Nota informativa

Informativa sulla privacy : Questo blog utilizza i cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per negare il consenso e maggiori informazioni sull'uso dei cookies di terze parti consulta questa pagina : https://proclamatoreconsapevole.blogspot.it/2015/05/politica-dei-cookie-di-questo-sito-in.html

«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»






HOME PAGE

Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

Translate

08/05/15

Alcune considerazioni sui volontari che si sono spesi nell'opera mondiale .




Dopo aver ascoltato la bellissima esperienza di servizio di questa sorella ( mi riferisco alla sorella Lelvira e i suoi ultimi commenti ) mi sono a lungo interrogato e ho scrutato 
nelle scritture, spinto dal desiderio di capire…


Chi deve sostenere economicamente i nominati e i volontari che si spendono per Geova ?
La risposta a questa domanda la dà il più grande CO del nuovo testamento, l’apostolo Paolo. Il 1Tessalonicesi 2:9 leggiamo:“9  Certamente rammentate, fratelli, la nostra fatica e il nostro lavoro penoso. Lavorando notte e giorno, in modo da non porre su nessuno di voi un costoso peso, vi predicammo la buona notizia di Dio. 10  Voi siete testimoni, Dio pure lo è, di come provammo a voi “

Di chi stava parlando l’apostolo Paolo? Lo stesso Paolo in 1 Tessalonicesi 1:1 menziona in apertura della sua lettera se stesso, Timoteo e Silvano (Sila) . In effetti in Atti 18:5 viene menzionato il viaggio missionario affrontato dai tre fedeli servitori per incoraggiare le congregazioni.

Di quale lavoro penoso parla ? Sempre Paolo racconta quale fosse il suo mestiere in Atti 18:3:“3  e siccome era dello stesso mestiere restò nella loro casa, e lavoravano, poiché erano di mestiere fabbricanti di tende. “  Sì, Paolo lavorava ed anche intensamente ! Ma non lavorava da solo ! Perché diciamo questo ? Perché in 1 Tessalonicesi 2:9 Paolo parla al plurale, riferendosi anche a Timoteo e Sila. 

Ma Paolo alternava periodi di lavoro a periodi di servizio ? Atti 18:4 indica chiaramente che Paolo faceva entrambe le cose, si organizzava:“4  Comunque, ogni sabato pronunciava un discorso nella sinagoga e persuadeva giudei e greci.”Naturalmente il suo tempo e le sue energie erano vincolate e non dedicava tutto il tempo che desiderava al servizio.

Perché anche Timoteo e Sila decisero di lavorare con Paolo ? Atti 18:5 continua spiegando cosa fece Paolo, non appena fu raggiunto da Timoteo e Sila che evidentemente gli dettero una mano nel portare a termine il suo lavoro.. “*5  Or quando Sila e Timoteo scesero dalla Macedonia, Paolo si occupava intensamente della parola, testimoniando ai giudei per provare che Gesù è il Cristo.” Libero dai carichi di lavoro potè intensificare l’opera grazie al sostegno dei due compagni d’opera. Quindi tutti e tre si alternavano tra servizio e lavoro, in armonia con le parole che rivolse liberamente ai Tessalonicesi in 1Tessalonicesi 2:9, dove in effetti incluse nuovamente nell’opera lavorativa ancora Sila e Timoteo.

Ecco perché Paolo era libero di parola davanti a tutti i conservi come leggiamo in Atti 20:34 “34  Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di quelli che erano con me” (dove a quelli che erano con me intendeva plausibilmente ai suoi compagni d’opera)

Fù facile per loro fare tutto ciò ? In 1 Corinti 4:11,12 Paolo stesso decide di aprirsi ai Corinti e spiega la loro condizione:
“11  Fino a questa stessa ora continuiamo a soffrire la fame e la sete e ad essere scarsamente vestiti* e ad essere maltrattati e a stare senza dimora12  e a faticare, lavorando con le nostre proprie mani.”

Cosa spinse Paolo, Sila e Timoteo come anche altri a compiere simili sacrifici ? E’ evidente che alcuni unti si sentissero liberi di non provvedere alle necessità materiali di familiari e conservi perché troppo occupati nelle attività teocratiche. Ragione per cui Paolo in 1Timoteo 5:8 fu spinto a dire “8  Certo, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede.*” Ovviamente Paolo era assolutamente libero di parola in merito e volle che anche gli altri compagni (Timoteo e Sila) lo fossero. Non voleva che sorgesse alcuna scusa che spingesse risorse economiche a ciò che non fossero il leale sostegno di sé stessi e dei propri cari. Ovviamente in questo caso specifico applicò la scrittura al sostegno dei bisogni delle vedove, e quindi in senso più ampio all’opera. Paolo non volle porre alcun  costoso peso al popolo di dio.

Significa questo che non dovremmo contribuire all’opera dei volontari del Regno?
Naturalmente Paolo non volle lasciare in sospeso nemmeno questo punto e aggiunse in 2 Corinti 11:9 “9  eppure quando ero presente presso di voi e fui nel bisogno, non divenni un peso per nessuno, poiché i fratelli che vennero dalla Macedonia supplirono abbondantemente alla mia indigenza. Sì, in ogni modo mi astenni dall’esservi di peso e me ne asterrò.” Non chiese mai più del necessario. I suoi bisogni erano stati coperti dai fratelli Macedoni, e tanto bastava”

Il pensiero di Paolo era in armonia con quello degli apostoli ? Era passato del tempo da quando Gesù era morto. Gli apostoli e alcuni discepoli si frequentavano, e continuavano a supplire alle proprie necessità. In Giovanni 21:2,3“2  Erano insieme Simon Pietro e Tommaso, che era chiamato Il Gemello, e Natanaele di Cana di Galilea e i figli di Zebedeo e altri due dei suoi discepoli. 3  Simon Pietro disse loro: “Vado a pescare”. Essi gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. Uscirono e salirono sulla barca, ma durante quella notte non presero nulla.” Con quanta naturalezza disse Pietro: “vado a pescare”. Nessuno rimase sorpreso. Ma la barca non si materializzò dal nulla, né tanto meno gli altri astanti erano nuovi a questa attività. Pietro aveva anche una famiglia e in armonia a quanto detto da Paolo, doveva provvedere anche ai loro bisogni materiali. In nessuna parte dei vangeli si rilegge della moltiplicazione dei pani e dei pesci per ragioni diverse da quelle indicate nei Vangeli stessi. Quindi possiamo desumere che anche gli apostoli partecipassero ad attività lavorative che gli permettessero di non gravare economicamente sui discepoli.

