ad una assemblea che "non sapeva piantare un chiodo nel muro" Ecco cari fratelli che avete avuto la nomina di Sorvegliante sono questo tipo di ammissioni che vi auguro non dobbiate fare mai. Mettetevi nei nostri panni. Cosa dobbiamo capire da queste considerazioni ? Dobbiamo dedurre che per tutta la durata della nomina avete distratto lo sguardo dai problemi senza mai rendervi conto davvero di quali e quante difficoltà i fratelli incontrano quotidianamente nella loro vita ? Come posso adempiere alle gravosi mansioni di responsabilità della congregazione se non so piantare un chiodo in un muro ? Riflettete Noè sapeva piantare i chiodi ? Non stiamo vivendo come ai tempi di Noè ? Alla prossima adunanza degli anziani per la nomina degli oratori alle assemblee portatevi una tavola di 4/5 cm in compensato marino, una martello da carpentiere e una manciata di chiodi da 10 cm. Togliete il privilegio a tutti quelli che non riescono a piantare un chiodo con meno di 10 colpi. Così si impara che anche per piantare un chiodo bisogna avere equilibrio.

Giobbe 37:16 "Conosci l’equilibrio della nube,Le meravigliose opere di Colui che è perfetto in conoscenza?"







15/11/14

Le 12 pietre






Ancora qualche passo e il guado, se così si può definire, sarebbe terminato. Il letto asciutto del fiume faceva non poca impressione, l'acqua sarebbe dovuta provenire da destra dalle sorgenti del monte Hermon per raggiungere il Mar Morto. Conosceva bene il fiume e sapeva che il letto prosciugato non era per opera dell'uomo. Guardava indietro la lunga carovana di persone e intuì che sarebbe stato necessario ancora molto tempo prima che tutto il popolo di Israele lo attraversasse. Una piccola parte si era fermata non molto distante da li e gli avrebbero raggiunti dopo. Per lui era molto più che una sponda del fiume era quello che aveva sempre sognato e desiderato da quando era nato. Era la fine dell'esodo, era la terra promessa da Geova. Quella terra fertile dove scorreva latte e miele ed era proprio li a pochi passi. Giosuè così si fermo poco dopo assieme ai suoi uomini. Geova gli parlò. La sacra scrittura in Giosuè 4:12 dice "E avvenne che appena l’intera nazione ebbe terminato di passare il Giordano, Geova diceva a Giosuè: 2 “Prenditi dal popolo dodici uomini, un uomo per ciascuna tribù, 3 e comanda loro dicendo: ‘Prendetevi proprio di mezzo al Giordano, dal luogo dove i piedi dei sacerdoti stettero immobili, dodici pietre, e dovete portarle con voi e depositarle nell'alloggiamento in cui alloggerete questa notte’”. Fece così chiamare i rappresentanti delle dodici famiglie, quella era un occasione che Geova aveva già comandato a Mosè di seguire poco tempo prima ( Deuteronomio 27:2 ). L'acqua sarebbe presto tornata per prendere di nuovo possesso di quel greto del fiume, ma ora si doveva commemorare quel momento. Giosuè guardava quelle pietre di fiume che a differenza di tutte le altre pietre del deserto erano piacevolmente lisce e arrotondate. Le guardava perché quando il fiume avrebbe ripreso il suo corso l'acqua le avrebbe di nuovo nascoste e sarebbero state celate per sempre dalla sua vista.

Arrivarono i rappresentati e si avvicinarono a Giosuè. Quello era il momento che tutti aspettavano, c'era gioia mischiata a stupore forse anche incredulità.  Lui davanti a se aveva questa piccola piramide di pietre. Quelle pietre non rappresentavano solo una promessa mantenuta, non erano solo la ricevuta di un pagamento che era stato onorato. Erano la conferma della presenza di Geova e della sua lealtà a chi gli era stato leale. Lealtà a chi non aveva mai ceduto, a chi aveva creduto e riposto fede in lui nonostante il deserto le serpi velenose la sete e la fame di quaranta anni nel deserto. Quelle 12 pietre sarebbero servite a ricordarsi che Geova Dio è l'unico essere supremo a cui dobbiamo dedizione e devozione .


Giosuè 4:5  e Giosuè diceva loro: “Passate davanti all’arca di Geova vostro Dio in mezzo al Giordano, e mettetevi ciascuno una pietra sulla spalla, secondo il numero delle tribù dei figli d’Israele,


