Nota informativa

Informativa sulla privacy : Questo blog utilizza i cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per negare il consenso e maggiori informazioni sull'uso dei cookies di terze parti consulta questa pagina : https://proclamatoreconsapevole.blogspot.it/2015/05/politica-dei-cookie-di-questo-sito-in.html

«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»






HOME PAGE

Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

Translate

23/09/14

MINISTERO del REGNO 2014 : RUSSEL E LA SPIEGAZIONE SULLA SEGNATURA !!




" Da parte vostra, fratelli, non smettete di fare il bene. Ma se qualcuno non è ubbidiente alla nostra parola per mezzo di questa lettera, tenetelo segnato, smettete di associarvi con lui, affinché si vergogni.  Eppure non lo considerate come un nemico, ma continuate ad ammonirlo come un fratello.  Ora, il Signore della pace vi dia egli stesso di continuo pace in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi."

2 Tessalonicesi 3:13-16
 




Abbiamo discusso in questi giorni sulla pratica della SEGNATURA in ambito della congregazione cristiana dei testimoni di Geova e come poterla applicare al meglio secondo il punto di vista delle Sacre Scritture. Oggi in base alle direttive vige la procedura di un discorso di segnatura alla congregazione in casi di violazione grave e risaputa di principi biblici importanti. Quando gli anziani vengono a conoscenza di un comportamento grave ma non tale da essere passibile di disassociazione,si radunano con il fratello disordinato e gli comunicano che il suo comportamento viola palesemente i principi biblici e saranno prese misure restrittive per ricondurlo alla ragione e al pentimento, il tutto con tatto e amore. Dopo questo incontro un anziano idoneo tratterà l'argomento in un discorso di servizio affinché la congregazione sia informata che chi viola un certo principio biblico e ha un determinato atteggiamento/condotta va segnato come consiglia e ordina il succitato comando biblico di Tessaonicesi.

Molti non sono d'accordo con questa prassi moderna ed è risaputo che alcuni anziani usano la mannaia della SEGNATURA senza scrupoli. Ad esempio lo schiavo incoraggia a dare ripetuti consigli al fratello prima di arrivare alla SEGNATURA ma spesso gli anziani non seguono questa procedura amorevole e passano direttamente dal primo consiglio alla SEGNATURA senza dare il tempo all'individuo di meditare e correggersi. Inoltre si sente spesso di casi di segnatura per una violazione in una congregazione e non nella congregazione vicina ,per lo stesso tipo di violazione di principi biblici,come se ci fossero dei dettagli tecnici per evitare la SEGNATURA,e chi ne è a conoscenza e sa come muoversi può evitare nella fattispecie l'ESSERE MESSI ALLA BERLINA davanti alla CONGREGAZIONE !! Incredibile !



Russel : Rare le riprovazioni in Pubblico
Studi sulle Scritture Volume 6

 

Russel scrive : In alcune circostanze questo ammonire i disordinati si potrebbe fare in pubblico davanti alla congregazione se il peccato è pubblico e di natura grave . (1 Timoteo 5:20) Per tutto il resto si attuerà in privato con delicatezza e seguendo il corso dell'amore. Una parola in privato sarà più utile che una riprovazione in pubblico ,che potrebbe dar luogo ad una ferita emotiva o un danno per un fratello sensibile . Laddove naturalmente non sarebbe necessario produrre quella ferita e laddove l'amore suggerisce un modo di agire più prudente e diverso dalla riprovazione pubblica.

  Se anche un Anziano dovesse fare una pubblica riprovazione ,dovrebbe essere fatto ....con amore e con il desiderio che il fratello possa ristabilirsi e correggere e non con un desiderio di renderlo odioso o di scartarlo dalla congregazione. Un anziano comunque......non ha il compito di riprovare una persona al punto tale da escluderla dalla congregazione e dai privilegi spirituali. Un tipo di riprovazione simile può venire solamente dalla congregazione nel suo insieme e anche così solamente dopo aver ascoltato l'intero caso e aver dato la possibilità completa al fratello accusato, di difendersi o di fare ammenda del suo comportamento ed essere perdonato .

 Russel continua affermando: " La chiesa,l'ECCLESIA, i consacrati del Signore......sono nel loro INSIEME i suoi rappresentanti e l'ANZIANO è SEMPLICEMENTE il rappresentante della CONGREGAZIONE, l'idea migliore che la chiesa ha della scelta del Signore. La CHIESA dunque ,e NON gli anziani,costituisce il tribunale di ultima istanza per tutte le faccende di questo tipo : perciò la linea di azione di un anziano è SEMPRE soggetta a REVISIONE e a correzioni da parte della congregazione, secondo il giudizio congiunto della volontà del Signore.



continua fine parte 1






--------------------------------------



09/09/14

TDG: Come sopravvivere nel tempo della fine – Contrasti fra i fratelli


Come sopravvivere nel tempo della fine – Contrasti fra i fratelli

I Pietro 4:7

 Ma la fine di ogni cosa si è avvicinata. Siate di mente sana, perciò, e siate vigilanti in vista delle preghiere. Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri, perché l’amore copre una moltitudine di peccati.

Cari fratelli

Noi non solo abbiamo imparato a comprendere che seguire Geova è l'unico sicuro baluardo a cui possiamo fare riferimento nella nostra vita, ma abbiamo anche compreso che la nostra storia, i nostri ricordi, gli eventi che abbiamo vissuto in questo meraviglioso dono di Dio ci ha dato, saranno rinnovati in misura più piena nel nuovo mondo che ci è stato promesso. Il nuovo mondo infatti è una rappresentazione significativa della più grande definizione dell'amore di Geova cioè ristabilire il suo regno qui sulla terra. Per garantire pace e armonia nella sua famiglia, Geova agirà con fermezza nei loro confronti. Ci sarà un “giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi”.  Dio purificherà la terra dalle persone ribelli. Che sollievo per le persone ubbidienti! — salmo 37:10,11. Intraprendendo questo cammino, il nostro modo di vivere cambierà radicalmente. La Bibbia incoraggia a “essere rinnovati nella forza che fa operare la . . . mente, e a rivestire la nuova personalità che fu creata secondo la volontà di Dio in vera giustizia e lealtà”. (Efesini 4:23, 24) Ancora l’apostolo Pietro dice: “Come figli ubbidienti, non seguite più i desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza”. — 1 Pietro 1:14Parola del Signore. La nostra vita però potrebbe essere condizionata da tanti fattori che ci possono far riveder e punti che una volta pensavamo solidi. Cosa è diventato però questo regno nel nostro cuore ? Quale tipo di percorso abbiamo seguito nella nostra vita per sostenere che è sempre stato al primo posto ? A cosa è dovuto il fatto che questa aspettativa col tempo è diminuita di intensità ?

Bisogna essere onesti, le vicende nelle congregazioni se non sono gestite nel modo corretto possono assumere aspetti inquietanti. Spesso si nota in queste storie che finiscono con le conseguenze più gravi ( come la rimozione dagli incarichi quando va bene e la disassociazione quando va male ), si macchinano comunque di difetti procedurali, commessi un po' da tutti. Questa sorta di problemi che la giurisprudenza secolare chiama con il pseudonimo “vizi di forma” ha la capacità di rendere sempre tediosa l'emissione del giudizio. In questo post prenderemo in considerazione alcuni aspetti che dovrebbero essere un ausilio per riuscire a risolvere i contrasti dei fratelli nella congregazioni. Prenderemo spunto dal libro “Organizzati” considerando il capitolo “Salvaguardiamo la pace e la purezza” e il sottotitolo “Come affrontare i problemi gravi”. Per ottenere il massimo beneficio è fondamentale prima di continuare la lettura di questo post leggere l'intero paragrafo che si trova a pagina 147 . Solo dopo averlo letto sarà possibile continuare la lettura. Dimenticavo ! Lettura sarebbe meglio che se sei un SM lo leggessi almeno un paio di volte e se sei un E ( Elder – Anziano ) o un OC ( Oversees Circuit - Sorvegliante di circoscrizione ) allora almeno 3. Fatto bene ora leggiamo i passi di Matteo

Matteo 18:15,17

 “Inoltre, se il tuo fratello commette un peccato, va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello. Ma se non ascolta, prendi con te uno o due altri, affinché per bocca di due o tre testimoni sia stabilita ogni questione.  Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse.