Ma Geova si è mai espresso in merito ? Lasciamo ancora una volta che sia la sua parola a rispondere: In Neemia 13:10 leggiamo “10  E venni a sapere che le stesse porzioni dei leviti non erano state date [loro], tanto che i leviti e i cantori che facevano il lavoro erano fuggiti, ciascuno al suo proprio campo.” I leviti fuggirono al proprio campo ? In effetti, anche se dedicati al sacro servizio Geova provvide loro i mezzi di sussistenza necessari affinchè non gravassero economicamente su nessuno che non fosse un donatore volontario. Ad ogni modo, anche alla fine del loro sacro servizio al cinquantesimo anno di età, essi tornavano ai propri possedimenti e provvedevano alle proprie necessità. Numeri 8:23-26 “ 23  Geova ora parlò a Mosè, dicendo: 24  “Questo è ciò che si applica ai leviti: Dai venticinque anni in su egli verrà per entrare nella compagnia del servizio della tenda di adunanza.25  Ma dopo l’età di cinquant’anni si ritirerà dalla compagnia di servizio e non farà più servizio. 26  E deve servire i suoi fratelli nella tenda di adunanza avendo cura dell’obbligo, ma non deve rendere servizio. Farai così ai leviti nei loro obblighi”.

Chi aveva provveduto i terreni ai leviti ? Geova sapeva che avrebbero dovuto lavorare per lui in modo esclusivo, pertanto stabilì che ricevessero una rimunerazione. Come protezione per i leviti, i loro campi non potevano essere venduti; questo perché i leviti non avevano eredità terriere individuali: avevano soltanto ricevuto case nelle città levitiche e i pascoli circostanti. Se un levita vendeva la sua casa in una città levitica, manteneva il diritto di ricompra, e al Giubileo, al più tardi, ne rientrava in possesso. — Le 25:32-34. Quando si raccoglievano i frutti della terra, non ci si doveva dimenticare del grande Proprietario di tutto il paese produttivo. Mediante la disposizione delle decime, un decimo del prodotto doveva essere devoluto al sostentamento dei leviti, affinché continuassero a svolgere le loro importanti mansioni relative all’adorazione di Geova, per il bene spirituale di tutto Israele. — Nu 18:21-24; De 14:22-29.

Ma in Neemia 13:10 si dice che anche i cantori avevano terre !? In Neemia 7:1 viene indicato che portinai e cantori avevano privilegi simili ai leviti, anche se incarichi differenti. Davvero Geova provvedeva a tutti quelli della propria casa !


Conclusioni

Geova non ha mai chiesto ai suoi servitori di non lavorare e di essere sostenuti totalmente e ciecamente, e questo valeva sia per chi servisse come evangelizzatore che per coloro che servivano alla Betel di allora. Tutti coloro che non potevano lavorare a tempo pieno per varie ragioni ricevevano tutti i mezzi necessari perché una volta conclusa l’opera potessero provvedere ai propri bisogni lavorando onestamente. Nessuno poteva recare biasimo al nostro amorevole creatore. Naturalmente poiché Geova non è cambiato, Paolo fù attento nel far comprendere la giusta ottica dei nuovi 
servitori del Regno.

Non dovevano pesare più del necessario e dovevano avere il tempo di provvedere alle proprie necessità. Mai nessuno riebbe privilegi simili ai leviti nel primo secolo, ma se ci fosse stata necessità gli anziani di allora avrebbero preso tutti i provvedimenti necessari affinchè nessun servitore di Geova si sarebbe dovuto 
trovare nell’indigenza. Come coerentemente ribadito dalla sorella Lelvira, Geova scruta tutto e nulla gli sfugge. Pertanto agisce in armonia al suo nome e ottempera anche là dove l’uomo è carente. Ma colui che viene trovato mancante nel proprio ruolo, colui che sfrutta l’opera dei propri conservi senza tener conto delle necessità materiali che costoro possono avere una volta terminato il servizio levitico, dovrà rendere conto a Geova e con una valida motivazione onde non venire giudicato secondo le parole di Paolo in 1Timoteo 5:8. 

Questo non significa che ci si aspetti la perfezione, né si vuole puntare il dito contro nessuno. Resta tuttavia evidente che le scritture esauriscono ampiamente l’argomento. Se vogliamo essere benedetti da Geova è necessario che agiamo in armonia con i suoi propositi. Ma noi che amiamo i nostri fratelli, gli unti e il C.D. suggeriamo una soluzione al problema in sintonia con i pensieri bibblici, che naturalmente è a voi sottoposta per un dibattito esaustivo:

RISOLUZIONE

La risoluzione è articolata in vari punti che elenco di seguito:

1.  Tutti coloro che si dedicano temporaneamente al servizio alla Betel ( 2 - 25 anni ) devono essere in possesso di una qualifica che gli permetta di essere sempre autosufficenti (parliamo di qualifica artigianale, fabbro, parrucchiere, elettricista, ecc) oppure deve essere insegnato loro un mestiere qualificato alla betel.

2.   Tutti i fratelli devono lavorare e conservare la propria professione, quindi verrà loro richiesto di continuare a lavorare autonomamente a part-time o in periodi predeterminati dell'anno anche durante il servizio in Betel. Pertanto se le attività in Betel saranno differenti (editoria), saranno sempre a tempo parziale su più turni, così che ognuno possa lavorare nel tempo restante. Nel caso di pionieri e CO la gestione è più semplice

3.   Tutto il servizio reso è sacro servizio, rientra nei rapporti mondiali su una voce a parte ma di egual peso e valenza.