Noi eravamo così, nella aridità del deserto, nel dolore di una vita ostile dove la sopravvivenza, l'ansietà e la malizia stavano per prendere il sopravvento. Poi Geova alzando il fiume ci ha permesso di raggiungere anche a noi la terra promessa spirituale. Ha svelato a noi le pietre di quel fiume che rappresentano le mantenute promesse di Geova.Anche a noi che nonostante i nostri errori ci sforziamo di rimanere fedeli ai suoi statuti, continuando a cercarlo come tesori nascosti abbiamo riconosciuto che abbiamo 12 pietre che suggellano l'entrata nella terra promessa nell'odierno regno di Dio. Abbiamo imparato che il regno è stato stabilito nei cieli ed è spirituale così abbiamo imparato che possiamo solo raggiungerlo attraverso le nostre qualità spirituali che Geova stesso ci ha svelato. Il mondo le acque del Giordano ci impediscono di arrivare al regno ma Geova ne ha interrotto il flusso e ci ha attirato a se. Così mi ha svelato le 12 qualità che dovevo imparare a coltivare
  • Ho scoperto la pietra dell'amore, che non è quell'amore debole accondiscendente, piuttosto un amore forte deciso, che non scende a compromessi che è il motore motivante di tutte le altre 11 pietre. ( Deuteronomio 30:6 ) E Geova tuo Dio dovrà circoncidere il tuo cuore e il cuore della tua progenie, affinché tu ami Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima per amore della tua vita. 
  • Ho scoperto la pietre della Fede, nel senso di sicura aspettazione che non traballa davanti a nessuna verità anche quelle più scomode. Una fede che non mi impedisce di rimettermi in discussione ( I Timoteo 5: 8) Certo, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede. 
  • Ho scoperto la pietra della Giustizia quella bella che distingue il bene dal male e non quella che discrimina e che cede al compromesso ( Isaia 1:17,18 ) 17 Imparate a fare il bene; ricercate la giustizia; raddrizzate l’oppressore; rendete giudizio all’orfano di padre; perorate la causa della vedova”.18 “Venite, ora, e mettiamo le cose a posto fra noi”, dice Geova. “Benché i vostri peccati siano come lo scarlatto, saranno resi bianchi proprio come la neve; benché siano rossi come il panno cremisi, diverranno pure come la lana. 
  • Ho scoperto la pietra della Coerenza perchè non devo predicare ciò che non credo e desidero che i frutti mostrati provengano dall'albero della verità che ho imparato a coltivare ( Matteo 7:15-20 ) 
  • Ho scoperto la pietra della Previdenza perchè i tempi sono duri e dobbiamo essere pronti per superare i tempi difficili. Noè ha dovuto costruire un arca per salvarsi la vita posso davvero credere che il prossimo Harmaghedon sia diverso ? 
  • Ho scoperto la pietra dell'Empatia, della immedesimazione senza compromessi. ( Matteo 12:15 ) 15 Rallegratevi con quelli che si rallegrano; piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate verso gli altri i medesimi sentimenti che avete verso voi stessi; non pensate alle cose alte, ma siate attirati dalle cose modeste. Non divenite discreti ai vostri propri occhi. 
  • Ho scoperto la pietra della Costanza quella volta a cercare l'interessi del regno ed quella che salverà sempre il fedele servitore (Daniele 12:16) Pertanto il re stesso comandò, e portarono Daniele e lo gettarono nella fossa dei leoni. Il re rispondeva e diceva a Daniele: “Il tuo Dio che servi con costanza, egli stesso ti libererà”. 
  • Ho scoperto la pietra della Sopportazione perchè nella vita le cadute e i fallimenti possono essere anche all'ordine del giorno. ( Romani 2:4 ) 4 O disprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua sopportazione e della sua longanimità, perché non sai che la benevola [qualità] di Dio cerca di condurti al pentimento? 
  • Ho scoperto la pietra del Discernimento perchè la conoscenza applicata dogmatica ti fa diventare un rumoroso clavicembalo. ( Proverbi 8:1) Non continua la sapienza a chiamare, e non continua il discernimento ad alzare la voce? 
  • Ho scoperto la pietra dell'Intraprendenza nel propormi prima che qualcuno mi chieda il suo aiuto.( Giovanni 5:30) Io non posso fare una sola cosa di mia propria iniziativa; come odo, giudico; e il giudizio che rendo è giusto, perché non cerco la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato 
  • Ho scoperto la pietra dell'Umiltà nel evitare che la gloria mostratami soddisfacesse l'egoismo ( Proverbi 5:33) Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà. 
  • Ho scoperto la pietra della passione. Ma non quella irrazionale e volta alla soddisfazione personale ma quella santa per tutto lo scibile umano, la passione per lo studio per la conoscenza del creato, per la ricerca della natura delle cose. 

Tutte queste pietre, le ho messe li per non dimenticare quanto Geova sia la mia guida e una lampada al mio cammino, ma ognuno di noi ha delle verità che gli sono state svelate e l'hanno fatto entrare nel regno. Le abbiamo dimenticate ?

Giosue 4:6 6 affinché questo serva di segno in mezzo a voi. Nel caso che i vostri figli chiedano nel tempo avvenire, dicendo: ‘Perché avete queste pietre?’ 7 allora dovrete dire loro: ‘Perché le acque del Giordano furono recise d’innanzi all’arca del patto di Geova. Quando essa passò attraverso il Giordano le acque del Giordano furono recise, e queste pietre devono servire come memoriale per i figli d’Israele a tempo indefinito’”.



06/11/14

Come sopravvive​re al tempo della fine – Perchè siamo proclamato​ri consapevol​i ?

Cari fratelli
A seguito di alcuni interventi effettuati al blog su alcuni aspetti procedurali urge fare una premessa che in effetti avrei dovuto fare sin dall'inizio. Io come tutti non sono infallibile e quindi può capitare che nelle varie peregrinazioni degli argomenti si possa in qualche modo incappare in errori più o meno evidenti. Io, così come immagino gli amministratori del blog, non abbiamo nessun timore nel correggere eventuali inesattezze, per questo sono sempre gradite le puntualizzazioni a chiunque desideri farle.


C'è però un aspetto che mi preme sottolineare a chi in particolar modo non gradisce la presenza di questo blog in rete: sforzatevi di farvene una ragione. Questo alla luce di una semplice considerazione che spero gli amministratori condividano. Il blog, nella sua impostazione principale è diventato come una zona franca, che permette a molti di voi di esprimere il dissenso che avete provato in alcuni aspetti della corsa cristiana. Chi ritiene che questo dissenso sia deplorevole e contristi lo spirito deve fare molta attenzione perchè le nostre opinioni possono essere contrastanti con quello che pensi, ma la verità è una e inviolabile... e non è detto che sia per forza la tua.

Uno degli aspetti che ci distingue come esseri coscienti è la capacità di farci domande. Le domande sono la chiavi che ci permettono di arrivare alla comprensione delle cose. Non tutte le domande però portano alla ragione delle cose. Nel giardino primordiale Eva rispondendo correttamente alle domande di Satana fu poi presa nel laccio delle sue menzogne. Geova Dio rispose alle domande di Abramo come un padre risponde alle domande di un figlio curioso cosi come Davide venne redarguito attraverso la domanda di Natan.
Nella bibbia abbiamo molti esempi di come attraverso domande sagge possiamo rivelare la verità ma anche di occultarla. Queste domande le facciamo anche noi, ma da un po' di tempo sono aumentate per tanti motivi. Ad esempio da circa un anno a questa parte ci sono stati numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutti gli aspetti teocratici. Nuove riviste, nuove presentazioni, nuove procedure... Le circolari sulle nuove modalità di nomina dei fratelli si sovrappongono a quelle che stabiliscono le nuove frontiere della predicazione con il web teocratico. Alcuni fratelli ci segnalano però l'imbarazzo ma forse meglio dire il disagio che provano in alcuni di questi aspetti ( il web su tutti ) per le difficoltà pratiche che questo tipo di alternativa tecnologica presenta. Le congregazioni si riempiono di tablet e la bibbia si sfoglia su display da 9 pollici attraverso app di sconosciuti compagni di fede. Io che sfoglio la bibbia di carta, sono meno spirituale ?

