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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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22/04/17

C.T.Russel : Studi sulle scritture vol.6 ""Ordinare gli anziani nella chiesa ""


"E fatti ordinare per ciascuna chiesa [Ecclesia] degli anziani,
dopo aver pregato e digiunato,
 raccomandarono i fratelli al Signore."
 Atti 14:23
KIROTONEO :
ORDINARE O VOTARE ?


La forma di quest'affermazione, insieme ad altri riferimenti frequenti agli anziani in connessione con tutte le chiese, giustifica la deduzione per cui questa era l'usanza invariabile della Chiesa primitiva. Il termine "anziani", come visto nel testo, comprende gli evangelisti, i pastori, i maestri e i profeti (oppure esponenti pubblici); quindi è importante che impariamo cosa si intende con questa parola "ordinati". In questi tempi questa parola è usata generalmente con riferimento ad una cerimonia di installazione; questo però non è il significato della parola greca kirotoneo usata nel testo in questione. Essa significa: "ordinare stendendo la mano", la forma abituale tuttora usata per votare. Questa è la definizione che viene data nell'Analytical Bible Concordance [ovvero Concordanza Analitica della Bibbia] del prof. Young. Dato che essa può essere considerata di autorità Presbiteriana, daremo anche la definizione stabilita nella “Strong's Exhaustive Concordance” [ovvero Concordanza Completa di Strong], che si può considerare di autorità Metodista. Quest'ultima definisce la radice della parola: "Una persona che stende la mano oppure che vota (per alzata di mano)."

Viene usata una parola greca completamente diversa quando nostro Signore ha dichiarato parlando degli apostoli: "Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho ordinati voi." (Giovanni 15:16) Questa è la stessa parola: tithemi, usata dall'Apostolo allorché, parlando della sua ordinazione, dice: "Io fui ordinato banditore ed apostolo." (I Tim. 2:7) Ma questa ordinazione, afferma chiaramente l'Apostolo, fu "non dagli uomini né per mezzo d'alcun uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre." (Gal. 1:1)

Tutti i membri del Corpo Unto, uniti al Capo e partecipanti del suo Spirito, sono ordinati lì in modo simile, non ad essere apostoli come Paolo, ma ad essere ministri (servitori) della Verità, ciascuno secondo i propri talenti e le opportunità (Is. 61:1); solo i dodici furono ordinati ad essere apostoli, o rappresentanti speciali, ministri plenipotenziari. Ricorrere all'ordinazione o al riconoscimento degli anziani con il voto della congregazione (Ecclesia) della Nuova Creazione, con lo "stendere la mano in avanti", come visto sopra, notiamo che questo era il modo abituale; poiché l'Apostolo usa la stessa parola greca quando parla di come Tito diventò suo aiutante. Dice: "che fu anche scelto dalle chiese per viaggiare con noi."Le parole in corsivo provengono dalla parola greca kirotoneo che, come mostrato sopra, significa: "eleggere stendendo la mano". Ed inoltre la parola "anche" implica qui che l'Apostolo stesso fu scelto con un voto simile. Non scelto o eletto ad essere apostolo, ma ad essere missionario, rappresentante delle chiese in quest'occasione e, senza dubbio, a spese loro."