Avete letto ? Avete compreso la procedura di Gesù narrata da Matteo ? Bene prima di fare le nostre considerazioni dobbiamo però fare un ulteriore premessa. Questo paragrafo del libro Organizzati, come d'altra parte quasi tutta la letteratura teocratica che l'organizzazione ci mette a disposizione, ha il dono della essenzialità (proverbi 10:19) Questo dono ha un duplice aspetto da considerare il primo e che come tutte le cose essenziali si predilige considerare solo gli aspetti più importanti e significativi senza dilungarsi troppo in descrizioni analitiche inutili. Il secondo aspetto e che questo presuppone una maggiore responsabilità nel lettore che deve allargare la sua visione per cercare di trovare quegli elementi in comune da utilizzare nel suo caso personale. Da questo secondo aspetto nasce la natura di questi post. In questo percorso che faremo cercheremo di trovare un modo per “soppravvivere” nella teocrazia quando per qualsiasi motivo ci troviamo ad affrontare situazioni che minano e mettono a serio rischio la nostra spiritualità e quella della congregazione. Qui non si mette in discussione la disassociazione ma si rende chiaro che quando si arriva a tanto, potrebbe diventare un disastro che potrebbe incrinare la resistenza delle famiglie  . Con questo pericolo vediamo quali cose devono essere previste per garantire la giusta riuscita dei passi di Matteo

Prevenire

Una qualità che tutti i fratelli dovrebbero imparare a imparare è l'arte della prevenzione (proverbi 13:16) . La definisco arte perchè non ci sono metodi precisi per prevenire un determinato pericolo. Per capire il significato della prevenzione basta pensare agli espedienti che un genitore usa per riuscire a convincere un figlio che si rifiuta di collaborare. Se sei genitore hai capito subito, se non lo sei vai chiedi a quei fratelli che di solito stanno in fondo alla congregazione che arrivano tardi sommersi di biberon passeggini ninnoli vari. Ti chiariranno le cose.

Quindi, nel caso specifico, siccome tutte le rimozioni e le disassociazioni si portano dietro polemiche più o meno esplicite; perchè, anziché ingollare i rospi dopo, non analizzate prima gli aspetti legati alle procedure dei passi di Matteo ?

Se sei un fratello non nominato, perchè non trovi l'occasione di chiedere chiarimenti agli anziani della tua congregazione già da ora in tempi non sospetti ? Se caro fratello pasticcione anziché fare i passi di Matteo fai i passi di “ci penso io” e poi ti trovi nei pasticci, mi spieghi perchè poi vai dall'anziano a lamentarti ? Se sei un anziano, sei sicuro che i fratelli hanno avuto l'opportunità di chiarirsi le idee sulla giustizia di Geova e sul significato della pace nella congregazione ? Hai ad esempio previsto durante l'anno un bisogno locale in merito agli eventuali problemi che i fratelli possono affrontare nella loro corsa teocratica, fosse anche ad esempio l'essere coinvolti in un comitato giudiziario ? In tutti i casi le tue parti nel podio cosa dimostrano ? Se questi argomenti vengono trattati nel modo giusto diventeranno una fonte di estrema ricchezza per i componenti della congregazione.

Visione equilibrata della responsabilità

E fuori discussione che ciascun componente della congregazione ha le sue responsabilità di fronte a Geova. Ma se e come qualcuno ha deciso che nella congregazione ci siano incarichi specifici questi portano inevitabilmente considerare che ci sono responsabilità specifiche. Se sei un anziano, hai chiaro quale tipo di responsabilità devi assumere, nei confronti dei fratelli nella tua congregazione ? Ad esempio, il sorvegliante di circoscrizione ha le competenza di anziano solo ed esclusivamente nella congregazione che sta visitando. Il sorvegliante non può per ovvi motivi stabilire nomine di fratelli mentre è in visita in altre congregazioni. Come anziano si presume però che tu abbia le idee più chiare di un fratello per quanto riguarda i passi di Matteo. Facciamo un esempio: in una congregazione pinco pallino ad un certo punto nasce un contrasto fra due fratelli ( un contenzioso che potrebbe essere economico ma non è necessario ). I due stabiliscono di fare i passi di Matteo. Cosa succede a te anziano quando i fratelli iniziano i passi di Matteo ? Nulla. L'unica cosa che ti devi preoccupare è magari che ti informino quando hanno iniziato. Caro fratello contendente questo punto deve essere chiaro: non puoi chiedere all'anziano di fare i passi per te (galati 6:5). Questo sistema non prevede intermediari, avvocati difensori o pubblici ministeri, qui le castagne dal fuoco si tolgono da soli. L'anziano da quel momento in poi, ha l'unica responsabilità nei tuoi confronti di verificare che si rispettino i passi. L'obbligo di intervenire arriverà solo alla fine e cioè quando verrà effettuato l'ultimo passo che è quello di rimettere la cosa nelle mani della congregazione ( e quindi di Geova ). Cosa significa questo per te nominato ? Significa che il principio della responsabilità deve essere applicato anche nel lasciare che i fratelli riescano da soli ad ottenere la pace nella congregazione. Esempio: Fratello 1 vede Fratello 2 al supermercato che si mette in tasca un oggetto che poi non paga alla cassa. Anche in questo caso l'anziano nominato non ha nessun titolo per interessarsi direttamente della questione. Fratello 1 che deve avere a cuore gli interessi della congregazione deve chiarire la questione direttamente con il Fratello 2. Se il Fratello 2 ammette l'errore gli anziani dovranno essere pronti a considerare la cosa per ripristinarlo spiritualmente se il Fratello 2 non fa nessuna ammissione caro Fratello 1 i passi di Matteo terminano li perchè non hai testimoni che ti permettono di fare il secondo passo. E' un problema ? Si Fratello 1 ma non troppo, non devi prenderti il carico della congregazione e non ti devi preoccupare per essa in modo indebito. Cosa succede infatti in questo caso ? Niente, perchè la parola di uno non può prevaricare la parola di un altro come spiega Gesù chiaramente. Ma proprio in questo caso che si applica il prinicpio della fede. Se sappiamo di essere all'interno di una congragazione guidata da Geova sappiamo che in un modo o nell'altro interverrà per salvaguardarla .

Non improvvisate

I passi di Matteo così come il nome lascia intravedere sono assimilabili ad un percorso a tappe che porta ad un unica meta o anche scopo e cioè mantenere la pace della congregazione  proverbi 14:15,18. Le improvvisazioni le possiamo considerare come il tentativo di prendere delle scorciatoie. Proprio come in una maratona, il percorso è unico ed uguale per tutti, allo stesso modo i passi spirituali di Matteo sono unici e uguali per tutti in tutto il mondo. Prendere scorciatoie in una maratona significa venire squalificati, allo stesso modo prendere scorciatoie nella verità si viene comunque squalificati da Geova. Quindi sono vietati tutti gli escamotage che stravolgono il senso dei passi, tipo che ne so: gli incontri verbali diventano scambi di messaggi sms, oppure testimoni che diventano tali solo dopo aver conosciuto i fatti e così via.