Quando ero ragazzo c'erano diverse cose che non gradivo in alcuni fratelli, ma solo col tempo imparai a riconoscere che alla base c'era quella sorta di visione settaria che molti avevano acquisito. Le tensioni che c'erano nella congregazione erano tali da costringermi a creare una sorta di filtro che mi permettesse di comprendere l'essenza della verità espressa da questa sedicente spiritualità. Questo filtro che mi sono creato è il risultato di una considerazione oggettiva che ad un certo punto ho dovuto dare alla mia esistenza. Questa consapevolezza l'ho avuta con una piccola vicenda di vita vissuta piuttosto banale ma che mi ha fatto riflettere.
Io e 3 mie amici fratelli un giorno decidemmo di prenderci una mezza giornata di relax sul mare. Per fare questo raggiungemmo il porto vicino per prendere a noleggio una piccola barca. Una volta in nostro possesso ci accomodammo ognuno al nostro posto e dopo aver acceso il motore raggiungemmo il largo. Dopo quasi un chilometro il sole incomincio a scaldare e così decidemmo di fare un bagno. Ma in quel momento senza che nessuno spiegasse al suo compagno cosa doveva fare nacque però una sorta di collaborazione implicita nei movimenti. Perchè ?
Perchè l'equilibrio della barca infatti poteva essere pesantemente compromesso se ad esempio tutti e quattro avessimo deciso di buttarci insieme dallo stesso lato dell'imbarcazione. Uno spostamento di ogni componente avrebbe provocato inevitabili oscillazioni ma coordinando i nostri movimenti non ci fu alcun pericolo di rovesciamento. Ora io in quel momento ho visto la congregazione come una barca e i fratelli gli ospiti di questo natante. Se avessi dovuto sempre contestare quanto di inesatto scorretto e poco cristiano vedevo avrei sicuramente compromesso l'equilibrio dei fratelli. Ma quello che compresi e che anche se avessi dovuto sempre assecondarli avrei comunque compromesso l'equilibrio della barca.
Nella congregazione non possiamo pensare di delegare ad altri la nostra spiritualità ma il problema vero e che e non possiamo nemmeno permetterci di far finta che la spiritualità malata di alcuni fratelli non sia un problema nostro. Perchè ? Semplice siamo tutti nella stessa barca.
Capitan Kirk
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30/10/14

L'organizzazione che vorrei


Numeri 11 :29
Comunque, Mosè gli disse: “Provi gelosia per me? No, io vorrei che tutto il popolo di Geova fossero profeti, perché Geova porrebbe su di loro il suo spirito!” 



Cari fratelli

L'organizzazione che vorrei è fatta di persone che soppesano quello che fanno e applicano i principi come ha fatto Giuseppe figlio di Giacobbe, nel momento della prova. Sarebbe davvero bello che si cambiasse il senso del paradigma di casa in casa. Vorrei che diventasse in “di persona in persona” ristabilendo il senso che i primi cristiani avevano dato alle indicazioni di Gesù. Facendo diventare il servizio di divulgazione della parola di Dio non un opera da rappresentati in cerca di rappresentanti ma un opera fatta di fedeli in cerca di fedeli. Nell'organizzazione che vorrei i territori diventano le persone e così il servizio verrà fatto anche sui social network sulle entrate dei grandi magazzini o dei parchi pubblici e la predicazione informale quella “senza cravatta” prenderà sempre più importanza. Nell'organizzazione che vorrei il rapporto non è quello di servizio ma è un rapporto delle opere di fede. Un rapporto dove segno non solo le ore dedicate alla predicazione ma segno il tempo che dedico per la preparazione e la presenza alle adunanze, le visite che faccio ai miei fratelli a tutte le attività che svolgo per l'opera del regno come quelle di pulizia della sala. Con questo rapporto in mano molti si accorgeranno che stanno già facendo i pionieri senza accorgersene e si sentiranno meno indegni di appartenere al popolo di Dio. Il rapporto in tutti i casi sarà volontario e solo chi lo farà riceverà privilegi all'interno della congregazione. Non esisteranno altri rapporti come quelli di presenza alle adunanze perchè saranno inutili. Nell'organizzazione che vorrei ci sarà ancora la disassociazione ma solo per apostasia. Tutti gli altri peccati saranno trattati con la necessaria durezza e con la perdita dei privilegi. Nell'organizzazione che vorrei i privilegi saranno tanti e tutti dovranno avere la possibilità di riceverli. Se un fratello non ha qualità oratorie non dovrà sentirsi più squalificato di altri. Nell'organizzazione che vorrei anche le sorelle devono avere incarichi e non c'è bisogno che debbano dimostare sottomissione ad un uomo perchè l'unica sottomissione da dimostrare la dobbiamo a Dio. Anche loro devono avere l'opportunità di rendere conto delle responsabilità che si sono assunte nella congregazione.

II Corinti 11:1
Vorrei che mi sopportaste in qualche piccola stoltezza. Ma, in realtà, voi mi sopportate! 2 Poiché sono geloso di voi con una santa gelosia, poiché vi ho personalmente promessi in matrimonio a un solo marito per presentarvi come casta vergine al Cristo. 


Nell'organizzazione che vorrei cambierei il nome di "sorvegliante" perchè in molti casi da l'idea al fratello, di pensare che il suo mandato sia di controllare e verificare le attività della congregazione con ad esempio i rapporti di servizio. ( alcuni ne sono stati talmente coinvolti che andavano in giro a dire che attraverso il rapporto erano in grado di diagnosticare le malattie spirituali del fratello, se non l'avessi sentito con i miei orecchi non ve lo ripeterei ). Al suo posto metterei quella di consigliere o di agente per l'opera del regno per ricordargli che invece è li per collaborare e per sostenere i fratelli. Questo non toglie l'autorità che è necessario abbiano ma dona loro maggiore dignità nell'importante ruolo che compiono. Nell'organizzazione che vorrei non mi pongo il problema se mia figlia adolescente non si è ancora battezzata. Non mi pongo nemmeno il problema se mia figlia abbraccerà o meno la mia stessa religione. Questo perchè io ho fatto una libera scelta ed è giusto che la faccia anche lei. Mi impegnerò strenuamente per istruire mio figlio o mia figlia nel fargli conoscere quanto Geova è un dio amorevole e quanto sia importante nella mia vita, ma non la obbligherò a battezzarsi a 15 anni ne a qualsiasi altra età. Nell'organizzazione che vorrei nessuno deve nascondere un qualsiasi tipo di abuso fisico e psicologico su bambini e adolescenti. Chi copre un pedofilo o un abominevole incesto deve essere considerato complice di quel reato.