UNA EKKLESIA LIBERA 
MA UNITA


"Tuttavia evidentemente alcuni dei viaggi successivi dell'Apostolo avvennero senza il voto o l'appoggio della Chiesa di Antiochia. (II Tim. 1:15) I regolamenti della Chiesa Primitiva lasciavano tutti liberi di esercitare i propri talenti e il proprio modo di amministrare secondo le loro coscienze. Le ecclesie (congregazioni) potrebbero accettare o declinare i servizi degli apostoli anche se loro rappresentanti speciali; e gli apostoli potrebbero accettare o rigettare tali impegni, ciascuno esercitando la propria libertà di coscienza. Ma, non c'è nessuna ordinazione di anziani, ecc. di cui si fa menzione nel Nuovo Testamento oltre a questa: un'elezione? Non c'è nulla che voglia dire conferire autorità o permesso di predicare, come accade per la parola inglese "ordain" [ovvero "ordinare"] che è usata generalmente in tutte le denominazioni in connessione con dare il permesso o ordinare anziani, predicatori, ecc.? Andremo a fondo in queste questioni.
La parola "ordinare", riferita agli anziani, si usa in un altro posto soltanto ed è la traduzione di una parola greca diversa, vale a dire: kathestemi, che significa: "Mettere o porre giù" (Young). "Mettere giù" (Strong). Questa parola appare in Tito 1:5: "Perché tu dia ordine alle cose che rimangono da fare ed ordini degli anziani per ogni città, come t'ho ordinato", cioè come ho disposto. "Revised Version" [ovvero "Versione Corretta"]: "come ti ho incaricato". A prima vista questo testo sembra implicare il fatto che furono conferiti a Tito dei poteri per nominare questi anziani, senza tener conto dei desideri delle congregazioni (chiese, ecclesie); ed è su questo punto di vista che si basa la teoria Episcopaliana dell'ordine della chiesa. I Cattolici, gli Episcopaliani e gli Episcopaliani-Metodisti affermano tutti che i loro vescovi hanno un'autorità che viene dagli apostoli di costituire, di mettere o nominare anziani per le congregazioni, senza stendere in avanti la mano oppure senza il voto della Chiesa.
Questo testo è il baluardo di tale idea; ma sembra essere un sostegno piuttosto debole se si nota l'ultima clausola ("Come t'ho ordinato") e riflettiamo sul fatto che l'Apostolo non avrebbe sicuramente dato a Tito l'“ordine” o istruzione di fare diversamente da quanto avrebbe fatto egli (l'Apostolo) in questa faccenda. Il racconto di come procedette personalmente l'Apostolo, tradotto giustamente, è molto esplicito: "E fatti eleggere per alzata di mano degli anziani per ciascuna Ecclesia e dopo aver pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore."Atti 14:23 "
Provate le espressioni ispirate
per vedere se hanno origine da Dio
1 Giovanni 4:1

"Non c'è dubbio che il consiglio dell'Apostolo e il consiglio di Tito, che egli raccomandò in modo speciale ai fratelli come ministro fedele della Verità, non fosse stato solo desiderato, ma cercato da parte dei fratelli e molto seguito in genere; cionondimeno l'Apostolo e tutti coloro che seguirono nei suoi passi cercarono di mettere la responsabilità lì dove Dio l'ha messa: nell'Ecclesia, la cui preoccupazione dovrebbe essere: "Provate gli spiriti [ciò che si insegna come pure coloro che insegnano] per sapere se sono da Dio." (I Giov. 4:1) "Se qualcuno parla non secondo questa Parola è perché non c'è la luce in loro"; e l'Apostolo consiglia: "da costoro andate via"; non debbono votare per costoro né debbono accettarli in alcun modo come maestri, anziani, ecc.
In ogni caso il consenso della Ecclesia sarebbe necessario sia che venga espresso con il voto, come affermato, o meno; poiché supponete che Tito avesse nominato anziani non congeniali ai fratelli, per quanto tempo avrebbe trionfato la pace? Quanto lavoro pastorale o quanto altro servizio potrebbe portare a compimento un tale Anziano sgradevole ai sentimenti della Chiesa? Praticamente nessuno. Gli intrighi preteschi, e non gli insegnamenti di nostro Signore e dei suoi dodici apostoli, sono responsabili per la divisione dei santi in due classi, dette "clero" e "laici". È lo spirito degli intrighi preteschi e dell'anticristo che cerca di avere dominio sull'eredità di Dio in tutti i modi possibili, in proporzione della densità di ignoranza che prevale in una congregazione. Il Signore e l'Apostolo riconoscono non gli anziani ma la Chiesa (Ecclesia) quale corpo di Cristo; e qualsiasi dignità o onore accompagna i fedeli anziani, quali servitori del Signore e della Chiesa, non è semplicemente il riconoscimento di se stessi o il loro riconoscimento da parte di altri anziani.
Una Congregazione che
RICONOSCE i suoi anziani
 La congregazione che li sceglie deve conoscerli, deve riconoscere le loro grazie e le loro capacità Cristiane alla luce della Parola di Dio, altrimenti non possono conceder loro una tale posizione o un tale onore. Nessun Anziano quindi ha alcuna autorità nominandosi da solo. Al contrario, la disposizione ad ignorare la Chiesa, corpo di Cristo, e di fare se stesso e il proprio giudizio superiori a tutto l'insieme, è evidenza di prima classe che tale fratello non ha l'atteggiamento giusto per essere riconosciuto quale Anziano, visto che l'umiltà e un riconoscimento dell'unità dell' Ecclesia quale corpo del Signore sono gli elementi essenziali di tale servizio."
"Né alcuno dei fratelli dovrebbe assumere delle mansioni pubbliche nella Chiesa come capo, rappresentante, ecc. senza un'elezione, anche se si è sicuri che non ci sono riserve rispetto alla sua accettabilità. Il metodo Scritturistico di ordinare gli anziani in tutte le chiese è per elezione da parte della congregazione, stendendo la mano in avanti per votare. Insistere su tale elezione prima di servire è seguire l'ordine Scritturistico; fortifica l'Anziano ed inoltre ricorda all'Ecclesia i suoi doveri e le sue responsabilità come colei che nomina gli anziani nel nome e nello spirito del Signore, come colei che esprime la scelta di Dio, la volontà di Dio.
Benefici di una disposizione scritturale
Inoltre questa disposizione Scritturistica fa interessare i membri dell'Ecclesia a tutte le parole e le azioni degli anziani, quali suoi servitori e rappresentanti. Si oppone all'idea prevalente secondo cui gli anziani possiedono e governano la congregazione e mette fine al loro modo di pensare e di riferirsi ad essa quale "il mio popolo", invece che "il popolo di Dio che io servo". Perché queste faccende, che sono così chiaramente Scritturistiche, non sono capite di più e non sono esposte di più in genere? Perché alla natura umana piace ricevere onori ed alti incarichi e ben presto cade nelle condizioni errate favorevoli a tali onori ed alti incarichi; perché essi sono stati prevalenti per diciassette secoli; perché hanno ceduto a queste condizioni e le hanno preferite ai privilegi con cui Cristo ci fa liberi. Poi molti si sono anche sentiti così sicuri del fatto che le usanze di Babilonia dovevano essere giuste che non si sono mai messi a studiare la Parola del Signore su questo argomento."