4.   Tutti i volontari ricevono una piccola assicurazione sanitaria obbligatoria a carico dell'organizzazione e resa trasparente nei bilanci pubblicati e rendicontati all'Ekklesia mondiale e locale.

5.   Tutti i volontari ricevono per la loro opera un versamento su un fondo pensione + fondo gestione  nominativi (le congregazioni di provenienza e i familiari e gli stessi volontari possono effettuare versamenti supplementari) che viene sciolto al momento della fine del servizio (può essere sospeso temporaneamente per situazioni temporanee). Il fondo gestione è la liquidazione del volontario e va rendicontato trasparentemente nei modi appropriati all'intera Ekklesia .

6.   Tutte le nuove congregazioni devono avere almeno un miniappartamento ( o più di uno  gestito dall'Ekklesia locale e non solo dagli anziani ) a disposizione dei fratelli che hanno dedicato la vita al servizio (pionieri speciali, CO, beteliti). Sarà reso disponibile primariamente ai fratelli beteliti di origine della congregazione, ed esteso ad altri previa richiesta e autorizzazione
da parte dell'Ekklesia locale. In tal modo le congregazioni potranno beneficiare e toccare con mano delle benedizioni di una vita di servizio. Naturalmente possono anche essere dati in affitto calmierato temporaneo a coloro che sospendono temporaneamente il servizio per problemi familiari o di salute. Ritengo che in tal modo nessuno verrà più abbandonato a sè stesso, tutti potranno dedicarsi a Geova responsabilmente sicuri che nè Geova, nè il suo popolo li abbandoneranno mai. Una eccellente testimonianza che darà vero valore all'incoraggiamento di offrire la propria vita al sacro servizio.
Da un collaboratore SIGISMONDO
______________________________________

06/05/15

Richiesta contribuzione economica da parte del C.D.


Inviato da SIGISMONDO


Ieri, su segnalazione degli amministratori del blog, ho voluto ascoltare il discorso di Stephen Lett in merito alle contribuzioni volontarie a livello mondiale.E’ la prima diretta mondiale in italiano del sito TV della società in broadcasting. In realtà ci si aspetterebbe un sentito ringraziamento per il contributo dato da tutti in quest’opera, con ampia spiegazione di come si è arrivati a questo punto. Fino ad oggi tutto il materiale caricato era in lingua inglese (in realtà americano, più difficile da capire perché con inflessione dialettale più veloce) e quindi non accessibile alla maggioranza.

  Dopo la presentazione di pochi minuti parte subito la richiesta, da parte di tutto il corpo direttivo, di maggiori contribuzioni all’opera del Regno.Si introducono per alcuni minuti le contribuzioni date sotto forma di servizio  e sotto forma di lavoro nell’opera volontaria edile e nelle sale, nei comitati di costruzione, ecc. Dopo circa 5-10 minuti (la trasmissione dura 90 minuti) Stephen Lett introduce questa frase:
“E adesso esaminiamo alla prima forma di contribuzione che vi è venuta in mente”

Devo essere sincero, mi ha strappato un sorriso. Perché ? Perché è evidente che chi opera nel servizio continuo nelle sue varie forme non è assolutamente in grado di contribuire economicamente all’opera mondiale, in quanto esso stesso ha necessità che devono essere coperte. Quindi in effetti tutti pensano subito alla parte economica della richiesta.Un volontario che dedica tempo all’opera nelle sue varie forme può contribuire economicamente in due modi:

-    Autofinanziandosi, con un lavoro part-time o a tempo pieno
-    Attingendo da forme di autofinanziamento (tradotto: benestante)


Diversamente avrà sempre necessità materiali che vanno coperte. I pionieri e i CO hanno spese di auto, assicurazione, spese personali, alcuni hanno spese di affitto, ecc. Tutto ciò è assolutamente normale.Tutti coloro che si dedicano coscientemente al Regno dopo il battesimo, dedicano la vita al Regno e lo sostengono perennemente col servizio volontario in tutte le forme in cui gli è possibile.In realtà se non lo facessero sarebbero inattivi, ma questa è un’altra storia.Ecco perché l’argomento che si stesse espressamente facendo una richiesta economica è scontato sin dai primi istanti e perché la cosa mi ha fatto sorridere.

  Correttamente Stephen Lett ha comunque girato intorno all'argomento nei primi istanti, anche in queste questioni ci vuole “savoir-faire”. Bravo !

  E veniamo alla richiesta economica.

Stephen Lett ha sorprendentemente fatto presente che arrivano richieste di trasparenza finanziaria al CD attraverso i CO di tutto il mondo ed esamina la questione della vendita degli edifici della Betel di Brooklyn direttamente e indirettamente in altre parti del mondo.Naturalmente parla anche dell’opera faraonica di Patterson, ma non entra nel dettaglio. Avere cifre più precise e una spiegazione più dettagliata sarebbe forse stato più opportuno, ma la carne sul fuoco è tanta davvero.

  Per almeno due volte Lett spiega che l’argomento non deve creare imbarazzo perchè non crea imbarazzo a Geova (introduce la scrittura di Esodo). E spiega quanto è stata estesa l’opera di traduzione anche in lingue minoritarie, come la necessità di nuove sale del Regno e del fraintendimento sul condono dei prestito per la costruzione delle sale del Regno. Su questo mi trova assolutamente d’accordo. Il CD ha operato a livello mondiale dimostrando di adempiere con impegno a MT 24:14. Anche se alcune scelte sono opinabili, su alcuni fronti hanno fatto davvero cambiamenti importanti. Criticare diverse scelte è come sparare sulla croce rossa, quindi nessun commento.  L’opera nel complesso c’è e questo è eccellente.

