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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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13/12/14

Come sopravvivere nel tempo della fine: la giusta prospettiva

"perché il male imperversi é sufficiente che le persone buone non facciano niente" ( Anonimo )

I Samuele 28:16 
E “Samuele” proseguì, dicendo: “Perché, dunque, interroghi me, quando Geova stesso si è ritirato da te e mostra d’essere tuo avversario? 17 E Geova farà per sé proprio come parlò per mezzo mio, e Geova strapperà il regno dalla tua mano e lo darà al tuo prossimo, a Davide. 18 Giacché non hai ubbidito alla voce di Geova, e non hai eseguito la sua ira ardente contro Amalec, perciò questa è la cosa che Geova certamente ti farà in questo giorno. 19 E Geova inoltre darà Israele con te in mano ai filistei, e domani tu e i tuoi figli sarete con me. Perfino il campo d’Israele Geova darà in mano ai filistei”.

Lui era li su una roccia di un'altopiano che era sopra la valle Giordano e il messaggero venne a confermargli che suo padre era stato detronizzato dal profeta Samuele. Certo i rapporti con suo padre non erano idilliaci irruento e instabile Saul era tutt'altro che una persona semplice con cui stare. A questo punto però il profeta chiarì a tutti, quello che già era evidente da tempo, Saul non aveva più la benedizione di Geova e non sarebbe stato più re. Ma la cosa veramente tragicomica di questa storia era che Saul era il primo re di Israele ( il popolo del vero Dio ) ma lui, Gionatan, non sarebbe diventato il legittimo erede regnante. Samuele aveva anche chiarito che lui purtroppo non ne avrebbe preso il posto così come gli sarebbe spettato. Ma è facile intuire che in quel momento Gionatan era anche felice. Perchè ? Perchè il problema della lealtà era stato risolto.


I Samuele 26:8
8 Abisai disse ora a Davide: “Dio ti ha oggi ceduto in mano il tuo nemico. E ora lascia, ti prego, che lo inchiodi a terra con la lancia una sola volta, e non glielo farò due volte”. 9 Comunque, Davide disse ad Abisai: “Non lo ridurre in rovina, poiché chi ha steso la mano contro l’unto di Geova ed è rimasto innocente?"

La risposta di Davide al servitore Abisai ci fa comprendere quale inclinazione di cuore aveva questo fedele servitore di Geova in tempi non sospetti. Anche se risulta poco evidente Gionatan aveva la precisa volontà di non interferire con il volere di Geova. Gionatan poteva richiedere di prendere possesso del regno prima che Saul fosse deposto ? Possiamo riconoscere la grande  lealtà verso Geova e di conseguenza verso il suo amico Davide ? Saul non era più riconosciuto degno dell'incarico avuto e Gionatan se ne rendeva conto. In quei momenti c'era una questione importante di lealtà che gli si poneva davanti. Sarebbe stato leale all'organizzazione di Dio sulla terra o a quella nei cieli ? Saul era l'unto di Geova e Gionatan e Davide lo sapevano bene ( I Samuele 9:27 10:1 ). Quale giustizia avrebbero ricercato ? Le scelte che avrebbero preso, dove li avrebbero portati ? Quale sarebbe stata la prospettiva che si sarebbe posta davanti a loro ?

Nella vita di ogni buon cristiano ci sono tante cose importanti che si devono fare. Lo studio, la preghiera, la dedizione al servizio. Molto spesso le pubblicazioni ci hanno addestrato ad avere tante forti qualità per riuscire a superare tutte le tendenze negative ( w 15/10/03 "Aggiungete alla conoscenza la padronanza di sé" w 1/11/98 "Continuate a operare la vostra salvezza!" ). Abbiamo provato disagio quando ci accorgiamo che gli sforzi che facciamo, per mantenerci integri, non sono condivisi ? Se gli impegni che ci siamo assunti sono diventati gravosi, di chi è però la colpa ? Umanamente parlando, sostenere che la colpa delle nostre disgrazie è sempre di qualcun altro o di qualcos'altro è una tendenza negativa molto semplice da acquisire. Abbiamo imparato ad avere la giusta prospettiva, in modo da anticipare i problemi ? ( w 15/03/06 “Ciascuno porterà il proprio carico”)