Nell'organizzazione che vorrei ci sarà una sola adunanza infrasettimanale ed è quella dello studio di libro all'interno delle famiglie. Sarà fatta il martedì e ci sarà una piccola sezione della scuola di ministero per organizzare le attività di servizio settimanali. Nell'organizzazione che vorrei i fratelli della congregazione possono essere presenti alle adunanze e alle assemblee sfruttando le tecnologie alternative. Nell'organizzazione che vorrei i fratelli che usano le tecnologie alternative si vestono come se fossero all'adunanza e saranno sempre puliti e ordinati con veste convenevole. Nell'organizzazione che vorrei non userò la camicia bianca per distinguere un fratello allineato da uno disordinato. Nell'organizzazione che vorrei chi fa l'università dovrebbe ricevere un bonus per le ore nel rapporto delle opere di fede. Chi fa l'università sarà richiesta più responsabilità e dovrà servire i fratelli e le sorelle con le qualità del frutto dello spirito. Nell'organizzazione che vorrei le contribuzioni non devono servire per mantenere in piedi per forza una industria editoriale. C'è il web e i tablet... a che serve ? Nell'organizzazione che vorrei le contribuzioni finiscono in un conto unico e saranno utilizzate da una amministrazione che deciderà il suo uso. Nell'organizzazione che vorrei il totale delle contribuzioni ricevute non sono rese pubbliche ma saranno rese disponibili a tutti quelli che ne vorranno fare richiesta. I soldi sono solo uno strumento e non sono mai un fine da raggiungere.
Nell'organizzazione che vorrei rispetterò la grande risorsa che è l'unità in tutto il mondo e mi asterrò dal creare divisioni fra i miei cari fratelli.

Galati 4:18,20
18 Comunque, è eccellente che vi si cerchi zelantemente in ogni tempo per un motivo eccellente, e non solo quando io sono presente fra voi, 19 figlioletti miei, per i quali sono di nuovo nelle doglie del parto finché Cristo si formi in voi. 20 Ma vorrei essere presente fra voi proprio ora e parlare in modo diverso, perché sono perplesso riguardo a voi.


Nell'organizzazione che vorrei non mi stupisco se un fratello dal podio inizia e dice “Cari fratelli l'organizzazione che vorrei..

11/10/14

Come sopravvivere nel tempo della fine – Il settarismo



Proverbi 2:1,9
2 Figlio mio, se riceverai i miei detti e farai tesoro dei miei propri comandamenti presso di te, 2 in modo da prestare attenzione alla sapienza col tuo orecchio, per inclinare il tuo cuore al discernimento; 3 se, inoltre, chiami l’intendimento stesso e levi la voce per lo stesso discernimento, 4 se continui a cercarlo come l’argento, e continui a ricercarlo come i tesori nascosti, 5 in tal caso comprenderai il timore di Geova, e troverai la medesima conoscenza di Dio. 6 Poiché Geova stesso dà sapienza; dalla sua bocca procedono conoscenza e discernimento. 7 E ai retti egli riserverà la saggezza; per quelli che camminano nell’integrità egli è uno scudo, 8 osservando i sentieri del giudizio, e custodirà la medesima via dei suoi leali. 9 In tal caso comprenderai la giustizia e il giudizio e la rettitudine, l’intero corso di ciò che è buono.

Giovedì scorso, una bambina con il vestitino turchese era seduta nella sedia davanti a me. Era tutta indaffarata in chissà quali mansioni da svolgere. La madre era ed è una giovane sorella e stava ascoltando con attenzione il discorso dal podio, sempre però tenendo d'occhio la piccola che continuava con il suo d'affare. Devo essere sincero ero piacevolmente distratto nel vedere quella impresa in piena attività mentre stava riempiendo di colori quell'inerme foglio bianco. Tre matite e un evidenziatore bastarono per tracciare e riempire quelle fantasiose forme vacue che chissà quale significato assumevano per lei in quel momento. Così distolsi un attimo lo sguardo e notai il contrasto che si era creato fra l'attenzione di tutti i partecipanti dell'adunanza e chi non stava attento, io e lei per l'appunto.

Matteo 13:21
21 “E allora, se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, ‘ecco, è là’, non [lo] credete. 22 Poiché sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi da sviare, se possibile, gli eletti. 23 Ma voi, state in guardia; vi ho detto ogni cosa in anticipo.


Le vicissitudini che hanno visto come protagonista la Betel Italiana per chi le ha vissute devono essere state emotivamente molto intense. Non sto giudicando il merito della questione ma risulta evidente che i molti interventi accalorati che si possono leggere in questo blog sono evidentemente il risultato di questa attrito che si è creato e accumulato nel tempo. C'è stata una notizia di cronaca di recente che non è assolutamente correlata con la chiusura della stamperia della Betel. Questa notizia infatti riguardava la progettazione del nuovo tempio Mormone che vogliono costruire sempre presso la caput mundi . I mormoni sono un'altra religione cristiana americana “anomala” piuttosto famosa in tutto il mondo, che evidentemente con questa speculazione edilizia spera di ottenere maggiori consensi all'interno del territorio italiano.

II Tessalonicesi 2:3
Nessuno vi seduca in alcuna maniera, perché esso non verrà se prima non viene l’apostasia e non è rivelato l’uomo dell’illegalità, il figlio della distruzione.

L'accusa principale che viene data alla chiesa di Mormon è quella di settarismo, e questo sarà appunto l'argomento di questo post. Questi fenomeni di aggregazione sociale religiosa, hanno un l'indubbia capacità di creare una sotto struttura sociale parallela a quella convenzionale in grado di autosostenersi reclutando un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo. Al settarismo fanno seguito una serie di aggettivi come plagio, coercizione, manipolazione mentale, lavaggio del cervello tutte cose che identificano quella serie di comportamenti attuati dalla setta per ottenere nuovi adepti ma in particolar modo mantenere quelli già aderenti. Il settarismo è correlato ad un altro concetto piuttosto controverso che è il controllo mentale.

II Corinti 3:14
12 Perciò, siccome abbiamo tale speranza, noi usiamo grande libertà di parola, 13 e non facciamo come quando Mosè si metteva un velo sulla faccia, affinché i figli d’Israele non fissassero attentamente la fine di ciò che doveva essere soppresso. 14 Ma le loro facoltà mentali erano intorpidite. Poiché fino al giorno presente lo stesso velo rimane non sollevato alla lettura del vecchio patto, perché è soppresso per mezzo di Cristo. 15 Infatti, fino ad oggi, ogni volta che si legge Mosè un velo giace sul loro cuore. 16 Ma quando c’è una conversione a Geova, il velo è tolto. 17 Ora Geova è lo Spirito; e dov’è lo spirito di Geova, lì c’è libertà. 18 E noi tutti, mentre con facce non velate riflettiamo come specchi la gloria di Geova, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, esattamente come fa Geova, [lo] Spirito.