  Stephen Lett enuncia chiaramente lo scopo dello schiavo: continuare con questo slancio (+3000 sale del regno ogni anno), perché altrimenti dovranno rallentare. Per il CD è una corsa contro il tempo. Qui sarebbe stato forse opportuno spiegare il motivo di questa fretta. Sappiamo perfettamente che stà per arrivare la fine di questo sistema, si poteva forse evitare di costruire qualche sala del Regno (gli affitti sono scesi enormemente) e impiegare diversamente quei soldi ? Non saprei.

Alcune considerazioni ragionevoli

  Si poteva chiedere al gregge come poteva contribuire in tal senso attraverso il web ? Si poteva fare un sondaggio on-line?  Bè, lo schiavo ha fatto le sue scelte in autonomia fiducioso che il popolo lo avrebbe sostenuto a mano bassa. Questa è una cosa che molti contestano. Ma il fatto che ascolti le richieste attraverso i CO è indice che si rende conto di aver tagliato il cordone con il gregge. Sarebbe opportuno ripristinare questo contatto.

A dire il vero lo Schiavo parte dal presupposto che non sarà sempre alla guida terrena dell’organizzazione, ragione per cui ha deciso di delegare tutto ai locali corpi degli anziani. Ma questo non è in armonia con lo spirito di Geova, che invece ascolta direttamente tutte le richieste dei suoi servitori, non delegano questo rapporto a nessuno. E’ vero, il CD è una cosa a parte, ma un contatto diretto và ripristinato. Se il CD saprà recepirlo solo il tempo lo potrà dire.
Il CD si rende anche conto che devono ottimizzare i costi di gestione, di produzione nuove sale e delle sale locali. In effetti l’argomento è spinosissimo, ma Stephen Lett lo affronta con grande maestria.

  Onestamente non sono arrivato sino alla fine, mi sono fermato all'esperienza del fratello che abbandona il lavoro per partecipare alle proprie adunanze. Nel complesso perde un lavoro e ne trova uno meno remunerato, ma alla fine partecipa maggiormente all'opera di predicazione e alle adunanze del suo turno.
Devo capire meglio perché questa parte del filmato e mi spiego meglio: se perdo il lavoro non posso più contribuire come un tempo. Se ne trovo uno meno remunerato potrò contribuire meno economicamente e più nella predicazione. E in effetti introduce l’illustrazione della vedova che dà quel che può, ovvero le sue due monetine. La verità è che mi sembra non in sintonia col contesto, perché qui non bastano due monetine, serve molto di più.

Perdonatemi, non è una critica. Il mio più grande difetto è che vado al sodo. Se serve qualcosa, quantificatemi cosa serve e perché. Se lo reputo necessario lo si provvede anche largamente.

Cosa reputo necessario ?


- Capire come si fanno a spendere 12.000 € per una singola sessione di assemblea, nella nostra zona siamo sempre in deficit perché i fratelli non contribuiscono mai a sufficienza, I fratelli vogliono solo capire perché non avendo più pranzo, acqua, caffè ecc, ci sono tutte queste spese e come vanno spesi tutti questi soldi. Basta un foglio excel on-line, non abbiamo un sito web italiano che potrebbe ospitare una rendicontazione trasparente ?

Risultato: molti non contribuiscono più, borbottano ogni volta che viene letto il resoconto e ognuno dà secondo ciò che si sente nel suo cuore. Ma non basta, e non credo sia tutta colpa del gregge.


- Nelle locali congregazioni vengono letteralmente imposte risoluzioni sulle quali non è possibile nemmeno riflettere in famiglia. Se il numero di coloro che sono a favore è maggiore di coloro che sono contro tutti sono obbligati.
La verità è un’altra. Chi ha alzato la mano si fa carico della risoluzione. Chi non se la sente non alza la mano. Sconsiglio a tutti di alzare la mano contro, è un tabù ! Alzare la mano contro una risoluzione viene interpretato come :  ”non sostengo più l’opera del Regno, non adempio al mio voto di giuramento fatto il giorno del battesimo, quindi  non contribuisco”
Ecco perché non si può votare contro. Ma se non si è d’accordo con la risoluzione non si deve contribuire per forza. Per coerenza non si alza la mano e si continua ad agire in armonia con i principi biblici ribaditi anche nel video di Lett: ognuno darà volontariamente e non per forza.


-   In merito ai lavori nelle sale del regno, se non si è d’accordo su come vengono spese in genere le contribuzioni, è possibile inserire la propria contribuzione in una busta indicando chiaramente per cosa si intende contribuire: “bollette”, “affitto”, “ristrutturazione del podio”, “wi-fi”,”manutenzione ordinaria”, “manutenzione straordinaria”, ecc
In genere chi riceve un’offerta mirata e chiara, per lealtà deve rispettarne lo scopo. Diversamente reca su se stesso un giudizio. Ma su questo in genere i fratelli sono molto attenti.

 Si vede la luce in fondo ?


-  E veniamo al discorso di Stephen Lett, l’opera mondiale. Come giustamente detto da Fineas, NESSUNO di noi verrebbe vedere venir meno l’opera dello schiavo. Che il CD debba fare degli aggiustamenti è evidente, ma oltre a lui nessun altra organizzazione mondiale sta seriamente provvedendo
all'adempimento di MT 24:14. Quindi credo che l’opera, che ne approviamo o meno la gestione, debba essere indubbiamente sostenuta. Questo è sicuramente in armonia col voto che abbiamo fatto. Non pensiamo che bastino 2 monetine. Ce ne vorranno molte di più. Ma piuttosto che contribuire per una risoluzione sgradita penso sia più opportuno contribuire per l’opera mondiale. Naturalmente sempre in base a ciò che ognuno sente nel proprio cuore.

