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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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17/05/16

LA DEMAGOGIA DELL'OSCURANTISMO







Chi non è più tanto giovane,ricorderà sicuramente un film di Alberrto Sordi e Monica Vitti, "Polvere di Stelle". Il buon Albertone, certamente, non pensava di star preparando un acquerello che avrebbe riprodotto la storia della nostra Organizzazione, coinvolta in un modo di vivere superiore alle proprie possibilità. Il guitto Mimmo Adami che porta la sua scalcinata compagnia in giro sotto le bombe nell'Abruzzo del '43, pur ecologicamante e gastronomicamente sempre sufficiente, per poi approdare nella liberata Bari dove si lascia travolgere nella rutilante fantasmagoria di luci e di successo del teatro Petruzzelli, non vi ricorda nulla?

E' una simbologia che raggiunge i toni del realismo parallelo più incredibile quando poi, svanite le illusioni e le facilitazioni degli americani, che avevano dato una mano nel momento in cui non avevano altri valori sottomano, Mimmo e la sua partner Dea, si ritrovano a Roma a riproporre i temi di un'ubriacatura di gloria effimera, tornando a cullarsi negli abituali ricordi di una grandiosità fasulla.

Come Mimmo_Alberto e Dea_Monica, noi tutti oggi ci svegliamo di fronte ad una realtà che ci eravamo illusi di aver abbandonato, lasciandoci portare dal trionfalismo facile degli anni 70-80-90, diabolica trinità, senza dargli la concretezza che pur si poteva, sfruttando i momenti buoni, solo se fossero state dimensionate le ambizioni e le mediocrità di questi anni. Passata la sbornia da fine del mondo  imminente,cosa rimane? Solo la faciloneria che permette il solo mestiere che oggi si può garantire senza tesi di laurea o specifiche qualificazioni professionali: quello dell'uomo qualunquista, ma quel che è peggio, con possibiltà illimitate decisionali su tutto e a dispetto di tutti, che poi ti fanno trovare di fronte ai guasti che adesso lamentiamo: pedofilia, dissesti finanziari, leccobardi in servizio permanente dentro alle congregazioni,fratelli depressi da psicofarmaci dipendenti-continuo, burosauri di vecchia lega sempre pronti all'autocelebrazione di massa.

E' la conferma di come sia superficiale quel livellamento di principio di certe abitudini, che si sono imposte come un "diktat" con la leva della ben nota ottusità del burocratismo o delle fole moralistiche da quattro soldi. Se il cambiamento non c'è mai stato e forse mai ci sarà, significa che tutte le storie vantate finora su questi temi, sono appunto fole da imbonitori da mercato. Gli obiettivi erano ben altri, sconosciuti ai più.

Che fine fanno tutti i soldi delle nostre contribuzioni?

Che senso ha continuare a mantenere l'odiata casta dei papaveri eccellenti, forieri solo di rancori e strafottenze più o meno gratuite? Immanenti feticci di tante congregazioni e maestri solo nella predicazione dell'invidia? Sono personaggi sempre più prolificanti(e non sempre di riconoscibile qualificazione e capacità) che all'ombra (si fa per dire) di tante congregazioni si creano piccole posizioni di potere. Posizioni che gli permettono di soddisfare anche certi orgogliuzzi di comando, che non avrebbero modo di eprimere altrimenti e altrove. Con quel pizzico di potere che si ritrovano, tutto pensano  tranne che al loro oneroso compito, ma piuttosto a complicare quello altrui. Come possano costoro avvicinarsi a Dio in preghiera la sera e dire: "Mostraci misericordia come noi l'abbiamo mostrata ad altri" è cosa difficile da capire...Ma quello che avvilisce ancora di più è il terribile senso di obbedienza alle loro decisioni o disposizioni manifestato dalla maggioranza.

I pensieri del cristiano dovrebbero essere condotti in cattività a Cristo, e non agli uomini o ad un'organizzazione. Perché allora questa tendenza a sottoporre la coscienza individuale ad un controllo così totale? E' il concetto di organizzazione che provoca tutto ciò. Esso genera la convinzione che, in tutto e per tutto,qualsiasi cosa dica l'organizzazione e,ovviamente i suoi illustri rappresentanti,è come se Dio stesso stesse parlando. Avvilente fu quello che sentii con le mie orecchie da uno di questi invertebrati: prese una pubblicazione della Società che aveva la copertina verde e disse: "Se la Società mi dicesse che questo libro è nero invece che verde io direi: guarda un po' avrei giurato che fosse verde, ma se la Società dice che è nero, allora vuol dire che è nero e basta!!" In realtà molti miei amici riflessivi, sono disgustati da queste manifestazioni di fede cieca. Tuttavia la maggior parte di essi è ancora disposta a conformarsi a ciò che dice l'organizzazione. E' questa forma di "lealtà" che conduce la gente ad incredibili conclusioni, la induce ad accettare con la ragione le più grossolane crudeltà(trattamento dei disassociati docet).

Ovviamente l'effetto desensibilzzante che questa "lealtà"può provocare,è ben documentato,essendo stato ripetutamente dimostrato,attraverso i secoli,sia nella storia religiosa che in quella politica,come nei casi limite dell'Inquisizione e del regime nazista.  Quanti anziani o sorveglianti presentano le stesse modalità di tanti comandanti della Wermacht? Tuttavia esso può produrre più ripugnanza quando si manifesta nei nostri paraggi, in un ambito che mai ce lo saremmo aspettato. Queso dimostra, con evidenza, la ragione per cui Dio non si è mai proposto che gli uomini esercitassero un'autorità così eccessiva sul proprio prossimo.

Che fare allora?

Depotenziare i sorveglianti viaggianti riproposti con stantia petulanza ogni tre anni. Le visite alle congregazioni potrebbero essere fatte da due anziani scelti nella Circoscrizione  stessa e fatti ruotare ogni tot periodo di tempo a turno. Via le auto blu e relativi oboli da mantenimento permanente da parte dei fratelli. I discorsi della domenica,fantasiosi eloqui da festival paesano, allargati non più solo agli anziani, ma anche ai proclamatori più dotati,ai pionieri e ai servitori di ministero; Via i rapportini, i numeri e le cifre...ognuno in preghiera dice a Geova quello che ha fatto e come lo ha fatto.

Anziani eletti ogni due anni direttamente in Sala per alzata di mano da tutta la Congregazione, dopo una settimana passata a meditare in famiglia. Riduzione del valore delle cariche a sfavore di un certo tipo di descalation anche di coscienza dei valori. Insomma un processo di umanizzazione e un nuovo Rinascimento che punti alla valorizzazione della persona in quanto tale e non nel perenne e stantio depauperimento dei veri valori fatti sempre abdicare in nome dei condizionamenti di potere, inutile chimera di scelte oscurantistiche

Il Conte Oliver