Il pilota di una auto da corsa sa che per riuscire a vincere una gara deve conoscere ogni curva del suo percorso di gara, in tutti i suoi dettagli. L'ampiezza, il raggio anche l'angolo del manto stradale sono parte delle proprietà che si devono sapere prima di correre in pista. La velocità di uscita è un parametro molto significativo che permette di capire chi riuscirà a vincere la gara. I corridori che raggiungono le velocità più alte avranno più probabilità di vincere. Ogni pilota sa che questa velocità è fortemente condizionata dalla traiettoria per arrivare al punto di corda della curva. Per impostarla correttamente questa traiettoria però bisogna imparare ad anticiparla con una manovra adeguata.

Anche noi siamo fedeli cristiani sappiamo che la vita è un lungo percorso pieno di curve. Abbiamo imparato che come il pilota impara ad anticipare la traiettoria anche noi dobbiamo essere preparati per affrontare il prossimo ostacolo. Sappiamo che il traguardo non è dopo la curva ma sappiamo anche che se sbagliamo l'entrata quando ci va bene perderemo secondi preziosi ma se ci va male usciremo di strada terminando la corsa prima del tempo. Il libro perspicacia nella definizione del termine Sapienza dice testualmente che è anche la capacità di prevenire i pericoli. ( Deuteronomio 32:6; Proverbi 11:29; Ecclesiaste 6:8). Cerchiamo la sapienza come tesori nascosti e la perseguiamo prevenendo i pericoli che questa vita ci mette davanti ?

Il settarismo è una delle curve che il fedele cristiano potrebbe affrontare nella sua vita. Cosa intendiamo però con il termine settarismo ? E' un atteggiamento mentale personale che porta ad essere faziosi, con accanito spirito di parte, intransigenti, intolleranti. Dei fanatici che non sentono ragioni perche presumono che la ragione sia una, la loro. ( w 1/3/97 )

Perchè è pericoloso il settarismo ? Perchè considerandolo in generale da un punto di vista umano, l'aggregazione delle persone se ha delle premesse sbagliate, potrebbe portare a gravissime conseguenze per gli individui che vi appartengono.  Negli Stati Uniti ci sono numerosi esempi di pericolosissimi gruppi religiosi che si sono macchiati di nefandezze inenarrabili. Questo ci porta a concludere, con non poco disappunto, che le persone, in un certo contesto di eventi, possono arrivare a credere a qualsiasi cosa per quanto questa verità sia folle o delirante. Da qui a dire che i Testimoni di Geova sono una setta di questa stessa risma ci vuole però molta fantasia. Possiamo tranquillamente dire a tutti questi sedicenti apologeti della mistificazione di star tranquilli e di rivolgere la loro attenzione ad altri gruppi, senza molti problemi.

Salmo 15:2
2 Colui che cammina senza difetto e pratica la giustizia
E proferisce la verità nel suo cuore.


Noi di queste persone che pensano solo a demolire la fede ben poco ci curiamo, ma visto che abbiamo deciso di far nostra la verità non abbiamo paura di svelarla ne di confrontarci con essa. Quello che con onestà dobbiamo considerare e se come singoli fratelli siamo dei settari o se abbiamo una tendenza al settarismo. Sul web c'è un fronte molto consolidato di illustri sconosciuti che hanno creato dei modelli per riuscire a comprendere se il comportamento che queste religioni hanno assunto è settario oppure no. Steven Hassan è uno psicologo piuttosto famoso ed ha descritto uno di questi modelli spesso citato per contestare i sistemi di indottrinamento delle presunte religioni. In verità  altrettanto spesso vengono presi ad esempio per contestare religioni come i Mormoni, i Testimoni di Geova e quelli di Scientology.

Ora devo dirvi la verità sentirmi accomunato a religioni come quella dei Mormoni o quelli di Scientology mi viene l'orticaria. Mi sento peggio di quando Hitler ci aveva messo nei lagher in mezzo agli zingari e agli omosessuali. Ora però tralasciando questo sentimento prettamente personale, ( e forse anche un po' settario ) questa considerazione mi ha fatto nascere diverse domande. Eliminiamo tutti i fattori di discriminazione che possono coinvolgerci e analizziamo il problema. Se è vero che l'uomo può essere capace di credere alle più fantasiose stupidaggini ( cerchi nel grano, scie chimice etc. etc... ) di che tipo è invece la mia fede ? E' una fede credulona ? Oppure è una fede solida fondata su reali fondamenta ? Potrebbe invece essere debole come una bandierina che cambia direzione col vento ?

I Pietro 4:9
9 Ma prendete la vostra determinazione contro di lui, solidi nella fede, sapendo che le stesse cose in quanto alle sofferenze si compiono nell’intera associazione dei vostri fratelli [che sono] nel mondo. 

Il modello per capire l'origine settaria di alcune religioni Steven Hassan lo ha chiamato B.I.T.E.. Secondo questo modello il controllo mentale avviene: controllando il comportamento, Le informazioni, i pensieri e le emozioni. ( In Inglese Behaviour, Informations, Thoughts, Emotions, B.I.T.E. ). Questo modello prevede che, se anche una sola di queste quattro componenti viene controllata, l’identità di un individuo può essere sistematicamente manipolata e modificata. Questa semplificazione ha aspetti inquietanti perchè presume una debolezza strutturale del pensiero umano che lascia davvero poco spazio alla libertà di coscienza o al libero arbitrio dell'individuo.

Osea 14:4
4 “Sanerò la loro infedeltà. Li amerò di [mio] proprio libero arbitrio, 

Chiediamoci quindi: sono in grado di rispondere allo Steven di turno e dire di non essere mai stato costretto ne condizionato ne manipolato dal giorno del mio battesimo sino a questo momento ? Essere un Testimone di Geova è davvero come appartenere ad una struttura piramidale multi livello che era l'illlusoria new economy del secolo scorso ? Io dico di no e se qualcuno vuole smentirmi può farlo commentando. Ma d'altra parte se qualcuno non riesce a vedere la verità oltre le regole, possiamo anche chiedere che ben venga la deprogrammazione di Steven . Geova Dio non ha davvero bisogno di una fede di questo tipo, non la tollererebbe e non saremo certo noi a promuoverla. Il nostro creatore oltretutto ha sempre lasciato che l'uomo fosse libero di decidere e che il libero arbitrio agisse sempre nell'uomo sia nel bene che nel male sin dall'inizio dei tempi.