Ma la macchina burocratica non è un gigante che rischia il collasso ? Forse si. Questa è in effetti la resa dei conti. Se Geova benedice l’operato dello schiavo, lo scoglio finanziario sarà superato, ma molti cambiamenti a livello locale sono ormai inevitabili.
Nel complesso il video mi è molto piaciuto. E’ un primo passo di avvicinamento del CD al gregge.  Ho sinceramente apprezzato molto il senso di umiltà e lo sforzo fatto dal CD. L’argomento è imbarazzante non per Geova, ma per coloro che devono rendere conto di come amministrano ai vari livelli. E’ una svolta importante. Meritano tutto il sostegno possibile. Oggi per la prima volta possiamo avere la sensazione di sapere dove e come verranno impiegate le nostre risorse economiche. Naturalmente sono ben lieto di confrontare le mie impressioni con le vostre.


Un abbraccio


____________________

05/05/15

14° RIFORMA : CAMBIO NELLA PROCEDURA DELLE RISOLUZIONI IN CONGREGAZIONE .


pubblicato per la prima volta nell'ottobre 2014


14° PROPOSTA di RIFORMA :
 RISOLUZIONI NON PIU'
A SORPRESA MA CONDIVISE !
 
APPROVATE ? Chi è d'accordo alzi la mano
nel 99,99% votazioni
approvate a maggioranza plebiscitaria !!!


Oggi la prassi che viene seguita nella congregazione e nelle riunioni degli anziani alla sala congressi locale , prevede una proposta redatta dai Responsabili alla platea senza dare nessun preavviso e possibilità di proporre qualcosa di diverso.

Nel caso della congregazione locale, gli anziani si radunano in privato e deliberano dopo una breve discussione l'importo di una X somma da devolvere per una data questione Y  e sarà poi presentata alla congregazione senza preavviso, di consueto al termine dell'adunanza infrasettimanale (quando l'uditorio è stanco e non nel pieno possesso della lucidità mentale) per essere approvata con metodo democratico con alzata di mano .

Viene anche data la debole possibilità di poter dire o chiedere pubblicamente delucidazioni o chiarimenti li al momento, ma pochi si avvalgono di questa possibilità data all'improvviso e senza un attimo di riflessione. Così come una routine di ispirazione Bulgara le risoluzioni vengono approvate nel 99% dei casi una percentuale troppo alta per non lasciare adito a qualche dubbio sulla sua correttezza procedurale.
 

Vista la procedura obsoleta e poco corretta nei confronti di Geova e dei principi biblici di onestà, trasparenza, fidatezza, limpidezza , amore e benignità si chiede la modifica di tale procedimento teocratico sostituendolo con uno più inclusivo del pensiero della fratellanza.

Proposta di Riforma

In vista di quanto espresso sopra nei paragrafi precedenti, proponiamo di procedere in questo modo
ragionevole e teocratico :

1  Quando gli anziani propongono una risoluzione la dovrebbero annunciare per tempo  a tutta la congregazione. 2 o 3 settimane sarebbero un periodo ragionevole.

2  Da quel momento si danno 2-3 settimane di tempo ai fratelli per proporre una loro risoluzione o proposta in merito, che andranno consegnate e accettate dagli anziani.

3  Dopo 14 giorni all'adunanza di servizio si leggeranno tutte le proposte ricevute,  si darà un ulteriore settimana di tempo di riflessione sulle proposte ricevute dalla fratellanza.

4  All'adunanza di servizio della settimana successiva si voteranno tutte le risoluzioni , quella che avrà ottenuto il maggior numero di voti dei proclamatori battezzati  sopra i 21 anni , sarà quella approvata dalla congregazione e vincolante per la congregazione. 


Per quanto riguarda le risoluzioni dei Congressi si potrebbe applicare un sistema simile.



La Resistenza Teocratica Italiana
 
-----------------------------


13° RIFORMA : INTRODUZIONE DELL'IMPEACHMENT NELLE DISPOSIZIONI TEOCRATICHE IN CONGREGAZIONE !!!






La messa in stato di accusa o impeachment (dall'inglese «imputazione») è un istituto giuridico col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora abbiano commesso determinati illeciti nell'esercizio delle loro funzioni. Nel nostro caso riguarda chi amministra la cosa pubblica relativa agli INTERESSI del REGNO . Già ai tempi di Russel era previsto l'Impeachment a certe condizioni e ciò valeva anche per il Presidente della Società e i suoi Direttori.

Questa possibilità di accusare legittimamente e lecitamente chi abusa del suo potere o compie atti di corruzione nell'esercizio delle sue funzioni o incarichi Teocratici, rende più sicura e stabile la Teocrazia, consentendo una elevata affidabilità oltre che una accresciuta fiducia nei rapporti tra i servitori di Dio. Ad esempio una congregazione che notasse atti di abuso da parte di un corpo di anziani locale ,potrebbe avvalersi dell'Impeachment per rimuovere anziani che hanno perso la loro spiritualità e onestà teocratica. Oppure un corpo di anziani potrebbe a ragione esercitare questo diritto nei confronti di un sorvegliante di circoscrizione dedito ai piaceri di questo mondo anziché all'opera del Signore. D'altro canto potrebbe riguardare anche un comitato di filiale che non adempie alle sue responsabilità lealmente e onestamente.

Equilibrio dei poteri nell'Israele antico

In Israele ai tempi della monarchia teocratica ,Geova aveva stabilito un equilibrio di poteri. Il re era considerato il condottiero della Nazione e guidava l'esercito in guerra quando veniva attaccato dai nemici , il sacerdozio rappresentato dal Sommo Sacerdote in carica a vita e comunque fino a che si manteneva leale a Geova si occupava del lato spirituale della Nazione e serviva da bilanciamento dei poteri a volte anche redarguendo e consigliando apertamente il Re che sbarellava dalle disposizioni ispirate da Dio.