I ruoli assunti

Prima di ogni incontro con i fratelli per questioni spiacevoli sarebbe opportuno  pregare. Perchè questo ? Perchè in quel momento potrebbe essere messa a rischio l'intera spiritualità della congregazione. Le nostre parole dette o meglio quelle non dette potrebbero essere l'ago della bilancia che ripristina il fratello o lo fa cadere nel baratro. Spesso pero i fratelli spesso ( i direi sempre ) cadono nell'errore di far diventare la questione un problema “ad personam”. Qui il passaggio risulta sottile ma significativo. E' importante capire per tutti che i nostri peccati non sono mai personali ma comunitari. Il nostro errore diventa l'errore della congregazione. Quante volte ad esempio abbiamo sentito l'espressione “recare biasimo a Geova” (1 Pietro 2:12)? Benissimo. Questo significa che la contrapposizione fra chi redime e il redento non deve mai essere intesa come se il problema fosse solo una questione personale. Entrambi devono rendersi conto che anche in quel momento sono membri del corpo della congregazione.

La spada dello spirito

Un altro aspetto importante è quello di utilizzare sempre la bibbia in tutte le relazioni che coinvolgono le attività di congregazione. Per fare questo possiamo imitare Gesù stesso e ad esempio i fratelli che pubblicano le nostre riviste e cioè dobbiamo sempre cercare delle conferme bibliche ai nostri ragionamenti  Luca 24 Questa potrebbe essere un'inutile fatica ma invece è un aspetto importante nelle attività spirituali. Infatti non è raro che si parlino convinta di parlare della stessa cosa. Per evitare questo pericolo mortale durante i passi di Matteo è fondamentale imparare a citare le scritture bibliche. Questo evita appunto il rischio che la nostra retorica vanifichi gli aspetti importanti della questione. Citando le scritture avete la conferma che entrambi state parlando la stessa lingua.

Abbiamo citato questi punti ma in realtà sono molti di più. Lascio così a voi la possibilità di espanderli. Ora però considerate che comunque nonostante le nostre buone intenzioni in questo mondo non esistono precauzioni che ci proteggono in modo perfetto. C'è da dire infatti che i passi di Matteo non sono eventi comuni anzi piuttosto rari nelle congregazioni ( hem... almeno nella maggiorparte...). Ci sono cose più preoccupanti che potrebbero minare le congregazioni e sono molto più sottili e nascoste le prenderemo in considerazione nel prossimo post.

“La pace del Cristo domini nei vostri cuori, poiché ad essa foste infatti chiamati in un solo corpo”.  Colossesi 3:15




Capitan Kirk








----------------------------------------------------------------------------------------

02/09/14

TUTTAVIA ALCUNI NON CONTAMINARONO I LORO MANTELLI


Ogni tanto, quando mi attraversano pensieri troppo pessimisti, come alcuni che si sono letti in questi giorni, traggo conforto e forza dal testo che incollo sotto.
(Allego anche il commento di Henry Mattew disponibile in parola.net)

Ogni volta che ci appare qualche spettro che ci spaventa da dentro, dovremmo pensare a quei cristiani di Sardi e cercare di essere come loro.



red-horse-of-revelation_0020.jpg



(Rivelazione 3:1-6) “E all’angelo della congregazione [che è] a Sardi scrivi: Queste son le cose che dice colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle: ‘Conosco le tue opere, che hai nome d’esser vivo, ma sei morto. Divieni vigilante e rafforza le cose rimanenti che stavano per morire, poiché non ho trovato le tue opere pienamente compiute dinanzi al mio Dio. Perciò, continua a ricordarti di come hai ricevuto e di come hai udito, e continua a serbar[lo], e pentiti. Certamente, se non ti svegli, verrò come un ladro e non saprai affatto in quale ora verrò su di te. “‘Tuttavia, hai alcuni nomi a Sardi che non hanno contaminato i loro mantelli, ed essi cammineranno con me in [mantelli] bianchi, perché sono degni. Chi vince sarà così adornato di mantelli bianchi e non cancellerò affatto il suo nome dal libro della vita, ma riconoscerò il suo nome dinanzi al Padre mio e dinanzi ai suoi angeli. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni’.


all'angelo della chiesa di Sardi, scrivi:

Sardi era costruita sopra una collina dominante la valle del Pactolo dalle sabbie aurifere, ad oriente d'Efeso e al sud di Tiatiri. Era stata città prospera ai tempi di Creso e capitale del regno di Lidia. Presa da Ciro nel 549 a. C. fu fatta sede di un governatore; più tardi la espugnò Antioco il grande. Rovinata da un terremoto nell'anno 17 fu riedificata da Tiberio. Nel 13o secolo fu distrutta da Tamerlano e oggi è ridotta, alle poche capanne del villaggio di Sart. Sardi era devota a Cibele e a Giove Lidio, nota per il suo lusso e la sua lussuria. Non sappiamo nè quando nè da chi vi fu introdotto il cristianesimo, ma risulta da Apocalisse 3:3 che la parola del vangelo vi era stata ricevuta con gioia almeno una ventina d'anni prima del messaggio dell'Apocalisse rivolto a una chiesa tanto decaduta ch'essa è caratterizzata come morta.

Queste cose dice colui che ha i sette Spiriti di Dio e le sette stelle:

Per il senso di questa duplice designazione, vedi Apocalisse 1:4,16-20. Cristo si presenta come il Capo supremo della Chiesa e la fonte da cui procede, mediante lo Spirito, ogni vita spirituale ed ogni energia negli individui o nelle comunità. C'è in queste parole, fin dal principio del messaggio, come un invito a cercare in lui la guarigione del male di cui soffre la chiesa.

Io conosco le tue opere: tu hai nome di vivere e sei morto.

C'è una speciale solennità in questo conosco le tue opere quando si tratta, come qui, di una chiesa che ha un'apparenza e una riputazione di vita non rispondenti alla realtà. Questa realtà Cristo la discerne attraverso le apparenze. La chiesa ha nome di vivere, cioè gode presso alle sue sorelle la riputazione d'essere una chiesa prospera, perché non ha abbandonato la sana dottrina, pratica il culto, ha una qualche attività; ma in realtà è morta spiritualmente perchè è venuta meno in lei la vita di fede, di speranza e di amore ch'essa possedeva al principio. Ha le forme della pietà ma ne ha rinnegata la potenza 2Timoteo 3:5. Ha il corpo, ma l'anima non c'è più. La morte non è ancora completa in tutti né in tutto; ci sono alcuni pochi membri viventi e fedeli; ce ne sono altri in cui la vita sta per spegnersi, ma può esser rianimata; ci sono istituzioni ed attività languenti ma suscettibili di nuovo vigore. Lo stato della chiesa è descritto come un torpore spirituale che se non è rotto bruscamente, diventa vera morte. Torna in mente la parabola delle dieci vergini che si addormentano, o l'esortazione di Paolo: «Risvegliati tu che dormi e risorgi dai morti e Cristo t'inonderà di luce» Efesini 5:14. Come fosse la chiesa caduta in un tale stato, non ci è detto. L'atmosfera moralmente viziata che i credenti respiravano in Sardi, il benessere materiale, l'assenza di persecuzioni, la negligenza nel valersi dei mezzi di grazia, e nel praticare i doveri cristiani, hanno dovuto contribuire a produrre il triste risultato. Il messaggio di Cristo mira a svegliar la chiesa dal sonno fatale che l'invade.

_____



Aggiungo che per quanto in questo blog si faccia spesso riferimento alle fantomatiche “riforme”, non diamo troppa importanza a queste proposte benintenzionate. Qualsiasi nuova norma o meccanismo organizzativo può essere usato per fare gli stessi danni, se non peggiori, di quelli che qui si criticano. La qualità della nostra organizzazione dipende dallo spessore spirituale di chi la compone, molto più di qualsiasi “forma” o ri-forma. Cerchiamo e chiediamo lo Spirito di Geova mediante Gesù Cristo e smettiamo di confidare in noi stessi e nelle nostre presunte buone idee. “Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni”.