II Giovanni 1:9
9 La vera luce che illumina ogni sorta di uomo stava per venire nel mondo. 10 Egli era nel mondo, e il mondo venne all’esistenza per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. 11 È venuto nella propria casa, ma i suoi non l’hanno ricevuto. 12 Comunque, a quanti l’hanno ricevuto ha dato l’autorità di divenire figli di Dio, perché hanno esercitato fede nel suo nome; 13 ed essi sono nati non da sangue né da volontà carnale né dalla volontà dell’uomo, ma da Dio.

Questo Giovedì sono entrato in congregazione distrutto da una giornata di lavoro veramente pesante. Così prima di entrare sono andato in bagno a sciacquarmi la faccia. Mi sono fatto coraggio e sono entrato in sala tentando di ricompormi alla bell'e meglio. La bambina vestita di turchese questa volta la vidi che correva nel corridoio antistante la sala senza la mamma. Poi si è fermata e si è girata verso di me incrociando il mio sguardo. Lei con la semplicità possibile solo a quella età mi guardò sorridendo. Sorrisi anch'io tentando di sostenere il suo sguardo. In quel momento ho pregato in silenzio dicendo “Grazie...” per quel piccolo dono che avevo ricevuto. L'adunanza poteva iniziare.

Romani 16:27
27 a Dio, solo sapiente, sia la gloria per mezzo di Gesù Cristo per sempre. Amen.




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23/09/14

MINISTERO del REGNO 2014 : RUSSEL E LA SPIEGAZIONE SULLA SEGNATURA !!




" Da parte vostra, fratelli, non smettete di fare il bene. Ma se qualcuno non è ubbidiente alla nostra parola per mezzo di questa lettera, tenetelo segnato, smettete di associarvi con lui, affinché si vergogni.  Eppure non lo considerate come un nemico, ma continuate ad ammonirlo come un fratello.  Ora, il Signore della pace vi dia egli stesso di continuo pace in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi."

2 Tessalonicesi 3:13-16
 




Abbiamo discusso in questi giorni sulla pratica della SEGNATURA in ambito della congregazione cristiana dei testimoni di Geova e come poterla applicare al meglio secondo il punto di vista delle Sacre Scritture. Oggi in base alle direttive vige la procedura di un discorso di segnatura alla congregazione in casi di violazione grave e risaputa di principi biblici importanti. Quando gli anziani vengono a conoscenza di un comportamento grave ma non tale da essere passibile di disassociazione,si radunano con il fratello disordinato e gli comunicano che il suo comportamento viola palesemente i principi biblici e saranno prese misure restrittive per ricondurlo alla ragione e al pentimento, il tutto con tatto e amore. Dopo questo incontro un anziano idoneo tratterà l'argomento in un discorso di servizio affinché la congregazione sia informata che chi viola un certo principio biblico e ha un determinato atteggiamento/condotta va segnato come consiglia e ordina il succitato comando biblico di Tessaonicesi.

Molti non sono d'accordo con questa prassi moderna ed è risaputo che alcuni anziani usano la mannaia della SEGNATURA senza scrupoli. Ad esempio lo schiavo incoraggia a dare ripetuti consigli al fratello prima di arrivare alla SEGNATURA ma spesso gli anziani non seguono questa procedura amorevole e passano direttamente dal primo consiglio alla SEGNATURA senza dare il tempo all'individuo di meditare e correggersi. Inoltre si sente spesso di casi di segnatura per una violazione in una congregazione e non nella congregazione vicina ,per lo stesso tipo di violazione di principi biblici,come se ci fossero dei dettagli tecnici per evitare la SEGNATURA,e chi ne è a conoscenza e sa come muoversi può evitare nella fattispecie l'ESSERE MESSI ALLA BERLINA davanti alla CONGREGAZIONE !! Incredibile !



Russel : Rare le riprovazioni in Pubblico
Studi sulle Scritture Volume 6

 

Russel scrive : In alcune circostanze questo ammonire i disordinati si potrebbe fare in pubblico davanti alla congregazione se il peccato è pubblico e di natura grave . (1 Timoteo 5:20) Per tutto il resto si attuerà in privato con delicatezza e seguendo il corso dell'amore. Una parola in privato sarà più utile che una riprovazione in pubblico ,che potrebbe dar luogo ad una ferita emotiva o un danno per un fratello sensibile . Laddove naturalmente non sarebbe necessario produrre quella ferita e laddove l'amore suggerisce un modo di agire più prudente e diverso dalla riprovazione pubblica.

  Se anche un Anziano dovesse fare una pubblica riprovazione ,dovrebbe essere fatto ....con amore e con il desiderio che il fratello possa ristabilirsi e correggere e non con un desiderio di renderlo odioso o di scartarlo dalla congregazione. Un anziano comunque......non ha il compito di riprovare una persona al punto tale da escluderla dalla congregazione e dai privilegi spirituali. Un tipo di riprovazione simile può venire solamente dalla congregazione nel suo insieme e anche così solamente dopo aver ascoltato l'intero caso e aver dato la possibilità completa al fratello accusato, di difendersi o di fare ammenda del suo comportamento ed essere perdonato .

 Russel continua affermando: " La chiesa,l'ECCLESIA, i consacrati del Signore......sono nel loro INSIEME i suoi rappresentanti e l'ANZIANO è SEMPLICEMENTE il rappresentante della CONGREGAZIONE, l'idea migliore che la chiesa ha della scelta del Signore. La CHIESA dunque ,e NON gli anziani,costituisce il tribunale di ultima istanza per tutte le faccende di questo tipo : perciò la linea di azione di un anziano è SEMPRE soggetta a REVISIONE e a correzioni da parte della congregazione, secondo il giudizio congiunto della volontà del Signore.



continua fine parte 1






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09/09/14

TDG: Come sopravvivere nel tempo della fine – Contrasti fra i fratelli


Come sopravvivere nel tempo della fine – Contrasti fra i fratelli

I Pietro 4:7

 Ma la fine di ogni cosa si è avvicinata. Siate di mente sana, perciò, e siate vigilanti in vista delle preghiere. Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri, perché l’amore copre una moltitudine di peccati.