Ma non finisce qui. Geova nella Sua Saggezza e Giustizia , aveva stabilito una figura unica e al di fuori dei poteri ufficiali , una figura che non proveniva dalla classe reale o sacerdotale ma da chiunque dal popolo di Israele,il popolo di Geova. Molte volte Geova suscitava profeti per smascherare l'unto di Geova ,il re di allora, altre volte parlavano contro il sacerdozio complice di atti idolatrici nelle loro funzioni sante al tempio di Dio. Altre volte i profeti lanciavano messaggi di speranza per il popolo e comandi Divini su come il re e il popolo dovevano comportarsi in presenza di pericoli per la Nazione di Dio.

Nell'antico Israele quindi , Geova poteva usare chi voleva , far sorgere dei profeti quando ne sorgeva la necessità e indicare istruzioni per la salvezza del popolo anche in tempi in cui i nominati ufficiali
si dimostravano inadempienti alle leggi divine.

## Vedi Perspicacia alla voce Profeta

Era già in atto ai tempi degli Studenti Biblici


Dato che non è una vera e propria Riforma essendo già in essere tra gli Studenti Biblici oltre 100 anni or sono, sembra ragionevole reintrodurre la possibilità per la congregazione locale e non solo, di procedere con  l'Impeacment di nominati che in modo LAMPANTE e PROVATO da FATTI NOTI si comportino in modo diverso dagli insegnamenti e i principi esposti nella Parola di Dio la Sacra Bibbia.


Speriamo che il corpo direttivo prenda in esame queste proposte ,  nel frattempo continuiamo lealmente a servire Geova spalla a spalla mentre  predichiamo strenuamente la buona notizia del Regno in adempimento della profezia di Matteo 24:14 .

Saluti cristiani


Pubblicato per la prima volta in ottobre 2014
 rimesso in home page oggi 5 maggio 2015










_________________________________________________________________________________

04/05/15

JW . streaming 3 maggio 2015 - Discorso di Gerrit Losh e Patrik La Franca in italia.

Seconda parte dell'adunanza speciale




Il fratello Patrik La Franca ha trattato il capitolo 19 di Matteo versetti 16-26. Nella sua esposizione ha posto l'accento sulla domanda del giovane ricco "Che mi manca ancora ?" e sull'insegnamento di Gesù " A Dio ogni cosa è possibile ". Ha fatto alcune applicazioni pratiche .

Il giovane ricco si credeva a posto con Dio perché applicava tutta la legge ma il suo problema era quello di essere troppo attaccato ai beni materiali più che a Dio. Non era disposto a fare cambiamenti ma con l'aiuto di Geova avrebbe potuto vincere questa sua debolezza se solo lo avesse chiesto invece di andarsene addolorato. Accettiamo l'aiuto di Geova, Lui può aiutarci a compiere ciò che è impossibile all'uomo!

Il fratello ha narrato alcune esperienze tra cui quella  di una donna che svolgeva il ruolo di presidente di una associazione per i diritti degli omosessuali nel suo paese. Si è dimessa da quell'organizzazione spiegando a tutti i suoi ex amici attivisti la sua decisione , si è battezzata nel 2009 e dal 2010 serve a tempo pieno come pioniera.

Mancava una applicazione e la aggiungo io: L'organizzazione potrebbe dire pensando alle riforme bibliche  NON POSSO FARLO ,ma se ci affidiamo a Geova possiamo farle !!! A Dio ogni cosa è POSSIBILE, non dobbiamo ingigantire le riforme e paralizzarci davanti alle sfide ! Solo una cosa è impossibile a Geova .    Mentire !! Geova non può mentire dice la bibbia .

Chiediamo quindi a Geova  Cosa ci manca ?  E poi sforziamoci di ricercare la guida di Dio ! Per quanto riguarda l'opera del regno e le promesse future ,Geova farà l'impossibile per le Sue creature.



Discorso di Gerrit Losh


Introduzione:
La bibbia in italiano non è ancora pronta !
(Risate dell'uditorio ...........)

Geova non forza nessuno a compiere la Sua opera. Compiamo l'opera volontariamente e principalmente per amore di Geova .Se compiamo l'opera di predicazione non ci guadagniamo la salvezza.

 Il battesimo serve da protezione per i nostri figli. Non basta l'adorazione in famiglia ,dovete studiare con ogni figlio individualmente . I giovanissimi affrontano molte pressioni a scuola. Hanno bisogno dell'aiuto dei genitori e di Geova. 

Il fratello Losh narra l'esperienza di un bimbo battezzatosi a 5 anni e che ora svolge l'opera di pioniere .

Rivolge un appello ai genitori : non trattenete i vostri figli dal fare progresso ma incoraggiateli a diventare molto presto proclamatori non battezzati della buona notizia e poi dedicarsi a Geova.

Non dobbiamo divenire giusti ai nostri occhi. Partecipare alla predicazione non è sufficiente per un cristiano. Dobbiamo fare del bene ad altri e senza distinzione . Quando Gesù parlò di opere eccellenti si riferiva in primo luogo al fare del bene agli altri in senso generale compiendo buone azioni verso di loro . 

Gesù parlò dei doni di misericordia e non si riferiva alle contribuzioni materiali al tempio ma ad opere di bene. Dobbiamo essere equilibrati quindi,compiendo l'opera di predicazione e facendo del bene al nostro prossimo . Tutte e due questi aspetti sono fondamentali per il cristiano e vanno fatti con la giusta motivazione : l'amore .
L'amore per Geova e per il prossimo.

Offriamo sacrifici di lode con le labbra , e non DIMENTICHIAMO di fare il bene e di CONDIVIDERE con altri dice la Bibbia.



Conclusione e preghiera .


Un collaboratore






________________________________________________________________________________

03/05/15

JW STREAM Betel Roma : Commenti al discorso di Gerrit Losh e Patrik La Franca - Maggio 2015




Il 3 maggio si è conclusa la visita alla filiale italiana del rappresentante del corpo direttivo il fratello Gerrit Losh accompagnato da Patrik La Franca. In collegamento streaming erano all'ascolto tutte le congregazioni italiane e di altri paesi curati dalla filiale Romana. Il totale dei presenti è stato di .....