Studi sulle Scritture Vol.6 La Nuova Creazione di C.T. Russell 1904 "Ordinare gli anziani per ciascuna chiesa" pp. 274-277
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15 commenti:

  1. Solo per argomento di discussione il "il commentario biblico del discepolo" riguardo ad Atti 14:23 dice "14:23 A questo punto, i missionari designarono anche degli anziani in ciascuna chiesa. Su tale argomento è bene fare alcune osservazioni:
    1. gli anziani (presbiteri) del N.T. era- no uomini devoti e maturi che eser- citavano una guida spirituale nella chiesa locale. Essi sono definiti an- che vescovi (vd. 20:28; Fl 1:1) e sorve- glianti o sovrintendenti;
    2. nel libro degli Atti gli anziani non erano designati contestualmen- te alla fondazione della chiesa, ma vi erano, bensì, stabiliti allorché gli apostoli tornavano in visita alle chiese. In altre parole, il periodo in- termedio serviva a dare agli anzia- ni, che lo Spirito Santo aveva scelto, l’opportunità di manifestarsi;
    3. gli anziani erano designati dagli apostoli e dai loro delegati. A quel tempo non erano ancora state stilate le indicazioni neotestamentarie ri- guardo alle qualifiche degli anziani. Nondimeno, gli apostoli, che le co- noscevano, avevano facoltà di sce- gliere gli uomini che possedevano i requisiti biblici;
    4. oggi non abbiamo più apostoli che stabiliscano degli anziani. Ma in 1 Ti 3 e Tt 1 sono riportate le carat- teristiche richieste per gli anziani. Ogni assemblea locale è, pertanto, in grado di riconoscere gli uomini che soddisfano i requisiti divini per pa- scere il gregge.

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  2. Grazie Kirk , il commentario è cattolico ? Mi sai dire cosa dice di quest'altra scrittura
    caduta nell'oblio nei nostri intendimenti ?
    2 corinti 8 : 19 ... "Non solo ...... ma è stato anche COSTITUITO dalle congregazioni ( Tito )
    per essere nostro compagno di viaggio riguardo a questo benigno dono che dev’essere amministrato da noi per la gloria del Signore e a riprova della nostra prontezza d’animo..."