Cari fratelli

Noi non solo abbiamo imparato a comprendere che seguire Geova è l'unico sicuro baluardo a cui possiamo fare riferimento nella nostra vita, ma abbiamo anche compreso che la nostra storia, i nostri ricordi, gli eventi che abbiamo vissuto in questo meraviglioso dono di Dio ci ha dato, saranno rinnovati in misura più piena nel nuovo mondo che ci è stato promesso. Il nuovo mondo infatti è una rappresentazione significativa della più grande definizione dell'amore di Geova cioè ristabilire il suo regno qui sulla terra. Per garantire pace e armonia nella sua famiglia, Geova agirà con fermezza nei loro confronti. Ci sarà un “giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi”.  Dio purificherà la terra dalle persone ribelli. Che sollievo per le persone ubbidienti! — salmo 37:10,11. Intraprendendo questo cammino, il nostro modo di vivere cambierà radicalmente. La Bibbia incoraggia a “essere rinnovati nella forza che fa operare la . . . mente, e a rivestire la nuova personalità che fu creata secondo la volontà di Dio in vera giustizia e lealtà”. (Efesini 4:23, 24) Ancora l’apostolo Pietro dice: “Come figli ubbidienti, non seguite più i desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza”. — 1 Pietro 1:14Parola del Signore. La nostra vita però potrebbe essere condizionata da tanti fattori che ci possono far riveder e punti che una volta pensavamo solidi. Cosa è diventato però questo regno nel nostro cuore ? Quale tipo di percorso abbiamo seguito nella nostra vita per sostenere che è sempre stato al primo posto ? A cosa è dovuto il fatto che questa aspettativa col tempo è diminuita di intensità ?

Bisogna essere onesti, le vicende nelle congregazioni se non sono gestite nel modo corretto possono assumere aspetti inquietanti. Spesso si nota in queste storie che finiscono con le conseguenze più gravi ( come la rimozione dagli incarichi quando va bene e la disassociazione quando va male ), si macchinano comunque di difetti procedurali, commessi un po' da tutti. Questa sorta di problemi che la giurisprudenza secolare chiama con il pseudonimo “vizi di forma” ha la capacità di rendere sempre tediosa l'emissione del giudizio. In questo post prenderemo in considerazione alcuni aspetti che dovrebbero essere un ausilio per riuscire a risolvere i contrasti dei fratelli nella congregazioni. Prenderemo spunto dal libro “Organizzati” considerando il capitolo “Salvaguardiamo la pace e la purezza” e il sottotitolo “Come affrontare i problemi gravi”. Per ottenere il massimo beneficio è fondamentale prima di continuare la lettura di questo post leggere l'intero paragrafo che si trova a pagina 147 . Solo dopo averlo letto sarà possibile continuare la lettura. Dimenticavo ! Lettura sarebbe meglio che se sei un SM lo leggessi almeno un paio di volte e se sei un E ( Elder – Anziano ) o un OC ( Oversees Circuit - Sorvegliante di circoscrizione ) allora almeno 3. Fatto bene ora leggiamo i passi di Matteo

Matteo 18:15,17

 “Inoltre, se il tuo fratello commette un peccato, va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello. Ma se non ascolta, prendi con te uno o due altri, affinché per bocca di due o tre testimoni sia stabilita ogni questione.  Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse.

Avete letto ? Avete compreso la procedura di Gesù narrata da Matteo ? Bene prima di fare le nostre considerazioni dobbiamo però fare un ulteriore premessa. Questo paragrafo del libro Organizzati, come d'altra parte quasi tutta la letteratura teocratica che l'organizzazione ci mette a disposizione, ha il dono della essenzialità (proverbi 10:19) Questo dono ha un duplice aspetto da considerare il primo e che come tutte le cose essenziali si predilige considerare solo gli aspetti più importanti e significativi senza dilungarsi troppo in descrizioni analitiche inutili. Il secondo aspetto e che questo presuppone una maggiore responsabilità nel lettore che deve allargare la sua visione per cercare di trovare quegli elementi in comune da utilizzare nel suo caso personale. Da questo secondo aspetto nasce la natura di questi post. In questo percorso che faremo cercheremo di trovare un modo per “soppravvivere” nella teocrazia quando per qualsiasi motivo ci troviamo ad affrontare situazioni che minano e mettono a serio rischio la nostra spiritualità e quella della congregazione. Qui non si mette in discussione la disassociazione ma si rende chiaro che quando si arriva a tanto, potrebbe diventare un disastro che potrebbe incrinare la resistenza delle famiglie  . Con questo pericolo vediamo quali cose devono essere previste per garantire la giusta riuscita dei passi di Matteo

Prevenire

Una qualità che tutti i fratelli dovrebbero imparare a imparare è l'arte della prevenzione (proverbi 13:16) . La definisco arte perchè non ci sono metodi precisi per prevenire un determinato pericolo. Per capire il significato della prevenzione basta pensare agli espedienti che un genitore usa per riuscire a convincere un figlio che si rifiuta di collaborare. Se sei genitore hai capito subito, se non lo sei vai chiedi a quei fratelli che di solito stanno in fondo alla congregazione che arrivano tardi sommersi di biberon passeggini ninnoli vari. Ti chiariranno le cose.

Quindi, nel caso specifico, siccome tutte le rimozioni e le disassociazioni si portano dietro polemiche più o meno esplicite; perchè, anziché ingollare i rospi dopo, non analizzate prima gli aspetti legati alle procedure dei passi di Matteo ?

Se sei un fratello non nominato, perchè non trovi l'occasione di chiedere chiarimenti agli anziani della tua congregazione già da ora in tempi non sospetti ? Se caro fratello pasticcione anziché fare i passi di Matteo fai i passi di “ci penso io” e poi ti trovi nei pasticci, mi spieghi perchè poi vai dall'anziano a lamentarti ? Se sei un anziano, sei sicuro che i fratelli hanno avuto l'opportunità di chiarirsi le idee sulla giustizia di Geova e sul significato della pace nella congregazione ? Hai ad esempio previsto durante l'anno un bisogno locale in merito agli eventuali problemi che i fratelli possono affrontare nella loro corsa teocratica, fosse anche ad esempio l'essere coinvolti in un comitato giudiziario ? In tutti i casi le tue parti nel podio cosa dimostrano ? Se questi argomenti vengono trattati nel modo giusto diventeranno una fonte di estrema ricchezza per i componenti della congregazione.