30/08/14

TDG FORUM : DOMANDE DAI LETTORI






Dal 1 settembre 2014 il ruolo del sorvegliante di distretto viene abolito. il libro Mantenetevi  dice quanto segue:

  cap. 4 pp. 48-49 Perché rispettare l’autorità?
Perciò ogni gruppo per il servizio di campo ha un sorvegliante, ogni congregazione ha degli anziani, ogni gruppo di congregazioni ha un sorvegliante di circoscrizione, ogni gruppo di circoscrizioni ha un sorvegliante di distretto e ogni nazione ha un Comitato di Filiale o un comitato che soprintende all’opera nel paese.

Domanda: Dal 1 settembre 2014 chi curerà il gruppo di circoscrizioni precedentemente assegnato al sorvegliante di distretto? 
Risposta  :
Caro fratello grazie per la tua premura. La tua è una domanda che molti fratelli attenti alla teocrazia moderna ,si sono fatti e cercano risposta.
A quanto ci risulta, non vi sarà un ' altra figura che supervisioni il sorvegliante di c. tutto passerà in mano alla filiale del Paese. Anche gli anziani locali potranno intervenire in caso di un sorvegliante che non faccia il suo compito correttamente informando l'ufficio del reparto servizio.
Non ci saranno altre figure anche perché probabilmente, nel futuro i sorveglianti di circoscrizione potranno essere sostituiti da sorveglianti in loco ,che lavorano e si mantengono da soli. Mantenere tutta questa macchina burocratica con i pochi soldi di oggi e i danni che hanno fatto nel corso del tempo sarebbe assurdo. Tra un po' anche i proclamatori e tutti i fratelli saranno chiamati in causa per essere parte attiva della congregazione eliminando finalmente la distinzione babilonica tra il nostro "clero"(classe dei nominati) e i laici ( i proclamatori del regno leali).
Un caro saluto
 
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

23/08/14

TDG FORUM : COME SOPRAVVIVERE NEL TEMPO DELLA FINE



Come sopravvivere al tempo della fine


Cari fratelli
Come membri attivi della congregazione è nostra precisa volontà continuare a servire Geova. La gioia che ci è posta dinnanzi è tale che nessun sacrificio potrebbe compromettere l'ardente desiderio che abbiamo di partecipare all'opera del regno ( Deuteronomio 28:45,47). Dopo aver imparato il santo nome di Dio ne abbiamo imparato le sue incommensurabili qualità e apprezzandole abbiamo cercato di farle proprie. Per questo motivo attraverso lo spirito santo che ci viene dato alle adunanze riusciamo a condividere e a rafforzarci. Attraverso di esse possiamo facilmente comprendere che il veniente regno è una realtà e niente e nessuno ci distoglierà lo sguardo dal ricercarlo ( II Corinti 4:18).

Il potere salvifico della sua parola e tale che non solo ci permette di capire quale meraviglioso futuro ci attende ma può già da adesso agire attraverso lo spirito santo e sollevarci da qualsiasi condizione angusta noi ci troviamo. Attraverso le sacre scritture abbiamo imparato a considerare le difficoltà sotto una nuova luce e in questa visione rivelata vi abbiamo applicato i principi della fede e della giustizia. Il potente spirito santo rende evidente che i problemi sono solo il risultato di uno stato miserevole di un'umanità che ancora in preda del peccato ( I Pietro 1:18,19). Ma siamo stati addestrati da Geova e attraverso la sua parola sappiamo che le prove affrontate o da affrontare sono solo temporanee così come temporanea è la vita di questo sistema malvagio( I Pietro 4:13).
L'esortazione di Gesù è chiara "Alzatevi e levate la testa perché la liberazione è vicina" ( Luca 21:28) la liberazione è frutto di una scelta volontaria e di una azione specifica che è quella di alzarsi. Quale è la nostra volontà ? Guardatevi intorno a voi e allungate lo sguardo quante persone vivono una condizione di quotidiana disperazione ? La risposta è unica, non siete soli a dover affrontare problemi nella vita. Tristemente per molti la questione si è semplificata molto perché è diventata solo una questione di sopravvivenza.
Sopravvivenza da chi ?
I problemi non sono tutti uguali. Spesso sono semplici ansietà della vita, altre volte sono un po' più concreti problemi famigliari. Magari le continue discussioni e litigi rendono la nostra vita davvero problematica. Spesso per minimizzare l'entità di questi problemi le persone dicono "L'importante è la salute". Nella bibbia li fratelli che compongono la congregazione viene rappresentati come membra di un corpo umano che devono collaborare fra di loro per garantire la vita del corpo ( Efesini 4:15). Quindi nella nostra vita spirituale, non abbiamo più il solo obbligo di garantire la nostra sopravvivenza, ma abbiamo l'obbligo di garantire la sopravvivenza di tutta la congregazione perché noi siamo suoi membri. Nella vita sappiamo che i problemi sono più semplici da affrontare se riusciamo a vederli. Ma quando il problema è dentro di noi, allora le cose spesso cambiano entità. In questa raffigurazione del corpo umano il pensiero apostata e ben rappresentato da una malattia tumorale che non solo attacca un singolo organo o componente della congregazione ma si spande come metastasi anche agli altri organi. Per questo la disassociazione per apostasia è davvero importante e da non sottovalutare ( I Giovanni 2:22 ).
Essendo membri di un corpo umano però c'è un altro aspetto più importante e spesso sottovalutato. Considera questo: il tuo corpo umano è composto da tanti organi interni che hanno un unico scopo, la tua sopravvivenza. Ognuno ha le sue mansioni e le sue caratteristiche, ma consapevolmente o meno è l'insieme degli organi che forma un individuo e che lo rende vivo. Cosa accade se per assurdo non collaborassero più ? Se in questo salto di fantasia il tuo cuore e il tuo fegato decidessero di funzionare per proprio conto a seconda di come ci si sveglia la mattina, cosa accadrebbe ? Forse il corpo non morirà ma sicuramente le sue funzionalità sarebbero pesantemente compromesse e gli organi interni soffrirebbero. Allo stesso modo se lo spirito di collaborazione viene meno tutti i componenti della congregazione inevitabilmente soffrono.
La questione delle responsabilità
I nominati all'interno della congregazione sono spesso indicati come il riferimento per tutti i componenti della congregazione. Ma come abbiamo appena notato nella rappresentazione di un corpo umano non ci sono organi che primeggiano su altri, perché nessuno nella congregazione è insostituibile. Se nella congregazione ci sono situazioni che creano ansietà e sofferenza tutti devono essere coinvolti nel prendere il proprio carico. Le questioni devono coinvolgere solo i nominati ? Ovviamente no perché tutti siamo responsabilizzati in primo luogo lo sono Geova ma anche Gesù stesso che è il capo della congregazione. Possiamo sicuramente confidare nel loro intervento ( Prov 18:10). Se anche quindi non sei nominato il tuo contributo nella congregazione è attivo o invece è sempre indeciso o traballante ? Geova è Gesù utilizzano lo spirito santo per adempiere le loro volontà per le responsabilità che si sono assunti. Ma in modo proporzionale anche i non nominati hanno questo stesso obbligo. Anche loro devono pregare per le ansietà che in alcuni casi possono turbare la congregazione. Ovviamente la preghiera necessita un atto di fede e quindi dobbiamo agire conformemente con le nostre richieste. Perché devi agire ?
Per due motivi, il primo e che Geova lo richiede a tutti senza distinzioni ( Salmo 97:10 ). Il secondo è che l'azione è esso stesso un efficace spartiacque fra la sterile lamentela e il dissenso per un atto concreto di ingiustizia. E' importantissimo capire la differenza fra l'idiosincrasia naturale con alcuni fratelli (Colossesi 3:13 ),che deve essere sopportata e l'atteggiamento farisaico e apostata di altri che invece contamina la spiritualità delle congregazioni e che deve essere estirpato ( II Corinti 2:14, II Timoteo 2:17 )Purtroppo in molti fratelli è stata instillata una visione erronea delle congregazioni che per troppo tempo ha fatto affidamento sulle buone intenzioni. Le odierne nuove generazioni di anziani si barcamenano cercando di tamponare gli sbandamenti dei componenti più deboli e che spesso sembrano colti da uno stato caotico. Tutto gli sforzi vengono vanificati per la sostanziale mancanza di riferimenti che talvolta costringono a rimozioni selvagge che in tutti casi sono una sconfitta. La sottomissione teocratica viene fraintesa in ubbidienza a prescindere e gli anziani spesso promuovono nei fratelli 'idea infantile "dimmi cosa devo fare... e io lo faccio".
A chi e stato dato molto verrà chiesto molto
Prendiamo invece in considerazione se sei un un nominato. Stai adempiendo a tutte le responsabilità che ti sono state date ? Attenzione. Se rispondi non so, oppure quali, vuol dire che non le stai adempiendo. Ad esempio: La tua famiglia è in grado di seguirti nelle responsabilità che ti sono state affidate ? Analizza il tempo che stai dedicando la tua vita. Stai passando da una stanza teocratica all'altra, fra sale e salette con faldoni di documenti e circolari sottobraccio mentre la tua famiglia deve sempre aspettarti perché c'è sempre qualcosa di più importante da fare ? Sarai in grado poi di essere una rupe in una terra esausta ( Isaia 32:1,2 32 ) se non riesci a gestire nemmeno il tempo per te stesso ? La congregazione è impegnativa lo sappiamo e per questo che bisogna essere fratelli capaci ed addestrati. Sei stato adeguatamente addestrato ? Ad esempio: se sei un nominato e sei un sorvegliante come consideri i problemi che fratelli ti portano alla tua attenzione ? ( I Tess 2:17 )
 Rifletti su questo: li consideri un fastidioso intoppo nella attività di propaganda del regno o una parte del servizio, fondamentale per la congregazione ? Vediamo un aspetto pratico: se un fratello ti chiede aiuto, perché è nato un increscioso contrasto con un altro fratello è da persone serie che hanno a cuore gli interessi del regno, ignorarlo completamente ? Oppure stai semplicemente cercando di svicolare il problema perché le responsabilità che ti sei assunto sono troppe ? La bibbia è molto chiara riguardo alle responsabilità di chi è nominato nelle congregazioni ( I Tess 1:14 ) Oppure sei forse un nostalgico e ancora sogni i bei tempi andati quando per te, la salvaguardia della purezza nella congregazione era obbligare i fratelli ad usare la camicia bianca sul podio ? Che non è propriamente un comando biblico... Altro esempio imbarazzante. Hai mai riflettuto sul perchè Gesù ha lavato i piedi a tutti gli apostoli nell'ultima cena ? Hai mai riflettuto che li ha lavati anche a Giuda, quando sapeva già che l'avrebbe tradito ? ( Giovanni 8:12 ) 
Bene caro fratello ora chiediti: nelle congregazioni che servi quando sei in visita stai seguendo il modello di Gesù lavando i piedi ai fratelli ? O forse il tuo orgoglio non è nemmeno in grado di discernere una domanda provocatoria da una che dovrebbe aiutarti a riflettere ? Caro fratello ovviamente non è tua responsabilità intervenire direttamente nelle questioni private, ma è tua precisa responsabilità ascoltare tutti quelli che hanno il cuore affranto e rotto e che gemono per questo sistema che, a differenza tua, devono affrontare ogni giorno. Questa condizione è necessaria per garantire che l'opera vada avanti perseguendo gli alti valori di purezza e moralità che Geova richiede. Se noi come nominati non adempiamo a queste responsabilità il valore della nomina si annulla e lo spirito si allontana dalle congregazioni a cui siamo stati assegnati. Se a causa nostra lo spirito si allontana cosa dovremmo fare ? Dare la colpa agli altri o farsi un serio esame di coscienza ? Fratelli continuate così a pregare per noi Salutate tutti con un santo bacio e che l'immeritata benignità di nostro signore Gesù Cristo sia con voi.
Da un collaboratore
_________________________________________________________________________________

