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24/07/16

IPERATTIVI nell’INATTIVITÁ spirituale




IPERATTIVI, ma completamente INATTIVI! Un controsenso? No! É quello che accade spesso ad alcuni testimoni di Geova “borderline” (l’aggettivo usato non si limita al “disturbo della fede”, ma può interessare altri tipi di disturbi, che implicano situazioni implicite o no alla stessa fede nonché alla propria psiche).  Anche se non tutti gli inattivi sono iperattivi (grazie a Dio), alcuni inattivi, completamente scollegati dalla fede e dalla congregazione cristiana dei testimoni di Geova, dalla fratellanza locale e mondiale, hanno intrapreso comportamenti massimamente iperattivi, con atteggiamenti da “spiritualizzanti sopraffini” (2 Cor. 11:5; 12:11/b), in ordine a nozioni “teologiche”, organizzative, amministrative, etc., per la fede dei testimoni di Geova.

Troppo spesso gli IPERATTIVI-INATTIVI rivendicano, gridando ad alta voce, di: “NON ESSERE NÉ COMPRESI  né capiti dai fratelli” (soprattutto dagli anziani); rivendicando un loro desiderio di “vendetta” per qualche fatto grave oppure no, accaduto o commesso nei loro confronti. Anche se i casi sono si limitano a questi due presupposti, senza dubbio c’è ne sono di più, come espone la W92 1°/8  p. 28-30; W89 15/7 p. 23. Ricordo, di un pioniere speciale con funzione di sost. CO nella circoscrizione (il quale ostentava spesso la propria “cultura universitaria” ai fratelli), che venne rimosso. Inizialmente rimase “pecora”, ma poi in lui esplose una velata vendetta contro la sua rimozione; divenne una “capra” ostinata ed inattiva nella congregazione. Questo fratello, la sapeva lunga, tant'è che impersonò la funzione di un IPERATTIVO-INATTIVO. Da nominato, per esperienza, ho notato che gli inattivi si possono dividere in due categorie: 
1) i borderline 
2) i “semplici”
i due estremi. Quelli borderline sono decisamente IPERATTIVI-INATTIVI difficili da aiutare e recuperare (dipende unicamente da loro se ritornare o no nella congregazione, il buon 90% dei borderline non tornano alla fede, checché se ne dica, pur riconoscendo che hanno una “loro personale” fede); I semplici inattivi sono fratelli “umili”, che con un aiuto, spesso fatto solo da un coinvolgimento, tornano ad essere attivi nella congregazione. Il merito del ritorno a Padre, non è certo degli anziani che voglio o meno aiutare l’inattivo, il merito è unicamente dell’inattivo e della sua umiltà, posto che ama profondamente Geova, la congregazione e i fratelli; cosa che bisogna riconoscere NON avviene tra  i borderline.