Evitando di dare giudizi di merito ed includendo tutti compreso il sottoscritto, negli anni 80 dentro molte congregazioni c'era l'indubbia tendenza all'intruppamento. I fratelli si distinguevano anche per la forte rigidità e i forti distinguo con il sistema di cose. Io ricordo alcuni fratelli particolarmente integralisti che osteggiavano tutti i mezzi mediatici ( e il loro acquisto ) come la radio e la televisione, perchè venivano considerati come gli strumenti di Satana e la sua propaganda. ( w 15/02/70 "Un mondo senza fede" ) Considerate che  adesso questi stessi fratelli hanno mirabolanti profili su Facebook, mentre il paradosso è che io stesso, adesso diventerei un vaccaro nei loro confronti. Alcuni di questi atteggiamenti assunti, possono essere complicati da gestire e la semplice sopportazione potrebbe diventare una tediante tortura ( II Tim 1:12, II Tim 2:10 ). Una volta un fratello giovane e poco ponderato tentava di spiegarmi in modo accalorato che, come cristiani anche se non eravamo legati ad una data non era ragionevole pensare, così come facevo io, che avremmo visto il millennio passare  ( erano gli anni 80 appunto ). Un po' il fratello era traviato dall'ingannevole concetto della generazione che non era solo condiviso ma anche predicato e un po' era semplicemente limitato per tanti motivi ( w 1/12/1980 "Siate vigilanti" ). Ma non potevo fargliene una colpa, tutti i fratelli che si definivano spirituali la pensavano cosí. Per questo mio disallineamento mi chiedevo : Quali interessi dovevo perseguire nella mia corsa cristiana ? Quale era la mia prospettiva di fedele servitore di Geova ? Da cosa si deve, o forse meglio, si dovrà riconoscere il mio progresso spirituale ? La nomina, in particolare, è o sarà il risultato di quale progresso ? L'esempio di Davide e Gionatan potevano essermi di aiuto ?


Questa piccola esperienza mi ha fatto comprendere che per scegliere la consapevolezza cristiana ci si mette in una posizione estremamente più complicata e difficile. Tutte le profezie e gli intendimenti devono essere ponderati e applicati con estrema cautela. ( 1 Cor 2:10, Ebrei 4:12, Romani 11:33 ) Lo studio aumenta esponenzialmente e le sua applicazione nella vita di tutti i giorni diventa una continua prova che non può fare affidamento sulla "soddisfazione" della nomina. Se sei un nominato, prima di chiederti se puoi fare di più chiediti anche se manterresti lo stesso impegno senza la gratificazione della nomina ( Isaia 1:11,16 ). E' ovvio che dobbiamo avere molto chiare le idee per quanto riguarda il rispetto dell'unità cristiana e rendersi conto che questa posizione debba essere purtroppo il risultato di un compromesso. Ricordate Gionatan ? La seppur legittima contestazione degli aspetti contraddittori, deve essere finalizzata ad uno scopo diverso rispetto alla ragione personale. Evitiamo di considerarci come vittime di effetti collaterali e comunque impariamo a demandare il tempo delle rivendicazioni. Per la sopravvivenza quotidiana, alcuni prendono in considerazione l'ipotesi del compromesso teocratico. Il compromesso non essendo fatto con Dio viene fatto rientrare più o meno inconsciamente in quella che lo schiavo stesso a suo tempo lo aveva definito con il controverso termine di "strategia teocratica" ( rif. w 15/05/88 "Servite Geova di comune accordo" ) e che però ben si addice alla vita in trincea di molti fratelli. La trincea di una guerra che sembra impossibile da vincere, contro noi stessi e contro questo sistema guidato da Satana. Sempre più spesso abbiamo l'impressione che l'unica prospettiva sia una gara di sopravvivenza. Non è forse quello il momento di confidare in Geova ?


Possiamo alleggerire il peso rendendo la verità meno pressante, senza compromettere la gravità delle questioni in gioco ? Un modo semplice potrebbe essere quello di avere quel tanto di ironia da permetterci di guardare la questione da un angolo diverso. C'è da tenere conto che il termine "ironia" non è un termine biblico e di conseguenza non viene mai utilizzato dalla società nelle pubblicazioni se non in contesti negativi. L'effetto più marcato è che i fratelli troppo "allineati" non hanno questa qualità. E' indubbio però che con una piccola battuta possiamo riuscire a dare ai problemi la giusta dimensione ( questo non vuol dire negarli ma non vuol dire nemmeno ingigantirli ) e per questo parliamo di giusta prospettiva. Se siamo anziani e dobbiamo riprendere un fratello sfruttiamo il potere lenitivo del sorriso ( Giobbe 29:24 ). Non dobbiamo fare i pagliacci o diventare dei Patch Adams teocratici per la riprensione  ma un pizzico di ironia è vitale ed è comunque indispensabile per una sana visita pastorale. Quale risultato vogliamo ottenere ? Manteniamo sempre alta la guardia in questi giorni della fine, resistendo a tutte le forze che possono farci perdere l'equilibrio, in particolar modo dentro la congregazione. Evitiamo il laccio della sterile lamentela, ricordando la lealtà di Gionatan e ricordando anche che la giusta prospettiva si ottiene sempre con almeno due punti di vista. 







II Cor 13:7

7 Ora preghiamo Dio che non facciate nulla di male, non per apparire noi stessi approvati, ma affinché voi stessi facciate ciò che è eccellente, benché noi possiamo apparire disapprovati.