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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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06/08/16

L'ultima domanda

Non avrà timore nemmeno di cattive notizie.
נ [Nun]
Il suo cuore è saldo, confida in Geova.
Salmo 112: 7


Quanto ci influenzano le notizie? Che potere hanno nelle decisioni che prederemo? Il recente fatto di cronaca avvenuto a Monaco ha tenuto con il fiato sospeso gran parte del pianeta. Un giovanissimo squilibrato ha attaccato con armi, un fast food uccidendo molte persone indifese. L'evento ha spaventato l'intera Germania coinvolgendo non solo l'opinione pubblica ma anche l'ordine pubblico e il sistema di difesa tedesco. I media hanno divulgato immagini raccapriccianti dell'accaduto e fra le tante ha fatto scalpore la conversazione fra il killer ed un cittadino avvenuta durante la strage. Questa vicenda mi ha colpito non solo per la gravità del gesto ma anche per altri due motivi: il primo la giovane età del micidiale cecchino, il secondo l'aggressione mediatica alla notizia. In II Re si narra di come i Siri siano stati ingannati da Geova con il semplice rumore di carri di guerra. Questo rumore è diventato notizia all'interno del campo che si è autoalimentata e amplificandosi ha creanto scompiglio e terrore. Notate il breve passo.

II Re 7:6
6 E Geova stesso aveva fatto udire al campo dei siri il rumore di carri da guerra, il rumore di cavalli, il rumore di grandi forze militari, così che si dissero gli uni gli altri: “Ecco, il re d’Israele ha assoldato contro di noi i re degli ittiti e i re d’Egitto per venire contro di noi!” 7 Immediatamente si levarono e fuggivano nelle tenebre della sera e lasciavano le loro tende e i loro cavalli e i loro asini — il campo proprio com’era — e fuggivano per la loro anima.

Ritornando alla vicenda, i giornalisti hanno confuso il movente perché il tema terrorismo "vende" e non hanno avuto problemi a spacciarlo come tale. Questa notizia pare essere la dimostrazione di come sia crei una relazione che lega vittime e carnefici attraverso un effetto secondario da non sottovalutare. Quelli del settore lo chiamano il contagio emotivo.

Parlare di contagio emotivo richiama l’attenzione verso quella particolare condizione esperienziale che gli individui vivono quando “sentono dentro” le emozioni di un’altra persona. Più precisamente con il termine contagio emotivo ci si riferisce a tutte quelle forme di condivisione emotiva immediata ed automatica, caratterizzate da assenza di mediazione cognitiva, vale a dire a quelle reazioni automatiche agli stimoli espressivi manifestati da un’altra persona per cui l’emozione è condivisa in modo diretto, non vicario (Bonino, 1998). ( Il contagio emotivo: quando le emozioni “passano” tra le persone Libertà Inzani, Ilaria Cazzaniga, Dario Martelli, Paola Rita Salina )

Il ragazzo potrebbe essere stato vittima dell'emulazione terroristica? Potrebbero le notizie di cronaca delle stragi accadute Al "Charlie Ebdo" o al "Bataclan" di Parigi (con movente terrorista) aver contagiato la debole mente di questo ragazzo? Potrebbe essere questo il "semplice" movente? Le emozioni sono contagiose perché oltrepassano le barriere della ragione e quelle della consapevolezza. Fermiamoci però su come le notizie possono influenzarci negativamente. Ad esempio, una dimostrazione di quanto sia pericoloso il contagio emotivo, l'abbiamo avuta qualche anno fa con un altro terribile fatto di cronaca che ha coinvolto alcuni balordi che si impegnavano a fare il tiro a segno con le macchine, lanciando sassi dai cavalcavia autostradali. Anche in questo caso lo scalpore della notizia fu tale che rimbalzò da una parte all'altra della nazione italiana diventando nel contempo evento mediatico. Il risultato fu quello di creare un micidiale fenomeno empatico di emulazione che si propagò anche in altre parti scoprendo che anche la follia è contagiosa.

«Il continuo sottoporre i bambini alla violenza resa in maniera realistica, li porta prima all'assuefazione, poi a una sorta di aspettativa, sino al punto in cui la violenza stessa arriva a esercitare una sorta di fascino e di sentimento d’immedesimazione. Negli anziani poi, più soli e consapevoli della propria eventuale fragilità fisica le scene aggressive tendono a gravare sul senso di insicurezza, che già provano a causa del timore di essere assaliti da estranei in casa o fuori, provocando in certi soggetti stati d’ansia». ( Ferraris)

Se le notizie sono piacevoli esse hanno l'effetto positivo di infonderci coraggio. In questo caso non c'è niente di sbagliato nell'essere contaggiati emotivamente. Un po' come quello che accade leggendo il profeta Isaia

Isaia 52:7
7 Come sono piacevoli sui monti i piedi di chi porta buone notizie, di chi proclama la pace, di chi porta buone notizie di qualcosa di migliore, di chi proclama la salvezza, di chi dice a Sion: “Il tuo Dio è divenuto re!”