    Nuova Riveduta:
    2Corinzi 8:19
    non solo, ma egli è anche stato SCELTO dalle chiese come nostro compagno di viaggio in quest'opera di grazia, da noi amministrata per la gloria del Signore stesso e per dimostrare la prontezza dell'animo nostro.

    C.E.I.:
    2Corinzi 8:19
    egli è stato DESIGNATO dalle Chiese come nostro compagno in quest'opera di carità, alla quale ci dedichiamo per la gloria del Signore, e per dimostrare anche l'impulso del nostro cuore.

    Diodati:
    2Corinzi 8:19
    E non sol questo; ma ancora è stato dalle chiese ELETTO, per esser nostro compagno di viaggio con questa sovvenzione, ch'è da noi amministrata alla gloria del Signore stesso, ed al servigio della prontezza dell'animo vostro;



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    1. Ciao Neemia

      Il commentario non è cattolico, credo sia Avventista. Purtroppo nel caso specifico sulla la scrittura in questione viene evidenziato l'aspetto che i fratelli venivano scelti dalle congregazioni, non specificando la modalità ma lasciando intuire che gli incarichi erano dati a persone riconosciute fedeli dalla comunità.

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  3. Marco del 201422/04/17, 12:22

    Tanto è vero che si è sempre detto, a gran voce, che quando qualcuno viene nominato, dopo l'annuncio, la congregazione dovrebbe esclamare a gran voce: "Era ora. Ce lo aspettavamo".

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  4. Seppur vero come dice il libro Proclamatori del regno di Dio , Russel era influenzato dal suo passato religioso protestante oggi siamo influenzati dalla chiesa cattolica nel gestire le nomine teocratiche. Infatti è la chiesa cattolica che ha iniziato la nomina di vescovi imponendoli dall'alto della gerarchia papale e cardinalizia. Speriamo di ritornare ad un punto di vista equilibrato sulla procedura delle nomine coinvolgendo anche la congregazione che deve poter dire la sua sui nominati e sulla loro idoneità spirituale

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    1. Dando voce ai fratelli leali della congregazione avremo anziani meno prepotenti e che servono la fratellanza.Se ci pensiamo bene chi è il più idoneo a valutare l'operato dei nominati se non fratelli e sorelle che li vedono tutti i giorni ?
      Essi possono valutare come svolgono l'opera pastorale e dare un giudizio o positivo o negativo. La somma totale di queste valutazioni rappresentano l'operato dell'intero corpo di cui parla la bibbia. Tutti i proclamatori si ispirano alle Scritture e conoscono i requisiti per i nominati, hanno quindi un vantaggio fenomenole su un sorvegliante di circoscrizione estraneo alla congregazione locale e che non conosce i fratelli e il loro comportamento quando lui non è presente. Non sa ad esempio come tratta il gregge quando lui non c'è e come tratta i problemi nella normale gestione di anziano e pastore. Insomma, il corpo direttivo del primo secolo chiedeva alla folla dei credenti di scegliere persone fidate, e le congregazioni sceglievano anche fratelli per compiti importantissimi e delicati come nel caso di Tito. Se le Scritture mostrano una valutazione della congregazione in merito alla scelta dei candidati a incariche di sorveglianza perché non seguire questa direttiva teocratica ? Cosa ce lo impedisce ?

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    2. Israeli Bar Avaddhòn22/04/17, 21:40

