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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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06/11/14

Come sopravvive​re al tempo della fine – Perchè siamo proclamato​ri consapevol​i ?

Cari fratelli
A seguito di alcuni interventi effettuati al blog su alcuni aspetti procedurali urge fare una premessa che in effetti avrei dovuto fare sin dall'inizio. Io come tutti non sono infallibile e quindi può capitare che nelle varie peregrinazioni degli argomenti si possa in qualche modo incappare in errori più o meno evidenti. Io, così come immagino gli amministratori del blog, non abbiamo nessun timore nel correggere eventuali inesattezze, per questo sono sempre gradite le puntualizzazioni a chiunque desideri farle.


C'è però un aspetto che mi preme sottolineare a chi in particolar modo non gradisce la presenza di questo blog in rete: sforzatevi di farvene una ragione. Questo alla luce di una semplice considerazione che spero gli amministratori condividano. Il blog, nella sua impostazione principale è diventato come una zona franca, che permette a molti di voi di esprimere il dissenso che avete provato in alcuni aspetti della corsa cristiana. Chi ritiene che questo dissenso sia deplorevole e contristi lo spirito deve fare molta attenzione perchè le nostre opinioni possono essere contrastanti con quello che pensi, ma la verità è una e inviolabile... e non è detto che sia per forza la tua.

Uno degli aspetti che ci distingue come esseri coscienti è la capacità di farci domande. Le domande sono la chiavi che ci permettono di arrivare alla comprensione delle cose. Non tutte le domande però portano alla ragione delle cose. Nel giardino primordiale Eva rispondendo correttamente alle domande di Satana fu poi presa nel laccio delle sue menzogne. Geova Dio rispose alle domande di Abramo come un padre risponde alle domande di un figlio curioso cosi come Davide venne redarguito attraverso la domanda di Natan.
Nella bibbia abbiamo molti esempi di come attraverso domande sagge possiamo rivelare la verità ma anche di occultarla. Queste domande le facciamo anche noi, ma da un po' di tempo sono aumentate per tanti motivi. Ad esempio da circa un anno a questa parte ci sono stati numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutti gli aspetti teocratici. Nuove riviste, nuove presentazioni, nuove procedure... Le circolari sulle nuove modalità di nomina dei fratelli si sovrappongono a quelle che stabiliscono le nuove frontiere della predicazione con il web teocratico. Alcuni fratelli ci segnalano però l'imbarazzo ma forse meglio dire il disagio che provano in alcuni di questi aspetti ( il web su tutti ) per le difficoltà pratiche che questo tipo di alternativa tecnologica presenta. Le congregazioni si riempiono di tablet e la bibbia si sfoglia su display da 9 pollici attraverso app di sconosciuti compagni di fede. Io che sfoglio la bibbia di carta, sono meno spirituale ?

Quando ero ragazzo c'erano diverse cose che non gradivo in alcuni fratelli, ma solo col tempo imparai a riconoscere che alla base c'era quella sorta di visione settaria che molti avevano acquisito. Le tensioni che c'erano nella congregazione erano tali da costringermi a creare una sorta di filtro che mi permettesse di comprendere l'essenza della verità espressa da questa sedicente spiritualità. Questo filtro che mi sono creato è il risultato di una considerazione oggettiva che ad un certo punto ho dovuto dare alla mia esistenza. Questa consapevolezza l'ho avuta con una piccola vicenda di vita vissuta piuttosto banale ma che mi ha fatto riflettere.
Io e 3 mie amici fratelli un giorno decidemmo di prenderci una mezza giornata di relax sul mare. Per fare questo raggiungemmo il porto vicino per prendere a noleggio una piccola barca. Una volta in nostro possesso ci accomodammo ognuno al nostro posto e dopo aver acceso il motore raggiungemmo il largo. Dopo quasi un chilometro il sole incomincio a scaldare e così decidemmo di fare un bagno. Ma in quel momento senza che nessuno spiegasse al suo compagno cosa doveva fare nacque però una sorta di collaborazione implicita nei movimenti. Perchè ?
Perchè l'equilibrio della barca infatti poteva essere pesantemente compromesso se ad esempio tutti e quattro avessimo deciso di buttarci insieme dallo stesso lato dell'imbarcazione. Uno spostamento di ogni componente avrebbe provocato inevitabili oscillazioni ma coordinando i nostri movimenti non ci fu alcun pericolo di rovesciamento. Ora io in quel momento ho visto la congregazione come una barca e i fratelli gli ospiti di questo natante. Se avessi dovuto sempre contestare quanto di inesatto scorretto e poco cristiano vedevo avrei sicuramente compromesso l'equilibrio dei fratelli. Ma quello che compresi e che anche se avessi dovuto sempre assecondarli avrei comunque compromesso l'equilibrio della barca.
Nella congregazione non possiamo pensare di delegare ad altri la nostra spiritualità ma il problema vero e che e non possiamo nemmeno permetterci di far finta che la spiritualità malata di alcuni fratelli non sia un problema nostro. Perchè ? Semplice siamo tutti nella stessa barca.
Capitan Kirk
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