Molti fratelli accusano il blog di fomentare il malcontento e il dissenso con post lesivi che spingono i fratelli ad allontanarsi dalla fede. Altri sostengono che, le richieste di riforma, siano un offesa all'ordine teocratico dato da Dio stesso. Il web è stato l'incubatore di queste forme di protesta ed era previsto da parte nostra, aspettarci aggressioni da più parti. Questo non ci stupisce anzi ne abbiamo fatto una risorsa differenziando questi attacchi. Le contestazioni consapevoli sono quelle che affrontano i temi. Quelle inconsapevoli denigrano le persone. Delle prime ne facciamo tesoro le seconde sono spazzatura che scartiamo. Molti fratelli sono plagiati dall'idea che non ci sia posto alla critica interna. Molti non solo si preoccupano ma sono terrorizzati nello scoprire che la vita in congregazione non è così come ci si aspetta. Dal loro punto di vista la critica ha sempre una connotazione "poco spirituale". 
Riassumiamo alcune domande critiche che il cristiano consapevole si pone.

Quale tipo di relazione ci deve essere fra la mia vita, l'organizzazione e Dio? Quali sono le differenze che ci sono fra la struttura organizzata dei Testimoni di Geova e Dio? La mia fede capisce queste differenze? Essere leali all'organizzazione è la stessa cosa che essere leali a Dio? Che relazione c'è fra la fede in Geova e la richieste di riforma: della disassociazione, della pubblicazione dei resoconti finanziari o della abolizione del rapporto? Gioele ci da una forte e significativa esortazione e sulla buona notizia. Gioele sembra ricordare che le buone notizie portano gioia, ma ricorda anche che bisogna essere attivi nei confronti del nostro creatore. Notate il passo.

Gioele 1:15
15 “Ecco, sui monti i piedi di chi porta buone notizie, di chi proclama la pace. O Giuda, celebra le tue feste. Paga i tuoi voti; perché nessuna persona buona a nulla passerà più in mezzo a te. Sarà per certo stroncata interamente”.

Le domande non devono essere figlie di un contagio emotivo, ma devono scaturire dalla consapevolezza. Le domande demoliscono o rafforzano la fede? Imparare a farsi domande giuste e non quelle preconfezionate di altri è un modo per diventare consapevoli. Una volta fatto questo però, parliamo dei problemi tanto per piangerci addosso o diveniamo consapevoli tentando di risolverli? Ricordiamo ancora una volta il monito di Gesù.

Matteo 24:4 
E rispondendo, Gesù disse loro: “Badate che nessuno vi svii; 5 perché molti verranno in base al mio nome, dicendo: ‘Io sono il Cristo’, e svieranno molti. 6 Voi udrete di guerre e di notizie di guerre; guardate di non atterrirvi. Poiché queste cose devono avvenire, ma non è ancora la fine.

Senza alcun dubbio, la consapevolezza delle domande rafforza sempre la fede in Dio. Questo significa, ad esempio, che non ci lasciamo contagiare dalle emozioni mediatiche di "questo" o "quel" video. Non è che se ad esempio mi lascio trascinare  da un qualsiasi video (!) e se mia figlia disassociata mi chiama al cellulare, non gli rispondo più, oppure peggio la butto fuori di casa. Il rischio di finire in una gabbia mentale, attuando comportamenti lesivi al limite della denuncia alle autorità secolari non è da sottovalutare. Siate risoluti anche nei confronti degli anziani stessi non fate compromesso con la fede. Noi siamo certi che Geova ci chiederà conto anche delle direttive non corrette a cui ci siamo adeguati asfaltando la nostra coscienza. Geova Dio non potrà tollerare giustificazioni del tipo "ho solo ubbidito agli ordini". Se questo accadrà non lo so, in tutti i casi sono sicuro che la sua ultima domanda sarà "scusa ma, agli ordini di chi?"

Luca 1:68-75
68 “Benedetto sia Geova, l’Iddio d’Israele, perché ha rivolto la sua attenzione e ha operato la liberazione verso il suo popolo. 69 E ha suscitato per noi un corno di salvezza nella casa del suo servitore Davide, 70 così come, per mezzo della bocca dei suoi santi profeti dell’antichità, egli ha parlato 71 di una salvezza dai nostri nemici e dalla mano di tutti quelli che ci odiano; 72 per adempiere la misericordia relativa ai nostri antenati e ricordarsi del suo santo patto, 73 il giuramento che fece ad Abraamo nostro antenato, 74 per concederci, dopo essere stati liberati dalla mano dei nemici, il privilegio di rendergli sacro servizio senza timore, 75 con lealtà e giustizia, dinanzi a lui, per tutti i nostri giorni.