04/07/14

TDG : DIO l' ORGANIZZAZIONE o L' Organizzazione DI DIO ?




"...Allora caddi davanti ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi dice: “Sta attento! Non farlo! Io sono solo un compagno di schiavitù tuo e dei tuoi fratelli che hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù. Adora Dio; poiché il rendere testimonianza a Gesù è ciò che ispira la profezia”."

Rivelazione 19:10



Quante volte nel ministero di campo abbiamo chiacchierato amichevolmente e animatamente con un sostenitore della trinità ,una dottrina infiltratasi nella cristianità a partire dal secondo secolo dopo Cristo e comunque dopo la morte degli apostoli che agivano da restrizione .




Alcuni trinitari convinti dicono che Gesù non è il figlio di Geova ma bensi con un gioco di parole lo definiscono Dio il Figlio. Così che a loro risultano tre persone di una misteriosa triade di dei così formulata : Dio il padre, Dio il figlio e Dio lo spirito santo. Non occorre fare diatribe con questi fanatici assertori dell'inverosimile , inutile ragionare con chi dogmaticamente e senza logica continua imperterrito nell'errore dottrinale. Ma prendiamo spunto per trattare l'argomento che a noi Testimoni di Geova sta a cuore . Ovvero chi deve ricevere esclusiva adorazione ?

Abbiamo a poco a poco molti di noi trasformato l'organizzazione in un dio da adorare ? Siamo scivolati non volendo in una sorta di adorazione della creatura invece del Creatore ? In poche parole chiediamoci : Per me l'Organizzazione è Dio o è DI DIO ? Confondiamo il MEZZO con il GUIDATORE ?  Se abbiamo questa difficoltà e siamo caduti nel laccio dell'idolatria come possiamo cambiare direzione prima che sia troppo tardi ?

Fratelli della resistenza spirituale potete esprimervi con il solito tatto e rispetto che contraddistingue i leali e incoraggiamoci a seguire e prestare ascolto al monito che diede l'angelo alla classe di Giovanni e in definitiva a ognuno di noi che si crede cristiano :

""STA ATTENTO NON FARLO !!   ADORA DIO!!""







___________________________________________________________________________________

02/07/14

DE LAPSIS


DE LAPSIS



Lapsi in latino significa “caduti” (dalla stessa radice viene il più famoso “lapsus” ).

Nella storia del cristianesimo i Lapsi furono una folta categoria di cristiani che avevano abiurato la fede cedendo alle persecuzioni degli imperatori Decio, Valeriano e Diocleziano nel III secolo E.V. Caddero per paura di morire, per la loro debole fede, non per una reale volontà di abbandono del cristianesimo. Una volta però passata la tempesta, e avuta salva la pelle, questi volevano rientrare nelle comunità che avevano tradito. La questione generò feroci lotte interne alla Chiesa e veri e propri scismi fra giustistialisti e perdonisti e, in quel tardo III secolo, la motivazione più forte per la  ‘non riammissione’ riguardava la salvaguardia dell’identità della chiesa e la preservazione della sua purezza più che il giudizio definitivo del singolo peccatore, lasciato sempre a Dio. Nel II secolo la situazione degli scomunicati era ancora più drastica perché era irreversibile fino alla morte, in particolare per i tre peccati maggiori, l’idolatria, l’adulterio e l’omicidio, qualsiasi fosse la penitenza o gogna che il peccatore potesse portare a sua espiazione. Qualcuno rimarrà sorpreso che una volta morti gli apostoli  non si passò poi, come si immagina,  a feste e bagordi con facile licenza di peccare “alla cattolica” di oggi. Tutt’altro invece.  E’ utile conoscere la storia di quei primi secoli perché ci può insegnare varie cose:1) le divergenze sulle misure da applicare per le espulsioni rivelano che nella Scrittura non era esplicitata una normativa chiaramente definita [come per le nomine]. 2) l’obbiettivo della misura punitiva era più per “salvare” l’identità della congregazione che il singolo peccatore. 3) i cambiamenti di queste misure dipendevano più che altro dalla convenienza di una maggiore o minore severità nel momento storico contingente per raggiungere l’obbiettivo al punto 2.


