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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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19/08/16

Il futuro

Cari fratelli


Non sappiamo quale sarà il futuro di questa organizzazione. Per molti di noi è diventata una sorta di lotta della sopravvivenza. Per quanto tempo ancora? Il fattore tempo non è il solo elemento che potrebbe mettere in crisi la nostra spiritualità.  Lo scopo di questo blog è quello di riportare l'onestà all'interno della congregazione e ripristinare quella sicurezza della fede che molti hanno visto svanire. Questo dramma non deve essere così grave da impedirci di coltivare la difficile qualità della consapevolezza. Qualità fra l'altro posseduta da Geova Dio.

Salmo 44:20,21
20 Se abbiamo dimenticato il nome del nostro Dio,
O abbiamo steso le palme delle mani a un dio estraneo,
21 Non lo scruterà Dio stesso? Poiché egli è consapevole dei segreti del cuore.

In uno dei post passati abbiamo preso in considerazione i cambiamenti che l'organizzazione ha attuato e abbiamo cercato di identificarli. Le proposte di riforma non hanno lo scopo di creare sbandati dissidenti nella fede. Le riforme hanno esattamente lo scopo opposto e cioè quello di rinsaldare le crepe inattese che si sono create nella spiritualità. Crepe che sono il risultato inevitabile, quando abbiamo scoperto che qualcuno intorno a noi crede più all'organizzazionismo (scusate il termine, davvero orrorifico) che all'amorevole benignità di Dio. 

Romani 3:1
3 Qual è dunque la superiorità del giudeo, o qual è il beneficio della circoncisione? 2 Grande in ogni modo. Prima di tutto, perché a loro furono affidati i sacri oracoli di Dio. 3 Che dunque? Se alcuni non hanno espresso fede, renderà forse la loro mancanza di fede senza efficacia la fedeltà di Dio? 

Che cosa sarà il nostro futuro? 

Non lo sappiamo. Cosa è il futuro? Non lo sappiamo. Di esso possiamo dire che forse finisce la dove comincia il nostro passato e contrariamente a quello che vuol far credere è molto più vicino di quello che sembra. Se l’avvenire è una porta, il passato ne è la chiave (V.Hugo) e impariamo così che per entrare nelle stanze delle cose che verranno, bisognerà sempre fare i conti con i corridoi del nostro passato. Pensare che la vita sia un divenire di sliding doors è un modo troppo semplice per dare la colpa a questo o a quell'avvenimento particolare. Sfatiamo un po' questo mito di onnipotenza che ci pervade, la nostra storia non è solo il frutto delle nostre decisioni ma è più il risultato di tante piccole parti che si intersecano come i nodi di una ragnatela.


L'organizzazione dei testimoni di Geova è un po' l'insieme di queste storie. Mettere un po' di ordine è diventato complicato anche fra le riforme ma dobbiamo ammettere che i nostri cari fratelli si stanno sforzando. Le riforme spaventano molto, basta vedere come hanno affrontato la modifica della periodicità delle riviste. Ma ci sono problemi forse più grandi che sono legati a quello che è diventato un modus operandi che si è incancrenito.
Ad esempio la predicazione così come viene fatta sembra non funzionare più. Si è vero che si cercano vie alternative ma a cosa serve cambiare i discorsi della scuola o cambiargli il nome.  Forse bisogna magari riformare davvero l'attività di servizio. La predicazione si è cristallizata così tanto, che ogni cambiamento viene visto come un successo e con gli stand siamo tornati indietro nel tempo a come predicavano 100 anni fa. I tablet sono usati esattamente come i fonografi negli anni 30. Forse bisogna avere un po' più di coraggio, magari levando l'obbligo del rapporto?
Oppure perché non rivoluzionare davvero la predicazione facendola diventare più efficace? Perché non rendere più avvicinabile la bibbia alle persone magari presentando in alcuni casi il messaggio in un modo più informale? Ci sono fratelli che vivono dentro abiti d'ordinanza tutta la vita, forse si potrebbe levare quella cravatta se non da nessun valore aggiunto alla predicazione. 


Molti territori, sono sufficienti per la metà (e a volte meno) dei fratelli assegnati alle congregazioni che vi predicano. Il risultato è quindi che gran parte degli sforzi spesi, sono inutili e potrebbero essere indirizzati in modo più efficiente ad altre attività teocratiche più profittevoli. Magari si può prendere l'iniziativa di predicare in posti limitrofi, ma forse una piccola rivoluzione potrebbe essere che l'organizzazione ci aiuti a considerare che il servizio a Geova non è fatto solo di predicazione. L'organizzazione dovrebbe essere utile e dovrebbe essere usata e sfruttata meglio dalla fratellanza. Invece per molti fratelli è diventato il fine teocratico, un modo illusorio per arrivare prima al regno.

Per quel che accadrà, il nostro futuro e quello dell'organizzazione ricordiamo che mai per caso, nulla accade.