      Parte 1°

      Caro Mister X, premettendo che sono d'accordo con tutto ciò che hai scritto, la domanda "chi ce lo impedisce?" è retorica, vero?
      Sappiamo bene, tutti, chi ce lo impedisce.
      Un mucchio di macchinazioni burocratiche che non nascono certo "dal nulla" ma da un'interpretazione errata di alcune Scritture chiave le quali, per effetto domino, ne pregiudicano tante altre.
      Una di queste nasce dalla vecchia e riveduta interpretazione secondo cui la "grande folla" era una classe celeste "non proprio fedele"... di second'ordine che si salvava un po' "a pelo" grazie all'immeritata benignità di Geova.
      "Che c'entra" direte "con il soggetto in questione?"
      Questo intendimento è stato abbandonato (e meno male) quando si è compreso che la grande folla era l'altro gregge, quello grande, che sarebbe vissuto sulla terra ma l'idea che gli unti erano in qualche modo una classe migliore, superiori è rimasto e qui ci ricolleghiamo, in maniera più o meno indiretta, alla pratica delle nomine.
      Direte che se uno è stato scelto per regnare con Cristo dev'essere migliore per forza... (tant'è vero che anni fa un mio anziano, ora ex, diceva che se un unto commette un errore e viene disassociato e poi riassociato diventa della "grande folla" come se far parte della grande folla fosse una specie di punizione).
      Vero. Chi regnerà con Cristo sarà senz'altro una persona eccelsa, con spiccate qualità spirituali ma il punto è un'altro.
      E' su questo che vorrei far riflettere.
      Noi come facciamo a sapere chi è unto da chi non lo è?
      Direte "Se prende gli emblemi..." ma prendere gli emblemi significa solo avere la "speranza" di regnare con Cristo. Speranza, inutile girarci intorno, che può anche non concretizzarsi.
      Detto questo, quindi, se noi non possiamo sapere chi è unto (e ci sarebbe tanto da dire ma non posso scrivere un romanzo qui) perché gli "unti" dovrebbero avere maggiori privilegi degli altri?
      Quali privilegi?
      Ad esempio far parte del CD che solo per concessione, solo negli ultimi anni, e solo per "esigenze pratiche organizzative", si dice che "membri della grande folla" avranno sempre maggiori incarichi di responsabilità (?).
      Da qui nasce, più o meno consciamente e più o meno indirettamente, la pratica delle "nomine dall'alto"... nomine che sarebbero dovute allo Spirito Santo tramite il canale di Geova sulla terra (il CD, appunto) e di certo noi piccolini della "grande folla", classe inferiore anche se indoriamo la pillola, non possiamo avere voce in capitolo (da qui nasce anche il problema dell'esiguo numero dei membri).

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    3. Israeli Bar Avaddhòn22/04/17, 21:41

      Parte 2°

      Ovviamente non sto dicendo che i nominati vengano nominati direttamente dal CD (anche se, anche su questo, ci sarebbe da discutere) ma questo sistema impone un iter legalistico ben poco scritturale (per i motivi che hai citato ma non solo).
      Questa idea pregiudica, di fatto, l'intendimento di molte altre Scritture e quindi pratiche normalmente accettate su cui nessuno (o quasi nessuno) si fa mai domande.
      La scrittura che dice "lo spirito rende testimonianza col nostro spirito che siamo figli di Dio" non ha nulla a che vedere con la speranza che si nutre. Lì si parla di coloro che vivono secondo la corruzione della carne e di chi, invece, vive secondo lo spirito (andate a vedere); Paolo in pratica sta dicendo che se viviamo secondo lo spirito, non commettendo più peccato, allora siamo figli di Dio; quindi non può essere menzionata per distinguere chi prende gli emblemi e chi no.
      Colui che "nutre la speranza celeste" non può dirsi certo d'aver afferrato questa speranza (molti sono gli invitati e pochi gli eletti) e quindi non dovrebbe esserci alcuna differenza tra lui e qualsiasi altro fratello. Non c'è né giudeo né greco... un solo gregge e un solo pastore... non c'è superiorità di uno sull'altro.
      Quindi un potenziale "unto" non dovrebbe avere maggiori privilegi di un altro.
      Il corpo direttivo non dovrebbe essere formato da soli "unti".
      Questo contraddice molte basi scritturali in quanto Dio non fa distinzione tra persone che lo temono – Atti 10:34
      Se essi (chiunque siano) credono di potersi già considerare "figli di Dio" mentre per tutti gli altri dovranno passare mille anni nel nuovo mondo, è possibile considerarsi, oggi, un solo gregge e un solo pastore? Incoraggia l'unità? Come considerare la scrittura che dice che "tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio"? Siamo davvero "un solo gregge"?
      Non c'è alcuna base scritturale per distinguere gli "unti" dai "non-unti".
      Inoltre. Il termine "unto" è utilizzato in modo improprio. In passato gli unti erano i re o i sacerdoti e coloro che avevano lo spirito santo.
      Essere unto con lo spirito non era prerogativa di chi aveva la speranza celeste (infatti i vari profeti del passato tra cui Mosè, Elia, Eliseo, Daniele e altri erano chiaramente unti dallo Spirito Santo ma non avevano speranze celesti).