La diserzione dalla fede, lo scollegamento dai precetti organizzativi dell’INATTIVITÁ, si compie spesso nelle persone e negli “spiriti” che dimostrano di avere una totale fiducia in se stessi; in ciò che propina ed insegna “l’intelletto umano” e in ciò che i “maggiori tra gli uomini” confessano per “verità”. Nella maggior parte dei casi, ciò avviene nel seguente modo: gli inattivi vivono come “tutti vivono” e tutti vivono fondando i loro principi ad di fuori della fede dei testimoni di Geova, principi che non hanno niente in comune con i precetti biblici, ma soventissimo sono contrari ad essa. Gli inattivi accettano questo modo di vivere! la fede dei testimoni di Geova non ha più un posto nella loro vita. La fede degli inattivi, viene sviluppata (negli anni) lungi dalla vera “spiritualità cristiana” e indipendentemente da questa e se si trova in contatto con tale “spiritualità”, viene considerata come un fenomeno esteriore alla fede nel Cristo, per nulla legato alla “spiritualità” impersonata dal credente e attivo testimone di Geova. Osservando la vita religiosa dell’inattivo: i suoi atti di condotta, la sua fede, il suo atteggiamento verso i fratelli, il suo porsi nei dialoghi interni ed esterni alla dottrina (spesso critici e negativi), non si può sapere se egli creda veramente, poiché manca l’assunzione di fede, che è quella di produrre “opere “(Giac. 1:25) non dimentiche.
Troppo spesso l’inattivo borderline (iperattivi-inattivi), negli anni di militanza da testimone di Geova, ha maturato la convinzione (soggettiva e personale), vivendo nella congregazione, di vedere la fede, di vivere la dottrina dei testimoni, come un mezzo per raggiungere qualche “effimero” fine nell'ambito “apicale” all'organizzazione. Se questo è lo spirito avuto nel corso degli anni, costoro sono tra gli inattivi più irrecuperabili, tra coloro che non si lasciano affatto aiutare. Difatti per essi la fede non è stato che un mezzo per raggiungere un “fine qualsiasi”, la loro non è più fede (Eccl. 1:14/b).  Nasce così sul web, siti di ipotetici INATTIVI, un club di “spretati” (alcuni ex nominati di rango) che sanno solo proporre il piangersi addosso, il commiserasi (pur non coprendosi il capo di cenere e vestirsi di scacco), dando violente manganellate a destra e a manca, per tornare “candidamente” poi ad affliggendosi del mancato interesse da parte dell’organizzazione per loro. Questi scollegati dalla fede, questi borderline del “pensiero cristiano” ( non semplici inattivi; 2 Cor. 7:6/a) conducono una guerra persa già prima di averla combattuta, tant'è che leggendoli,  questi “abbozzano” aborti di concetti e idiote richieste (all'uomo e mai a Geova; Sal. 37: 4) che non sono di alcuna UTILITÀ a chi legge e non hanno basi per prefissato scopo, per un miglioramento organizzativo, per un fine UTILE alla causa della fede e all'organizzazione, allontanano molti da Geova (Ger. 5:12). Per questi scollegati dalla fede, per questi borderline del “pensiero terreno”, la cultura, l’intelletto umano, la luce della scienza, della vita letterata (quello di studiosi sterili), del perfezionamento intellettuale è divenuto prioritario, perché solo così possono rendersi migliori e superiori agli ultimi del gregge nelle congregazioni, divenendo celebri, importanti colonne nelle congregazioni, oratori di grido; giammai essere migliori dinnanzi a Dio; questi scollegati, hanno fatto crollare la loro identità cristiana, l’edificio di fede in Geova che era in loro, preferendo esercizi filosofici sterili e discutibili (Col. 2: 8) ai valori della dottrina cristiana, creando un vuoto nella loro anima, un vuoto incolmabile e difficilmente sanabile (Matt. 23: 37).
Avendo messo in discussione i motivi e le ragioni che spingono gli IPERATTIVI-INATTIVI del web, una nuova sorta di “spretati” tra la nostra religione, mi convinco che tutti questi “scrittori” (uno o più di uno, chissà?) hanno messo fortemente a rischio la propria fede, accostandosi a quelli che hanno fatto naufragio nella fede (1 Tim. 1:19), molto sicuri e contenti di ciò che vanno affermando, di sé e di altri, sicuri come spesso possono esserlo i santi o quelli che hanno odore di santità tra i cattolici. Questi uomini borderline IPERATTIVI-INATTIVI mi ispirano un senso di pietà e vergogna, cosa che, guarda caso, non mi ispirano gli inattivi semplici. Il motivo sta nel fatto che essi NON desiderano affatto essere aiutati, li conosco profondamente bene, fanno parte di un “nuovo vizio” nato di recente (15/20 anni) tra i testimoni di Geova, sono spinti da un orgoglio fino alla malattia, hanno una folle sicurezza di essere giusti tra giusti, sono una generazione “nuova” (Deut. 32:5/b) e a sentirli, la colpa, se loro sono divenuti inattivi, è soprattutto di altri, non certamente imputabile ai loro motivi errati. Leggendo i loro sproloqui culturali, sermoni misti di fede spenta, sento e percepisco maggiormente un insieme di compassione e sconcezza, imbarazzo; ho voglia di ridere, provo lo stesso sentimento che si prova in un manicomio. Infatti le loro incursioni nella cultura, nella scienza, nel campo letterario, non solo non cacciano via la loro disperazione di essere inattivi, ma l’aumentano grandemente. Non c’è da ingannarsi; tutto è vanità (Eccl. 1: 2).
Le “arringhe” di questi uomini borderline IPERATTIVI-INATTIVI, sarebbero state perfette se fossero state d’accordo con le “critiche costruttive” (dico: COSTRUTTIVE) che si propongono ormai da anni in questo blog PROCLAMATORECONSAPEVOLE; ma siccome ad ogni idea, critica, commento, ect., che noi pubblichiamo, gli uomini IPERATTIVI-INATTIVI si oppongono sempre con un’idea diametralmente opposta RIpubblicato nel loro spazio virtuale, avreste potuto e dovuto riflettere sulle ragioni in essere, che, in fin dei conti, sono le stesse, anche se dette e asserite in toni e soprattutto in forme diverse. Ma a voi l’intelletto culturale umano vi ha accecato, dovete competere ed essere tra i primi, gli ultimi non contano. Per noi di PROCLAMATORECONSAPEVOLE gli ultimi (Matt. 19:30) valgono molto, molto più dei saggi e dei sapienti acculturati, i quali scrivono solo e sempre dei loro problemi e di una “nuova” sorta di uomini borderline scollegati, gli: IPERATTIVI-INATTIVI. Leggendovi, noto e vedo chiaramente, che non v’è nessuna differenza tra quello che scrivete e quello che è un manicomio. Mi accorgo sempre più, al di là dell’ironia disinvolta che usate, cosa peraltro comune a tanti intellettuali inattivi, che trattate spesso (e lo suppongo non vagamente) da pazzi alcuni e, come fanno tutti i pazzi, trattate ciascuno da pazzo, eccettuati voi stessi. Forse è stato in questo modo avete formulata la vostra fede negli anni. Certo non v’è nulla di disinvolta ironia in ciò, e semplicemente crudele e stupido affermarlo.
Ad majora.
Sas@



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