Visione equilibrata della responsabilità

E fuori discussione che ciascun componente della congregazione ha le sue responsabilità di fronte a Geova. Ma se e come qualcuno ha deciso che nella congregazione ci siano incarichi specifici questi portano inevitabilmente considerare che ci sono responsabilità specifiche. Se sei un anziano, hai chiaro quale tipo di responsabilità devi assumere, nei confronti dei fratelli nella tua congregazione ? Ad esempio, il sorvegliante di circoscrizione ha le competenza di anziano solo ed esclusivamente nella congregazione che sta visitando. Il sorvegliante non può per ovvi motivi stabilire nomine di fratelli mentre è in visita in altre congregazioni. Come anziano si presume però che tu abbia le idee più chiare di un fratello per quanto riguarda i passi di Matteo. Facciamo un esempio: in una congregazione pinco pallino ad un certo punto nasce un contrasto fra due fratelli ( un contenzioso che potrebbe essere economico ma non è necessario ). I due stabiliscono di fare i passi di Matteo. Cosa succede a te anziano quando i fratelli iniziano i passi di Matteo ? Nulla. L'unica cosa che ti devi preoccupare è magari che ti informino quando hanno iniziato. Caro fratello contendente questo punto deve essere chiaro: non puoi chiedere all'anziano di fare i passi per te (galati 6:5). Questo sistema non prevede intermediari, avvocati difensori o pubblici ministeri, qui le castagne dal fuoco si tolgono da soli. L'anziano da quel momento in poi, ha l'unica responsabilità nei tuoi confronti di verificare che si rispettino i passi. L'obbligo di intervenire arriverà solo alla fine e cioè quando verrà effettuato l'ultimo passo che è quello di rimettere la cosa nelle mani della congregazione ( e quindi di Geova ). Cosa significa questo per te nominato ? Significa che il principio della responsabilità deve essere applicato anche nel lasciare che i fratelli riescano da soli ad ottenere la pace nella congregazione. Esempio: Fratello 1 vede Fratello 2 al supermercato che si mette in tasca un oggetto che poi non paga alla cassa. Anche in questo caso l'anziano nominato non ha nessun titolo per interessarsi direttamente della questione. Fratello 1 che deve avere a cuore gli interessi della congregazione deve chiarire la questione direttamente con il Fratello 2. Se il Fratello 2 ammette l'errore gli anziani dovranno essere pronti a considerare la cosa per ripristinarlo spiritualmente se il Fratello 2 non fa nessuna ammissione caro Fratello 1 i passi di Matteo terminano li perchè non hai testimoni che ti permettono di fare il secondo passo. E' un problema ? Si Fratello 1 ma non troppo, non devi prenderti il carico della congregazione e non ti devi preoccupare per essa in modo indebito. Cosa succede infatti in questo caso ? Niente, perchè la parola di uno non può prevaricare la parola di un altro come spiega Gesù chiaramente. Ma proprio in questo caso che si applica il prinicpio della fede. Se sappiamo di essere all'interno di una congragazione guidata da Geova sappiamo che in un modo o nell'altro interverrà per salvaguardarla .

Non improvvisate

I passi di Matteo così come il nome lascia intravedere sono assimilabili ad un percorso a tappe che porta ad un unica meta o anche scopo e cioè mantenere la pace della congregazione  proverbi 14:15,18. Le improvvisazioni le possiamo considerare come il tentativo di prendere delle scorciatoie. Proprio come in una maratona, il percorso è unico ed uguale per tutti, allo stesso modo i passi spirituali di Matteo sono unici e uguali per tutti in tutto il mondo. Prendere scorciatoie in una maratona significa venire squalificati, allo stesso modo prendere scorciatoie nella verità si viene comunque squalificati da Geova. Quindi sono vietati tutti gli escamotage che stravolgono il senso dei passi, tipo che ne so: gli incontri verbali diventano scambi di messaggi sms, oppure testimoni che diventano tali solo dopo aver conosciuto i fatti e così via.

I ruoli assunti

Prima di ogni incontro con i fratelli per questioni spiacevoli sarebbe opportuno  pregare. Perchè questo ? Perchè in quel momento potrebbe essere messa a rischio l'intera spiritualità della congregazione. Le nostre parole dette o meglio quelle non dette potrebbero essere l'ago della bilancia che ripristina il fratello o lo fa cadere nel baratro. Spesso pero i fratelli spesso ( i direi sempre ) cadono nell'errore di far diventare la questione un problema “ad personam”. Qui il passaggio risulta sottile ma significativo. E' importante capire per tutti che i nostri peccati non sono mai personali ma comunitari. Il nostro errore diventa l'errore della congregazione. Quante volte ad esempio abbiamo sentito l'espressione “recare biasimo a Geova” (1 Pietro 2:12)? Benissimo. Questo significa che la contrapposizione fra chi redime e il redento non deve mai essere intesa come se il problema fosse solo una questione personale. Entrambi devono rendersi conto che anche in quel momento sono membri del corpo della congregazione.

La spada dello spirito

Un altro aspetto importante è quello di utilizzare sempre la bibbia in tutte le relazioni che coinvolgono le attività di congregazione. Per fare questo possiamo imitare Gesù stesso e ad esempio i fratelli che pubblicano le nostre riviste e cioè dobbiamo sempre cercare delle conferme bibliche ai nostri ragionamenti  Luca 24 Questa potrebbe essere un'inutile fatica ma invece è un aspetto importante nelle attività spirituali. Infatti non è raro che si parlino convinta di parlare della stessa cosa. Per evitare questo pericolo mortale durante i passi di Matteo è fondamentale imparare a citare le scritture bibliche. Questo evita appunto il rischio che la nostra retorica vanifichi gli aspetti importanti della questione. Citando le scritture avete la conferma che entrambi state parlando la stessa lingua.

Abbiamo citato questi punti ma in realtà sono molti di più. Lascio così a voi la possibilità di espanderli. Ora però considerate che comunque nonostante le nostre buone intenzioni in questo mondo non esistono precauzioni che ci proteggono in modo perfetto. C'è da dire infatti che i passi di Matteo non sono eventi comuni anzi piuttosto rari nelle congregazioni ( hem... almeno nella maggiorparte...). Ci sono cose più preoccupanti che potrebbero minare le congregazioni e sono molto più sottili e nascoste le prenderemo in considerazione nel prossimo post.

“La pace del Cristo domini nei vostri cuori, poiché ad essa foste infatti chiamati in un solo corpo”.  Colossesi 3:15




Capitan Kirk








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