Fu in quel periodo che il vescovo di Cartagine Cipriano scrive il De Lapsis per indicare le condizioni e il percorso penitenziale necessario per trattare quei caduti. Qualcosa del genere succede con la nostra gestione della congregazione mentre il nostro Corpo Direttivo ci da istruzioni per gestire i peccati e i peccatori ma, va detto, con l’obbiettivo di salvare soprattutto i caratteri distintivi della congregazione e la sua integrità.


COSA DICONO LE SCRITTURE?

A dire il vero non dicono molto sull’argomento espulsioni. Diverse scritture consigliano di evitare l’amicizia di persone dalla condotta carnale, anche dentro la congregazione, ma in questo articolo prendo in esame le uniche tre scritture di tutto il NT che indicano delle precise azioni giudiziarie verso gravi peccati: Matteo 18:15-17, 1 Corinti cap. 5 e Tito 3:10.             

Cercherò di esporre e argomentare ciò che, dopo attenta ricerca e riflessione, comprendo da queste scritture su 1) a chi è assegnato il compito di giudicare, 2) per quali peccati si debba arrivare alla disassociazione, 3) che comportamento va tenuto nei confronti dei disassociati .


Chi deve giudicare?


la struttura organizzativa della Congregazione Cristiana si rifà al modello del giudaismo sinagogale e questo deve essere tenuto in conto anche per la pratica delle espulsioni. E’ vero che i processi erano pubblici, alle porte della città, ma anche se chiunque poteva presenziare non chiunque poteva  partecipare al giudizio. Questo era emesso solo dai capi/anziani della città e, posteriormente, della Sinagoga.


Giudicare una persona è la cosa più gravosa del compito degli anziani e nel contempo la più pericolosa. Nel Salmo 82 i giudici costituiti per giudicare il popolo sono chiamati dei (Elohim) proprio perché il compito di giudicare è quello divino per eccellenza (Gv 10:34). La stessa parola Elohim ha come significato primario di giudice. Per questo nelle Scritture troviamo molti avvertimenti verso chi deve giudicare in modo da farlo con giustizia e diritto.

Che le trasgressioni debbano essere giudicate dagli anziani è praticamente implicito nel contesto biblico, e neppure tutti gli anziani ma i più qualificati fra loro. Oggi, con la maggiore importanza che si da alla privacy e alla dignità personale, che dipende anche dalle convenzioni sociali, è improponibile che i peccati gravi di qualcuno siano trattati in adunanza generale. Oggi neppure i consigli alla Smt si danno pubblicamente bensì in privato, figuriamoci se si possa mettere in piazza un peccato noto solo a qualcuno e trattare tutte le questioni spesso delicate e complesse che stanno dietro una trasgressione. Ma, come si diceva in un altro post, non dice Gesù in Matteo 18 di parlare “alla congregazione” dopo aver provato a ristabilire privatamente il peccatore?


In Matteo 18:15-17 Gesù parla dei gravi torti che uno può ricevere da un altro e indica come trattarli invece di vendicarsi, non si riferisce ai peccati in generale contro le norme bibliche. La nostra Bibbia segue l’antico testo di Wescott e Hort ma il più aggiornato e usato dalle bibbie attuali, il Nestle-Aland, rende il v.15 “Se il tuo fratello ha peccato [contro di te]”, come appare in vari manoscritti antichi come il Beza, ma anche perché il contesto è proprio quello dei torti personali. Lo conferma la fine del procedimento indicato al v.17 “Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni”. Il contesto prosegue poco dopo con la domanda di Pietro “ma quante volte devo perdonare chi pecca contro di me?” e Gesù fornisce la risposta con la parabola dei due schiavi che avevano dei debiti in denaro.

In Luca 17 troviamo un insegnamento simile a Matteo 18 e lì leggiamo:

(Luca 17:3, 4) Prestate attenzione a voi stessi. Se il tuo fratello commette un peccato rimproveralo, e se si pente perdonalo. Anche se pecca contro di te sette volte al giorno e sette volte torna da te, dicendo: ‘Mi pento’, lo devi perdonare”.

Al v. 3 non si dice “contro di te” ma è implicito e va inteso così dal contesto. Lo stesso possiamo dirlo per Matteo 18 per le ragioni sopra esposte.

Quando Gesù pronuncia queste parole la congregazione cristiana non era stata ancora costituita. I suoi ascoltatori però potevano comunque capire che stava dicendo di rivolgersi all’organo costituito per giudicare, che si può chiamare assemblea/congregazione/sinagoga in quanto lo rappresenta e ne è rappresentato , ma non si ha nella Bibbia una sola causa giudicata dalla votazione di tutta una comunità dopo un dibattito pubblico.

A queste ragioni vanno aggiunte queste altre due scritturali:1) l’istruzione di Paolo a Tito, un anziano, di rigettare chi promuove una setta dopo averlo ammonito,Tito 3:10, e 2) ciò che Paolo dice in 1 Timoteo 1:20 dove l’apostolo attribuisce a sé la probabile espulsione (“consegnati a Satana” come in 1 Co 5:5) di Imeneo e Alessandro chiamandola “disciplina”.

Naturalmente a ogni cristiano maturo e spirituale, che sia nominato o no, è data facoltà e responsabilità di consigliare e riprendere chi sbaglia allo scopo di ristabilirlo (Gal. 6:1). Ma qui stiamo parlando dell’azione disciplinare di espellere un peccatore dalla congregazione, azione che come abbiamo visto è sicuramente scritturale, e che oggi è compiuta da anziani riuniti in Comitato Giudiziario in armonia, io credo, con le Scritture esaminate finora. Non vedo obiezioni a che nella riunione con il CG assista chiunque il peccatore gradisca, purché membro battezzato della congregazione.


Ora però arrivo a parlare di questi Comitati Giudiziari. Il fratello Morris ha parlato di un anziano che, tornando la sera tardi da qualche CG a qualche giovane della congregazione, si inginocchiava al letto dei sui figli che già dormivano per pregare per loro in modo che mai avessero dovuto trovarsi davanti a un CG. Pur comprendendo le ragioni e i sentimenti espressi in queste parole, esse rivelano anche che i nostri CG sono delle esperienze quasi tragiche, drammatiche, che possono segnare a vita come una brutta cicatrice sul volto, qualcosa che al solo nominarli si gela quasi il sangue…Io invece, ascoltando Morris, ho pensato subito al Davide biblico il quale, se avesse fatto oggi quello che fece allora, ne avrebbe avuti diversi di nostri CG. Dico che preferirei mille volte essere come lui e i suoi CG sulla schiena che uno dal pedigree intonso ma che non ha mai sperimentato il grande perdono di Geova e che forse, proprio per questo, “ama poco perché gli è stato perdonato poco” (Luca 7:47).

Vista comunque la necessità di avere dei Comitati Giudiziari per le espulsioni necessarie, la questione adesso è in che casi e circostanze questi debbano essere costituiti, e passo quindi  al punto successivo.


“Bisogna fare un Comitato Giudiziario”


Le istruzioni attuali indicano di costituire un CG per una serie di peccati gravi. Ogni qualvolta un cristiano battezzato si rende colpevole di determinate trasgressioni scritturali si deve fare un CG. Alcune di queste trasgressioni, per compierle, non è sufficiente un singolo atto peccaminoso, per altre invece è sufficiente un singolo evento (es. omicidio, fornicazione). Data la difficoltà, come già detto, di dover giudicare persone e situazioni a volte tutt’altro che semplici è ovvio che gli anziani ricevano istruzioni e addestramento in merito tenendo conto i principi biblici e le scarne scritture specifiche. A questo punto cerco di cogliere la massima luce possibile da 1 Corinti 5 e Tito 3:10.