Highlight -Aspetti salienti 1° Parte

2° Parte http://jw-streaming-3-maggio-2015-discorso-di.
 
 

Dopo la preghiera e il cantico ha iniziato l’adunanza speciale il fratello Comodi.
Tema :
 I progressi dell’opera del regno , nel territorio della filiale
 
  • Nel 1946 in italia c'era una sola circoscrizione  percorsa dal fratello Fredianelli
  • Oggi la filiale italiana nel complesso cura 182 circoscrizioni con 251.650 proclamatori.
  • 34.185 massimo dei pionieri regolari raggiunto questo anno di servizio.
  • La SKE ( School Kingdom Evangelizer) parte in italia con 800 domande ricevute
  • Le prime due Classi della SKE inizieranno il 20 agosto 2015 si terranno rispettivamente
  • Una alla sala congressi di Forchia e l’altra in quella di Roseto degli Abruzzi.
  • Anche la sala congressi di Bitonto si aggiungerà a breve alle due menzionate .
  • Entro la primavera 2016 saranno già tenute 8 classi della SKE.
  •  


Testimonianza pubblica speciale nelle aree metropolitane
 
  • Iniziata il 1°  maggio del 2013 a Roma e si è estesa in altre otto città metropolitane.
  • Risultati – negli scorsi nove mesi circa 4.600 interessate hanno richiesto una V.U.
  • Si sono iniziati 265 studi biblici
  •  
Territori sotto la cura della filiale italiana
 
  • San Marino , Israele e altri  paesi dove l’opera è sotto restrizione.
  • Oltre 1300 fratelli provenienti dall’italia e da altri 6 paesi del mondo quest’anno hanno partecipato ad una Campagna speciale in Israele.
  • Nei Territori Palestinesi ci sono circa 70 proclamatori.
  •  
Costruzione dei luoghi di adorazione
 
  • Dal gennaio 2014 è stato formato il reparto Costruzioni e Progetti della filiale.
  • Ci sono più di 10 servitori che sono rappresentanti sul campo, cercano il necessario per avere permessi di costruire .
  • Ci sono oltre 100 Programmi di Ricerca attivi .
  •  10 Squadre di Costruzione con oltre 70 fratelli impiegati a tempo pieno.
  • Pronti 27 Progetti di cantieri che partiranno nei prossimi mesi.
  • La Sala Congressi di Cameri sarà dedicata nel 2016.
  • Oltre 400 progetti di costruzione e ristrutturazione sono da valutare nel futuro.
  • 615 Domande ricevute alla filale,di fratelli disponibili a lavorare nei progetti
  • 103 domande di servitori a tempo pieno
  • Oltre 4000 domande per lavorare a disponibilità limitata.
  •  
Opera in lingua Tagalog
 
  • Aperte due circoscrizioni in Europa nel 2014 che abbracciano 10 nazioni .
  • Intervista registrata al C/O  Cinti e consorte sull’opera in una circoscrizione Tagalog europea.
Fratello Comodi in gamba , un po' emozionato ma gioca a suo favore perché lo rende normale. Bravo.
Punti da riconsiderare dal Manuale della Scuola.
Calore e sentimento
Naturalezza
Modulazione

Intervista Cinti : troppo pomposa e impostata mancava di spontaneità e naturalezza eppure quella dovrebbe essere un esperienza straordinaria si potevano raccontare alcuni aneddoti
simpatici invece che pompare sulle parole . Le interviste migliori
sono sempre quelle vere e realistiche che raccontano le cose come sono in tono positivo e allegro.
 
 continua.............
2° Parte http://jw-streaming-3-maggio-2015-discorso-di.
   

 

Aspetti positivi per l'Ekklesia











_________________________________________________________________________________

02/05/15

Testimoni di Geova : Una TEOCRAZIA DIVERSA e più simile agli insegnamenti di Gesù è possibile già da adesso !




Testimoni di Geova :
Una TEOCRAZIA DIVERSA e più simile agli insegnamenti di Gesù è possibile già da adesso !


Applicando gli insegnamenti di Gesù si ottengono
risultati positivi .






Cari fratelli e amici ho il piacere di condividere con voi la mia riassociazione.
Ebbene si, con un annuncio di 5 secondi,  improvvisamente sono passato dall'essere invisibile alla materializzazione. Ora sono troppo felice e nello stesso tempo disorientato nei sentimenti e nelle emozioni . Magari con più razionalità esprimerò meglio le sensazioni, le incongruenze,  gli sbalzi emotivi e anche le lezioni che si affrontato e imparano con questa esperienza. Ho sempre affermato che la disassociazione è un provvedimento giusto e anche nel mio caso l'ho "giustamente" meritata. Il resto, riguardante l'ostracismo, è stato ampiamente dibattuto e commentato nel blog. 

I fratelli usano internet per aiutarsi l'uno con l'altro fino alla fine di questo sistema di cose !

Intanto posso dire che la mia fiducia in Geova non è mai venuta meno e sono grato a Geova che mi abbia sostenuto nei momenti difficili aiutandomi a risollevarmi spiritualmente. Voglio ringraziare immensamente tutti voi del blog, perchè per quanto alcuni ne possano pensare male, qui ho trovato la pratica e non la teoria, la concretezza ,l'amore cristiano incondizionato, l'incoraggiamento e il sentirmi compreso anche se non ci siamo mai conosciuti e incontrati. Grazie per non avere avuto pregiudizi, per avermi ascoltato senza bannare i mie commenti in quanto disassociato. Ho percepito,  qui nel blog, apprezzamento per la persona, la libertà di espressione e di confronto. Siete stati tutti di incoraggiamento e grande forza.

I post spirituali e profondi, i commenti belli e quelli critici/costruttivi, la voglia di riforme ecc, mi hanno fatto capire che in ultima analisi, il desiderio di tutti è servire Geova nel migliore dei modi e in sintonia con il "Suo" pensiero. Grazie ancora di cuore. Vi voglio bene.....continuate cosi, sono certo che coloro che leggono il blog vi trovano giovamento sia che siano fratelli, sorelle, beteliti, sorveglianti, inattivi o disassociati.