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    4. Israeli Bar Avaddhòn22/04/17, 21:42

      Parte 3°

      I doni dello spirito sono cessati nel primo secolo per cui, oggi, nessuno può asserire di essere unto con lo Spirito Santo. In quale altro senso gli "unti" sarebbero unti?
      Nessuno di loro ha iniziato a regnare (e quindi non sono unti nel senso di "re"), nessuno, per ammissione, possiede i doni dello Spirito Santo, nessuno, sempre per ammissione, è ispirato da Dio ed infine una "speranza" è, appunto, solo una speranza (che può concretizzarsi come no).
      Quindi se non sono re, non sono sacerdoti, non hanno i doni dello Spirito, non sono ispirati e non possono neppure essere sicuri se saranno risuscitati come creature spirituali... in che senso essi sono "unti" e in che senso si distinguerebbero dagli altri fratelli?
      La distinzione, semmai, dovrebbe essere tra "eletti" e "non eletti" ma soltanto Geova e Gesù Cristo stabiliranno, evidentemente poco prima della loro morte, chi merita l'elezione.
      Gesù disse "il Regno di Dio è la meta verso cui ci si spinge e chi si spinge avanti l'afferra". Queste parole fanno capire che chi si spinge in avanti (nelle opere buone, nella santa devozione, nell'amore) viene scelto per essere eletto. Con gli apostoli Egli poté stipulare il patto per il Regno perché disse "Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle prove".
      L'unica "competizione" è nell'amarci gli uni gli altri.
      Geova e Gesù sceglieranno, tra tutti, 144.000 persone che si saranno distinte in tal senso.
      Solo dopo questa risurrezione, allora, ci sarà una reale e netta differenza tra gli uni e gli altri perché "felice e santo è chi prende parte alla prima risurrezione".
      Mi fermo qua perché non voglio far inciampare nessuno.
      Se ho sbagliato qualcosa e c'è invece una sola base scritturale che giustifichi la differenza tra "unti" e "non unti", sia come termine che come eventuali privilegi, sono disposto a rimettermi in discussione e a valutare insieme a voi, cari consapevoli, quale sarebbe l'intendimento più corretto.

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    5. Hai dato degli spunti di riflessione scritturali molto ma molto interessanti e nuovi. Grazie Israeli

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    6. il casellante23/04/17, 07:49

      Grazie di questi spunti di riflessione molto profondi e interessanti,grazie.
      Una felice domenica a tutti !

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    7. Ottimi spunti di riflessione a cui non avevo sinora prestato attenzione. E aggiungo che, per le considerazioni fatte da Israeli Bar Avaddhòn, non è giusto affermare che la Bibbia sia stata scritta fondamentalmente per gli unti. E' una cosa che non ho mai sopportato da quando ero bambino. Come può Geova ispirare un libro sacro, che tra l'altro ha influenzato più di qualunque altro scritto, la vita di miliardi di persone, che sia valido solo per 144000 persone? Un numero chiuso così esiguo? Le leggi e i principi di Geova valgono per tutti. In caso di peccato veniamo giudicati tutti, grande folla e unto, in base a quanto scritto nella Bibbia, e poi dobbiamo sostenere che essa sia stata scritta solo per gli unti? Anche questa verità passata come tale ha influito sul creare una forte discrepanza tra unti e altre pecore, per riallacciarmi alle preziose considerazioni sopra esposte.

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  5. In merito al numero 144.000 ,può essere che il muovo patto sia valido per tutti i fedeli che vivranno sulla terra e che tra questi vengano scelti solo 144.000 a cui si applica il patto per un regno ,che fu valido già per i primi apostoli e nell'ultima ora Gesù sceglie quelli che mancano all'appello. Quindi prenere gli emblemi non è il segno di avere la speranza celeste ,ma tra questi solo 144.000 scelti.
    Di conseguenza tutti dovrebbero prendere gli emblemi, come disse Gesù. Io sono la Via, nessuno viene al padre se non per mezzo di me e se uno non mangia la mia carne e non beve il mio sangue ,non può essere mio discepolo.

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