(1 Corinti 5:1, 2) In effetti, si riferisce che fra voi c’è fornicazione, e fornicazione tale che non esiste neanche fra le nazioni, che un certo [uomo] ha la moglie del [proprio] padre. 2 E siete voi gonfi, e non avete piuttosto fatto cordoglio, affinché l’uomo che ha commesso tale azione fosse tolto di mezzo a voi?



Questo è il fatto che istituisce il nostro Comitato Giudiziario. Com’è evidente non si tratta di una ‘semplice fornicazione’, ma di una situazione continuata nel tempo e nota a tutti per un peccato fra i più gravi. La relazione incestuosa  infatti era uno dei 12 peccati per i quali tutta la nazione d’Israele dovette pubblicamente maledire chi lo compiva, con un “Amen” finale, appena entrati nella Terra Promessa (Deut. 27:20). Paolo stesso dice che era talmente grave che neppure fra le nazioni esisteva, perché l’incesto era proibito infatti anche dal diritto romano vigente. Davanti a una tale devianza morale, e all’inaccettabile tolleranza da parte della congregazione, Paolo comanda di espellerlo e allarga la lista di comportamenti per i quali bisogna compiere una simile azione disciplinare dicendo al v.11 “Ma ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo […]13  rimuovete l’uomo malvagio di fra voi”. La notorietà del caso e il biasimo che ne derivava alla congregazione indusse Paolo a parlarne a tutta la congregazione e chiedere che si attuasse la sua decisione e si troncassero i rapporti sociali con il trasgressore. Da questo episodio si comprende che l’espulsione deve avvenire per comportamenti molto gravi, perpetuati nel tempo che rivelano disprezzo o indifferenza per le norme morali di Dio.


(Tito 3:10, 11) In quanto all’uomo che promuove una setta, rigettalo dopo una prima e una seconda ammonizione, sapendo che tale uomo è stato pervertito e pecca, essendo condannato da se stesso.


Anche in questo caso la decisione di “rigettare” un uomo che promuoveva una setta -stiamo parlando di una forma apostasia- andava fatta dopo averlo ammonito “una prima e una seconda volta”. In parole odierne il CG sarebbe da fare non alla prima, né alla seconda volta che lo fa ma ancora dopo, se la persona non si corregge con le ammonizioni ricevute.


Cosa comprendo da queste scritture?


Che per nessun tipo di peccato, per quanto grave sia, si debba istituire automaticamente un CG al primo atto peccaminoso compiuto, neppure per omicidio. Può capitare qualche caso straordinario e di pubblico scandalo come quello ai corinti dove può essere necessario un intervento ad hoc da parte di rappresentanti nazionali della congregazione e attuare una procedura speciale,ma qui sto parlando di procedure ordinarie. Ebbene, io non trovo nessuna scrittura che contempla o suggerisca un’espulsione per un singolo evento trasgressivo per quanto grave sia. Mi piacerebbe che si facesse quello che già si fa per alcuni comportamenti  da CG solo se diventano una pratica continua. Non capisco perché non si possa fare lo stesso per tutta la lista, lo trovo più in linea con lo spirito del cristianesimo. Si dirà “ma anche se si forma il CG non è mica detto che si disassocia, lo scopo principale del CG è di indurre al pentimento e recuperare il trasgressore”. Sì grazie, ma anche se non si disassocia il solo fatto che sia “scattato” il CG comporta sempre e automaticamente degli effetti molto pesanti per il trasgressore: comparire davanti a un comitato con facoltà di disassociarlo (anche per un singolo atto peccaminoso), se poi il comitato è composto da anziani tutt’altro che competenti o bigotti ecc. quella facoltà diventa agghiacciante; vanno poi applicate sempre delle restrizioni giudiziarie (rimozione automatica in caso di qualche nomina, perdita di privilegi anche minimi come commentare o la Scuola di M. T.); impossibilità di riacquistare o avere una nomina come pioniere ausiliario per almeno un anno, regolare per tre anni, idem per altre nomine..e questo anche se il CG non disassocia, per il solo fatto che è “scattato” il CG! Ci credo che uno ci pensa 10 volte prima di confessare una caduta momentanea e che poi nascano addirittura le doppie vite. Ci credo che Morris prega che i suoi figli non abbiano mai a stare davanti a un CG! Quando poi bisogna impartire le restrizioni giudiziarie a una sorella che non ha nomine speciali che cosa le togli? Non rimane che il commento e la scuola. Ad alcune ci fai un favore, altro che penitenza!, ad altre invece le togli l’ossigeno, le togli l’unico modo per recuperare il loro rapporto con Geova che si è incrinato. Questo perché le persone sono diverse e vanno trattate caso per caso mentre queste sono istruzioni standardizzate per tutti e questo a me non fa pensare a Gesù, Lui non omologava.

Se invece un singolo atto peccaminoso, anche serio, viene trattato inizialmente da due anziani, come già avviene per diversi casi, e la persona viene visitata a casa sua e seguita in modo discreto da chi le tende una mano calda con la fermezza di un padre ma che non ha già giudicato, che crede nel suo ristabilimento, il peccatore potrà sentire il pastore che gli fascia l’osso spezzato senza il terrore della possibilità di essere “consegnato a Satana”. Potrebbe essere opportuno per un po’ che non svolga qualche ruolo speciale in congregazione, forse anche qualche mese di “ritiro” per riprendersi, probabilmente la sua stessa coscienza glie lo farà chiedere, ma è tutta un’altra cosa. Non è questo in armonia con le Scritture? Se questi aiuti e tentativi non correggono e il peccatore continua a trasgredire importanti norme bibliche allora si dovrà istituire questo CG, il ché non significa disassociazione sicura, si cercherà ancora di indurlo al pentimento ma stavolta la facoltà di espellere potrebbe far tornare in sé il trasgressore, e se anche il CG non ci riesce allora si può davvero parlare di uno che non mostra più alcun rispetto per i principi biblici e l’espulsione diventa l’extrema ratio sia per farlo rinsavire che per proteggere la congregazione. Così quando avviene un’espulsione possiamo essere persuasi che si tratta davvero di un “lievito” che va separato dalla massa. A questo punto, come ci si deve comportare con i disassociati? E se è un parente stretto?



Ora come li dobbiamo trattare?


Negli ultimi anni nelle pubblicazioni si è calcato un po’ la mano sull’importanza di tagliare i ponti con i parenti disassociati. Mi sono chiesto perché questa insistenza e la mia mente va al punto 2 del primo paragrafo di questo post. Si vede il pericolo di perdere la nostra identità come popolo? Ma cosa dicono realmente le Scritture al riguardo?


Innanzi tutto, dopo l’esposizione precedente, ora abbiamo degli espulsi che sono davvero dei malvagi, persone sprofondate nel peccato che non si possono accettare in congregazione e la cui influenza non può che essere contaminante. A questo punto è giusto fare esattamente ciò che dice Paolo “cessare di mischiarci in loro compagnia e non consumare nemmeno un pasto con tale persona”. La consumazione di un pasto assieme è un momento di condivisione, di amicizia, di comunione. Si spera che il “freddo” della separazione dalla fratellanza faccia tornare in sé il peccatore, come avvenne al figlio prodigo della parabola. Naturalmente questo non significa che non vada degnato nemmeno di un saluto di cortesia se incontrato casualmente. Le parole di II Giovanni 9-11 si applicano solo a chi attivamente va dai fratelli per sovvertire la loro fede in Cristo, questi sono talmente estranei al nostro spirito che anche un semplice saluto comporterebbe un partecipare alle loro opere malvagie. Non c’è alcun motivo per “estendere” questa direttiva a tutti, è anzi un andare oltre ciò che è scritto.  A questo riguardo mi trovo molto più in linea quello che dicevano le pubblicazioni degli anni ’70


*** km 12/74 p. 4 Risposta a domande ***

Come indica La Torre di Guardia del 15 gennaio 1975, al paragrafo 22 dell’articolo “La misericordia divina indica la via del ritorno a quelli che hanno sbagliato”, il cristiano può salutare un disassociato che non è fra quelli descritti in II Giovanni 9-11, ma non andrebbe certo oltre una parola di saluto. La Torre di Guardia del 15 gennaio 1975, al paragrafo 24 dell’articolo “Manteniamo una veduta equilibrata verso i disassociati”, suggeriva che se non si tratta di parentele carnali, è meglio lasciare che siano gli anziani a fare ulteriori conversazioni o rivolgere esortazioni.