Un auspicio per il futuro


Il solo fatto di potersi esprimere liberamente e di confrontarsi senza il pericolo di essere tacciati come "non esemplari" , crea uno stato di serenità e comprensione che purtroppo in congregazione non è possibile manifestare , quando invece ce ne sarebbe tanto bisogno. Spero e prego tanto che Geova guidi le cose e ci liberi da tutte quei blocchi che ci impediscono di vivere la verità con la massima trasparenza e serenità, senza il bisogno di nascondersi dietro l'anonimato per esprimere anche solo le proprie perplessità, i dubbi o i desideri.



Grazie a tutti dei vostri commenti di incoraggiamento. Una cosa è sicura; non riserverò a nessun disassociato il trattamento ostracizzante che ho ricevuto io. Nessuno è da considerarsi una causa persa, nemmeno coloro che ancora vivono nel peccato o che al momento non vogliono rientrare e nemmeno lo desiderano. Come ben sappiamo e lo viviamo quotidianamente nel territorio, se anche chi si oppone al messaggio potrebbe cambiare, ed infatti continuiamo a tornare alla sua porta......perchè non dovrebbe valere anche per chi serviva Geova e poi si è allontanato ? Se è cambiato Manasse ( forse uno degli uomini peggiori menzionati nella bibbia ) tutti possono cambiare e nessuno dovrebbe essere socialmente isolato e abbandonato a se stesso, indipendentemente da cosa abbia combinato. Sono moltissimi i motivi che a volte possono portare a sbagliare o a perdere la bussola. Lasciamo il giudizio a Geova, che legge i cuori.

Conclusioni finali ed esortazioni incoraggianti

007 puoi fare tranquillamente un post con quello che ho scritto. Se può essere utile ad aiutare altri o a far invertire la tendenza, ben venga. Spero e mi auguro che le mie semplici parole o esperienza facciano riflettere e ci aiutino a manifestare sempre più pienamente il modo di agire di Geova, senza cavillare su termini o pratiche burocratiche facendole passare per teocratiche. Geova e Gesù ci hanno lasciato molti esempi su come trattare e aiutare chi si smarrisce o pecca. Non è più semplice imitare il loro esempio, invece di farne delle speculazioni ?





Post tratto dai commenti del fratello 
Fiducioso




__________________________________________

Ittai chiama Rut: il filo rosso del vero compagno.Proverbi 17:17




“Il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c'è angustia.”
In un tempo dove il calcolo prende sempre più piede e i rapporti umani diventano di nailon, ossia, artefatti, simulati, e meccanici, dove il fluido spontaneo dell’esercizio dell’amore amicale che e la forza del cristianesimo viene sepolto da programmi e programmini, collocazioni burattinaie di convenienze opportune il tutto in un clima di chiassosa autocelebrativa referenzialità disarmante.
Ecco il nostro S.O.S a episodi biblici di nicchia che fanno la loro comparsa descrivendoci l’amicizia quella rinfrancante, quella priva di calcolo, quella che conserva l’amore agape e Filia, quella che contiene in se la parabola dinamica del soccorrevole samaritano.


Ittai esperto guerriero filisteo insieme ai suoi 600 uomini affianca Davide in un momento di forte stress fisico e psicologico di Davide che fa fronte alla cospirazione di Absalom suo figlio.

Davide dice a Ittai di desistere dal seguirlo per non incorrere in problemi.
(2 Samuele 15:19-20) “Il re disse quindi a Ittai il gattita: “Perché devi venire anche tu con noi? Torna e dimora col re; poiché tu sei uno straniero e, inoltre, sei esiliato dal tuo luogo. Fu ieri che venisti e oggi ti farò vagare con noi, per andare quando vado dovunque io vada? Torna e riconduci con te i tuoi fratelli, [e Geova eserciti verso di te] amorevole benignità e fidatezza!”   
La risposta di Ittai lascia avvinto Davide, il quale probabilmente si commuove rievocando in cuor suo l’antico amore manifestato dalla sua bisnonna Rut verso Naomi.(2 Samuele 15:21-22) Ma Ittai rispose al re e disse: “Come Geova vive e come vive il mio signore il re, nel luogo dove sarà il mio signore il re, sia per la morte che per la vita, lì sarà il tuo servitore!”Allora Davide disse a Ittai: “Va e passa”. Ittai il gattita dunque passò, e anche tutti gli uomini e tutti i piccoli che erano con lui.
(Rut 1:16, 17) E Rut diceva: “Non farmi premura di abbandonarti, di volgermi dall’accompagnarti; poiché dove andrai tu andrò io, e dove passerai la notte tu passerò la notte io. Il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio il mio Dio.  Dove morirai tu morirò io, e là sarò sepolta. Geova mi faccia così e vi aggiunga se altro che la morte opererà una separazione fra me e te”.

Ittai il gattita compagno nato per l’angustia chiama Rut fulgido esempio di amore e amicizia genuina che corre sul filo rosso arrivando fino a noi, protagonisti nell’ Ecclesia moderna e chiamati a mostrare questo solidale amore amicale che prevale su andazzi e architetture falsate dall’ovatta patinata delle frasi fatte o facili slogan del momento accomodanti e che permettono soprattutto di darsela a gambe in momenti veri della vita dove i fratelli ti chiedono aiuto con le loro assenze con i loro silenzi e con i loro occhi spenti e noi spettatori inermi non prendiamo iniziative perché questo turberebbe un taciuto equilibrio di uno status squò, che annulla il delizioso e vitale filo rosso tra noi Ittai e Rut.
Mera filosofia? O la storia siamo noi?


   

Un abbraccio vostro fratello e amico GIOSIA FIERAMOSCA.



 Riflessioni tratte dall’ edificante articolo della W 15\05\2009 pagine 26-28




____________________