Prima di parlare dei parenti però, vorrei rimanere sui disassociati che non sono parenti stretti. Anche qui la standardizzazione dei comportamenti e il percorso richiesto per la riassociazione può generare cose poco cristiane. Che dire se il trasgressore smette la sua condotta peccaminosa e chiede di essere riassociato? Le procedure attuali richiedono che frequenti le adunanze per molti mesi o un anno durante il quale si continua il “trattamento” di 1 Corinti 5:11-13. Ma lì Paolo dice di cessare di mischiarci con chi è fornicatore, avido, idolatra ecc. Se il peccatore, come ho detto, ha smesso e vuole, mogio mogio, rientrare, è proprio necessaria la gogna di venire in Sala senza essere minimamente considerato per molti mesi? Non vedo cosa impedisce di riassociarlo se non è più fornicatore, avido, idolatra ecc.. Naturalmente ci vorrà del tempo per riacquistare privilegi vari a partire dai semplici commenti, ci vorrà forse un affiancamento da parte di qualche fratello o sorella matura in base a quanto tempo è rimasto fuori, ma una disposizione in tal senso credo farebbe rientrare molti espulsi. Dopotutto quando torna il figlio prodigo non viene tenuto in una cuccia del cane fuori casa per dei mesi prima di farlo rientrare in casa, anzi il padre gli fa una festa! E questa cosa lascia molto indispettito il fratello che non ha mai avuto Comitati Giudiziari, ma guarda un po’! Mi piacerebbe che ogni caso venisse trattato a sé o almeno si rendessero più scritturali i requisiti minimi per essere riassociato. Ho citato le parole di Paolo e la parabola di Gesù del figlio prodigo. Perché rendere ancora più stretta la porta? Ci fa essere davvero migliori e più puri se teniamo quelli che sono caduti più alla larga di quanto dicono le Scritture?


Ora lo spinoso capitolo dei parenti stretti. Il fratello Morris ha sottolineato come in 1 Corinti 5:11 Paolo dice di non mischiarci con qualcuno (“chiunque”) chiamato fratello che sia disassociato. Ha aggiunto che Paolo non ha fatto eccezioni tipo “a meno che siano parenti”. E’ vero.

Ma se dobbiamo dare un senso così assoluto al “chiunque” dobbiamo metterci dentro anche i parenti che vivono nella stessa casa, Paolo non dice neppure “eccetto ovviamente quelli che vivono in casa”. Allora come la mettiamo? Quando ci si irrigidisce troppo su un solo versetto, una sola parola, vengono fuori delle storture anti cristiane. Evidentemente l’istruzione paolina va armonizzata comunque con altre scritture e principi a partire dall’educazione! Anche perché, mi ripeto, non si possono omologare tutte le situazioni e far sentire “sleali a Geova” chi ha dei contatti con dei parenti disassociati. Rimango anche io convinto che la disassociazione come la presento in questo post, deve sicuramente generare anche un cambio nei rapporti con i famigliari, ma lascerei la gestione di questa situazione alla coscienza individuale richiedendo almeno di tener conto della coscienza della congregazione (bisogna anche vedere che cosa è successo, se persone nella congregazione sono state danneggiate dal parente espulso e una marea di fattori che gli anziani potrebbero considerare). Gli anziani dovrebbero intervenire quando il testimone attivo giustifica o scusa la condotta peccaminosa del parente, su questo non si può transigere, ma è fuori luogo ficcare il naso nei rapporti privati e non ostentati verso parenti stretti disassociati. Hai voglia poi a raccontare le esperienze di quelli che ringraziano per non aver ricevuto nemmeno una telefonata per anni e grazie a questo sono tornati..le persone non sono tutte uguali! Come i padri sanno bene, non a tutti i figli si può dare lo stesso tipo di disciplina per ottenere lo stesso risultato. Chissà quante esperienze ci sarebbero in senso contrario ma quelle non vanno sulle pubblicazioni.  Che tristezza però se questi parenti tornano per riavere il calore dei loro famigliari! Il figlio prodigo “torna in sé” quando, dopo aver dato sfogo a tutti i suoi istinti, si trova a desiderare di mangiare il pastone dei porci. La presa di coscienza del suo infimo stato provoca in lui un vero pentimento, e comincia a disprezzare la sua scelta. Non è perché i famigliari lo evitano che è spinto a tornare. Di nuovo, che dire se il parente disassociato ha cessato la condotta peccaminosa ma non riprende a frequentare le “adunanze gogna”? I parenti fratelli dovrebbero continuare a trattarlo come quando praticava il peccato? Possibile che non si consideri tutta una serie di differenze nei vari casi e si omologhi tutti alla stessa stregua? Qui non si tratta di non volere accettare un intendimento su cosa sia successo in cielo nel 1914 o nel 1919, qui si tratta di procedure che fanno stare male la nostra coscienza per come comprendiamo le Scritture, per quello che le Scritture realmente dicono. La conseguenza è che se uno si imbatte, suo malgrado, in situazioni come queste o deve osservare quello che dice una procedura dettata dall’organizzazione, ma sentire di distanziarsi dallo spirito delle Scritture, o seguire la propria coscienza illuminata dalla Parola e disattendere la procedura del momento.


O.O.
________________


Risposte a domande specifiche:


1)A 007mission impossible12 gennaio 2014 08:15
Il peccato era già in piazza. Quell'uomo si era messo con la matrigna ed era illegale anche se lei fosse stata vedova (come probabilmente era). Non era una scappatella ma una condizione stabile e notoria (alcune Bibbie traducono il v.1 "dappertutto si ode che fra voi c'è.."). La cosa peggiore è che la congregazione non solo lo tollerava ma se ne vantava pure (v.2 "e voi siete gonfi invece di fare cordoglio?"). La situazione era tale che andava fatta una riprensione pubblica sia per il peccatore ma anche per la congregazione stessa.

2)A Anonimo12 gennaio 2014 22:00
Perché facendo così si imita i farisei i quali, pensando di fare un servizio alla purezza, avevano aggiunto fardelli che le Scritture non contenevano e invece di produrre maggiore purezza producevano ipocrisia. Lo stesso dicasi dei Soferim (gli scribi) i quali dovendo copiare le Scritture pensarono bene di correggere lo spirito santo e sostituirono il nome di Geova con Signore laddove secondo loro il testo (ispirato!) era irrispettoso (??). Invece di farci prendere da inutili patemi e fasciarci la testa prima di romperla sarebbe molto meglio confidare in Geova e dedicare il tempo risparmiato dai CG in attività pastorale di prevenzione.

3)A Anonimo13 gennaio 2014 09:06
Ho scritto omicidio, non omicidio volontario. Comunque in caso di omicidio volontario il trasgressore è già in galera e non può mica presentarsi al comitato giudiziario:-). Ma considera questo caso: entri in casa e cogli un uomo che sta cercando di violentare tua moglie o tua figlia. . Tu gli salti addosso e riesci a sventare la violenza, ma preso da comprensibile rabbia vedi lì vicino una mazza da baseball e con un colpo gli sfondi la testa. È omicidio volontario e saresti processato per questo reato. Ma le situazioni possono essere tante. Un caso di omicidio volontario come ad esempio quello di Whitney citato da Morris, andrebbe trattato come straordinario con procedura ad hoc, lo dico nel post.